Saviano non lo sa, ma la sua lista di cose per le quali valga la pena di vivere, infilata alla fine dell’introduzione al volume che raccoglie i monologhi di “Vieni via con me”, è il termometro esattissimo del mutamento genetico occorso alla sinistra italiana negli ultimi vent’anni. Saviano non lo sa perché nell’introduzione sbaglia clamorosamente la paternità culturale di questa lista, rifacendosi alla scena di “Manhattan” in cui Woody Allen, col registratore sul divano, elenca le ragioni “why life is worth living”.