“Ho notato che più o meno ogni vent’anni in Italia si sviluppa un forte movimento di avversione al ceto politico: il fascismo, la resistenza, il Sessantotto, Tangentopoli e oggi. E’ sicuramente un caso, ma ci sono evidentemente cicli che culminano in genere proprio in un fatto esterno al mondo politico”. E questo, per Luciano Violante, non è un caso vista l’eterna incapacità di autoriforma di quel mondo. L’ex presidente della Camera, oggi responsabile del Pd per i problemi dello stato, parla col Foglio nel giorno dello strano incrocio tra Papa e Tedesco.