E’ brutto a dirsi, ma “Gaza è il risultato di un esperimento democratico”. Jeffrey Goldberg, giornalista e commentatore imprescindibile per chi vuole comprendere il medio oriente, oggi arruolato all’Atlantic ma per tanti anni autore di splendidi reportage per il New Yorker, è come sempre disarmante nelle sue analisi. E’ vero, il governo di Gaza è il risultato delle elezioni del 2006, volute fortemente dalla comunità internazionale dopo il ritiro da Gaza dell’ex premier israeliano Ariel Sharon, poi vinte da Hamas, che ha trasformato quella striscia di terra in un campo di battaglia per estremisti ed estremismi, come dimostra l’uccisione dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni.