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Fede nuziale persa in acqua, uomo la recupera con metaldetector: lo 'strano' hobby a Gaeta

(Adnkronos) - Il Signore degli Anelli si trova a Gaeta. Un uomo di 56 anni, originario di Caserta e residente a Scauri, coltiva la passione per il metal detector, che utilizza sulle spiaggie campane per ritrovare le fedi nuziali dei bagnanti andate perdute nella sabbia. 

L'uomo ha raccontato questo suo 'hobby' a Il Messaggero: "Ho cominciato circa vent'anni fa perché questo mondo mi aveva sempre affascinato. All'inizio, però, non riuscivo a trovare quasi nulla: il metal detector deve essere regolato correttamente e bisogna imparare a conoscerlo. Con il tempo ho acquistato apparecchi più adatti e mi sono specializzato. Ho fatto parte anche di alcune associazioni, poi ho deciso di proseguire autonomamente. Da almeno sette anni pubblico sui social le fotografie delle fedi che ritrovo e, grazie alla condivisione, in molti casi riesco a risalire ai proprietari e a riconsegnarle", ha rivelato nell'intervista. 

"In media effettuo una decina di interventi ogni estate. Quando vengo contattato, cerco innanzitutto di capire il punto esatto nel quale l'oggetto è stato smarrito", ha raccontato l'uomo, "a volte le coincidenze aiutano: un giorno, per esempio, ero già in acqua a Sant'Agostino quando mi hanno telefonato per una ricerca proprio in quella zona. È importante intervenire il prima possibile e avere indicazioni precise". 

"La tempestività è fondamentale. Se intervengo dopo uno o due giorni riesco quasi sempre a ritrovare l'oggetto; quando trascorre più tempo, invece, la ricerca diventa molto più difficile. Incidono anche le condizioni del mare. Se è agitato non si può lavorare bene e, in ogni caso, io entro in acqua soltanto fino a quando arriva all'altezza del collo: non mi immergo e non effettuo ricerche al largo. Preferisco le prime ore del mattino, quando il mare è generalmente più calmo e sulla spiaggia ci sono poche persone". 

L'uomo ha consigliato ai bagnanti alcune precauzioni: "Dico sempre di non divulgare troppo la notizia e soprattutto di non indicare pubblicamente il punto preciso dello smarrimento. Ci sono persone che, anche durante la notte, percorrono le spiagge alla ricerca di anelli e monili d'oro da rivendere", ha rivelato, "prima di riconsegnarla chiedo alla persona di indicarmi che cosa è inciso all'interno dell'anello. È una verifica semplice, ma indispensabile per evitare che la fede finisca nelle mani sbagliate". 

Nessun compenso: "Non chiedo soldi, lo faccio per passione. Chi vuole può lasciarmi una donazione libera, anche come rimborso per le spese affrontate, ma non chiedo somme". 

 

24 ago 2026

Prova a toccare un cervo e viene 'caricato': il video virale

24 ago 2026

Clima, mare mai così caldo: nuovo record per la temperatura

(Adnkronos) - Mare mai così caldo. La temperatura media giornaliera globale della superficie del mare (Sst) ha raggiunto il livello più alto mai registrato, superando il precedente record stabilito nel marzo 2024. Copernicus Climate Change Service (C3S) ha confermato il record: con una temperatura di 21,1 °C il 22 agosto è stato superato il precedente valore massimo di 21,09 °C. 

"Sebbene i record giornalieri debbano sempre essere interpretati in un contesto climatico più ampio, questo traguardo è coerente con il continuo riscaldamento a lungo termine degli oceani globali e con l'emergere di un evento El Niño estremo nel Pacifico tropicale", spiega Copernicus. 

"Questo record è un altro chiaro segnale di un oceano sottoposto a crescente stress - avverte Samantha Burgess, responsabile strategica per il Clima presso l'Ecmwf - El Niño sta aggiungendo calore al sistema, ma lo fa in aggiunta a decenni di riscaldamento causato dall'uomo. Con l'aumento continuo delle temperature oceaniche, aumentano anche i rischi per gli ecosistemi marini e le comunità costiere. Le conseguenze sono già visibili: il numero di giorni di ondate di calore marine a livello globale è più che triplicato dall'inizio degli anni '90, esercitando una pressione crescente sugli ecosistemi marini e sulle comunità che dipendono da essi". 

"La tempistica del record è particolarmente degna di nota - avverte C3S - Le temperature oceaniche globali sono in genere più elevate a marzo e aprile, dopo l'estate australe, eppure questo record è stato raggiunto ad agosto; inoltre, supera anche il precedente valore massimo di agosto, registrato nel 2023, di 20,98 °C. Questo ultimo record giornaliero segue, poi, una serie di valori massimi o quasi mensili di temperatura superficiale del mare osservati nel corso del 2026 nell'oceano extrapolare, a conferma del persistente riscaldamento che interessa gran parte dell'oceano globale". Il set di dati C3S Era5 risale al 1979.  

Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), si prevede che El Niño si intensificherà nei prossimi mesi, mentre il sistema di previsione stagionale C3S suggerisce che il fenomeno potrebbe raggiungere livelli mai visti da diversi decenni. 

L'aumento a lungo termine delle temperature oceaniche ha conseguenze di vasta portata sia per le comunità che per gli ecosistemi - spiega C3S - Un oceano più caldo contribuisce all'innalzamento del livello del mare attraverso l'espansione termica, aumentando i rischi per le comunità costiere e le nazioni insulari a bassa quota. Temperature più elevate aumentano anche la probabilità e l'intensità delle ondate di calore marine, che possono danneggiare ecosistemi chiave come le barriere coralline e le praterie di fanerogame, alterando a loro volta le reti trofiche marine e settori come la pesca e l'acquacoltura. 

L'aumento delle temperature oceaniche accresce anche il potenziale di eventi meteorologici estremi. Un oceano più caldo trasferisce più calore e umidità all'atmosfera, intensificando potenzialmente le precipitazioni e alcuni sistemi temporaleschi - evidenzia Copernicus - Inoltre, un oceano più caldo diventa meno efficiente nell'assorbire anidride carbonica dall'atmosfera, indebolendo potenzialmente uno dei più importanti sistemi di protezione naturale del pianeta contro i cambiamenti climatici. 

24 ago 2026

Desme Digital entra nel Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy

(Adnkronos) - Desme Digital ha aderito al Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy (MinIT), la rete che riunisce imprese, atenei, centri di ricerca e istituzioni attivi nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo delle filiere del Made in Italy. Il Cluster lavora su ricerca, trasferimento tecnologico, progettazione condivisa e networking, con l'obiettivo di favorire il confronto tra università e sistema produttivo. L'agenzia porta nel Cluster le proprie attività di ricerca applicata sull'intelligenza artificiale, che procedono lungo due direttrici. La prima riguarda l'applicazione dell'IA nei processi ad alta intensità di conoscenza in ambiti sensibili e ha due obiettivi: rendere esplicito e verificabile il ragionamento alla base delle risposte dei modelli generativi, attraverso approcci neurosimbolici, e proteggere la proprietà intellettuale tramite soluzioni di edge computing. La seconda riguarda l'impiego dell'Ia in ambito transmediale, per costruire ecosistemi capaci di integrare contenuti, formati e fonti diverse. 

Desme Digital lavora con imprese, enti pubblici e organizzazioni su comunicazione, branding, digital marketing, rapporti con i media e progetti di trasformazione digitale. L'organico conta circa venti professionisti, in maggioranza under 40, con competenze che vanno dalla progettazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche alla produzione di contenuti. Con l'adesione al Cluster l'agenzia potrà partecipare ai tavoli di confronto della rete e concorrere a progetti condivisi con gli altri aderenti. 

L'ingresso in MinIT arriva dopo anni di investimento sul territorio: sin dall'avvio l'agenzia ha costruito il proprio organico assumendo professionalità locali e creando posizioni qualificate per giovani. "L'ingresso in MinIT apre una nuova fase per noi. Crediamo che la competitività del Made in Italy si costruisca mettendo in relazione identità, tecnologia, ricerca e capacità di comunicare il valore generato. Nel Cluster porteremo le nostre competenze e la prospettiva di un'impresa radicata nel territorio, che investe nei giovani e guarda a una dimensione nazionale", dichiara Vincenzo Morello, presidente di Desme Digital. 

24 ago 2026

Tesla, problemi per Musk: tre milioni di auto 'richiamate' in Cina

(Adnkronos) - Problemi per la Tesla... in Cina. L'azienda di Elon Musk deve fare i conti un inaspettato numero di 'richiami' da parte del governo cinese a causa delle sue maniglie minimaliste. I design minimalisti tipici delle auto elettriche si stanno scontrando infatti con problemi di sicurezza che hanno portato la Cina a 'etichettare' circa 4 milioni di veicoli. 

Le maniglie sono considerate difficili da individuare, e quindi da aprire. Un problema che non riguarda soltanto Tesla, ma anche le case automobilistiche cinesi XPeng, Xiaomi e Geely. I veicoli richiamati presenteranno un'etichetta all'interno della portiera e riceveranno un aggiornamento software che permetteranno di abbassare automaticamente i finestrini dell'auto in caso di incidente. 

A far partire l'iniziativa del governo cinese due incidenti mortali che hanno riguardato due auto elettriche targate Xiaomi, causati da guasti all'impianto elettrico, che avrebbero impedito l'apertura delle portiere. Con un comunicato ufficiale, Tesla ha già fatto sapere di aver richiamato alcuni veicoli dei modelli 3, Y, S e X proprio a causa delle maniglie "difficili da identificare e azionare perché il loro colore è simile a quello delle finiture interne". 

"In situazioni estreme, come una grave collisione che provoca il guasto del sistema a bassa tensione del veicolo, ciò potrebbe impedire agli occupanti di aprire rapidamente le portiere per mettersi in salvo e ostacolare le operazioni di soccorso da parte di chi si trova all'esterno del veicolo, rappresentando un pericolo per la sicurezza", si legge nel documento. Non è chiaro, in ogni caso, se le contromisure applicate dalle aziende riguarderanno soltanto la produzione di veicoli in Cina o anche nel resto del mondo. 

Secondo Tu Le, fondatore della società di consulenza Sino Auto Insights, contattato dalla Bbc, l'utilizzo di maniglie a scomparsa ha avuto un'impennata dopo che i marchi cinesi si sono affrettati a copiare l'aspetto elegante della berlina Tesla Model S a partire dal 2014. Secondo lui però l'utilizzo di etichette di avvertimento e un aggiornamento del software rappresentano più un "palliativo" che una soluzione duratura al problema. 

Lo scorso febbraio le autorità cinesi avevano annunciato il divieto delle maniglie a scomparsa per le portiere delle automobili. Secondo le nuove norme, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027, le auto potranno essere vendute in Cina solo se dotate di un sistema di apertura meccanica sia all'interno che all'esterno delle portiere. 

Il 'problema' è stato posto anche negli Stati Uniti. Le maniglie delle portiere delle Tesla sono state oggetto di un'indagine da parte delle autorità di sicurezza statunitensi, in seguito a segnalazioni di malfunzionamenti improvvisi che avrebbero lasciato i bambini intrappolati all'interno delle auto. Nel mese di luglio, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha proposto quindi la creazione di un nuovo standard di sicurezza formale per tutte le case automobilistiche. 

 

24 ago 2026

Rientro a scuola, 5 buoni propositi per sopravvivere al ritorno in classe a settembre

(Adnkronos) - Settembre segna il ritorno tra i banchi e, puntuale come la prima campanella, si rinnova il rito dei buoni propositi. Dallo studio quotidiano alla lotta contro i ritardi, le promesse di inizio anno abbondano, cariche di entusiasmo. Eppure, l'esperienza insegna che l'impatto con la routine e i ritmi serrati trasforma presto queste ambizioni in lettere morte. Per evitare di arrivare a giugno con l'affanno, più che l'utopia della perfezione servono pragmatismo, costanza e un metodo strutturato. Skuola.net ha elaborato una guida pratica, con 5 propositi essenziali per affrontare il nuovo anno scolastico e i trucchi quotidiani per trasformare le promesse di settembre in risultati concreti. 

L'organizzazione è l'unico antidoto al caos: se volete che il vostro impegno sui libri porti a risultati concreti, la motivazione da sola non basta, serve un'infrastruttura solida. Non basta studiare tanto, bisogna farlo in modo strategico. Il primo passo è centralizzare la pianificazione, no a foglietti volanti ma un unico strumento, che sia una classica agenda cartacea o un'applicazione digitale, per avere sempre una visuale chiara del mese. Per rendere l'organizzazione davvero efficace, si possono provare queste tecniche, come il metodo del "Timeboxing": non limitarsi a segnare le date di verifiche e interrogazioni. Bloccare in anticipo degli slot di tempo specifici sul vostro calendario da dedicare esclusivamente allo studio di quella materia, esattamente come se fosse un allenamento sportivo. La regola del 20%: quando si pianificano le ore di studio pomeridiano, sarebbe bene lasciare sempre un 20% di tempo vuoto per gli imprevisti. Un mal di testa o un argomento più ostico del previsto non devono far crollare l'intera settimana. La revisione domenicale: dedicare 15 minuti ogni domenica sera per mappare il carico di lavoro dei giorni successivi. Sapere con esattezza cosa vi aspetta al lunedì dimezza l'ansia da rientro. 

Smettere di procrastinare (ora, non domani): tra i propositi più ardui da mantenere c’è sicuramente quello di smettere di rimandare. Quante volte si dice “lo faccio nel weekend”? La procrastinazione si nutre della paura di fallire o della noia verso compiti che sembrano montagne insormontabili. La strategia vincente, in questo caso, non è affidarsi alla pura forza di volontà, ma abbassare la barriera d'ingresso. Per passare all'azione senza stress c'è la regola dei 2 minuti: se un'incombenza scolastica richiede meno di due minuti per essere completata (riordinare gli appunti del giorno, sistemare lo zaino, stampare una ricerca), fatela immediatamente. Non merita di occupare spazio mentale nella vostra to-do list. Il 'Micro-tasking': trasformare 'Studiare Storia' (un macigno) in azioni minuscole e iper-specifiche: 'Leggere le prime due pagine del capitolo' o 'Sottolineare le date chiave'. Più l'azione è piccola, meno il cervello opporrà resistenza per iniziarla. Ingoia il rospo: affrontare il compito più difficile, o la materia che detestate di più, per primi. Una volta tolto di mezzo il rospo quando le energie mentali sono ancora al massimo, il resto del pomeriggio vi sembrerà una passeggiata in discesa. 

 

Prendere appunti in modo intelligente (non da amanuensi): un altro proposito condiviso a settembre è quello di avere quaderni perfetti. Eppure, già a ottobre, gli appunti si trasformano spesso in geroglifici incomprensibili. Il problema di fondo è che molti studenti credono di dover agire da stenografi, trascrivendo ogni singola parola pronunciata dall'insegnante. Questo approccio passivo esaurisce le energie, non aiuta la memorizzazione e distrae dalla vera comprensione del discorso. Prendere appunti in modo efficace vuol dire invece ascoltare, filtrare e rielaborare in tempo reale. Qualche trucco: dividere idealmente la pagina in due sezioni, una più ampia per le nozioni centrali e una colonna laterale stretta per le parole chiave o per le domande; sviluppare un codice visivo personale: utilizzate frecce per i rapporti di causa-effetto, acronimi per le parole ricorrenti e limitate l'uso degli evidenziatori. In questo modo, il momento del ripasso pomeridiano partirà da una base solida e già parzialmente assimilata. 

Ritardi cronici, come riprendere il controllo della sveglia: arrivare puntuali a scuola è una sfida che per molti rasenta l'impossibile. Tra il sonno arretrato e la difficoltà fisiologica a carburare al mattino, la tentazione di infilarsi in classe a lezione già iniziata è sempre forte. Tuttavia, le entrate in ritardo irritano i docenti e costringono a iniziare la giornata rincorrendo il ritmo della classe. Il segreto per disinnescare questo circolo vizioso non sta nel puntare tre sveglie diverse, ma nel preparare il terreno in anticipo, lavorando su due fronti: il riposo serale, limitare quindi l'esposizione alla luce blu degli schermi prima di chiudere gli occhi garantisce un sonno più profondo; l'attrito mattutino, preparare lo zaino e i vestiti la sera prima regala minuti preziosi per uscire di casa senza ansia. Un risveglio meno frenetico si traduce quasi sempre in una giornata scolastica più lucida. 

Il budget delle assenze e l'arte del recupero immediato: ogni settembre ci si autoconvince che le assenze rasenteranno lo zero. La realtà, però, è che malanni di stagione o semplici crolli di stanchezza ci porteranno fatalmente a saltare qualche giorno. Il problema non è l'assenza in sé, ma l'effetto domino che genera: perdere le spiegazioni di una materia ostica può compromettere l'intero quadrimestre se non si interviene tempestivamente. Per evitare brutte sorprese, serve trattare le assenze come un vero e proprio budget limitato da amministrare con parsimonia. Tenere traccia personale dei giorni saltati vi aiuterà a non superare la soglia di guardia, ma la vera regola d'oro riguarda il momento del rientro: vietato tornare in classe impreparati. Bisogna stabilire un patto di mutuo soccorso con un compagno per farvi mandare subito gli appunti: recuperare i concetti persi lo stesso pomeriggio vi eviterà voragini insormontabili a ridosso delle verifiche. 

24 ago 2026

Milo Infante debutta su Rete 4 con 'Ore 11': "Inizio con spirito di una scommessa importante"

(Adnkronos) - Milo Infante, dopo oltre vent’anni in Rai, debutta su Rete 4 con 'Ore 11'. La prima puntata si è aperta con un approfondimento sul femminicidio di Tania Terrin: "Una donna che non siamo stati in grado di salvare, nonostante il suo assassino sia stato più volte denunciato da altre donne per violenza", ha detto il conduttore.  

In scaletta anche la storia della dodicenne che è riuscita a sottrarsi agli abusi del compagno della madre facendo il segnale antiviolenza, oltre a un aggiornamento sul caso Garlasco. Spazio poi all’arresto del rapper Tony Boy, fermato dopo la perquisizione della sua abitazione, dove gli agenti hanno trovato cocaina, marijuana e hashish, una pistola con matricola abrasa e una cinquantina di munizioni. 

Infante sarà in onda con 'Ore 11' ogni mattina alle 10:50 circa su Rete 4 e con 'Verità Nascoste – Il Diario' alle 16:45 su Canale 5 per due settimane, fino al 4 settembre: una fascia che farà da lancio a 'Verità Nascoste', il nuovo programma di approfondimento dedicato alla cronaca, in partenza il primo settembre in prime time ogni martedì su Rete 4. Un debutto che, ha spiegato in un'intervista rilasciata all’Adnkronos alla vigilia dell'avvio della trasmissione, parte "con lo spirito di una scommessa importante". Sarà "un lavoro lungo, che si svilupperà negli anni, non nei giorni o nelle settimane". La mattina è "una sperimentazione", mentre la prima serata è "il programma su cui contiamo di investire tanto, nel senso di lavoro, di concentrazione, di obiettivo. Perché il martedì è un giorno molto complicato per l’informazione". 

Sul suo arrivo a Mediaset, Infante ha sottolineato di aver trovato un ambiente dove "al centro c'è il prodotto": "Se hai un'esigenza, c’è una squadra che lavora per il prodotto, cosa che ultimamente ho faticato a trovare in Rai. Non c’è tutta la burocrazia che c’è lì: la Rai oggi è divisa in comparti che spesso non si parlano, e l’esigenza della produzione a volte non trova riscontro in una pronta reazione". Quanto alla libertà nel fare informazione, ha detto: "La libertà che c’è a Mediaset è nota. Più che di libertà parlerei di coraggio di sperimentare. Sono entrato in un grande gruppo che ha il coraggio di esserci, perché è un’informazione che non si spegne mai, presente d’estate, d’inverno, a Natale, a Capodanno. È una macchina organizzativa impressionante, e lo dico venendo dalla Rai. Il fatto di restare accesi con tutti i programmi anche ad agosto è uno sforzo produttivo imponente". Infine, non teme l’effetto "volto Rai": "Se dovesse andare male la prima serata, il problema è mio. Non credo nel fatto di dire: eri troppo Rai, quindi a Mediaset non funzioni. Il fallimento sarebbe mio: avrò sbagliato temi, ospiti, argomenti, narrazione". 

24 ago 2026

Kanter provoca in Wnba: "Sono donna, voglio giocare". E viene cacciato

24 ago 2026

Ordine medici Roma: "12 ore di attesa in Ps non siano la normalità"

(Adnkronos) - L’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri "esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo 'Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero' approvato dalla Regione Lazio". Così in una nota il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi. 

"Il Piano - spiega Magi - contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non è un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l’intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non può lasciarci tranquilli". Il documento - riporta la nota Omceo - "prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, può arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso è prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell’unità operativa di destinazione". 

"Parliamo di persone malate, spesso anziane - osserva Magi - fragili e con più patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non è un semplice dato organizzativo: è tempo di cura e di assistenza e può incidere sulla sicurezza, sulla dignità e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi". 

 

I dati riportati nel Piano - dettaglia la nota - "confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni". 

"Accogliamo positivamente l'obiettivo di superare il cosiddetto boarding", cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, "e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo - avverte Magi - può funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un’assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non è possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale". 

  

L’Omceo Roma chiede pertanto - riferisce la nota - che l’attuazione del Piano "sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura". "Non basta trasferire formalmente la responsabilità del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere così a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell’ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti" conclude Magi. 

24 ago 2026

È morto Alessandro Filippi, direttore generale di Ama. Il ricordo di Gualtieri: "Competenza e passione"

(Adnkronos) - "Ho appreso con profondo dolore della scomparsa di Alessandro Filippi. Roma perde un grande manager, che con competenza, passione e straordinaria dedizione ha guidato Ama in anni decisivi, contribuendo in modo fondamentale al cambiamento e al rilancio dell’azienda". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri esprime il suo dolore per la morte del direttore generale di Ama.  

"Alessandro ha lavorato senza mai risparmiarsi, con un impegno e un attaccamento al servizio pubblico che non sono mai venuti meno, fino agli ultimi mesi. In questi anni ho avuto modo di apprezzarne, oltre alle grandi qualità professionali, la serietà, la generosità e il forte senso di responsabilità con cui ha affrontato ogni sfida. La sua scomparsa rappresenta una perdita dolorosa per Roma e - sottolinea - per tutti noi. Alla sua famiglia rivolgo il mio abbraccio più affettuoso e il cordoglio di tutta la città, insieme a una particolare vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Ama che hanno condiviso con lui questi anni di intenso lavoro”. 

Cordoglio è stato espresso anche da Claudia Pratelli, assessora alla Scuola Formazione e Lavoro di Roma Capitale: "Ho appreso stamattina della scomparsa di Alessandro Filippi, una delle prime persone che ho conosciuto all’inizio di questa avventura con l’amministrazione comunale. Sicuramente perdiamo un grande manager, ma avverto forte il dolore per la scomparsa dell’uomo, la persona ispirata e gentile, intelligente e pacata che ho scoperto in questi anni. Ciao Alessandro e buon viaggio", ha detto in una nota.  

24 ago 2026

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