Logo de Il Foglio
sport

Schwazer risponde alle nuove accuse di doping: "Sono innocente, non mi difenderò più"

22 GIU 26

(Adnkronos) - "Non mi difenderò più, non ho più le forze e l’energia per farlo. Non ce la faccio più, ho 41 anni, una bellissima famiglia e un lavoro che non ha niente a che fare con la mia attività agonistica". Così il marciatore italiano Alex Schwazer ha commentato - in conferenza stampa oggi, lunedì 22 giugno - la notizia della sua positività all'Epo in un controllo eseguito a Francoforte dopo la maratona dei campionati tedeschi dello scorso 26 aprile, chiusa con il terzo tempo al mondo e il record italiano di 3h01’55”. 

Schwazer, oro olimpico a Pechino 2008 nella 50 km di marcia, ha aggiunto: "A livello difensivo non faremo più nulla. Possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. È troppo importante la mia vita. Chiederemo solo la controanalisi, a patto che venga analizzato anche un residuo dell’urina che Sandro (Donati, il suo allenatore, ndr) si è portato a casa. Se rifiutano, non faremo nemmeno le controanalisi. Prendo atto che nello sport non ci posso più stare, ma sono contento della mia vita e ho la coscienza a posto. Sono un innocente molto fortunato nella vita”. 

Schwazer ha aggiunto: "Lo sport è bello, ma non ho più fiducia nel sistema. Questo è. Qui parliamo in pochi minuti di ciò che c’è stato dopo Rio, ma sono stati 5 anni di nottate per leggersi le memorie e cercare di controbattere, sfinirsi. Non sapete ciò che si passa in un periodo così, io questa roba non la voglio più fare". E ancora: "Non voglio mettere a rischio la mia vita. Da persona, da uomo, da marito e da padre. Dello sportivo non me ne frega più nulla, possono fare ciò che vogliono. Ognuno ha un limite di sopportazione. Io ho vissuto situazioni molto snervanti e non le voglio più rivivere, chiudo qui”. E ancora: “Posso solo dire che non ho assunto Epo e quindi non so come è finita l’Epo in questa provetta. E dico subito che non lo voglio più sapere, perché sennò mi rovino e non lo voglio fare. Sono innocente, tutte le altre cose non mi interessano. La terza provetta è in conservazione da Sandro (Donati, ndr). Le analisi le fanno solo i laboratori antidoping, non si possono fare al di fuori. Per questo chiediamo le controanalisi, è l’unica possibilità di farla analizzare". 

"Posso solo esprimere sorpresa, incredulità e amarezza per la nuova positività di Alex. Ho allenato Schwazer fino al 2016, quando ha chiuso la sua attività. Sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui, anche quando ha ripreso con un altro allenatore. Ero presente alla gara di Francoforte e sono riuscito a ottenere una terza provetta di urina, spero si voglia procedere all'esame di questa urina". Così Sandro Donati, storico allenatore di Schwazer, in una dichiarazione letta dalla manager del marciatore Giulia Mancini durante la conferenza stampa indetta dopo la positività all'Epo, ufficializzata oggi dall’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca. 

La notizia della positività di Schwazer era stata ufficializzata in mattinata da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania: "Nada - si legge - ha avviato un procedimento di gestione dei risultati in bse al Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping della Germania (NADC21) e al regolamento antidoping della Federazione Tedesca di Atletica Leggera (DLV) nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer a causa di una possibile violazione delle norme antidoping. La Nada ha disposto una sospensione temporanea nei confronti dell’atleta e ha inoltre presentato una denuncia presso la procura competente ai sensi della legge antidoping. In occasione dei Campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classe S.2 della Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping), abbreviata in EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta".