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Incidenti in piscina, l’Iss lancia l’allarme: "Molti casi sono evitabili con più sicurezza"

(Adnkronos) - Momenti di svago estivo che si trasformano in dramma per gravi incidenti in piscina. L'ultimo caso quello di una ragazza di 11 anni in gravissime condizioni all'ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante. Diverse vicende nella stragrande maggioranza "evitabili", spiega all'Adnkronos Salute Luca Lucentini, direttore del Centro nazionale per la sicurezza delle acque (Censia) dell'Istituto superiore di sanità.  

Parliamo di "apparecchiature inadeguate, fuori norma oppure inadeguatamente gestite. Per esempio vengono rimossi gli strumenti di protezione, vengono eseguite manovre quando gli utenti sono in acqua, come nel caso di incidenti legati alla clorazione. Insomma: sono molte le lacune procedurali o strutturali con carenze anche gravi". Eppure in Francia "con l'introduzione di semplici obblighi, controlli e sanzioni su dispositivi di sicurezza anche per le piscine private, si è prodotta - come indicano diverse analisi di settore - una marcata riduzione, di circa tre quarti, degli annegamenti in piscina, soprattutto infantili", aggiunge l'esperto.  

In Italia, spiega Lucentini, "la normativa è presente, ma in modo molto frammentario. Non c'è, per esempio, ancora una norma nazionale - in dirittura d'arrivo fortunatamente - ci sono solo norme regionali. Questo non aiuta sul fronte della prevenzione. Nelle strutture, quindi, possiamo avere carenze impiantistiche, per esempio: manca la ringhiera e il bambino può cadere in acqua. Oppure ci sono impianti non a norma oppure non gestiti a norma. O ancora disattenzioni dal punto di vista della vigilanza sui bambini".  

Tutto questo "è contemplato in una revisione normativa, che purtroppo si è protratta nel tempo. Si tratta di una legge quadro sulle piscine (A.C. 2576, corrispondente al Ddl già esaminato al Senato), che introduce requisiti strutturali, impiantistici e gestionali più stringenti: progettazione secondo norme Uni/Uni‑En, dispositivi di protezione per piscine domestiche (barriere, coperture invalicabili, salvagenti, dispositivi anti‑accesso), piano di autocontrollo per acqua e sicurezza, controlli interni ed esterni da parte di Asl, obbligo di assistenti bagnanti e locale/primo soccorso per molte categorie di impianti". Sempre a livello nazionale "è stato istituito l’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia di prevenzione degli annegamenti, che ha prodotto un primo rapporto organico con dati, analisi per ambienti (mare, acque interne, piscine) e raccomandazioni specifiche per piscine pubbliche, turistico‑ricettive e domestiche", informa l'esperto. 

C'è poi anche un problema culturale da affrontare che riguarda "sia chi gestisce le piscine , non sempre adeguatamente formato sia chi accompagna il bambino che ha la percezione di un ambiente molto sicuro perché piccolo, confinato. Anche nell'immaginario comune c'è più attenzione al bambino sulla spiaggia che in piscina. E tutto questo può essere contrastato con un nuovo intervento normativo che interviene su tutti e tre gli aspetti: strutturali, gestionali e di controllo. In questi ultimi episodi, per esempio, in cui i ragazzi si immergonoi in acqua e vengono risucchiati, sono implicati tutti e tre i fattori (strutturale, gestionale, di controllo). L'esperienza francese ci dice che agendo su questi fattori i risultati in termini di riduzione degli incidenti si ottengono".  

16 lug 2026

Cancro al pancreas, la speranza di un vaccino per prevenirlo: lo studio e i primi test

(Adnkronos) - Prevenire il cancro al pancreas con un vaccino. E' la speranza che si apre grazie ai risultati di uno studio Usa pubblicato su 'Cancer Discovery', rivista dell'American Association for Cancer Research. Ricercatori del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center e dello Skip Viragh Center for Pancreatic Cancer riferiscono che mKras-Vax, un vaccino sperimentale mirato alla mutazione Kras (uno dei principali fattori genetici responsabili del carcinoma pancratico), si è dimostrato sicuro e ha generato risposte immunitarie durature, potenzialmente in grado di prevenire il tumore in persone ad alto rischio di sviluppare un adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac).  

Nel trial di fase 1, il primo step dell'iter di sperimentazione clinica, il candidato vaccino "ha stimolato risposte delle cellule T specifiche per Kras nel 90% dei partecipanti". Non solo. "Dopo un follow-up mediano di 16,5 mesi, nessuno ha sviluppato il cancro al pancreas e alcune delle lesioni precancerose si sono ridotte o hanno smesso di crescere". Gli autori la definiscono "la prima dimostrazione sull'uomo che un vaccino mirato a Kras può generare in modo sicuro risposte immunitarie durature, prevenendo potenzialmente lo sviluppo del tumore in persone a rischio".  

L'adenocarcinoma duttale pancreatico - spiegano gli scienziati - si sviluppa spesso nel corso di molti anni a partire da lesioni come le cisti pancreatiche, creando una potenziale finestra temporale per interventi che potrebbero prevenire la formazione del tumore. Le mutazioni del gene Kras sono presenti nella maggior parte dei tumori pancreatici e nella maggior parte delle lesioni precancerose del pancreas. L'obiettivo di mKras-Vax, un vaccino peptidico mirato alle 6 mutazioni Kras più comuni riscontrate nel tumore pancreatico, è indurre il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule portatrici di queste mutazioni prima che possano dare origine a un cancro. Lo studio ha coinvolto 20 persone con una predisposizione ereditaria al tumore pancreatico e un'anomalia pancreatica identificata tramite diagnostica per immagini, che hanno ricevuto il vaccino tra aprile 2022 e febbraio 2026. Sono state somministrate 4 dosi di mKras-Vax in 13 settimane, e i ricercatori hanno monitorato i partecipanti per la sicurezza e la risposta immunitaria attraverso esami del sangue e valutazioni di follow-up.  

Gli autori hanno osservato che "18 dei 20 partecipanti, ovvero il 90%, hanno sviluppato una risposta immunitaria significativa al vaccino. I partecipanti hanno mostrato un aumento mediano di 18,2 volte delle risposte delle cellule T specifiche per la proteina Kras mutata, a indicare che il vaccino ha attivato con successo le cellule immunitarie capaci di riconoscere le mutazioni di Kras". Ulteriori analisi hanno dimostrato che "il vaccino ha generato risposte delle cellule T sia Cd4-positive che Cd8-positive, e ha prodotto cellule T della memoria che sono persistite nel tempo. I cloni di cellule T specifiche per la proteina Kras mutata indotti dal vaccino sono rimasti rilevabili fino a 2 anni dopo la vaccinazione. In un follow-up mediano di 16,5 mesi, nessuno dei partecipanti ha sviluppato un tumore al pancreas o una lesione pancreatica ad alto rischio che richiedesse l'asportazione chirurgica". 

Il vaccino è apparso "sicuro, con tutti gli eventi avversi correlati al trattamento classificati come lievi o moderati. Gli effetti collaterali più comuni sono stati reazioni nel sito di iniezione, affaticamento, brividi e sintomi simil-influenzali, che si sono tutti risolti senza necessità di trattamento". Negli arruolati per i quali erano disponibili immagini di follow-up, è stata condotta anche un'analisi esplorativa delle cisti pancreatiche: "Cinque dei 20 partecipanti allo studio hanno mostrato una completa risoluzione radiografica di piccole cisti pancreatiche, mentre altri 3 hanno presentato una regressione parziale. Le cisti rimanenti sono rimaste stabili". 

Gli scienziati sottolineano che "lo studio è stato progettato principalmente per valutare la sicurezza e le risposte immunitarie e non per determinare se il vaccino prevenga il cancro al pancreas". Avvertono inoltre che "le ridotte dimensioni del campione e il periodo di follow-up relativamente breve limitano le conclusioni sull'efficacia clinica". 

"Questo è solo l'inizio, ma i risultati suggeriscono che il sistema immunitario si sta attivando - afferma Elizabeth Jaffee, vicedirettrice del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center, Dana and Albert 'Cubby' Broccoli Professor of Oncology, co-direttrice dello Skip Viragh Center for Pancreatic Cancer, direttrice associata del Bloomberg~Kimmel Institute for Cancer Immunotherapy e co-autrice senior dello studio - Abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma questo è un buon inizio mirato alla prevenzione: un obiettivo a cui nessuno aveva pensato prima", evidenzia. "La possibilità di vaccinare precocemente le persone a rischio per cercare di prevenire lo sviluppo del cancro in futuro è un'opportunità importante", assicura. 

 

Il vaccino Kras è stato testato per la prima volta nel 2020 su pazienti sottoposti a intervento chirurgico e ad alto rischio di recidiva del cancro. Quello studio, pubblicato quest'anno su 'Nature Communications', ha rilevato che, quando il vaccino generava una forte risposta immunitaria, questi pazienti rimanevano liberi dalla malattia per almeno 5 anni. Un successo che ha spinto a condurre questo nuovo trial sul vaccino preventivo. "Abbiamo pensato che, se riuscivamo a osservare una risposta immunitaria nei pazienti affetti da cancro, il vaccino avrebbe dovuto funzionare ancora meglio nelle persone ad alto rischio a causa di una storia familiare, di un'alterazione genetica o di una cisti al pancreas", chiarisce Neeha Zaidi, professoressa associata di Oncologia e co-autrice senior del lavoro. 

"I risultati di questo studio forniscono la prova di principio che la vaccinazione contro la mutazione del gene Kras può generare risposte immunitarie durature in persone con un rischio ereditario di cancro al pancreas e supportano ulteriori test clinici di questo approccio", aggiunge Michael Goggins, professore di Patologia, Medicina e Oncologia, direttore del Laboratorio per la Diagnosi precoce del cancro al pancreas e co-autore senior del trial. I ricercatori hanno avviato uno studio ulteriore per valutare gli effetti di mKras-Vax in pazienti con cisti pancreatiche ad alto rischio sottoposti a resezione chirurgica. Ciò permetterà di osservare come le cellule immunitarie indotte dal vaccino influenzino direttamente il tessuto pancreatico precanceroso. 

Jaffee e Zaidi, insieme ad Amanda L. Huff e Mark Yarchoan, altri due nomi dell'ampio pool di scienziati che hanno partecipato alla ricerca, sono fondatori e detengono partecipazioni in Adventris Pharmaceuticals, si legge nella disclosure del lavoro, la dichiarazione obbligatoria che gli studi scientifici devono riportare sugli eventuali conflitti di interesse e le fonti di finanziamento. Jaffee e Zaidi sono anche consulenti dell'azienda, e Yarchoan ne è il Chief Medical Officer. Adventris Pharmaceuticals ha ottenuto in licenza dalla Johns Hopkins University una tecnologia descritta in questo studio, e in virtù dell'accordo Huff, Jaffee, Yarchoan, Zaidi e l'università hanno diritto a ricevere delle royalty sulla tecnologia. L'accordo è stato esaminato e approvato dalla Johns Hopkins University, in conformità con le sue politiche in materia di conflitto di interessi. 

16 lug 2026

Caldo record, i dati del ministero: mortalità in aumento del 3%, effetto limitato agli over 85

(Adnkronos) - L'impatto del caldo record di maggio-giugno sulla mortalità in Italia è stato in generale contenuto e limitato ai grandi anziani. "L'analisi dei dati di sorveglianza della mortalità giornaliera over 65 ha evidenziato, per il periodo 25 maggio-30 giugno, sul totale delle città considerate, che l'eccesso di mortalità medio è stato contenuto (3%), anche in relazione a quanto osservato in altri Paesi europei.  

Nella seconda e più intensa ondata di calore (18-30 giugno), i dati presentati hanno confermato, come già comunicato in precedenza, un eccesso statisticamente significativo della mortalità nella popolazione over 65 a Torino". Lo comunica il ministero della Salute, al termine della terza riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell'ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo.  

"L'analisi illustrata nel corso della Cabina di regia dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio ha evidenziato, poi, un ulteriore elemento: l'eccesso di mortalità registrato in Italia nel periodo di riferimento è limitato agli over 85, i cosiddetti grandi anziani". 

"Sia a livello globale che europeo il mese di giugno 2026 è stato il secondo più caldo di sempre", certifica la Cabina di regia. "I sistemi di allerta sul caldo - riporta - hanno previsto in Italia condizioni di rischio di livello 2 e 3 (bollini arancioni e rossi) dal 18 giugno fino a fine mese, con una media di 10 giorni al Nord, 10 giorni al Centro e 4 giorni al Sud. Si segnala il caso della città di Torino, in cui i giorni con livelli di allerta 2 e 3 nel periodo di riferimento sono stati 23: il 63% del totale". 

16 lug 2026

Caldo, Pregliasco avverte: "Ogni giorno in più aumenta stress per cuore e metabolismo"

(Adnkronos) - "Ogni giorno in più di esposizione al caldo aumenta lo stress cardiovascolare, respiratorio e metabolico. Soprattutto negli anziani, nei pazienti cronici, nelle persone fragili, ma sempre più spesso anche in soggetti giovani e apparentemente sani". Punta l'accento sui rischi associati alla durata delle ondate di calore Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano.  

"Il caldo che sta interessando l'Italia non può più essere considerato soltanto un evento meteorologico eccezionale", spiega il medico. "Le temperature elevate che si susseguono da settimane, accompagnate da tassi di umidità elevati e da notti tropicali, stanno determinando un impatto crescente sulla salute della popolazione e sulla tenuta del sistema sanitario. Il caldo - avverte Pregliasco - non agisce come un fenomeno isolato che si esaurisce nell'arco di una giornata. È un fattore di rischio che si accumula nel tempo".  

"Gli effetti sono ormai evidenti anche nei servizi sanitari, con un incremento degli accessi ai pronto soccorso per disidratazione, colpi di calore, scompensi cardiaci, insufficienza respiratoria, aggravamento delle patologie croniche e cadute favorite da ipotensione e disorientamento", osserva il past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International. "Non possiamo limitarci a contare i bollini rossi - ammonisce - È necessario misurare anche il reale impatto sanitario delle ondate di calore, attraverso sistemi di sorveglianza epidemiologica tempestivi che consentano di valutare ricoveri, accessi ai servizi di emergenza e mortalità correlata. Solo disponendo di dati aggiornati è possibile programmare interventi efficaci e proteggere le persone più vulnerabili". 

"Anche i temporali intensi nelle regioni settentrionali - prosegue Pregliasco - non devono indurre a un falso senso di sicurezza. L'arrivo di temporali può attenuare temporaneamente le temperature, ma introduce altri rischi sanitari legati a grandinate, raffiche di vento, fulmini e fenomeni meteorologici estremi. È l’altra faccia del cambiamento climatico, che rende sempre più frequente l'alternanza tra caldo eccezionale ed eventi atmosferici violenti. La prevenzione rimane lo strumento più efficace: mantenere una corretta idratazione, evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata, utilizzare adeguatamente gli ambienti climatizzati, limitare l'attività fisica nelle ore più calde e verificare quotidianamente le condizioni di anziani, persone sole e pazienti con malattie croniche. Le ondate di calore sono diventate una componente stabile delle estati italiane - ribadisce l'esperto - e richiedono una risposta strutturale che coinvolga sanità, Protezione civile, amministrazioni locali e cittadini. Il cambiamento climatico è ormai anche una sfida sanitaria e va affrontato con strumenti di prevenzione, monitoraggio e adattamento adeguati alla nuova realtà". 

16 lug 2026

Melissa Satta e il caso Roggero: "Le famiglie dei ladri risarcite? Messaggio folle"

(Adnkronos) - "Siamo arrivati al paradosso, le famiglie dei ladri devono essere risarcite". E' un passaggio del post che Melissa Satta dedica al caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due ladri dopo aver subìto una rapina. "Ogni tanto dovremmo metterci nei panni degli altri e pensare... se ci fossi stato io al posto del signore cosa avrei fatto?! Ormai in Italia viviamo nel terrore, tra scippi per strada, violenze, furti nelle proprie attività e in casa", scrive la showgirl sul proprio profilo Instagram. "Nessuno dovrebbe uccidere nessuno, ma vorrei vedere ciascuno di voi in una situazione del genere. Per la legge italiana neanche le forze dell'ordine possono difendersi, se sparano vanno in galera... Anzi per essere più precisa possono sparare solo dopo essere stati sparati. I delinquenti non hanno paura perché sanno che tanto in Italia non scontano mai davvero una pena, perché sanno che tanti e processi durano una vita e poi non ci sarà mai una pena così severa. Questo è il vero problema", aggiunge. 

Le famiglie dei ladri uccisi da Roggero hanno diritto ad un risarcimento. "Qui siamo arrivati al paradosso, le famiglie dei ladri devono essere risarcite...ma stiamo scherzando?! Questo è un messaggio folle, vai figlio mio, fai il delinquente, picchia, ruba, minacciala, che se ti sparano io divento ricca! Vogliamo davvero dare questo messaggio?! Qualche anno fa, ero a casa con la mia famiglia, ci sono entrati di notte i ladri, stavano dormendo e sono entrati nelle nostre camere. Siamo stati fortunati che hanno solo rubato e non ci hanno fatto male. Hanno ribaltato camera di mio figlio e preso tutto quello che hanno trovato in giro. Ci ho messo anni per ritornare a dormire serenamente, all’inizio non riuscivo neanche più a mettere Maddox in camera sua. Ho iniziato a chiudermi a chiave in camera". 

Su X, la showgirl pubblica un post su un tema simile: "Mio figlio che ha 12 anni mi ha chiesto… mamma posso fare una passeggiata con i miei amici?! Io mi sono sentita di dirgli di no…perché purtroppo sono terrorizzata da tutto quello che succede anche solo facendo una semplice passeggiata in centro a Milano", scrive. "Se hai il telefono o delle belle scarpe ti prendono di mira ti picchiano e magari ti accoltellano e ti derubano…. Ma con che spirito possiamo far vivere una vita normale ai nostri figli?!". 

16 lug 2026

Mondiali 2026, Trump allo stadio per la finale Spagna-Argentina. Milei non c'è per scaramanzia

(Adnkronos) - Donald Trump allo stadio per la finale dei Mondiali 2026. La Casa Bianca ha confermato la presenza del presidente americano domenica per la sfida tra Argentina e Spagna, che si terrà a New York e chiuderà il "Mondiale più visto, sicuro e di successo della storia americana". "Domani il presidente sarà a New York per un ricevimento Fifa nella Trump Tower - ha annunciato la portavoce Karoline Leavitt nel corso del briefing stampa - quella di domenica sarà la giusta conclusione a un torneo che ha messo in mostra l'abilità americana di ospitare il mondo sul più grandioso dei palcoscenici". Trump, che ha un legame solidissimo con il presidente della Fifa Gianni Infantino, dovrebbe consegnare il trofeo ai prossimi campioni del mondo. Già nella finale del Mondiale per club, nell'estate 2025, il presidente americano è stato protagonista della cerimonia di premiazione: ha consegnato la coppa al Chelsea ed è rimasto sul palco ad esultare con i blues, visibilmente sorpresi per la presenza dell'illustre intruso. 

"Non vediamo l'ora arrivi la finale di domenica, e anche il presidente non vede l'ora di andare", ha aggiunto Leavitt. "Penso il mondo abbia visto come Trump e il nostro Paese siano in grado di creare il più grande show del mondo - ha aggiunto Leavitt - Siamo persone generose e che lavorano duro, e abbiamo il migliore Paese del mondo". "Adoro guardare i video dei tifosi stranieri che sono venuti qua e sono rimasti sorpresi di quanto siano belli e godibili gli Stati Uniti - ha proseguito la portavoce - Non ci viene riconosciuto abbastanza dai media internazionali, ma incoraggiamo tutti a venire a vivere l'America per conto proprio". 

 

Allo stadio saranno presenti i reali di Spagna, tifosi doc delle Furie Rosse: ci saranno Re Felipe VI, la regina Letizia, la principessa delle Asturie Leonor e l'infanta Sofia. Non ci sarà, invece, il presidente argentino Javier Milei: ha annunciato che non andrà a New York per assistere dal vivo alla finale dei Mondiali 2026, nonostante l'amicizia conTrump. Milei preferisce seguire la sfida di domenica dalla residenza presidenziale, come ha fatto per tutte le partite del torneo. 

Intervistato dall'emittente radiofonica El Observador, Milei ha spiegato che "in nessun caso" interromperà quello che considera un rito portafortuna. Il presidente ha infatti affermato di voler continuare a guardare le partite della nazionale argentina dalla sua residenza ufficiale, convinto che questa consuetudine abbia accompagnato il cammino della squadra fino alla finale. 

16 lug 2026

Elia morto a 3 anni per un formaggio a latte crudo, i genitori: "Prevenire altre tragedie"

(Adnkronos) - Elia era un bambino di 3 anni. Morto nel 2024 per aver mangiato un formaggio a latte crudo che gli ha provocato una grave infezione batterica, la sindrome emolitico uremica (Seu). La sua storia l'hanno raccontata, oggi in Senato, i suoi genitori Sonia Gerelli e Marco Damonte, fondatori, dell'associazione 'Il Trenino di Elia Odv', durante la conferenza stampa promossa dal senatore Lorenzo Basso firmatario di una proposta di legge - elaborata proprio insieme all’associazione - per rendere obbligatorie indicazioni più chiare e immediatamente visibili sui prodotti caseari a base di latte crudo. Un provvedimento che a due anni dalla presentazione è fermo, "senza che siano mai state fornite spiegazioni da parte del Governo", hanno spiegato gli organizzatori dell'incontro che ne chiedono lo sblocco.  

"La storia di Elia - hanno raccontato i genitori - risale a marzo 2024, quando tornati da una settimana bianca, in una nota località sciistica della Lombardia, dopo pochi giorni ha iniziato ad accusare una gastroenterite. Nonostante avessimo contattato il pediatra e stessimo fornendo a nostro figlio idratazione e fermenti lattici, la sua situazione è precipitata il 1 aprile, quando al mattino ci siamo accorti che Elia non riusciva più a parlare, non muoveva più la parte sinistra e non stava più in piedi. Siamo corsi in ospedale e fin dai primi esami, i medici hanno evidenziato che da parte nostra era stato fatto tutto il possibile per trattare correttamente la gastroenterite, ma gli esami stavano indicando un calo drastico di piastrine e emoglobina. Il sospetto della Sindrome emolitico uremica si stava facendo prepotente. In più la tac aveva evidenziato delle macchioline cerebrali dovute ai micro trombi che avevano raggiunto i piccoli vasi dell’encefalo. L’equipe del Gaslini ritenne che per monitorare al meglio il bambino era il caso di ricoverarlo in terapia intensiva, ma da quel momento non abbiamo più visto nostro figlio sveglio e cosciente".  

La prima sera, continuano i genitori, dato che non faceva pipì, fu messo sotto dialisi h24, "ma durante la notte Elia ebbe un collasso dei polmoni a causa dell’aumento di volume dell’addome. Ci chiamarono nel cuore della notte dicendo di avvicinarsi velocemente poiché i rianimatori, con i chirurghi, stavano valutando un intervento molto delicato. Quando arrivammo in ospedale ad attenderci c’era il primario Moscatelli che ci disse chiaramente che l’unica operazione possibile, per cercare di salvare la vita ad Elia, era l’estrazione dell’intestino, al fine di permettere ai polmoni di ritornare nella loro sede e riacquistare volume. La Seu, essendo una sindrome multiorgano, purtroppo in primis colpisce i reni, e poi a cascata tutti gli organi che hanno vasi molto piccoli, quindi intestino, polmoni, cuore, cervello. Ancora oggi nel 2026 questa malattia, nota fin dagli anni ‘80, non ha una cura, ma i medici hanno messo a punto un protocollo per cercare di arginare i danni, per poi intervenire a curare le conseguenze, quando queste lo permettono". 

Nel caso di Elia la malattia aveva colpito reni, intestino e cervello, "lui che era un bimbo perfettamente sano e forte, che fin dalla nascita non ha mai avuto nulla, nemmeno un’influenza. I risultati che si trattava effettivamente di Seu arrivarono 4iorni dopo dall’Istituto Superiore di Sanità, ma nel mentre l’equipe del Gaslini lo trattò già per cercare di arginare le conseguenze della malattia. Elia in totale subì 4 operazioni ad addome aperto, gli fu rimosso totalmente il colon poiché stava andando in necrosi, posizionata una stomia per farlo evacuare, con una Vec ad aspirazione negativa per cercare di avvicinare i lembi dell’addome dato che l’intestino rimasto era ancora molto infiammat. Dopo 15 giorni di sedazione profonda subentrarono anche le crisi epilettiche violentissime. All’equipe di rianimatori, nefrologi e chirurghi si aggiunsero anche i neurologi, che dovettero per forza arrivare a spegnere l’attività cerebrale per preservare l’encefalo. Tutte le medicine che stava assumendo Elia, essendo epatotossiche, di concerto con l’alimentazione parenterale crearono un danno epatico, per cui all’equipe si aggiunse anche il gastroenterologo. Nel mentre però Elia stava cercando con tutte le sue forze di rispondere alle cure impartite, scendevano i valori dell’infezione, i polmoni ripresero la loro sede tanto che dopo un mese fu estubato, piano piano scendevano anche i valori del fegato. I rianimatori volevano però cercare di risvegliarlo velocemente per capire di che entità fosse l’eventuale danno neurologico". 

Elia, continuano i genitori, "iniziò ad emettere un pianto soffocato, un lamento straziante, intervenne anche il medico per la terapia del dolore per cercare di mantenerlo in una zona di confort. Elia provò con tutto sè stesso a reagire, dopo 45 giorni di dialisi ripartirono anche i reni con valori molto buoni, ma lui non riprese più conoscenza. Un bimbo brillante, e sano, privato della sua stessa vita, dei suoi affetti solo per aver consumato un prodotto caseario a latte crudo contaminato dal batterio Escherichia Coli produttore di shiga tossina. Morì, con noi presenti, il 21 maggio 2024, dopo 45 giorni di dialisi e 50 giorni di terapia intensiva, tutto perché nessuno ci aveva mai avvertito di questi rischi alimentari così pericolosi per la vita dei bambini. Fin dai primi giorni di ospedale, quando l’equipe del Gaslini ci ha confermato che si sarebbe potuto evitare, bastava saperlo, abbiamo scelto di trasformare il dolore in un impegno concreto perché le famiglie possano essere più informate ed effettuare scelte consapevoli. Da quasi due anni lavoriamo insieme alle istituzioni affinché questa legge possa diventare un’occasione per prevenire altre tragedie", hanno affermato Sonia Gerelli e Marco Damonte. "Oggi però vediamo che tutto sembra essersi fermato. Il nostro auspicio è che il testo possa finalmente completare il suo percorso parlamentare. Non chiediamo divieti, ma informazioni chiare, visibili, comprensibili a tutti ed esaustive. Quando si parla della salute dei bambini, ogni famiglia deve poter conoscere i rischi e scegliere in modo davvero consapevole". 

Due settimane fa, ricordano Sonia Gerelli e Marco Damonte "un uomo di 44 anni è stato ricoverato in terapia Intensiva per Seu dovuto ad una ricotta non pastorizzata, sempre i primi di luglio è stato ritirato un lotto di Formae Val di Fiemme contaminato da Stec, la settimana scorsa il micronido di Lesegno è stato chiuso poiché 4 bimbi di diverse età hanno sviluppato la Seu. É evidente che il batterio circola ed ha il picco soprattutto nei mesi estivi, ma è proprio per tale motivo che tutti necessariamente devono fare la loro parte, compreso il Governo che non può fare orecchie da mercante! I produttori non sono esenti da tale operazione: loro hanno il dovere di mettere in commercio prodotti sicuri (Reg. CE 2002/178 art. 14) e qualora non siano in grado di garantirlo, poiché il rischio zero è impossibile da raggiungere, devono necessariamente indicarlo con etichette chiare ed esaustive (art.40 codice penale comma 2), senza contare il dovere etico e morale di informare adeguatamente il consumatore, che sta alla base di un rapporto di fiducia tra produttore/venditore e consumatore". 

"Urlare che una etichetta ammazza il settore - conrinuano i due genitori - equivale a nascondersi dietro ad un dito. Il problema c’è, è reale e come tale va affrontato. A chi millanta che i casi di Seu in Italia sono pochi circa 60-70 l’anno e soprattutto lo confronta con i dati europei che parlano invece di infezioni da Stec, diciamo apertamente che sono asini e stanno manipolando l’informazione in modo totalmente errato a discapito della salute pubblica. In Italia le infezioni da Stec sono stimate tra le 800 e le 1000 all’anno e per fortuna non tutti sviluppano la Seu. Senza contare che l’adesione al Registro Italiano Seu è su base volontaria, quindi di fatto se una persona non vuole trasmettere i suoi dati, questi ultimi non compaiono. Pertanto il valore va assunto come il minimo dei casi realmente presenti in Italia". 

"Ma domandiamo: quanti altri bambini devono rimetterci la salute, se non addirittura la vita? Come il caso di Mattia che dal 2017 è in stato vegetativo e la sua condizione è irreversibile e tutto per un pezzetto di formaggio? Chi è disposto a sacrificare il proprio figlio o nipote, solo perché non vengono fornite le necessarie informazioni? L’istituto zooprofilattico delle venezie ha condotto una campagna informativa con i malgari della regione e questi ultimi hanno confermato che non hanno avuto calo dell’indotto. Quindi se non c’è nemmeno più questa scusa, cosa blocca ancora il proseguo di questa legge? L’impressione è che nessuno abbia il coraggio di assumersi questa responsabilità per il bene dei cittadini ed in particolare delle categorie fragili", concludono Sonia Gerelli e Marco Damonte. 

16 lug 2026

Roma, 22enne sequestrato e torturato in un b&b a Trastevere: tra gli arrestati Solø, finalista Area Sanremo 2025

16 lug 2026

SuperEnalotto, estrazione numeri e combinazione vincente 16 luglio 2026

(Adnkronos) - Estratta la combinazione vincente del SuperEnalotto di oggi, giovedì 16 luglio 2026. Nessun 6 né 5+1, mentre in sette hanno centrato il montepremi a disposizione dei Punti 5 portandosi a casa rispettivamente 26.298,54 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei Punti 6 sale così a 195.200.000,00 euro.  

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

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- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Questa la combinazione vincente del concorso di oggi: 1, 15, 21, 46, 52, 67; Numero Jolly 41; SuperStar 76.  

16 lug 2026

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