Il dialogo di Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky sulla “Felicità della democrazia” è uscito a ridosso delle ribellioni del vicino oriente e alla vigilia del colpo contro Osama bin Laden. Si è detto, e soprattutto si è auspicato, che il secondo chiuda un ciclo, e le prime ne inaugurino uno opposto. L’11 settembre è al centro del dialogo. Mauro ribadisce quello che avvertì dal primo momento, che “il bersaglio era la democrazia occidentale nel suo insieme, e l’11 settembre attende anche da noi una risposta”. Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook