Il momento attuale mi ha fatto ripensare a un articolo che scrissi per il Foglio il 7 febbraio 1996. L’articolo riprendeva le tesi sostenute in un pezzo, scritto l’anno precedente, subito dopo la caduta del governo Berlusconi, per la rivista americana National Review, che il direttore della rivista aveva pensato bene di intitolare ricorrendo alla parola più lunga della lingua inglese: “Antidisestablishmentarianism Italian Style”. La tesi che sostenevo era così riassunta: “Cosa sia l’establishment credo sia noto a tutti: un gruppo esclusivo e potente che controlla o influenza fortemente il governo, la società, o un settore di attività. Leggi Il Pd contro i comuni