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Atp, rivoluzione in arrivo nel 2028: premi più ricchi, nuovo ranking e calendario da ridisegnare

15 OTT 26

(Adnkronos) - Il tennis maschile si prepara a una possibile svolta. Dal 2028 l’Atp vuole cambiare il modo in cui vengono distribuite le risorse economiche, assegnati i punti in classifica e organizzati gli impegni durante la stagione. Tre interventi strettamente collegati, ai quali si aggiunge una revisione dei formati delle competizioni, con l’intento di rendere il circuito più sostenibile per chi scende in campo e più efficace sul piano commerciale. A illustrare la direzione del progetto è stato Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, attraverso una lettera aperta dedicata alla nuova fase di 'OneVision', il programma strategico con cui l’associazione intende trasformare il circuito professionistico. La proposta mira a distribuire meglio i ricavi, riconoscere maggiormente il valore dei risultati più importanti e ridurre le pressioni che spingono i tennisti a disputare un numero elevato di tornei. Il percorso, tuttavia, è ancora in fase di definizione e dovrà passare attraverso il confronto con le componenti del sistema. 

Il capitolo finanziario è uno dei punti centrali della riforma. L’associazione intende rafforzare in maniera significativa gli strumenti economici destinati ai giocatori, con interventi che coinvolgono bonus, premi di fine stagione e previdenza. Il Bonus Pool, attualmente pari a 21,5 milioni di dollari, dovrebbe salire a 50 milioni. Il fondo è pensato per premiare la partecipazione ai principali appuntamenti del circuito e rappresenterebbe uno degli strumenti attraverso cui l’Atp vuole rendere più vantaggioso competere nei tornei di maggiore rilevanza. A questa misura si aggiungerebbero altri 25 milioni di dollari in bonus stagionali destinati ai primi 250 giocatori della classifica. L’obiettivo è offrire un sostegno più ampio a chi deve sostenere le spese necessarie per viaggiare, allenarsi e prendere parte alle competizioni, comprese le fasce del ranking lontane dai guadagni più elevati. Il progetto prevede inoltre circa 30 milioni di dollari all’anno per i contributi pensionistici, a beneficio di 300 tennisti. Nel complesso, le tre iniziative raggiungerebbero un valore di 105 milioni di dollari annui. Se si considerano anche i montepremi dei tornei e gli altri meccanismi di partecipazione ai ricavi, l’Atp stima che dal 2028 la remunerazione complessiva dei giocatori possa arrivare a 350 milioni di dollari, senza includere gli Slam, che seguono un'organizzazione autonoma. La strategia, quindi, non si limita ad aumentare i compensi ai vertici. Punta anche a rafforzare le condizioni economiche di chi si trova nelle posizioni intermedie e inferiori del ranking, dove i costi della carriera possono incidere pesantemente sui guadagni. 

La seconda area d’intervento riguarda il sistema dei punti, uno degli elementi che condizionano maggiormente le scelte dei professionisti. L’Atp vuole rivedere i criteri di assegnazione del ranking per attribuire un peso superiore ai risultati ottenuti nei tornei più prestigiosi. La filosofia è quella di premiare maggiormente il rendimento negli appuntamenti di riferimento, evitando che la necessità di accumulare punti spinga i giocatori a partecipare a un numero eccessivo di competizioni. In particolare, il progetto mira a limitare la tendenza a cercare nuove occasioni di guadagno e classifica dopo una prestazione negativa. Non sono ancora stati comunicati i dettagli tecnici della riforma, né è possibile stabilire come cambierà concretamente la distribuzione dei punti. L’indirizzo, però, è definito: dare più importanza alla qualità dei risultati e alla capacità di competere ai massimi livelli. Un cambiamento di questo tipo potrebbe influenzare la programmazione dei singoli atleti, chiamati a valutare non soltanto il numero di tornei da disputare, ma anche quali appuntamenti possano offrire il maggiore ritorno sportivo. 

La revisione della classifica è legata direttamente alla terza proposta: riorganizzare il calendario per distribuire meglio gli impegni durante l'anno. L’Atp punta a una struttura nella quale le diverse categorie di tornei siano collocate in periodi più definiti, consentendo ai giocatori di pianificare la stagione con maggiore flessibilità. La questione è particolarmente delicata perché la crescita commerciale del circuito è stata accompagnata da una progressiva intensificazione degli impegni. La durata ampliata di diversi Masters 1000 e la necessità di difendere punti e posizioni rendono complessa la gestione delle energie, dei recuperi e della preparazione. A rendere ancora più articolato lo scenario sarà l'arrivo del decimo Masters 1000, assegnato all'Arabia Saudita. L'espansione della categoria più importante dopo gli Slam pone quindi una questione fondamentale: come aumentare il valore dei grandi eventi senza aggravare ulteriormente il carico di lavoro dei protagonisti? La risposta indicata da Gaudenzi passa attraverso un sistema di incentivi. L'obiettivo è fare in modo che partecipare ai tornei più importanti sia conveniente anche dal punto di vista economico e della classifica, senza costringere gli atleti a riempire ogni spazio disponibile della stagione. Il principio dichiarato è quello della libertà di scelta: i giocatori dovrebbero poter decidere dove competere, trovando nel sistema le condizioni per privilegiare gli appuntamenti più significativi. Perché la riduzione della pressione agonistica sia effettiva, tuttavia, sarà necessario che premi e ranking siano coerenti con la nuova organizzazione del calendario. 

Il progetto OneVision comprende un ulteriore capitolo, dedicato ai formati delle competizioni e al futuro del doppio. L'Atp sta valutando modifiche ai tabelloni con l'intento di migliorare la sostenibilità economica della specialità. Tra le ipotesi delineate c'è la possibilità di ridistribuire alcune risorse, mantenendole comunque all'interno del sistema e destinandole ai giocatori. Gli eventuali fondi liberati potrebbero essere utilizzati per aumentare i premi delle qualificazioni e dei primi turni del singolare. Si tratta di un tema sensibile, perché il doppio rappresenta una componente storica del tennis professionistico e coinvolge atleti con esigenze economiche e sportive differenti rispetto a quelle dei principali protagonisti del singolare. Le eventuali modifiche dovranno quindi trovare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria e tutela di chi compete in questa disciplina. 

Per trasformare le proposte in misure concrete sarà necessario raggiungere un'intesa tra le diverse componenti del circuito. Il piano dovrà essere discusso con il Player Advisory Council, il Tournament Advisory Council e il Board dell'Atp, oltre che con gli altri soggetti interessati. L'obiettivo indicato è arrivare agli incontri di fine anno a Torino con un pacchetto di proposte definito da sottoporre agli organi competenti. Fino a quel momento, le misure annunciate resteranno ipotesi di riforma e non cambiamenti già entrati in vigore. La nuova fase di OneVision si inserisce nel percorso con cui Gaudenzi punta a consolidare il valore commerciale del tennis, rendendo più efficace la distribuzione delle risorse e cercando un maggiore equilibrio tra organizzatori, tornei e atleti. La sfida sarà soprattutto quella di rendere compatibili due esigenze che non sempre procedono nella stessa direzione: ampliare le opportunità economiche offerte dal circuito e proteggere i giocatori da una stagione sempre più impegnativa. Aumentare i premi, modificare i punti e riorganizzare le settimane di gara sono interventi che acquistano significato soprattutto se funzionano insieme. Se gli incentivi continueranno a favorire la partecipazione a un numero elevato di tornei, la riduzione della pressione rischierà di rimanere soltanto un obiettivo dichiarato. La vera novità del 2028, se il progetto sarà approvato nella sua impostazione attuale, potrebbe dunque essere un diverso equilibrio tra quantità e qualità: un circuito capace di valorizzare maggiormente i grandi appuntamenti, sostenere un numero più ampio di professionisti e rendere la gestione della stagione meno penalizzante per la salute e la continuità degli atleti.