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cronaca

Trapianto di fegato nell''ultimo giorno di vita', ragazza salvata all'ospedale Molinette di Torino

11 OTT 26

(Adnkronos) - Salvata nel suo ultimo giorno di vita da un trapianto di fegato. La protagonista è una giovane ragazza greca, sottoposta ad un intervento super-urgente all’ospedale Molinette di Torino. Eirini, nata nel 1998, di origine greca e studentessa nei Paesi Bassi, a poco più di vent’anni si è trovata improvvisamente a dover affrontare e vincere una sfida per la vita. Affetta dal morbo di Wilson, rara malattia genetica caratterizzata dall’accumulo di rame a livello epatico, la giovane è stata colpita da un’insufficienza epatica fulminante mentre si trovava in Grecia, rapidamente evoluta in insufficienza multiorgano presso l’Hippokration General Hospital di Atene. 

Ricevuta la richiesta di aiuto urgente dalla Grecia, il Centro nazionale trapianti di Roma, diretto dal Giuseppe Feltrin, ha immediatamente attivato il protocollo di collaborazione Italia-Grecia riguardo ai trapianti d’organo, e il professor Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino e Coordinatore regionale trapianti Piemonte e Valle d’Aosta, ha subito risposto favorevolmente all’appello. 

Organizzato il trasporto in tempo record da parte del Centro regionale trapianti del Piemonte, diretto da Federico Genzano, la gravissima paziente è arrivata in aereo medicalizzato all’aeroporto di Caselle. Da qui è stata trasportata all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino in condizioni critiche, incosciente ed intubata, ventilata meccanicamente e con le ore di vita ormai contate.  

Dopo rapida valutazione da parte della dottoressa Silvia Martini, direttrice della Terapia Intensiva Epatologica, è stata in pochi minuti inserita nella lista d’attesa nazionale per un trapianto di fegato in superurgenza. Intanto la ragazza era mantenuta in vita grazie alle terapie di supporto vitale prestate nella Rianimazione Centrale del Dipartimento di Anestesia, diretto da Maurizio Berardino ed alla plasmaferesi attivata in urgenza dalla Banca del Sangue, diretta dalla dottoressa Tiziana Francisci, per rimuovere le ingenti quantità di rame circolante rilasciate dalla massiva necrosi del fegato e cercare di rallentare l’evoluzione letale dell’insufficienza multiorgano. 

Resosi in poche ore disponibile un preziosissimo organo compatibile da donatore deceduto in una regione vicina, dopo sole 12 ore dal suo arrivo alle Molinette la ragazza è entrata nella sala operatoria del Centro Trapianto Fegato dell’ospedale per essere sottoposta ad un trapianto epatico salva-vita, durato circa 10 ore. Il numero 4470 della serie torinese. In ragione delle gravissime condizioni della paziente, il decorso post-trapianto è stato complesso. Sono stati necessari tre mesi di degenza per trattare con successo le varie complicanze medico-chirurgiche che sono insorte nel postoperatorio, grazie ad un’attenta e costante assistenza multidisciplinare offerta da chirurgia dei trapianti, anestesia, rianimazione, epatologia, nefrologia, diretta dal professor Luigi Biancone, infettivologia, diretta dal professor Francesco De Rosa, radiologia diagnostica, diretta dal professor Paolo Fonio, e radiologia interventistica, diretta dal dottor Andrea Doriguzzi. 

La ragazza è stata dimessa ed è adesso in pieno recupero psico-fisico. Guarita, sta tornando passo dopo passo alla propria quotidianità con previsione di rientro in patria in tempi brevi. Ancora una volta una giovane vita è stata salvata dall’incontro tra competenze, tempestività, cura e solidarietà, caratteristiche fondamentali della rete trapianti. Come la stessa Eirini ha dichiarato, ringraziando tutte le persone che hanno contribuito a “salvarle la vita nel suo ultimo giorno”. 

"Un vero miracolo della vita. L’Italia per la Grecia. Un grande dono della vita: un fegato nuovo. Il potere della donazione. L’eccellenza multidisciplinare dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza greca, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente. L’intervento di trapianto, la straordinaria complessità di questa operazione di frontiera, l’impegno profuso dai nostri professionisti e l’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Molinette più di un ospedale”, dichiara Livio Tranchida, direttore generale Cdss.