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Rimini, incendio in hotel e Gabicce Mare: soccorsa una donna

16 lug 2026

Leclerc: "Se la Ferrari non vincesse il titolo, sarei contento lo vincesse Antonelli, mi rivedo in lui'

(Adnkronos) - "Non penso al campionato ancora, voglio vincere un'altra gara. Il lavoro che sto facendo sta dando i suoi frutti. Se non vincesse il titolo la Ferrari, sarei contento lo vincesse Kimi. Ha un entusiasmo pazzesco, mi ci rivedo pensando a quando ho esordito". Così il pilota della Ferrari Charles Leclerc in un'intervista a Sky Sport alla vigilia delle prove libere del Gp del Belgio. "Sono sempre scettico prima di iniziare il weekend ma spero che Spa sia una sorpresa come Silverstone. Mondiale? Mercedes ha un grande vantaggio in termini di performance, ma l'affidabilità è la nostra forza, dobbiamo star lì. Mai visto il team spingere come stiamo facendo ora", sottolinea il 28enne monegasco che parla poi del rapporto con Max Verstappen.  

"Mi piacerebbe sfidarmi all'ultima curva con lui entrambi non molliamo. Il nostro rapporto è maturato negli anni, ero convinto fosse una brutta persona e lui pensava lo stesso di me. Ma adesso il rapporto è cambiato. E' un pilota eccezionale che ha vinto 4 mondiali, però per fortuna ho avuto l'opportunità di avere compagni di squadra bravissimi: Hamilton, Vettel, Sainz. Quindi non mi farebbe paura se un giorno dovesse capitare. Sarebbe anche bella storia perché abbiamo iniziato nel 2010 insieme e fatto così tutte le categorie dei kart. Averlo in Ferrari? Godiamoci Lewis". 

Con la vittoria a Silverstone Leclerc si è lasciato alle spalle un momento complicato. "E' stato un periodo difficile dove il feeling con la macchina non c'era, anche con delle piste e delle gare dove c'è stata sfortuna. Così quando le due cose si mettono insieme fa più male e abbiamo lasciato anche tanti punti per strada con i problemi a Monaco, quelli durante la gara a Barcellona. Ma io non ho mai smesso di lavorare e di credere che una volta ritrovato il feeling i risultati sarebbero arrivati. Quindi ho continuato a lavorare a testa bassa. Ci sono delle cose che ho fatto in tutta la mia carriera che oggi con questa macchina ho dovuto dimenticare e ripartire da zero. Ma questo fa parte del nostro lavoro. Noi dobbiamo adattarci a qualunque sfida e quella di quest'anno è grande perché dobbiamo reinventare un po' come com'è la guida. Però penso di aver fatto uno step su qualcosa in particolare per la quale non andrò nel dettaglio ma che mi permette di guidare molto più naturalmente rispetto a prima, quando la macchina era molto più difficile da anticipare". 

16 lug 2026

Le Atp Finals si disputeranno a Torino anche nel 2027

(Adnkronos) - Le Atp Finals si disputeranno a Torino anche nel 2027. Lo annuncia la Federtennis (Fitp) sui suoi canali ufficiali. "Le Nitto Atp Finals a Torino rappresentano una storia di successo costruita nel tempo attraverso visione, professionalità, impegno e risultati concreti. Questa storia, che ha saputo consolidarsi e crescere anno dopo anno, oggi si prepara ad aprire una nuova fase del proprio percorso.La celebrazione di un cammino ricco di successi, le sfide che attendono la prossima edizione del torneo e un annuncio destinato a entrare nella storia dello sport italiano si fondono in un’unica, straordinaria notizia: le Nitto Atp Finals si disputeranno a Torino anche nel 2027. La Federazione Italiana Tennis e Padel conferma, infatti, che il capoluogo piemontese continuerà a ospitare il torneo che ogni anno riunisce gli otto migliori giocatori e le otto migliori coppie di doppio del mondo, confermandosi una delle grandi capitali internazionali del tennis.".  

“Torino ha dimostrato in questi anni di essere una sede straordinaria per le Nitto Atp Finals -ha detto il presidente della Fitp Angelo Binaghi-. Per questo abbiamo deciso di proseguire insieme anche nel 2027. È una scelta di continuità e di fiducia verso una città, una regione e un sistema di istituzioni e partner che hanno lavorato con grande passione e competenza, contribuendo a rendere questo appuntamento uno dei più apprezzati del calendario mondiale del tennis. La conferma di Torino per il 2027 ci permette di continuare a programmare il futuro con ambizione e di consolidare ulteriormente il legame tra questo evento e il territorio che lo ha accolto e fatto crescere. I risultati straordinari che stiamo registrando già in fase di vendita per l’edizione 2026 ci dicono che le Nitto Atp Finals sono entrate definitivamente nel cuore degli italiani e degli appassionati di tutto il mondo. È il segnale più bello e più incoraggiante per continuare a investire in un progetto che rappresenta un patrimonio per lo sport italiano e per l’intero Paese”. 

“Il nostro evento di punta è andato sempre più rafforzandosi a Torino, attirando un pubblico globale, mettendo in mostra i migliori giocatori di questo sport e offrendo un'esperienza per i fan di livello mondiale -ha affermato Andrea Gaudenzi, il presidente dell'Atp-. Negli ultimi cinque anni Torino è diventata sinonimo delle Nitto Atp Finals, contribuendo a portare l'evento a nuovi livelli. I numeri da record che abbiamo registrato in termini di montepremi, affluenza di pubblico e audience televisiva testimoniano la dedizione di Fitp, della Città di Torino, di Nitto e di tutti i nostri partner dell'evento. Siamo lieti di continuare a consolidare insieme questo percorso”. 

16 lug 2026

Bimba risucchiata da bocchettone piscina, Gaslini: "Condizioni restano gravissime"

16 lug 2026

Dopo il trionfo a Wimbledon Sinner si rilassa in Sardegna e fa la spesa al discount

16 lug 2026

Mare, underwater economy italiana fattura 3,5 miliardi: presentato 1° rapporto su dimensione subacquea

(Adnkronos) - L’underwater economy italiana fattura 3,5 miliardi di euro: questo il valore principale stimato dal 1° Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, che per la prima volta offre una fotografia organica di un ecosistema produttivo strategico per il nostro Paese. Il Rapporto, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare- OsserMare di Informare, Azienda Speciale della Camera di commercio Frosinone Latina con il contributo scientifico del Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne, in collaborazione con il Pns – Polo Nazionale della dimensione Subacquea, Unioncamere e Assonautica, è stato presentato in una iniziativa promossa dalla Presidente dell'Intergruppo Parlamentare per l'Economia del Mare Senatrice Simona Petrucci. L’evento, inserito nell’ambito del Blue Forum 2026, segue quello di presentazione del XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del mare, avvenuto a Palazzo Piacentini a Roma l’8 luglio scorso alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. 

Il percorso che ha portato alla realizzazione del documento che rappresenta la prima individuazione delle consistenze economiche dell'underwater economy italiana, nasce dal protocollo d'intesa sottoscritto nel 2025 tra Unioncamere, Assonautica Italiana e il Polo Nazionale della dimensione Subacquea, che ha posto le basi per la costituzione dell'Osservatorio Nazionale Underwater, con l'obiettivo di dotare il Paese di uno strumento permanente di analisi, monitoraggio e conoscenza di un ecosistema industriale strategico per l'Italia. 

Partendo da una platea di circa 1.700 imprese potenzialmente riconducibili alla dimensione subacquea, individuate attraverso una prima riclassificazione dei prodotti e una ricerca massiva supportata da strumenti di intelligenza artificiale, il lavoro di verifica automatica e manuale ha consentito di censire 189 imprese italiane effettivamente operanti nell'Underwater Economy, che occupano complessivamente 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell'occupazione nazionale, generano 30,5 miliardi di euro di fatturato, pari allo 0,72% del totale nazionale e producono 7,3 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti allo 0,68% dell'economia italiana. 

 

In particolare il valore dei prodotti e sistemi riconducibili alla dimensione subacquea è passato in meno di dieci anni da 1,1 miliardi di euro a 3,5 miliardi, con una crescita del 216%. L’analisi si è basata su una riflessione dei principali ambiti di attività e delle tecnologie underwater e ha interessato attualmente i seguenti assi di sviluppo: Difesa e sicurezza (sorveglianza subacquea, dispositivi warfare e contromisure, protezione di cavi e condutture strategiche, mezzi autonomi e semi-autonomi); Energia offshore (istallazione, monitoraggio e manutenzione di piattaforme oil & gas, Impianti eolici offshore); Telecomunicazioni e infrastrutture critiche (posa, manutenzione e monitoraggio di cavi sottomarini); Ricerca scientifica e ambientale (oceanografia, monitoraggio climatico, biodiversità̀ marina, mappatura dei fondali); Deep sea mining (estrazione di terre rare, noduli polimetallici). 

Il Rapporto evidenzia inoltre il ruolo crescente delle tecnologie strategiche e dell'innovazione. Le imprese censite detengono complessivamente 12.659 brevetti, dei quali 2.840 riconducibili alle tecnologie Step, tra Deep Tech e Net-Zero Technologies, con Lombardia e Lazio che concentrano oltre il 91% dell'intero patrimonio brevettuale strategico. Sul piano del capitale umano, le imprese censite impiegano 25.403 laureati, pari al 40% degli addetti totali, una quota quasi doppia rispetto alla media manifatturiera nazionale. 

Alla presentazione, aperta da un messaggio di saluto del presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa e conclusa dal ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, sono intervenuti la senatrice Simona Petrucci, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora, il presidente di Unioncamere Andrea Prete, il sotto capo di Stato Maggiore della Marina Militare e presidente del Comitato di Direzione Strategica del Pns ammiraglio di Squadra Fabio Gregori, il ministro della Difesa Guido Crosetto con un messaggio, la presidente della Fondazione Polo Nazionale della Subacquea Roberta Pinotti e il Contr. (CP) Edoardo Balestra, capo reparto Amministrazione e Logistica Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera. Il Rapporto è stato presentato da: Antonello Testa, presidente di Informare e Coordinatore OsserMare – Osservatorio Nazionale sull’Economia del mare, Contr. Giulio Cappelletti, direttore Struttura Operativa Polo Nazionale della dimensione Subacquea, Gaetano Fausto Esposito, direttore Centro Studi Tagliacarne e Paolo Cortese, Centro Studi Tagliacarne. Presenti i rappresentanti del mondo dell’industria, della ricerca e dell’Università operanti nel settore. 

16 lug 2026

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16 lug 2026

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16 lug 2026

Roma, Washington Post: le ''nonne che fanno la pasta'' sono la nuova trappola per turisti

(Adnkronos) - "Nuova trappola per turisti a Roma: le nonne che fanno la pasta". È il titolo del lungo reportage del Washington Post dedicato al fenomeno delle cuoche che preparano pasta fresca nelle vetrine dei ristoranti del centro storico di Roma, diventate un nuovo simbolo del turismo di massa. Il quotidiano americano racconta la crescente diffusione della pratica, particolarmente visibile nei vicoli di Trastevere grazie alle due catene che "guidano" il trend, Osteria da Fortunata e Come 'na vorta. Ma sono sempre di più i locali che espongono in vetrina donne intente a impastare e stendere la pasta per attirare l'attenzione dei passanti e dei visitatori stranieri: quella che viene proposta come un'immagine dell'Italia più autentica sarebbe diventata, secondo il Post, un potente strumento di marketing.  

Le donne al lavoro "non sono necessariamente nonne", ma svolgono un doppio ruolo: quello di addette alla preparazione della pasta e quello di elemento scenografico per conquistare i clienti. "È il più geniale strumento di marketing", afferma la scrittrice ed esperta di gastronomia Katie Parla, secondo cui questi locali "offrono contenuti costruiti per le persone: sono fotogenici e imitano qualcosa che il pubblico percepisce come autentico". 

 

Il fenomeno, tuttavia, divide residenti ed esperti di cucina. Per il Washington Post queste "nonne della pasta" sono diventate una sorta di "test di Rorschach": per alcuni rappresentano un rassicurante ritorno alla tradizione, per altri sono il simbolo della trasformazione dei quartieri storici in scenografie per turisti. La guida gastronomica Sophie Minchilli definisce questi ristoranti "più teatro che tradizione" e li considera un "modo sicuro per riconoscere una trappola per turisti", sottolineando come molti restino aperti tutto il giorno per rispondere alle esigenze dei visitatori stranieri, a differenza delle trattorie romane tradizionali che chiudono nel pomeriggio per la pausa del personale. Minchilli mette inoltre in discussione il legame tra pasta fresca e cucina romana: "È probabilmente fatta in casa ed è deliziosa, ma è sbagliata" come rappresentazione della tradizione della capitale, spiega, ricordando che i quattro piatti simbolo di Roma - carbonara, gricia, amatriciana e cacio e pepe - sono generalmente preparati con pasta secca, ad eccezione dei tonnarelli utilizzati per il cacio e pepe. Anche Marina Cacciapuoti, fondatrice di Italy Segreta, osserva che "vedere qualcuno preparare pasta fresca in vetrina non è, di per sé, un segno di qualità o autenticità" e ricorda che molti grandi piatti italiani "sono pensati per essere preparati con pasta secca, non fresca". 

Il Washington Post raccoglie anche la difesa dei ristoratori coinvolti. Marcello Bettozzi, proprietario della catena Come 'na Vorta, riconosce che l'idea "è marketing, certo", ma respinge l'accusa di essere un semplice espediente commerciale: "È importante mostrare quello che facciamo, perché a volte le persone sottovalutano il valore del nostro lavoro". Secondo la storica dell'alimentazione Karima Moyer-Nocchi, il successo di queste vetrine va oltre il cibo e rappresenta una messa in scena dell'"italianità". "Stanno vendendo l'Italia che le persone desiderano. Anche gli italiani amano quell'idea, e vende moltissimi prodotti", aggiunge. 

16 lug 2026

Riunione a Washington contro terrorismo estrema sinistra, Rubio: "Minaccia rinnovata"

(Adnkronos) - Le delegazioni di 67 paesi, inclusa una dell’Italia, si sono riunite presso il Dipartimento di Stato di Washington Dc per un summit su quella che l'amministrazione Trump definisce una recrudescenza del terrorismo politico di estrema sinistra. Un'etichetta che, secondo diversi critici, viene usata per prendere di mira l'opposizione negli Stati Uniti. Nell’unica parte pubblica della 'Riunione ministeriale sulla recrudescenza del terrorismo politico', il Segretario di Stato Marco Rubio ha sottolineato che la volontà è quella di coordinarsi a livello internazionale di fronte a quella che definisce una "minaccia rinnovata", che è "rimasta un punto cieco nell'attenzione della comunità internazionale al contrasto al terrorismo". “Siete qui perché i vostri leader politici vengono aggrediti, accoltellati e colpiti da armi da fuoco nelle vostre strade, perché le vostre attività commerciali sono state fatte saltare in aria, perché le vostre ferrovie sono state sabotate, perché i vostri agenti di polizia sono stati picchiati e dati alle fiamme”, ha detto Rubio.  

“Siete qui perché questa è la realtà: la situazione sta peggiorando e non può più essere né negata né ignorata; è giunto il momento di annientare questo male per sempre”. Le organizzazioni statunitensi per la difesa delle libertà civili temono che l'iniziativa di Rubio - informalmente definita "vertice Antifa" - rientri in un più ampio tentativo dell'amministrazione Trump di prendere di mira attività di protesta legittime e avversari politici, anziché le reali minacce alla sicurezza americana. Diversi ex funzionari americani hanno affermato che la questione è stata politicizzata dall'amministrazione e che la minaccia proveniente dalla "sinistra radicale" non è paragonabile a quella rappresentata da gruppi come l'Isis o dagli estremisti di destra. Quest'ultima minaccia era del tutto assente nella strategia antiterrorismo dell'amministrazione, resa nota a maggio. Ciononostante, Rubio ha dichiarato che la minaccia è di carattere internazionale e non riguarda solo gli Usa. Per questo motivo, è stato organizzato l’evento. 

“Non si tratta di cellule distinte e isolate, bensì di reti interconnesse. Esse non riconoscono i nostri confini; di fatto, non credono nemmeno nello Stato-nazione. Si coordinano, comunicano, viaggiano, si addestrano e agiscono congiuntamente, condividendo le stesse infrastrutture, gli stessi nemici e la stessa missione”, ha aggiunto. L’obiettivo dell’amministrazione Trump, in questa azione contro gli “antifa” – sebbene siano un’entità poco definita e caratterizzata – è creare una rete internazionale d’informazioni e intelligence, strategie coordinate delle forze dell'ordine e azioni mirate a colpire e smantellare le reti finanziarie di questi gruppi. “Le distruggeremo mattone dopo mattone. È giunto il momento in cui i popoli del mondo civile si difendano, restino uniti contro questa oscurità incombente e combattano per ciò che è nostro. È facile distruggere grandi opere; è molto più difficile costruirle”, ha concluso Rubio. A fare eco alle sue parole Stephen Miller, il vicecapo gabinetto della Casa Bianca: “Dobbiamo avvalerci di ogni strumento lecito e legittimo a nostra disposizione per dimostrare che la giustizia sarà fatta e che tali tattiche e tecniche finiranno inevitabilmente per fallire”. Al di là della retorica e delle parole dell’amministrazione Trump, la partecipazione dei vari paesi – dall’Argentina a Singapore – non è stata promossa più di tanto e i dettagli, fino all’ultimo, sono stati scarsi. I paesi partecipanti erano principalmente europei, sebbene vi fossero rappresentanti anche di nazioni asiatiche e dell'emisfero occidentale. Israele è l'unico paese del Medio Oriente presente.  

Tuttavia, molte delegazioni non sono state guidate dai ministri degli Esteri dei rispettivi Paesi, bensì da funzionari tecnici o di livello operativo. Diversi interlocutori hanno addotto motivi di calendario, poiché gli inviti all'evento sono stati inviati solo all'inizio di luglio, mentre l'agenda è rimasta poco chiara fino all'ultimo momento. Per quanto riguarda l'Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere nell'elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l'italiana Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito.  

Da parte sua il Dipartimento di Stato, sollecitato a spiegare perché gli Stati Uniti non stiano affrontando le minacce poste sia dall'estremismo di sinistra che da quello di destra, ha riferito che alleati e partner hanno segnalato alle autorità statunitensi come la violenza politica di estrema sinistra sia "molto più sofisticata" e "più difficile" da contrastare rispetto a quella di estrema destra, che è da tempo al centro delle attività di antiterrorismo. Il vertice fa seguito alla strategia antiterrorismo di Trump, resa nota a maggio, che annovera gli "estremisti di sinistra violenti, inclusi anarchici e antifascisti", tra le tre principali categorie di gruppi terroristici che minacciano l'America. Tale strategia non faceva alcun riferimento alla violenza dell'estrema destra.  

Lo scorso settembre, inoltre, Trump aveva firmato un ordine esecutivo che designava Antifa come organizzazione terroristica interna, definendola "un'organizzazione militarista e anarchica che invoca esplicitamente il rovesciamento" del governo e delle forze dell'ordine, ricorrendo al contempo a "mezzi illegali per organizzare e attuare una campagna di terrorismo a livello nazionale al fine di raggiungere tali obiettivi". I ricercatori, tuttavia, hanno messo in guardia contro un approccio unilaterale del governo americano al terrorismo politico. Uno studio del Center for Strategic and International Studies ha rilevato che il 2025 ha segnato la prima volta in oltre tre decenni in cui gli attacchi terroristici di matrice di sinistra hanno superato quelli di estrema destra; tuttavia, lo studio ha anche osservato che tale aumento è avvenuto a partire da livelli iniziali molto bassi e "rimane ben al di sotto dei livelli storici di violenza perpetrata da autori di matrice di destra e jihadista". (di Iacopo Luzi) 

16 lug 2026

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