Matteo Renzi ha mantenuto l’impegno del bonus ai redditi medio-bassi e del taglio dell’Irap per le imprese. Tra le coperture figurano il raddoppio della tassazione sulle plusvalenze realizzate dalle banche con la rivalutazione delle quote in Bankitalia, la riorganizzazione delle municipalizzate, e altro, ma soprattutto i tetti retributivi dei dirigenti pubblici: compresi i magistrati, e quindi il mitico primo presidente della Cassazione dovrà scendere dai 311 ai 238 mila euro del capo dello stato. Da lì si vedrà (la questione è rinviata alla riforma della Pa) se dovranno in proporzione ridursi i trattamenti più ingiustificati di altre alte toghe. Stessa cosa per Bankitalia, autorità indipendenti e servizio sanitario: benché qui si sia rinunciato a un più robusto intervento sugli sprechi del sistema.