Logo de Il Foglio
sport

Inchiesta ultras Inter, Ferdico si pente: "Dimarco era pronto a regalarci tre anelli, voleva nuovo coro"

6 LUG 26

(Adnkronos) - Dopo Andrea Beretta, si pente e inizia a collaborare con la giustizia anche Marco Ferdico, un altro dei capi della curva nerazzurra arrestati per l'omicidio di Vittorio Boiocchi. Nel processo per l'agguato mortale dell'ottobre 2022, lo scorso 27 maggio Ferdico aveva detto "mi prendo le responsabilità e sono completamente colpevole", ma "non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi. Lo trovo ipocrita, non c'è scusa e non c'è perdono per quello che ho fatto". 

Tre giorni dopo, il 30 maggio 2026, Ferdico viene sentito in Procura dai pm milanesi Paolo Storari e Stefano Ammendola, insieme al collega della Dna Giovanni Musarò. E' solo il primo - come anticipato da Il Corriere della Sera - di una serie di interrogatori: Ferdico viene risentito dai magistrati il 9 e il 22 giugno. 

Nei tre interrogatori da pentito, Ferdico ricostruisce la genesi dell'omicidio Boiocchi, per cui domani si aprirà il processo a Mauro Nepi, l'unico imputato che verrà giudicato con rito abbreviato. "Era impaziente di eseguirlo. Più volte veniva da me dicendo 'quando lo facciamo?' E lo stesso faceva con Beretta", dice Ferdico, convinto che l'unico obiettivo del co-imputato fosse "la possibilità di ricavare degli utili dalla gestione della curva, pertanto non credo che Nepi abbia avuto un ruolo secondario nell'omicidio Boiocchi". 

Un contributo che si sarebbe concretizzato prima nel procurare al gruppo una moto da usare per l'agguato, poi scartata perché non abbastanza veloce, e poi, "dopo un iniziale diniego", a rendersi "disponibilissimo a mandare messaggi agli esecutori dell'omicidio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa". 

Per il ventesimo scudetto, il difensore dell'Inter Andrea Dimarco "era pronto a regalare a me, a Bellocco e a Beretta tre anelli con brillante" ha riferito Marco Ferdico nell'interrogatorio del 30 maggio di fronte ai pm milanesi Paolo Storari e Stefano Ammendola e al magistrato della Dna Giovanni Musarò.  

Ferdico - si legge nel verbale, puntellato di 'omissis' - sarebbe andato a parlare con il manager del difensore, che "si lamentava con me in quanto Dimarco voleva un coro nuovo per lui. Si lamentava che mentre quello fatto a Calhanoglu era particolarmente bello quello suo lo era meno e ciò lui non lo meritava in quanto era di Milano e giocava da tanti anni nell'Inter". 

Ai magistrati l'ex capo ultrà pentito riferisce di "ottimi rapporti con Calhanoglu, con cui avevo progettato di andare a fare le vacanze insieme, ero andato da lui in Germania per vedere una partita Olanda-Turchia e lui mi ha pagato tutto, compreso l'albergo".