Devo essere sincero. Quando, il 19 aprile 2005, il cardinale protodiacono, il cileno Jorge Medina Estévez, annuncia che la chiesa cattolica ha un nuovo Papa, io resto piuttosto freddo. E siccome sono collegato in diretta televisiva con qualche milione di persone, la mia reazione non passa proprio inosservata. Ma che ci posso fare? Non so dissimulare. Torno al giorno fatidico. L’annuncio, in latino, è quello classico. Già al “Josephum” tutti capiscono, e dalla piazza si levano esclamazioni. Capisco anch’io.