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Spagna, emergenza migranti a Ceuta: migliaia entrano dal Marocco. Madrid schiera l'esercito

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(Adnkronos) - Crisi migranti a Ceuta. Migliaia di persone dal Marocco hanno attraversato il confine e sono entrate nell'exclave spagnola in Africa. Madrid mobilita l'esercito per arginare l'ondata. Almeno 9 migranti hanno perso la vita. Le forze di sicurezza hanno recuperato i corpi di persone decedute nel tentativo di raggiungere il territorio spagnolo a nuoto. 

 

Attorno a mezzogiorno, riferisce El Pais, migliaia di persone hanno varcato il confine. El Mundo fa riferimento a oltre 20mila migranti. Molti hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto. La Guardia Civil e i servizi di emergenza, sopraffatti, sono riusciti a prestare soccorso solo ai feriti, spiega il quotidiano. Il centro d'accoglienza è saturo e non è in grado di gestire gli arrivi in massa. La crisi, scrive El Pais, ricorda quella del 2021, quando circa 5000 persone attraversarono il confine in meno di 24 ore dura prova le capacità di accoglienza spagnole e le relazioni con il Marocco. "Siamo sopraffatti, siamo sull'orlo del collasso", l'allarme degli agenti della polizia Nazionale e della Guardia Civil di stanza a Ceuta, come riportano i media. 

"Il governo è totalmente impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione a Ceuta. Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile. È il momento di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione", le parole del premier Pedro Sanchez in un post su X. Il primo ministro sarà a Ceuta nella giornata di venerdì. 

L'esecutivo intanto è pronto a schierare l'esercito accanto alla Guardia Civil. A Ceuta sono in azione i primi reparti, con l'impiego di mezzi speciali per monitorare il territorio: "Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell'esercizio dei suoi poteri e di qualsiasi altra misura necessaria per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta", riporta un comunicato del ministero dell'Interno. 

Il governo, secondo quanto riporta l'emittente Rtve, non intende dichiarare l'emergenza nazionale: "La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale rientra nelle normative statali in materia di protezione civile, che non contemplano i flussi migratori come un rischio per il Sistema Nazionale di Protezione Civile né prevedono piani speciali", la posizione espressa da fonti del ministero dell'Interno. 

La crisi migratoria diventa oggetto di scontro politico. "La situazione a Ceuta è disperata. Il Governo non può girarsi dall'altra parte rispetto ai suoi obblighi perché ci troviamo di fronte a una crisi di sicurezza nazionale. Tutta la solidarietà a Juan Vivas Lara (sindaco di Ceuta, ndr) e alla città autonoma, che chiede unanimemente e con piena ragione che si riconosca l'emergenza e si ristabilisca immediatamente il controllo delle nostre frontiere", dice Alberto Nunez Feijoo, leader del partito popolare. 

Toni diversi da Santiago Abascal, leader di Vox. "SOS Ceuta!". I migranti "non fuggono da nessuna guerra, né dalla povertà. È un'invasione. Sono uomini in età militare chiamati dal governo corrotto di Sanchez affinché assaltino i nostri confini per poi vagare per le strade di Spagna gridando 'Viva Pedro Sanchez'. C'è un responsabile diretto per ogni stupro, ogni coltellata, ogni aumento che colpirà il portafoglio degli spagnoli per mantenerli".