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cronaca

Ranucci, Lavitola in chat: "Berlusconi ti avrebbe fatto copresidente"

11 AGO 26

(Adnkronos) - “Berlusconi ti avrebbe fatto copresidente" e ancora "allora ti avrebbe ceduto il posto". Così Valter Lavitola a Sigfrido Ranucci in alcuni messaggi inviati ad ottobre del 2024 e riportati nell'ordinanza di custodia cautelare con cui il gip ha disposto il carcere per l’imprenditore ed ex editore accusato di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report. “Lavitola insisteva con le battute tese ad adularlo e a convincerlo a candidarsi alle prossime elezioni rispondendo ad alcuni messaggi di Ranucci" con la frase “il discorso di Capodanno, che farai potrebbe anche fare di più...", si legge nell’ordinanza. 

“Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente". A un mese dall’attentato davanti all’abitazione di Ranucci, Valter Lavitola, come riportato in un altro passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare, “palesava la presunta preoccupazione che all'amico giornalista non venisse assegnata un'ulteriore auto di scorta chiedendogli l'autorizzazione a fare ‘casino’ evidentemente per spostare l'attenzione su un piano mediatico”.  

Per il gip appare evidente che “con tale affermazione Lavitola, rimarcando il sentimento di vicinanza nei confronti di Ranucci, ostentava la volontà di rendersi disponibile ad intervenire in suo aiuto, pur di sfruttare ogni evento utile ad accrescere la sua popolarità”. “A riprova di ciò” Lavitola risollecitava Ranucci sulla questione evidenziando quale importanza fosse stata data a un articolo che puntava su un collegamento tra l’attentato e la camorra. Messaggi sul punto da parte di Lavitola che proseguono anche nelle settimane successive.  

A dicembre scorso Lavitola inviando un articolo dal quale si evinceva che dall'esito degli esami sull'ordigno esploso all'esterno dell'abitazione di Ranucci era emerso che non si trattava di esplosivo rudimentale, indicava al conduttore di Report le modalità di azione “che avrebbe dovuto operare la scorta del giornalista e invitava Ranucci a parlare con il suo caposcorta aggiungendo che, se non lo avesse fatto, ci avrebbe parlato lui stesso: ‘Io, quando sono in montagna e il momento in cui rifletto, mi si apre la mente Ti prego, dammi retta, in qualsiasi momento tu sei esposto, devi avere una struttura di protezione fisica. Significa che quando tu arrivi in un luogo: a casa, alla Rai, un ristorante, ad un appuntamento qualsiasi, nel momento che scendi dalla macchina devi avere una staffetta li fatta da almeno quattro uomini più il due che nella macchina di scorta che dopo aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione fino all'ingresso. Il vero pericolo che hai tu sono: ‘gli odiatori’”.