Iran, "tre nodi" bloccano l'accordo per la riapertura di Hormuz
(Adnkronos) - “Tre questioni principali” continuano ad ostacolare un’intesa sulle modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz, nonostante i contatti in corso e la mediazione del Pakistan tra Iran e Usa. Lo riferisce il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida, citando una fonte del ministero degli Esteri iraniano.
Secondo la fonte, “il primo nodo riguarda la sequenza dei passi da compiere. Gli Stati Uniti chiedono che Teheran annunci per prima la riapertura dello Stretto; solo in seguito Washington sarebbe disposta a revocare il blocco navale imposto all’Iran e a sbloccare una parte dei beni iraniani congelati”.
“Il secondo punto critico -scrive Al-Jarida - è la richiesta di Teheran di ottenere la revoca delle sanzioni statunitensi. Il terzo riguarda invece la tregua: l’Iran chiede un cessate il fuoco permanente, mentre Washington preferisce prorogare quello attuale, che dovrebbe scadere la prossima settimana”.
La stessa fonte, sottolinea il quotidiano kuwaitiano, ha riferito inoltre che Teheran ha informato il mediatore pakistano dell’esistenza di un accordo temporaneo con l’Oman per regolare la navigazione nello Stretto di Hormuz. L’intesa sarebbe già pronta, ma non verrebbe annunciata finché Washington non avrà revocato il blocco dei porti iraniani e sbloccato una parte dei beni congelati.
L’intesa tra Iran e Oman, secondo la fonte iraniana, prevede “l’apertura di due corsie di navigazione nello Stretto: le navi entrerebbero nel Golfo attraverso la corsia più vicina al lato iraniano e uscirebbero da quella più vicina al lato omanita”.
L’accordo prevede inoltre “la creazione di un organismo congiunto iraniano-omanita incaricato di gestire lo Stretto e di rilasciare i permessi di transito, senza pedaggio”, ma, sottolinea la fonte “potrebbero però essere applicate tariffe facoltative per servizi aggiuntivi, come la protezione ambientale e l’assistenza alla navigazione durante il transito”.
Una petroliera è stata colpita ieri da un drone mentre effettuava la traversata in uscita dello Stretto, ha reso noto l'agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo Ukmto, citando le autorità militari e aggiungendo che non ci sono stati feriti e che l'imbarcazione ha riportato danni lievi e non si sono registrati impatti ambientali.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno intanto annunciato di aver abbattuto un drone Mq-9 Reaper nei cieli della provincia meridionale di Hormozgan. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, il velivolo è stato intercettato e distrutto utilizzando un "nuovo e avanzato sistema di difesa" dei Pasdaran.
L'Mq-9 Reaper, drone statunitense impiegato da anni nella regione per missioni di sorveglianza e bombardamento, è stato utilizzato intensamente anche dall'inizio della guerra scoppiata lo scorso febbraio. Secondo Teheran, gli Stati Uniti hanno perso decine di Mq-9 dall'inizio del conflitto.
Gli Stati Uniti adotteranno la prossima settimana misure economiche senza precedenti contro l’Iran continuando a isolare economicamente Teheran e a bloccando i porti. Ad affermarlo è il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent in un'intervista a 'Newsmax'. "La prossima settimana arriveranno ulteriori annunci: adotteremo misure come mai si sono viste nella storia dell’isolamento economico di un Paese", sottolinea Bessent. "Sarà una combinazione di un isolamento economico senza precedenti e del proseguimento del blocco nello Stretto di Hormuz, che impedirà a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai porti iraniani", spiega.
"Un anno fa… il presidente mi ha dato l’ordine di applicare la massima pressione al regime iraniano, e il Tesoro lo ha fatto", sottolinea evidenziando come comunque il conflitto con l’Iran abbia provocato un "aumento temporaneo dei prezzi dell’energia": ma, rileva, "supereremo questa fase e i prezzi torneranno a scendere".
L’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro statunitense ha preso di mira persone, società di cambio e aziende operanti in diversi Paesi, accusandole di aver aiutato la Shahr Bank iraniana a trasferire clandestinamente centinaia di milioni di dollari. Il Tesoro ha dichiarato che queste sanzioni rappresentano l'ottavo provvedimento adottato nel 2026 contro quello che Washington considera il sistema iraniano di "banche ombra", nell'ambito della campagna statunitense di "massima pressione" contro l'Iran.