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cronaca

Tavolo Regione Lazio su golf car, nodo su numero chiuso e accesso al centro storico

6 OTT 26

(Adnkronos) - Nuovo incontro, questa mattina presso la Commissione Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità e trasporti della Regione Lazio, sul tema golf car. Per la prima volta sono stati sentiti tutti i soggetti interessati al trasporto turistico con i 'caddie': dai tassisti agli Ncc, dagli operatori dei bus turistici agli organi istituzionali, fino ai tour operator e alle società che gestiscono le golf car. Un confronto acceso che ha lasciato sul tavolo ancora molte questioni aperte: l’introduzione di un numero chiuso per i veicoli, l’individuazione di percorsi prestabiliti e di una qualifica professionale per i conducenti (con apposito registro) e la creazione di aree di sosta e fermata per le golf car. Le audizioni hanno riguardato la proposta di Legge regionale n. 302 del 16 settembre 2026 su "Disposizioni per il trasporto con navetta turistica nei centri storici”, di cui è primo firmatario Marco Bertucci, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Bilancio. 

“L’attività delle golf car e degli altri mezzi che questa legge andrà a normare - premette Bertucci - non verrà soppressa ma deve essere regolamentata. Bisogna trovare un punto di sintesi affinché questo regolamento non diventi una sanatoria ma individui percorsi prestabiliti prevedendo un contingentamento di questi mezzi. La presenza di una guida abilitata a bordo tutelerà anche tassisti e Ncc. Ci riuniremo come commissione Trasporti il 20 ottobre - riferisce - e immagino che entro fine mese la legge sarà varata in Commissione. La speranza è che sia approvata in Consiglio regionale entro il mese di novembre. Daremo inoltre una deroga - precisa il consigliere di Fdi - per il regolamento ai singoli Comuni facendo una distinzione tra comuni turistici e Roma Capitale”. 

Tra i temi più dibattuti oggi alla Pisana, il numero chiuso proposto dal Campidoglio e il divieto di accesso ai siti Unesco che, per quanto riguarda la Capitale, di fatto riguarderebbe l’intero centro storico. “È inevitabile che ci sarà un numero chiuso e una limitazione dei veicoli turistici che entrano nel centro storico” sostiene l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, a margine delle audizioni. “Attualmente abbiamo un numero eccessivo di passaggi nel centro storico - prosegue Patanè - che ammonta complessivamente a circa 43mila accessi quotidiani nella Ztl. Gli accessi dovrebbero essere ridotti a 25-30mila”. 

Sul punto è netta l’opposizione degli imprenditori che propongono tour con golf car nella Capitale, che si dicono contrari al numero chiuso. E propongono un contingentamento dei mezzi in base ai flussi turistici su dati Istat. "Le nostre aziende - dicono - sono in regola, abbiamo fatto degli investimenti e non capiamo perché dobbiamo essere penalizzati. Che fine faranno i nostri dipendenti?", chiedono. "I fenomeni di abusivismo esistono e vanno combattuti, servirebbero più controlli. Siamo i primi a volere un regolamento chiaro - scandiscono - ma non si può limitare un servizio di cui Roma ormai ha bisogno”. 

Il comune di Roma infine ha precisato la necessità di estendere il regolamento a tutti i veicoli del trasporto turistico. “Finalmente entriamo nel vivo della discussione di questa legge regionale tanto attesa per dare una normativa a questo settore - osserva Patanè - che noi speriamo comprenda golf car, 500 decappottabili, sidecar, minivan ecc". Quanto all’autonomia dei Comuni, l’assessore sottolinea: “Non ci deve essere un regolamento regionale, ogni Comune infatti deve approvare un regolamento proprio e autonomo realizzato d’intesa con la Regione. Roma non si può paragonare ad altri Comuni come Viterbo o Civitavecchia, siamo realtà completamente differenti”. 

Numerose anche le sigle di categoria dei tassisti che hanno sollevato il tema della sicurezza stradale e del rapporto di lavoro tra conducenti e aziende. Secondo Nicola Di Giacobbe (Unica - Cgil Taxi) "stiamo parlando di un mercato che si sta sviluppando senza regole. Una città come Roma - ammonisce - deve avere un numero di soggetti abilitati. La proposta della regione non va a limitare il numero di veicoli e non tutela gli operatori che svolgono questi servizi. Alla guida di una golf car - sostiene - ci dovrebbe essere una guida turistica con una patente Bk. Il rischio vero che stiamo sottovalutando è che quello che sta avvenendo a Roma non è un servizio di trasporto ma una forma di caporalato: alla guida di quei mezzi ci sono dei poveri soggetti che non hanno né i requisiti né i titoli per poter svolgere quei servizi, sono solo degli sfruttati”. Sul tema dell’abilitazione professionale, è intervenuta Francesca Duimich, presidente Federagit–Confesercenti: “In rappresentanza delle guide e degli accompagnatori turistici, riteniamo che a bordo delle golf car che effettuano visite guidate ci debba essere sempre una guida abilitata. L’autista inoltre non dovrebbe fare anche la guida - afferma - ma serve una figura a parte. Quello delle golf car è un fenomeno in crescita che va regolamentato ma non credo vada demonizzato. All’interno di una cornice legislativa potrebbero svolgere un servizio utile ad esempio per turisti che hanno difficoltà a camminare”.