Cultura, Giuli: "Il più grande taglio di tasse del governo è sul settore: Iva dal 22% al 5%"
(Adnkronos) - "Il più grande e imponente taglio di tasse del governo è quello fatto sulla cultura, portare l'Iva dal 22% al 5% è importantissimo. E' impattante dal punto di vista economico ma anche simbolico, con la cultura che non è sussidiata ma sussidiaria". Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervistato dal direttore di Adnkronos, Davide Desario, nel corso dei 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor a Napoli, e in corso presso la sede di Acen.
Sul cinema "noi abbiamo trovato un punto di equilibrio tra l'overdose e la crisi d'astinenza. Perché l'overdose era tutto ciò che con il Covid era stato concesso, concesso a occhi chiusi. La crisi d'astinenza è ovviamente tutto ciò che un sistema dopato a un certo punto aveva bisogno di avere e non aveva più, ma soprattutto non c'erano delle regole certe. Non esisteva la possibilità di programmare e le risorse venivano gestite in un modo che penalizzava anche tante, tante figure, le più principali. C'è stata una strumentalizzazione politica, noi non abbiamo mai nascosto la nostra volontà anche di affrontarla politicamente la faccenda, dicendo: "Noi questo abbiamo ereditato e non l'abbiamo fatto noi". Non era nostra la responsabilità di questo disagio. Oggi i fondi ci sono e sono utilizzati meglio, ma soprattutto, oltre a regole certe, a commissioni nuove, abbiamo ottenuto una legge delega, anzi la auspichiamo perché c'è ancora un passaggio in Senato, in Commissione, in cui abbiamo una legge delega che quindi finiremo di scrivere noi come governo".
E Giuli ha anche rivendicato che "siamo riusciti a ottenere un consenso unanime in questa legislatura, di maggioranza e opposizione, sull'idea che dobbiamo professionalizzare ancora di più questo percorso attraverso un'agenzia, attraverso una programmazione triennale, attraverso il potenziamento dell'indennità di discontinuità, partendo dal presupposto che il cinema non è soltanto il grande regista che può saltare due mesi in Sardegna, ma sono le maestranze che non arrivano a fine mese".
Sulla Capitale italiana del libro 2027 a Monreale, dice il ministro Giuli, "come sempre c'è lo stupore per il fatto che ogni volta c'è un elemento in più, un territorio che non ti aspetti e la commissione che deve valutare tante proposte sempre più qualificate". "Il sistema funziona. Perché? Perché l'idea di stabilire le capitali dell'arte contemporanea, della cultura e del libro movimenti territori indefinibili, canalizza energie, anche dei privati - aggiunge -. In generale, la questione del libro è una cosa importante, se volete ancora più contemporanea, paradossalmente, perché il libro nelle biblioteche, nei centri culturali, non vuol dire soltanto la lettura in quanto tale, e nell'epoca, o meglio nei giorni, nella stagione della cosiddetta generazione incomoda che protesta, nell'epoca dei social di cui parlavate tanto, il libro torna protagonista, e non più soltanto come oggetto inerte dentro una biblioteca, una libreria, ma torna protagonista come centro di gravità di una comunità".
"Il sistema ci chiede un intervento. Quando dico il sistema intendo dire i librai indipendenti, intendo dire l'associazione biblioteche, intendo dire l'associazione editori. Quello che noi, vogliamo fare, e lo abbiamo chiesto a tutti, è un ordine di sistemazione attraverso la legge per il libro". "Io sono un grande lettore di libri storico-religiosi, per lo più, quindi sto leggendo Boris de Rachewiltz, che è stato uno studioso delle sopravvivenze del mondo egizio nell'Africa, essendo l'Africa un importante riferimento per il nostro Piano Mattei. In questo momento sto ristudiando un libro che si chiama Eros nero e che parla delle sopravvivenze degli Egizi nelle aree dell'Africa subsahariana e del Maghreb".
"Su questo siamo in grado di rassicurare la comunità a Napoli, la comunità de Sannazaro, i fondi li abbiamo già accantonati, sono nella programmazione triennale, 5 milioni. Per quanto mi riguarda il teatro Sannazaro è già come se fosse stato acquisito dallo Stato, dal ministero della Cultura, ma esistono delle procedure naturalmente a cominciare dal dissequestro del teatro, che devono impegnare dei tempi, come le verifiche in sicurezza". Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervistato dal direttore di Adnkronos, Davide Desario, nel corso dei 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor a Napoli, e in corso presso la sede di Acen.
"Perché non si dice compro il Sannazaro, domani è aperto e pronto, perchè non siamo dei bugiardi e non possiamo fare le promesse che non possiamo mantenere. La promessa che ho mantenuto è che è già in programmazione triennale e ci sono soldi disponibili e pronti. Non appena sarà dissequestrato e avremo le relazioni tecniche sul fatto che nessuno si farà male anche soltanto entrando per verificare, e sapete quanto sia centrale la sicurezza in questo momento, le procedure saranno già pronte", ha concluso.