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cronaca

Cortei in Italia, scontri da Torino a Roma: quasi 5mila identificati e 371 fermi, 110 sono minori

25 OTT 26

(Adnkronos) - Nove arresti, 87 denunce e 4.292 persone identificate. È il bilancio delle manifestazioni che sabato 24 ottobre hanno interessato diverse città italiane. Sono state 371 le persone accompagnate negli uffici di polizia, tra cui 110 minorenni e 69 cittadini stranieri. Tensioni e scontri si sono verificati soprattutto a Torino, Roma e Bologna, mentre a Milano inquirenti a lavoro per ricostruire la 'rete' di Youssef Siher, ritenuto dagli investigatori il presunto promotore del Movimento 17 ottobre. 

Il bilancio nazionale è statao diffuso dal Dipartimento della Pubblica sicurezza al termine di una giornata caratterizzata da controlli straordinari, presidi delle forze dell'ordine e manifestazioni in diverse piazze italiane. Le proteste, organizzate in un clima di forte tensione dopo i disordini e i saccheggi della settimana precedente a Milano, hanno coinvolto giovani, studenti e gruppi legati alle mobilitazioni contro il carovita, il riarmo e il governo. 

Nonostante gli episodi di violenza registrati in alcune città, non si sono ripetute le devastazioni e i saccheggi che avevano segnato il precedente fine settimana milanese. L'attività preventiva delle forze dell'ordine ha portato a centinaia di controlli e accompagnamenti negli uffici di polizia. 

"Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che, nelle piazze italiane, hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini. Un ringraziamento al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico", ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social, spiegando che il diritto di manifestare "va sempre garantito", così come il "diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza". "È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città. Perché la sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza". 

Intanto dopo il provvedimento di fermo, scattato su richiesta della Procura di Milano nella serata di ieri e che deve essere convalidato da un giudice entro lunedì 26 ottobre, le indagini su Youssef Siher, il presunto ideatore del 'Movimento 17 ottobre' che avrebbe incitato i giovani a scendere di nuovo in piazza per creare disordini e violenza, si concentrano sull'analisi dei suoi dispositivi. Il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha provato a fomentare le proteste che hanno visto giovani e giovanissimi invadere le città. Siher, ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera si trova in carcere a San Vittore. 

L'uomo è ritenuto dagli investigatori il presunto amministratore della pagina social del movimento, che aveva rilanciato appuntamenti di protesta in diverse città italiane. Le ipotesi di reato comprendono l'istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, contestazione prevista dal nuovo decreto sicurezza. 

La moglie risulta indagata a piede libero per ipotesi di reato analoghe. Si tratta di contestazioni al vaglio della magistratura e non di responsabilità accertate con una sentenza definitiva. 

Nel capoluogo lombardo, durante la giornata, sono state identificate 2.885 persone. Tre gli arresti e 41 le denunce, mentre 167 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia, tra cui 56 minorenni e 43 cittadini stranieri. 

I cortei hanno attraversato diverse zone del centro, con slogan contro il governo, il carovita e il riarmo. Le forze dell'ordine hanno presidiato le principali vie commerciali e le aree considerate più sensibili per prevenire nuovi episodi di violenza. 

 

A Torino si sono registrati momenti di tensione durante il corteo. Alcuni manifestanti hanno tentato di superare i blocchi delle forze dell'ordine per raggiungere il centro cittadino. In diversi punti del percorso sono stati lanciati oggetti, bottiglie, pietre e fumogeni contro gli agenti, che hanno risposto con cariche di alleggerimento e lacrimogeni. 

Gli scontri hanno interessato anche la zona di ponte Mosca e il quartiere Aurora. Il bilancio dei controlli torinesi comprende un arresto, 22 denunce e 421 persone identificate. 

La città era presidiata da un dispositivo di sicurezza rafforzato per impedire che la manifestazione degenerasse e per tutelare le attività commerciali e gli spazi pubblici. 

 

Anche nella Capitale la giornata è stata segnata da momenti concitati. Dopo il corteo «Fuori l'Italia dalla guerra», un gruppo di giovani ha attraversato via dei Fori Imperiali e via Cavour, tentando di proseguire verso il Circo Massimo. 

Le forze dell'ordine hanno sbarrato il passaggio e, in serata, si sono verificati scontri nella zona di largo di Santa Susanna. Per disperdere i manifestanti sono state effettuate cariche e sono stati utilizzati gli idranti. 

A Roma sono state accompagnate negli uffici di polizia 96 persone, mentre 11 sono state denunciate. Le persone identificate sono state 200. 

 

Tensioni anche a Bologna, dove alcuni partecipanti al corteo hanno lanciato sassi e petardi contro le forze dell'ordine. Gli agenti sono intervenuti con una carica di alleggerimento per impedire che la manifestazione raggiungesse la stazione. 

Durante gli scontri un giovane si è accasciato a terra ed è stato soccorso dal personale sanitario, per poi essere trasportato all'Ospedale Maggiore in codice di media gravità. Secondo le prime informazioni, avrebbe accusato un malore.