La mediazione del presidente americano, arrivato quando tutto sembrava naufragare (con i cinesi a capo degli scettici), salva almeno le apparenze: il summit si può chiudere con un documento che annunci un rafforzamento delle politiche a favore dell’ambiente. Tutto qui, perché un trattato per regolamentare le emissioni dopo il 2012 non c’è e non ci sono nemmeno tempi certi per averne uno. Un limite, a dire il vero, c’era ed era quello del 2010, fissato – correva l’anno 1997 – al termine della conferenza di Kyoto. Dopo Copenaghen, non c’è più nemmeno quello: è stato espunto dall’ultima bozza, ribattezzata Piano B, per poter dire che un’intesa c’è stata.