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Iran, ultimatum agli Usa per Hormuz: “Riapertura solo se accetterranno nostre condizioni"

9 AGO 26

(Adnkronos) -  L'Iran pone precise condizioni agli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran e Oman fanno sapere di essere vicini a un'intesa sulla gestione della strategica rotta marittima. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha chiesto a Washington di revocare il blocco navale, ritirare le proprie forze militari e mettere fine in modo permanente alla guerra. 

Tra le richieste avanzate da Teheran figurano inoltre un risarcimento per i danni provocati dal conflitto e lo sblocco dei beni iraniani congelati. "Finché l'America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto", ha dichiarato Zolghadr in una nota diffusa dai media statali iraniani. 

Stretto di Hormuz bloccato fin quando gli Stati Uniti non accetteranno "tutte" le "condizioni" di Teheran, ripetono i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. "La nostra strategia attuale è il proseguimento delle strategie del passato ed è la resistenza senza fine, sconfiggere il nemico. Questa è la nostra strategia e non può essere modificata - ha detto il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebi, in dichiarazioni riportate dall'iraniana Press Tv - Il nemico ha concentrato tutti i suoi sforzi sulla riapertura dello Stretto, che prima era aperto. E ora, per noi, questo Stretto è una battaglia geografica e non più solo una via navigabile". "La nostra strategia attuale è di mantenere (chiuso) questo Stretto fin quando il nemico non accetterà tutte le nostre condizioni", ha concluso. 

Su fronte diplomatico, "al momento" l'Iran "non è impegnato in negoziati con gli Stati Uniti", ma "vengono scambiati messaggi tramite intermediari", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo dichiarazioni riportate dall'iraniana Press Tv in cui viene sottolineato come "alcuni Paesi continuino a lavorare per spianare la strada a nuovi colloqui". Ma, secondo il capo della diplomazia di Teheran, i negoziati non potranno riprendere "fin quando gli Usa non porranno fine alle loro violazioni del memorandum d'intesa" dello scorso giugno. 

Il dossier sullo Stretto resta al centro dei contatti diplomatici. Araghchi ha affermato che Teheran è "molto vicina" a un accordo con l'Oman per la gestione dello strategico passaggio, precisando però che i colloqui riguardano una "nuova rotta" per lo Stretto di Hormuz e "non significano" che lo Stretto verrà riaperto. "Un accordo è possibile", ha affermato, ripetendo che la "riapertura" dello Stretto "dipende" invece "da altre condizioni trasmesse tramite i mediatori" agli Usa. 

Il ministero degli Esteri omanita ha definito i negoziati "positivi e costruttivi", mentre da Teheran è arrivata la conferma che un'intesa di massima sarebbe stata raggiunta e sarebbe ora in attesa dell'approvazione finale. 

Sul fronte americano, secondo fonti citate dalla Cnn, il presidente degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, avrebbe espresso in privato la necessità di trovare una via d'uscita dal conflitto. Le opzioni militari per un'ulteriore escalation, secondo le stesse fonti, potrebbero infatti ritorcersi contro Washington e i soli bombardamenti aerei difficilmente consentirebbero di raggiungere gli obiettivi fissati dal presidente Donald Trump. 

Caine avrebbe discusso questi timori anche con alcuni esponenti di primo piano dell'amministrazione, tra cui il direttore della Cia John Ratcliffe, il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. L'obiettivo sarebbe valutare alternative militari e diplomatiche senza ricorrere all'invio di truppe di terra in Iran, ipotesi alla quale Trump si è finora mostrato contrario. 

 

Mojtaba Khamenei avrebbe incontrato Masoud Pezeshkian all'inizio del terzo anno del mandato del presidente iraniano, al potere dalla fine del luglio 2024. E' il contenuto di informazioni che vengono veicolate da canali affiliati alla Guida Suprema dell'Iran, rilanciate dal sito di notizie israeliano Ynet mentre continuano a rincorrersi voci sulle condizioni di Khamenei. L'incontro sarebbe servito per parlare di "questioni e problemi che riguardano lo Stato, in particolare i bisogni primari della popolazione, la situazione attuale, gli sviluppi in campo militare, le strategie per garantire le risorse e gestire le spese e le interazioni economiche con entità straniere". 

Ieri l'agenzia iraniana Mehr ha diffuso un video - senza data - della Guida Suprema. Secondo la Cnn le immagini, in cui si vede Mojtaba Khamenei tenere una lezione davanti a un gruppo uomini, potrebbero risalire a un periodo precedente l'avvio, lo scorso 28 febbraio, dei raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, a cui Teheran non ha mancato di rispondere.  

Mojtaba Khamenei, 56 anni, non si è mai fatto vedere in pubblico - né in video - da quando, lo scorso marzo, ha preso il posto del padre Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di raid in Iran. Da quando è la Guida Suprema dell'Iran - scelto dall'Assemblea degli esperti il 8 marzo, nove giorni dopo l'uccisione di Ali Khamenei - sono arrivati solo messaggi a nome di Mojtaba Khamenei, mai audio. E le immagini di ieri hanno fatto il giro del mondo perché sono le prime da marzo mentre le condizioni della Guida Suprema continuano a rimanere avvolte nel mistero dopo le notizie dei mesi scorsi secondo cui sarebbe rimasto gravemente ferito nei bombardamenti. 

Solo pochi giorni fa proprio Pezeshkian aveva ammesso che è "molto difficile" comunicare con la Guida Suprema. Secondo IranWire, Mojtaba Khamenei non avrebbe mai incontrato componenti del governo di Teheran dalla morte del padre. 

Intanto proseguono i combattimenti nello Yemen, dove le forze del governo riconosciuto internazionalmente hanno condotto un'operazione contro i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran. Gli Houthi hanno rivendicato un attacco contro il porto yemenita di Mokha, riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha confermato una operazione "su vasta scala e precisa" contro "truppe nemiche saudite e depositi di armi" nella zona di Al Mokha. 

Un comunicato pubblicato su X dal portavoce degli Houthi, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, parla di un attacco con un "gran numero di missili balistici e droni" che ha provocato "distruzione diffusa", colpendo equipaggiamenti e armamenti, e "decine" di vittime - "tra morti e feriti, anche sauditi" - nella zona controllata dal governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita. 

Fonti militari citate da al-Arabiya, tv di proprietà saudita, confermano che il porto di Mokha, nell'ovest del Paese, è finito nel mirino di missili e droni, di un attacco degli Houthi. Secondo un corrispondente dell'emittente, più di 20 attacchi con droni hanno preso di mira il porto, mentre un missile è stato lanciato contro un centro di addestramento. Stando al giornalista, diversi droni sono stati abbattuti. 

Il porto di Mokha, nell'ovest del Paese, è considerato di importanza strategica anche per la sua vicinanza allo Stretto del Bab el-Mandeb. 

A Teheran, infine, i media statali hanno diffuso un video non datato della Guida suprema Mojtaba Khamenei, che non appare in pubblico da quando ha assunto il ruolo di massima autorità politica e religiosa del Paese. L'assenza di indicazioni sulla data delle immagini alimenta le speculazioni sulle sue condizioni e sulla sua posizione.