“La pazienza delle ‘pandillas’ ha un limite”, diceva ieri il negoziatore salvadoregno Raúl Mijango al País. Le “pandillas” sono le bande criminali, chiamate “maras” (la Mara Salvatrucha, chiamata anche Ms-13, e il Barrio 18), che hanno reso El Salvador uno dei paesi a più alto tasso di omicidi del mondo. La “pazienza che sta finendo” è quella per le elezioni presidenziali, il cui secondo turno è finito domenica scorsa con un pareggio. Il candidato di centrosinistra Salvador Sánchez Cerén, delfino del presidente uscente Mauricio Funes, è in vantaggio di un paio di decimali (seimila voti) su quello di centrodestra, Norman Quijano.