Iran, Trump: "Colloqui in corso, ultima possibilità prima della decapitazione"
(Adnkronos) - "Voglio dare all'Iran un'ultima possibilità prima della decapitazione". Lo detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo dallo Studio Ovale a una domanda sui ripetuti ultimatum rivolti all'Iran. "E' molto difficile fare quello che abbiamo pianficato. Sono orgoglioso di dare possibilità alle persone. E' una mossa importante - ha spiegato - Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Ti prego, non attaccare. Faremo un accordo'. Questa è la verità, e lo sanno tutti. Chi non avrebbe chiamato?".
Dal suo Studio Ovale, il presidente americano ha definito quello attuale come un momento decisivo per raggiungere un'intesa, sostenendo che i colloqui sono in corso e che la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe arrivare rapidamente. "I colloqui con l'Iran sono in corso proprio adesso. È una cosa incredibile", ha detto, smentendo le indiscrezioni secondo cui il confronto diplomatico sarebbe in fase di stallo. "Questa volta non lo negano - ha aggiunto - Ma per qualche motivo, quando parlano, gli iraniani non amano dire che stanno parlando". "Questa è l'ultima chance per loro di firmare un buon documento", ha aggiunto.
Il presidente americano ha quindi indicato lo Stretto di Hormuz come uno dei principali dossier sul tavolo. "Stiamo parlando di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro domani", ha affermato dallo Studio Ovale, spiegando che "i colloqui procederanno rapidamente, in un senso o nell’altro. Non è una questione molto complessa".
Trump ha poi precisato che, dopo la questione della navigazione nello Stretto, il confronto riguarderà anche il programma nucleare iraniano: "Poi parleremo della capacità nucleare dell'Iran", ha chiarito.
Teheran dovrà scegliere tra "accordo o resa totale", ha detto Trump in un post su Truth Social, all'indomani dell'annuncio di una ripresa dei colloqui con Teheran, smentita dalla controparte. "In Iran non arriva nulla, a meno che non lo vogliamo noi, e nulla arriverà, a meno che non si giunga a un accordo o a una resa totale - si legge nel post - Che l'Iran voglia ammetterlo o meno, stiamo, di fatto, parlando di una soluzione a un problema che loro stessi hanno causato, per decenni".
In precedenza il presidente americano aveva definito "incredibilmente ipocrita" la leadership iraniana. "Chiedono un incontro - alcuni direbbero addirittura che 'supplicano' di averlo - quindi inizano, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi affermano, apertamente e con orgoglio, che non stanno conducendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con 'l'Oman'", ha scritto Trump. "Proseguono poi con le loro solite chiacchiere, affermando che lo Stretto di Hormuz sarà gestito con fermezza da loro, quando in realtà è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro 'blocco' o, come alcuni lo definiscono, 'il muro d'acciaio degli Stati Uniti!'", ha aggiunto.
Le dichiarazioni arrivano dopo che, a bordo dell'Air Force One, Trump aveva annunciato l'avvio di nuovi negoziati a partire da oggi, lunedì 3 agosto, sostenendo di aver sospeso un attacco contro la Repubblica islamica, pianificato insieme a Israele, per favorire una soluzione diplomatica. "Naturalmente non vogliono essere attaccati. Conoscevano la portata di quell'attacco perché lo hanno visto prendere forma... Ciò che stiamo facendo ora è dialogare con loro attraverso un negoziato. Inizia domani pomeriggio (lunedì, ndr)", aveva dichiarato il presidente americano.
Trump aveva inoltre spiegato che sia l'Iran sia gli alleati degli Stati Uniti nella regione - Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar - avevano chiesto di rinviare l'operazione militare.
"Quando gli alleati chiedono di annullare l'operazione, devi dire: 'Beh, vediamo'. E il motivo per cui lo chiedono è che ritengono possibile un accordo", aveva affermato, aggiungendo che "c'è un accordo sullo Stretto di Hormuz e poi ce ne sarà uno sul nucleare, o meglio sulla denuclearizzazione dell'Iran". Trump ha infine sostenuto che il piano militare avrebbe rappresentato "il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale".
La versione della Casa Bianca è stata però ridimensionata da funzionari statunitensi, che alla Cbs hanno riferito che non sono previsti nuovi negoziati tra Washington e Teheran. Restano invece aperti i contatti già in corso tra l'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, Jared Kushner, il team negoziale americano e i rappresentanti iraniani, attraverso la mediazione di Paesi terzi.
Anche Teheran ha escluso colloqui diretti con gli Stati Uniti. "Per evitare qualsiasi equivoco, è importante chiarire su cosa vertono gli attuali negoziati e con chi si svolgono. Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei - I nostri negoziati con l'Oman sono incentrati sul raggiungimento di un'intesa che garantisca il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz".
Baghaei ha aggiunto che l'intesa con l'Oman sulla navigazione non equivale alla riapertura dello Stretto e che, finché continuerà quella che Teheran definisce l'"aggressione" americana, la situazione resterà invariata.
Intanto, l'annuncio di Trump ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici. Nelle contrattazioni asiatiche il Brent è sceso del 4,69% a 83,81 dollari al barile, mentre il Wti ha perso il 4,67%, attestandosi a 80,72 dollari.
Nella notte, inoltre, un'esplosione è stata segnalata nelle vicinanze di una petroliera nello Stretto di Hormuz. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che non si registrano vittime. "L'equipaggio ha riferito di aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l'equipaggio sono tutti al sicuro", ha comunicato l'agenzia, precisando che l'incidente è avvenuto a circa 20 miglia nautiche a nord-est della città omanita di Khasab, senza indicarne le cause.