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Iran, Trump accusa Teheran: "Droni contro le navi nello Stretto di Hormuz". Accordo Israele-Libano

26 GIU 26

(Adnkronos) - Donald Trump ha accusato l'Iran di aver "lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz". "Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande costosissima nave cargo", ha scritto il presidente americano su Truth Social. "Ci sono stati danni, ma l'imbarcazione ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto gli altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una violazione sconsiderata del nostro accordo sul cessate il fuoco", ha evidenziato Trump. 

 

Intanto Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington al termine di un quinto round di negoziati diretti. "E' solo l'inizio dell'inizio", ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio durante la cerimonia della firma. "C'è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile", ha aggiunto. 

Nei colloqui diretti tra Israele e Libano, osteggiati da Hezbollah, si è discusso di una proposta di cessione all'esercito di Beirut del territorio controllato dalle Idf nel sud. Proposta che è stata sostenuta dagli americani. All'inizio dei colloqui il Libano auspicava il ritiro completo delle forze israeliane dal territorio libanese, mentre per Israele il punto cruciale è che qualsiasi ritiro deve essere subordinato al completo disarmo di Hezbollah e alla garanzia che il gruppo sciita libanese non ristabilisca la propria presenza militare lungo il confine. 

 

La 'scintilla' nello Stretto di Hormuz è arrivata proprio mentre Iran e gli Stati Uniti avrebbero creato ''una linea di comunicazione per prevenire incidenti che potrebbero scatenare una escalation militare", come ha riferito una fonte ben informata in esclusiva l'emittente iraniana Press tv, citando mediatori che hanno partecipato ai negoziati in Svizzera. I Pasdaran, però, hanno smentito l'esistenza di un canale diretto, attribuendo la fake news a funzionari americani in una sorta di corto circuito: "Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà - ha dichiarato il portavoce Hossein Mohebbi - lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti". 

L'Iran ritiene che, in base all'intesa raggiunta tra Teheran e Washington, qualsiasi transito attraverso lo Stretto debba avvenire lungo le rotte stabilite dalla Repubblica islamica. Press tv ricorda che, in base all'accordo provvisorio in 14 punti firmato il 18 giugno e che ha posto fine alla guerra iniziata lo scorso 28 febbraio, Teheran si è impegnata a fare tutto il possibile per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali per 60 giorni senza alcun pedaggio. 

L'Iran, al di là dell'apertura formale, ribadisce quotidianamente l'intenzione di dettare le regole nel braccio di mare determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio. L'Autorità dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha avvertito che le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz al di fuori delle rotte autorizzate da Teheran non potranno beneficiare di garanzie di sicurezza né di coperture assicurative. L'ente iraniano ha precisato su X che il provvedimento è stato diffuso in risposta a numerose richieste di chiarimento da parte degli operatori marittimi. 

Secondo la Pgsa, "qualsiasi transito attraverso percorsi non rientranti nel quadro designato dall'Autorità non sarà coperto dalle garanzie di passaggio sicuro e non avrà diritto a copertura assicurativa o ad altre responsabilità correlate". Nella giornata di giovedì si è verificato un attacco a una nave cargo battente bandiera di Singapore al largo delle coste dell'Oman. L'Autorità ha inoltre sottolineato che eventuali conseguenze derivanti dall'utilizzo di rotte non autorizzate ricadranno esclusivamente sull'armatore, sull'operatore e sul comandante dell'imbarcazione. 

Nella giornata di venerdì, sono stati i Pasdaran a ribadire lo stesso concetto: le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno ripetuto che il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz "è possibile solo attraverso le rotte annunciate dall'Iran". "L'unica legge che governa questa regione è ancora la legge della Repubblica Islamica dell'Iran e della Marina delle Guardie Rivoluzionarie", ha affermato la tv Irib. Tre petroliere che hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz "senza autorizzazione" sono tornate indietro dopo un avvertimento delle Guardie Rivoluzionarie, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana.