Il nero denso e imponente del Nettuno incombe sulla variopinta umanità di piazza maggiore, umida e lucente sotto il sole svogliato di questo indecifrabile marzo. Io e il Sandrone, amico e fisico delle particelle, siamo appena usciti precipitosamente dalla farmacia comunale per via di un barbone che ha saturato l’atmosfera con i suoi antichi e spessi fumi corporei.