Si apre oggi a Vienna il secondo round dei negoziati sul nucleare iraniano. Teheran alza la posta, urla che andrà avanti con il suo programma atomico contro la volontà di quelle “potenze straniere” che, secondo la versione iraniana, hanno fatte strage di pasdaran in Beluchistan domenica. La comunità internazionale nega coinvolgimenti e lima l’ultima versione della sua bozza di negoziato, sempre meno appuntita. Gerusalemme osserva, e non si fa illusioni: come diceva l’ex premier Ariel Sharon, sull’Iran è bene che Israele tenga un basso profilo.