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Kanye West, due concerti in Russia: sold out in poche ore

(Adnkronos) - Kanye West, il rapper statunitense noto oggi come Ye, ha annunciato due concerti a San Pietroburgo, in Russia, per il prossimo ottobre. Gli spettacoli si terranno alla Gazprom Arena, impianto da circa 70mila posti, e i biglietti sono andati esauriti nel giro di poche ore dall’annuncio. I prezzi dei tagliandi oscillavano tra i 9mila e i 160mila rubli, equivalenti rispettivamente a circa 78 e 1.394 euro. La presenza di West rappresenta un evento di particolare rilievo, considerando che i grandi artisti occidentali sono diventati in larga parte assenti dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. 

Il ritorno sulle scene internazionali del rapper arriva inoltre dopo un periodo segnato da numerose controversie. Nel corso degli ultimi anni West ha pronunciato ripetute dichiarazioni antisemite e filonaziste, arrivando anche a definirsi pubblicamente un nazista e a pubblicare una canzone intitolata “Heil Hitler”. Le sue dichiarazioni hanno provocato la sospensione dei suoi account social e la rottura di importanti rapporti commerciali, tra cui quello con Adidas. 

A gennaio West ha pubblicato una pagina pubblicitaria sul Wall Street Journal per chiedere scusa, sostenendo di essere stato protagonista di un lungo periodo di comportamento maniacale, paranoico e impulsivo. Il rapper ha affermato di non essere nazista né antisemita e ha collegato le proprie condotte anche al disturbo bipolare. Le sue dichiarazioni sono state tuttavia accolte con scetticismo da alcuni osservatori, anche per la coincidenza con l'uscita del nuovo album Bully e con l'avvio del tour mondiale. 

La tournée europea dell’artista ha subito pesanti contraccolpi. Diversi concerti sono stati cancellati in Francia, Polonia, Italia e Repubblica Ceca. Nel Regno Unito, invece, West è stato escluso dal Wireless Festival dopo che le autorità gli hanno negato l’ingresso nel Paese, motivando la decisione con il fatto che la sua presenza non sarebbe stata “conducive to the public good”, ovvero nell’interesse pubblico. 

Altre date in Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Turchia e Albania si sono invece svolte regolarmente. A Madrid, secondo la televisione pubblica spagnola Rtve, fino al 60% del pubblico era composto da spettatori stranieri che non avevano potuto assistere ai concerti di West nei propri Paesi. Le esibizioni sono state accolte positivamente da diversi critici, che hanno sottolineato la spettacolarità della messa in scena e la partecipazione dell’artista. 

Kanye West aveva già fatto parlare di un possibile concerto in Russia nel 2024, quando si recò nel Paese per partecipare ai festeggiamenti per il compleanno dello stilista Gosha Rubchinskiy, con cui ha collaborato. La sua scelta di esibirsi in Russia non è però stata accolta unanimemente. Il deputato conservatore Vitaly Milonov ha invitato il rapper a inserire nel repertorio anche canzoni tradizionali russe, in un intervento che riflette le posizioni fortemente anti-occidentali presenti in una parte del nazionalismo russo. Prima della guerra in Ucraina, la Russia ospitava regolarmente alcune delle principali star della musica internazionale. Negli anni il Paese aveva accolto artisti come Red Hot Chili Peppers, Lana Del Rey, Muse e System of a Down. 

Dopo l'invasione, molte case discografiche hanno sospeso le proprie attività sul mercato russo e le esibizioni di grandi artisti occidentali sono diventate molto più rare. Negli ultimi anni hanno continuato a esibirsi soprattutto artisti di secondo piano rispetto alle grandi star internazionali, tra cui Tyga, DaBaby, Akon e Lil Pump. Jason Derulo ha inoltre tenuto concerti a San Pietroburgo e Mosca lo scorso anno, annunciando ai fan un possibile ritorno nell'ambito del tour mondiale del 2026. I due appuntamenti di ottobre fanno dunque di Kanye West uno dei nomi occidentali di maggiore rilievo a tornare a esibirsi in Russia dall'inizio della guerra. Una scelta che riporta il rapper al centro dell'attenzione internazionale, dopo mesi caratterizzati da cancellazioni, polemiche e dal tentativo di ricostruire la propria immagine pubblica. (di Paolo Martini) 

18 ago 2026

L'allarme di Marsiglia (FederPetroli): "Il gasolio può raggiungere i 3 euro al litro nei prossimi mesi, ecco perché"

(Adnkronos) - "Raggiungere sul gasolio i 3 euro al litro nei prossimi mesi non è difficile". A dirlo all'Adnkronos è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che guarda con preoccupazione all'evoluzione della crisi in Medio Oriente. La previsione non riguarda un aumento immediato, ma uno scenario che potrebbe concretizzarsi "in pochissimi mesi" se la situazione nello Stretto di Hormuz dovesse continuare a peggiorare e non arrivasse una vera "de-escalation". Oggi quella soglia non è ancora realtà, ma, avverte Marsiglia, "se continua così in pochissimi mesi si potrebbe arrivare a un stravolgimento".  

Il nodo, infatti, resta lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas. "La situazione è andata sempre a crescere", spiega Marsiglia, sottolineando come nelle ultime ore non siano arrivati segnali tali da tranquillizzare i mercati. Il Brent si mantiene su livelli molto elevati, arrivando a toccare quota 92-93 dollari al barile, mentre "il gas a 63 euro/MWh". 

Ed è proprio il gas, secondo il presidente di FederPetroli, a rappresentare una delle maggiori preoccupazioni per l'Italia. "Quello che preoccupa di più, nonostante il blocco dello Stretto e il gas, almeno per le famiglie e le aziende italiane, è che nei mesi di ottobre e novembre questi famosi 63 euro" possano "farsi sentire sui costi energetici". Ma gli effetti della crisi si stanno già facendo sentire alla pompa. "Quando la situazione è questa, anche i prezzi dei carburanti ne risentono: già da stamattina le medie nazionali sono cresciute di diversi centesimi", osserva Marsiglia. E il problema è particolarmente evidente sul diesel, dove gli aumenti stanno rapidamente erodendo l'effetto delle misure introdotte dal governo. Il riferimento è allo sconto sulle accise, pari a 17 centesimi al litro per il gasolio e valido fino al 25 agosto. "È uno sconto che certo può essere d'aiuto", ammette Marsiglia, ma "il diesel è arrivato a 2,60-2,68 già settimane fa".  

Di fatto, il beneficio fiscale rischia quindi di essere assorbito dai rincari del prodotto. La domanda è allora quanto possa costare il gasolio a settembre e nei mesi successivi. La risposta di Marsiglia è netta: "Arrivare a 3 euro con la situazione di Hormuz, che va sempre peggiorando. In questo momento non c'è questa paura, però se continua così in pochissimi mesi si potrebbe arrivare a un stravolgimento". Il presidente di FederPetroli precisa però che "non è che arriviamo oggi a 3 euro". La soglia dei 3 euro sarebbe legata a una prosecuzione della crisi: "Per fortuna stiamo sotto i 3 euro al litro, però in qualche mese, in assenza di de-escalation, è possibile raggiungere questa soglia". 

 

 

 

A preoccupare è anche la possibilità che la crisi finisca per compromettere la diversificazione delle forniture realizzata negli ultimi anni. "Già anche quello che si è fatto, ovvero la diversificazione dell'approvvigionamento energetico, sia per il gas e sia per il greggio, potrebbe compromettere diverse quote di mercato a livello internazionale", spiega Marsiglia. L'Italia, nel frattempo, ha aumentato gli acquisti da fonti alternative, compresi gli Stati Uniti. Ma anche questa strategia potrebbe incontrare dei limiti se la crisi dovesse allargarsi. "Noi abbiamo preso tantissimo, ad esempio gas e anche del greggio dagli Usa, ma anche loro hanno difficoltà con le loro riserve interne energetiche". Da qui il rischio di una "compromissione generale" legata alla situazione geopolitica. 

"Fin quando però non si arriva ad una soluzione, anche con delle dinamiche che sono quelle di Gaza e quello del Libano e Israele, la situazione in Medio Oriente continua a rimanere stabile, ma in negativo, non in positivo", sottolinea Marsiglia. 

Sul fronte italiano, intanto, potrebbe arrivare qualche margine di intervento da Bruxelles. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto maggiore flessibilità all'Unione europea sul fronte dell'energia. "Può darsi che riusciamo a recuperare qualche centesimo", dice Marsiglia, ma "bisognerà attendere". Resta poi il problema dello sconto sulle accise. 

"Dal 25 agosto anche questo minimo, seppur minimo sconto, viene meno". E questo potrebbe tradursi "in un'ulteriore pressione sul prezzo finale del diesel proprio mentre le quotazioni internazionali restano elevate".C'è infine una domanda che riguarda una peculiarità tutta italiana: perché benzina e gasolio costano spesso più che nel resto d'Europa? "E' la tassazione", risponde senza esitazioni Marsiglia. "Noi abbiamo le accise, abbiamo una tassazione piuttosto alta sui carburanti". 

 

18 ago 2026

Svizzera riprende i rimpatri di migranti verso l'Italia: i primi a fine mese

(Adnkronos) - Dopo quasi quattro anni di interruzione, la Svizzera si prepara a riprendere i trasferimenti verso l'Italia dei richiedenti asilo arrivati nel nostro Paese e per i quali Roma sarebbe responsabile dell'esame della domanda. I primi voli sono già stati prenotati e i trasferimenti dovrebbero iniziare alla fine di agosto. A riferirlo è 'Il Corriere del Ticino', citando quanto confermato alla televisione svizzera Srf da Magdalena Baker, portaportavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem). 

La ripresa avverrà gradualmente, con l'obiettivo di evitare un sovraccarico del sistema e di consentire alle autorità dei due Paesi di testare i nuovi meccanismi. Come ricorda il giornale, l'Italia aveva sospeso nel dicembre 2022 la riammissione di richiedenti asilo provenienti da altri Paesi europei. La decisione aveva di fatto bloccato anche i trasferimenti dalla Svizzera previsti dal regolamento di Dublino, in base al quale la responsabilità dell'esame di una domanda di asilo spetta, in linea generale, al primo Paese europeo di ingresso del richiedente. 

Le regole di Dublino sono state cambiate con il patto Ue sulle migrazioni e l'asilo entrato in vigore il 12 giugno scorso dopo essere stato approvato a dicembre. Sono state ammorbidite, ma il principio di base resta invariato: la responsabilità del migrante ricade sul Paese di primo arrivo. A fronte di un meccanismo di solidarietà obbligatorio in caso di crisi migratori, l'Italia accettera, però, di riammettere soltanto i richiedenti asilo che sono arrivati dopo l'entrata in vigore del patto. 

18 ago 2026

Morti in un incidente stradale il produttore cinematografico Nicolas Altmayer e la compagna Mathilde Favier: indagini in corso

18 ago 2026

Como, si tuffa nel lago e non riemerge: recuperato senza vita corpo del turista 21enne

18 ago 2026

Fuochi d'artificio non fanno dormire una famiglia: "Siamo insonni, non ce la facciamo più"

(Adnkronos) - Non riescono più a dormire... per colpa dei fuochi d'artificio. In Inghilterra, la cittadina di Nelson, nel Lancashire, sta vivendo un insolito 'problema', con una famiglia che non riesce a riposare per i continui festeggiamenti nelle zone limitrofe. Lydia Ann Kay ha affermato che i suoi figli piccoli, tra cui il figlio di tre anni che a causa di una sospetta forma di autismo è molto sensibile ai rumori forti, vengono svegliati di continuo dai fuochi d'artificio sparati durante la notte. 

La donna ha raccontato alla Bbc che a Nelson gli spettacoli pirotecnici si tengono almeno una volta a settimana e a volte continuano fino alle 4 del mattino, lasciando così la sua famiglia "priva di sonno" e il loro cane tremante. Kay, così come altri residenti, chiede quindi provvedimenti più severi contro i fuochi d'artificio, i veicoli rumorosi e la guida pericolosa, tanto che una petizione lanciata in città ha raccolto più di 2.100 firme. 

Il consiglio comunale di Pendle afferma di essere a conoscenza della petizione e che i reclami relativi a fuochi d'artificio e rumore dei veicoli dovrebbero essere presentati alla polizia. "Sembra che la situazione peggiori di anno in anno", ha detto Kay, "sembrano diventare sempre più rumorosi. Entrambi i miei figli sono privati del sonno, e così anche noi genitori".  

La donna ha rivelato che i fuochi d'artificio sono iniziati durante quella che ha definito la stagione dei matrimoni estivi e sono continuati "per tutta l'estate". Kay preferirebbe che i fuochi d'artificio fossero limitati agli spettacoli organizzati, ma ha affermato che anche limiti di rumore più bassi e controlli sulla loro vendita sarebbero d'aiuto. Il problema è diventato così pervasivo che la famiglia di Kay, che, stando a quanto riferito dalla donna, amava la propria casa e il quartiere, starebbe considerando un eventuale trasloco. 

 

18 ago 2026

Fiuta il tumore della sua padrona e le salva la vita: la storia di Joy e Barbara

18 ago 2026

Curtis ringrazia Sinner e punge: "Un calciatore non l'avrebbe mai fatto..."

18 ago 2026

Charles Spencer racconta la storia della sorella Lady D nel suo nuovo libro: "Una donna piena d'amore, carisma e insicurezze"

(Adnkronos) - A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, il fratello Charles Spencer torna a raccontarne la vita, il carattere e gli ultimi giorni. Nel libro "Canto del cigno: Diana, mia sorella", in uscita in contemporanea mondiale il 22 settembre 2026 (in Italia da Mondadori), il conte Spencer rompe per la prima volta il lungo silenzio sulla sorella e affida alla memoria personale la sua versione di una delle figure più amate e raccontate del Novecento.  

Nel settembre del 1997, Charles Spencer si alza in piedi nell’abbazia di Westminster e, davanti al mondo intero, esprime il proprio dolore per la perdita dell’amata sorella Diana, con un’orazione che è stata giudicata uno dei discorsi fondamentali del XX secolo. Oggi, a distanza di quel giorno, racconta la straordinaria storia della vita con Lady Diana e la tragica settimana che seguì la sua morte. "Canto del cigno: Diana, mia sorella" è la prima occasione in cui il conte Spencer parla pubblicamente, e nel dettaglio, di sua sorella. 

Il conte Spencer ha dichiarato: "Nell’imminenza del trentesimo anniversario della tragica morte di Diana, sono stato di nuovo sommerso di richieste di interviste su mia sorella. Questo mi ha convinto a mettere per iscritto, una volta per tutte, i miei pensieri e i miei ricordi personali, così da non essere più costretto a leggere le opinioni altrui, molte delle quali si fondano su menzogne che si sono consolidate nel tempo. L’obiettivo di questo libro è raccontare la verità su Diana dal punto di vista di suo fratello, proprio come ho cercato di fare quando ho parlato alle esequie. Come nell’orazione funebre, voglio parlare per conto di Diana e farlo in maniera apertamente positiva. Spero che questo libro desti l’interesse dei tanti che ancora hanno cara la memoria di Diana da viva, e sarei estasiato se dopo questa lettura chi è troppo giovane per ricordarla nel suo massimo fulgore sentisse di aver colto chi era davvero: una persona dal carattere unico, dinamica, piena di amore, carisma e insicurezze, una persona che ha vissuto la vita fino in fondo e ha lasciato un mondo migliore di quello che aveva trovato, nonostante sia uscita di scena ancora molto giovane". 

 

Realizzato nel Regno Unito da Penguin Michael Joseph, "Canto del cigno: Diana, mia sorella" sarà pubblicato in contemporanea in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India e Irlanda. Negli Stati Uniti e in Canada sarà pubblicato in contemporanea da Penguin Press. 

I diritti sono stati venduti in altre 12 lingue e il libro sarà pubblicato il 22 settembre in Brasile (Compania das Letras), Catalogna (Rosa dels Vents), Finlandia (Otava), Francia (Flammarion), Germania (Penguin Verlag), Italia (Mondadori), Paesi Bassi (Hollands Diep), Norvegia (Cappelan Damm), Polonia (Marginesy), Portogallo (Penguin), Spagna e America Latina (Plaza y Janes), Svezia (Bonniers) e Quebec (Flammarion Québec). Il libro sarà preordinabile su tutti gli store a partire dal 25 agosto. 

Charles Spencer è autore, storico, oratore, speaker radiofonico e giornalista. È anche il nono conte Spencer. Ha scritto nove saggi, tra cui quattro best-seller del “Sunday Times”: The White Ship: Conquest, Anarchy and the Wrecking of Henry I’s Dream e Blenheim: Battle for Europe (finalisti all’History Book of the Year del National Book Awards), Killers of the King: The Men Who Dared to Execute Charles I e To Catch a King: Charles II’ s Great Escape. Il suo primo libro di memorie, A Very Private School, è stato acclamato dalla critica ed è salito in cima alla classifica dei best-seller del “Sunday Times”. Relatore di grande richiamo a livello internazionale, ha lavorato per Nbc News come corrispondente in diretta dal 1986 al 1995. E' stato presentatore per History Channel e coconduttore del famoso podcast “Rabbit Hole Detectives”, e ha scritto per molti quotidiani e riviste. È commentatore per il “Financial Times”. Spencer ha studiato a Eton e al Magdalen College di Oxford, dove ha conseguito la laurea specialistica in storia moderna. E' membro della Royal Historical Society e della Society of Antiquaries. 

18 ago 2026

Lega, parla Romeo: "Salvini? Non mi interessano le sfide. Dobbiamo tornare allo spirito di Bossi"

(Adnkronos) - Cova, nella base del Carroccio, una voglia cambiamento. E Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega lombarda, ha scelto di metterla nero su bianco in un libro, "Fare la Lega, agenda per il rinnovamento", edito da Rubbettino: un vero e proprio manifesto della base leghista delusa. "Io - spiega Romeo all'Adnkronos - racconto questo desiderio di rinnovamento che c'è nella base, tra i militanti. C'è la volontà che la Lega torni a riprendere in mano alcuni temi che hanno caratterizzato un po' la storia della Lega, cercando di attualizzarli. Restiamo una Lega nazionale, nessuno vuole mettere in discussione questo, ma vogliamo rafforzare le identità territoriali, che sono la forza della Lega. In questo libro cerco di portare questo desiderio, questa volontà di rinnovare".  

Ed è proprio tra le pagine del libro, e tra le righe della sua analisi, che riaffiora un tema antico, mai davvero sopito: la questione settentrionale. "Nel libro scrivo che esiste, oltre alla questione meridionale, anche una questione settentrionale, che oggi è più attuale che mai. Secondo uno studio Istat e Bankitalia, il Nord ha perso capacità di spesa più che altre zone. Se la locomotiva d'Italia si ferma, questo è un problema per tutti. È giusto rafforzare la coesione nazionale, è giusto mettere il Sud nelle condizioni di svilupparsi al meglio, ma consentire anche al Nord produttivo di essere al passo con il resto d'Europa". 

Nel libro, Romeo scrive che la Lega si è "imborghesita". A cosa si riferisce? Il parlamentare lombardo non si nasconde: "Un po' di scollamento tra classe dirigente e base c'è stato". Un'ammissione che pesa, ma che apre subito a una via d'uscita, quella indicata dal fondatore del movimento: bisogna tornare allo spirito di Bossi? "Certo, prendendo esempio dall'insegnamento di Umberto di stare vicini al popolo, capire le esigenze e saperle rappresentare il più possibile", osserva il capogruppo. E a chi, in queste pagine, volesse leggere una sfida lanciata a Matteo Salvini, Romeo risponde: "Mi interessa rilanciare il movimento, non le sfide". (di Antonio Atte) 

 

18 ago 2026

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