Quando, nell’autunno del 1943, partì definitivamente per il campo di smistamento nazista di Westerbork da cui sarebbe stata trasferita ad Auschwitz dove fu uccisa il 30 novembre dello stesso anno, Etty Hillesum portò con sé una copia della Bibbia e un dizionario di russo. La ragazza, 29enne, aveva lasciato ad Amsterdam, nella casa del contabile vedovo Hendrick Wegerif, il caro “Han”, un uomo di 62 anni con il quale conviveva “more uxorio” dal ’37, tutti gli altri libri che l’avevano accompagnata negli anni dell’attesa della fine: le poesie e le lettere di Rilke, i romanzi di Dostoevskji, i racconti del “nervoso, inquieto Gogol”, le “Confessioni” dell’“austero, ardente Agostino”.