Iran, Trump sospende gli attacchi: "Ma si arrivi subito a un accordo"
(Adnkronos) - Atattachi contro l'Iran sospesi ma bisogna trovare al più presto un accordo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver revocato un’operazione militare pianificata su richiesta di Teheran,in favore di una negoziazione che includerebbe l'apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran.
"Gli Stati Uniti sono pronti all’azione contro la Repubblica islamica dell’Iran, con livelli di terrore militare, forza e potenza che non si vedevano dalla Seconda guerra mondiale", si legge nel post pubblicato da Trump su Truth. "Ciononostante, l’Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco, poiché sono stati concordati i termini generali di un accordo. Ciò comporterebbe l’apertura immediata, completa e totale dello stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana", ha aggiunto il tycoon. "Sulla base di questa richiesta, ho acconsentito, per il futuro bene del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, a annullare l’attacco, a condizione che si riesca a concludere rapidamente un accordo", si legge ancora nel post. "Lo Stato di Israele - conclude - si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti quanti, e portate a termine la questione. Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione!".
Il principe alla corona saudita ha sottolineato, parlando con Donald Trump, in un colloquio telefonico ieri confermato da Riad, dell'importanza di colloqui e di evitare che il conflitto con l'Iran si estenda. Mohammed bin Salman ha "sottolineato la necessità di dare la priorità al dialogo per de escalare le tensioni e dell'importanza di esercitare tutti gli sforzi possibili per arrivare a una tregua che apra la strada a soluzioni diplomatiche", ha reso noto l'agenzia di stampa saudita. Un accordo eviterebbe che la regione "venga trascinata in un conflitto più esteso le cui ripercussioni possano avere effetti sulla sicurezza e la stabilità regionale e internazionale". La telefonata, in cui sempre secondo le fonti saudite il principe ha espresso il timore che in caso di altri attacchi americani l'Iran avrebbe potuto rispondere con raid sulle infrastrutture energetiche saudite e di altri Paesi del Golfo, ha anticipato la dichiarazione di Trump di un
Fonti militari iraniane citate dai media di Stato respingono però come "falsità" l'esternazione di Trump. Il presidente americano, sostengono le fonti, cerca di esercitare pressioni sui leader dei Paesi del Golfo. Le forze iraniane sono al massimo livello di prontezza. Se i combattimenti dovessero riprendere, saranno "decisivi" e dimostreranno chi ha il vero potere. Ieri Trump ha parlato al telefono con il principe alla corona saudita, Mohammed bin Salman che avrebbe espresso la preoccupazione per l'escalation del conflitto con l'Iran.
Il contesto diplomatico rimane dunque precario. Poche ore prima dell'annuncio dell'intenzione di Trump di riprendere gli attacchi, Teheran aveva intimato agli Stati Uniti di evitare qualsiasi "azione avventata", promettendo una risposta risoluta a fronte di nuove aggressioni. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva comunicato ai rappresentanti di Pakistan e Turchia la ferma intenzione dell'Iran di reagire a ogni atto ostile, analizzando le ripercussioni delle manovre statunitensi sulla stabilità regionale.
Di fronte alla minaccia di Trump, l'Iran aveva risposto: il "bellicismo americano porterà al rafforzamento della chiusura dello Stretto di Hormuz e anche alla chiusura di altri Stretti". Queste le parole del segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, Mohammad Bagher Zolghadr. "Pagheranno l'economia globale, i mercati energetici e gli elettori americani", aveva incalzato Zolghadr, veterano dei Pasdaran, nominato lo scorso marzo dopo l'uccisione di Ali Larijani in un raid israeliano.