Matteo Renzi ha coltivato un certo feeling con Maurizio Landini, segretario della Fiom e principale avversario interno di Susanna Camusso. Il congresso della Cgil si conclude infatti con lo strappo che mette fine alla fragile maggioranza nata per isolare l’ala radicale di Giorgio Cremaschi. In teoria Landini agisce in nome della trasparenza, non avendo né cifre né tessere (350 mila contro gli oltre 5 milioni della Cgil), eterodossia che gli è valsa la simpatia renziana. Tanto più se la Camusso accusa il capo del governo di “torsione della democrazia” e coltiva stretti rapporti con la vecchia guardia del Pd. Ma la tattica è una cosa, altra è fidarsi del Landini sindacalista.