Guerriglia a Milano, scontri e assalti ai negozi. Disordini anche a Torino e Bologna. Meloni: "Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le città no"
(Adnkronos) - Guerriglia a Milano dopo il corteo 'Italia in Piazza', assalti ai negozi e attacchi alle forze dell'ordine, con poliziotti feriti e oltre una sessantina di fermati. Disordini e tensione anche a Torino e Bologna in un sabato ad alta tensione. "Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è" scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla Cgil che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia".
Dall’altro lato, però, avverte nel post, "non possiamo ignorare quanto accaduto in altre piazze italiane. A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo. A Torino sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro. A Bologna i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria. Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città".
"Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile".
Dura condanna arriva anche dal vicepremier Antonio Tajani. "Il diritto e la libertà di manifestare sono sacrosanti, ma non è da meno il diritto di tutti i cittadini alla sicurezza e quello delle forze dell’ordine a non essere aggredite" scrive su X il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri. "Violenze e vandalismi sono totalmente inaccettabili e vanno condannati, a Milano come a Bologna, a Torino e nelle altre città attraversate in queste ore da gruppi di facinorosi. Altrettanto inaccettabile è che parte dell’opposizione soffi sul fuoco della protesta violenta di piazza, nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte. Esprimo piena solidarietà alle forze dell’ordine, alle nostre donne e ai nostri uomini in divisa, ancora una volta impegnati a tutelare i diritti di ciascuno, anche dei manifestanti non violenti, e la sicurezza delle nostre città".
"Manifestare è un diritto. La violenza non lo è" sottolinea il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Quanto accaduto a Milano, Bologna, Torino e in altre città è inaccettabile. Aggredire chi indossa una divisa, lanciare bombe carta e devastare non significa difendere un’idea, ma calpestare i diritti degli altri. Le Forze dell’Ordine non sono nemiche dei manifestanti: sono servitori dello Stato, al servizio di tutti. La violenza va condannata sempre, senza se e senza ma. A tutte le donne e gli uomini in divisa va la mia piena solidarietà e gratitudine".
A quanto apprende l'Adnkronos, a Milano sarebbero una cinquantina i manifestanti fermati dopo le devastazioni in piazza Duomo, a San Babila e nelle strade centrali della città. Quasi la metà sarebbero minorenni, secondo quanto riferiscono fonti qualificate.
La situazione è degenerata poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto. Quattro, secondo un primo bilancio, i poliziotti feriti e trasportati d'urgenza in ospedale, ma - stando a quanto apprende AdnKronos - la cifra potrebbe essere molto più alta. Cinque i ragazzi feriti durante la protesta sono stati trasportati in ospedale anche se con ferite lievi.
In tarda serata ancora in Via Mazzini, a Milano, è ripreso un fitto e continuo lancio di pietre e oggetti con lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine hanno risposto. Alcuni manifestanti hanno dato fuoco anche a qualche cassonetto. Nel tardo pomeriggio, guerriglia in Duomo con scontri.
I facinorosi hanno sfruttato la grandezza della piazza per attaccare le forze dell'ordine e velocemente indietreggiare. Dalle immagini si possono vedere attacchi repentini con lancio di sassi e transenne e immediata fuga. In fiamme anche un bagno chimico in piazza Duomo. La polizia ha usato anche un cannone ad acqua per disperdere i ragazzi.
Devastazioni in zona San Babila: un gruppo di manifestanti, molti a volto coperto, ha preso di mira un negozio di Foot Locker, distruggendo le vetrine a colpi di mazza e sassate, mentre diversi ragazzi riprendono la scena col telefonino (Guarda il video dell'assalto alla vetrina). A un certo punto una piccola folla prova a entrare nel negozio per sottrarre la merce.
Distrutta anche una macchina dei Carabinieri durante la devastazione che si è consumata questo pomeriggio in piazza Duomo a Milano, con un fitto lancio di oggetti, tra pietre, transenne, bastoni, lancio di bombe carta e un bagno chimico dato alle fiamme negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. La gazzella, abbozzata per i colpi e con il parabrezza e i finestrini sfondati, è stata isolata con delle transenne e si trova ancora sulla piazza (Guarda l'immagine della gazzella vandalizzata).
Tantissimi minorenni, per lo più di seconda generazione. Ragazzini che, armati di monopattini, cesti dell’immondizia e bastoni, hanno riversato la loro rabbia principalmente contro le forze dell’ordine. Insulti e gesti di odio che hanno trasformato piazza Cordusio, piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele in un teatro di guerriglia. La sera si notano le facce imberbi, di poco più di bambini, spaventati e forse non ancora consapevoli, dopo ore di scontri, della gravità di quanto accaduto. Qualcuno allerta i genitori degli amici fermati, altri chiedono informazioni ai giornalisti e agli stessi agenti sulle sorti dei loro coetanei. Tante le telecamere, per cui ci si attende che al bilancio provvisorio di oltre sessanta fermati si andrà ad aggiungere una pioggia di provvedimenti in differita.
"Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili" dice il sindaco di Milano, Giuseppe Sala."La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta".
Fitto lancio di bottiglie, bastoni e sanpietrini da parte dei manifestanti in piazza Castello a Torino. Le forze dell'ordine schierate a protezione della prefettura hanno risposto con i lacrimogeni. Il corteo, partecipato da alcune centinaia di persone, tra le quali alcuni gruppi di antagonisti, era partito dal centro cittadino. Le prime tensioni a Porta Nuova dove una quindicina di persone hanno assaltato la libreria Feltrinelli, buttando a terra i libri. Un'altra scaramuccia si era verificata in piazza San Carlo. Dodici persone di cui 10 minorenni sono state bloccate dalla polizia, trovate in possesso di bottiglie molotov e petardi, sanpietrini e martelletti frangivetro. Alcune di loro sono ritenute presunti autori di danneggiamenti. Le loro posizioni sono attualmente al vaglio degli investigatori .
Disordini anche in via Po negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, tra lanci di sedie prese dai bar sulla strada e idranti azionati dagli uomini in divisa. Tanti tra coloro che sono in prima fila indossano maschere di carnevale, cappucci o sciarpe sul volto per evitare di essere identificati. Prima i manifestanti, tra cori contro la premier Meloni e il leader di Fn Vannacci, avevano affisso uno striscione sul monumento a Emanuele Filiberto: "Basta carovita, vogliamo dignità. Cacciate fuori i soldi".
Cassonetti e cestini dei rifiuti rovesciati, lancio di pietre, bastoni e oggetti di ogni tipo. Via Po a Torino è stata messa letteralmente a ferro e fuoco dalle frange più violente dei manifestanti torinesi contro il carovita, molti dei quali incappucciati per nascondere il volto, mentre le forze dell'ordine tentano di riportare la situazione sotto controllo con idranti e lacrimogeni. I commercianti della strada si sono affrettati ad abbassare le saracinesche.
Momenti di tensione anche a Bologna, davanti alla stazione, tra manifestanti e forze dell’ordine. A Piazzale Medaglie d’Oro alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre e bottiglie contro la polizia che ha riposto con idranti e lacrimogeni. Al momento sono stati arrestati 4 minorenni, 7 denunciati e 40 identificati. Dieci agenti del reparto mobile sono finiti al pronto soccorso e due poliziotti della Digos sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche.
"Siamo di fronte a scene inaccettabili. La devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la violenza non hanno alcuna giustificazione. Mi rivolgo ai ragazzi che stanno scendendo in piazza in tante città italiane: siate i primi a isolare chi usa una manifestazione come pretesto per sfogare la propria rabbia e devastare la vostra città. Chi usa la violenza scredita per prima cosa le ragioni di chi manifesta. Siamo vicini alle forze dell'ordine che stanno provando a contenere i disordini e una manifestazione che non ci risulta fosse autorizzata” afferma il sindaco di Bologna Matteo Lepore.