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"Il pilota è ferito, aiutateci", l'appello del passeggero sul volo Dubai-Tel Aviv

30 set 2026

Carburanti, sconto sui prezzi anche per Tamoil: palazzo Chigi ha avviato interlocuzioni con la Libia

30 set 2026

Diana Bianchedi rassegna le dimissioni da Capo delegazione della Nazionale

(Adnkronos) - Diana Bianchedi ha deciso di lasciare il suo nuovo incarico in Figc. Le parole del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e i riferimenti fatti nella mattinata di oggi all'incarico della campionessa olimpica come vicepresidente del Coni hanno spinto l'ex schermitrice a rassegnare le dimissioni da capo delegazione della Nazionale di calcio. La campionessa azzurra (due ori olimpici e 5 mondiali nel fioretto a squadre) ha deciso in serata con una lettera di annunciare la sua decisione di lasciare l'incarico che le aveva voludo dare Giovanni Malagò, proprio in mezzo alla spedizione azzurra di Nations League. Dopo l'esordio con il Belgio all'Olimpico e la gara in Turchia, la Nazionale di Mancini è attesa dalla sfida con la Francia.  

"A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente", le parole di Diana Bianchedi nella lettera con la quale ha comunicato la sua rinuncia all'incarico. 

"Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano", ha concluso Bianchedi. 

30 set 2026

Volo Dubai-Tel Aviv, passeggeri in festa dopo attacco sventato

30 set 2026

FlyDubai, la testimonianza del passeggero eroe: "Ho bloccato il terrorista in cabina e pilotato l'aereo"

(Adnkronos) - Momenti drammatici a bordo del volo FlyDubai, finito al centro di un tentativo di dirottamento. A evitare la tragedia è stato il coraggio dei passeggeri. Durante un incontro all'aeroporto Ben Gurion con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il primo, che è intervenuto contro l'aggressore, ha raccontato come è riuscito a bloccare il terrorista.  

Nel video, diffuso dall'ufficio del premier, si vede Netanyahu che abbraccia un uomo di nome Yaniv, descrivendolo come la persona che è riuscita a entrare nella cabina di pilotaggio, riuscendo, poi, secondo la ricostruzione del premier e di testimoni, insieme ad altri passeggeri a bloccare il copilota. Secondo quanto riferito da Axios Netanyahu parlerà con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump del tentato attentato terroristico. 

 

"Quando sono entrato nella cabina di pilotaggio ho visto il terrorista tra i due sedili. Non c'erano piloti seduti ai comandi, così l'ho afferrato, bloccato e trascinato fuori", ha spiegato. Secondo quanto riferisce il Times of Israel, l'uomo ha raccontato che l'aggressore stava tentando di danneggiare i comandi di volo per rendere l'aereo ingovernabile. Dopo aver immobilizzato il terrorista, ha chiesto l'aiuto di altri passeggeri israeliani per tenerlo sotto controllo mentre il velivolo stava perdendo stabilità. 

Il passeggero è quindi tornato nella cabina di pilotaggio e ha cercato di riportare l'aereo in assetto. "Sono rientrato, ho afferrato i comandi e ho iniziato a tirarli", ha detto, spiegando di aver appreso alcune nozioni guardando 'Mayday', la nota serie documentaria sugli incidenti aerei. "L'aereo ha iniziato a raddrizzarsi e a quel punto il pilota mi ha detto che avrebbe ripreso il controllo", ha concluso, ricostruendo i momenti decisivi che avrebbero consentito di scongiurare il peggio. 

 

"Il mio omaggio al pilota indiano, il comandante Smit Machchhar, per il suo straordinario coraggio" ha scritto su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu, elogiando il pilota rimasto ferito durante una colluttazione con il copilota, che avrebbe tentato di far precipitare il volo da Dubai a Tel Aviv. "Nonostante fosse stato accoltellato e gravemente ferito, ha reagito, impedendo una catastrofe in volo. Ha salvato la vita di 174 persone, tra cui cittadini israeliani e di altre nazionalità", ha aggiunto Netanyahu. 

 

 

Il volo Flydubai FZ1073, diretto a Tel Aviv, ha lanciato un segnale di emergenza dopo circa due ore di viaggio, perdendo 4mila metri di quota in appena 29 secondi. Secondo indiscrezioni non confermate, riportate dai media israeliani, ci sarebbe stato un accoltellamento tra il pilota e il copilota in cabina. Solo grazie al coraggio di alcuni passeggeri si sarebbe evitato il peggio. L'incidente avrebbe provocato l'attivazione del codice per "interferenza illecita" e di un ulteriore segnale di emergenza generale.  

Le testimonianze raccolte, dopo l'atterraggio a Tabuk in Arabia Saudita, parlano tutte di momenti di terrore e dell'aereo che stava perdendo rapidamente quota per l'accoltellamento nella cabina di pilotaggio. Israele indaga per terrorismo e il ministro della Difesa israeliano Katz ha definito l'episodio un tentativo di attacco jihadista.  

 

La compagnia aerea Flydubai ha sottolineato che "è troppo presto per determinare le cause o i motivi dell'incidente", che ha coinvolto il suo aereo, costretto ad un atterraggio di emergenza. Secondo i media emiratini, un portavoce di Flydubai ha spiegato che "le circostanze non sono ancora del tutto note e sono oggetto di un'indagine ufficiale da parte delle autorità competenti”, ribadendo “piena collaborazione con le indagini per accertare i dettagli e le cause dell'accaduto". 

 

30 set 2026

Migranti, ancora stop a Schengen con la Spagna: proroga per altri 15 giorni

30 set 2026

Portogallo, Ronaldo lascia il ritiro: "Al momento giusto dirò tutto". Il ct: "Decido io se gioca"

(Adnkronos) - In Portogallo è scoppiato il caso Cristiano Ronaldo. Oggi, mercoledì 30 settembre, il fuoriclasse lusitano ha lasciato il ritiro della propria Nazionale per tornare a Madrid con un aereo privato. A scatenare la reazione dell'attaccante dell'Al Nassr sarebbero state le ultime dichiarazioni del ct portoghese Jorge Jesus, che ha affermato come non esista alcun problema con Ronaldo e ne ha approfittato per ribadire la sua autorità. 

A confermarlo è stato lo stesso Ronaldo con un post pubblicato sul suo profilo ufficiale Instagram: "Dopo la conferenza stampa dell'allenatore della squadra nazionale e dopo una conversazione con il Presidente della Federazione Calcistica Portoghese, ho deciso di lasciare il campo della Nazionale", ha scritto l'attaccante, "al momento giusto, dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la Nazionale, a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna a Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni". 

 

Il caso è scoppiato due giorni fa in Norvegia, dove Ronaldo era rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, con Jesus che gli aveva preferito prima Goncalo Ramos e poi Joao Felix. Il Portogallo ha vinto quella partita 2-1, ma è scoppiato il caso Ronaldo, che al triplice fischio se ne è andato diretto negli spogliatoi, senza salutare compagni e avversari, e ha avuto poi un acceso confronto con il ct, suo ex allenatore in Arabia. 

Ronaldo si era quindi rifiutato di allenare, preferendo rimanere in hotel. Una versione però smentita proprio da Jesus: "Ieri non si è rifiutato di allenarsi. Conceicao non si è allenato per infortunio, Felix nemmeno, perché stavamo cercando di alleviare la stanchezza, e Cristiano Ronaldo ha fatto esercizio in palestra. Si allenerà oggi. È il quarto giorno, quindi si allenerà". Invece CR7 non è sceso in campo e ha lasciato Parken, dove il Portogallo è in ritiro in vista dell'impegno esterno di Nations League contro la Danimarca, a bordo di un furgone nero della Federazione. 

Jorge Jesus aveva confermato l'incontro avuto Ronaldo martedì sera, ma ha chiarito che tutto era stato risolto prima di cena. Tuttavia, ha ribadito la sua autorità come capo della nazionale: "Posso decidere quello che voglio. Sono l'allenatore. Sono l'allenatore, ho detto al giocatore che non avrebbe giocato. Gli ho detto 'ti metto in panchina. Se avrò bisogno di te per 30 minuti, giocherai, altrimenti no'. Nessun giocatore mi farà cambiare idea. Né lui, né nessun altro nel mondo del calcio. Né alcun presidente. Mai, assolutamente nessuno". 

 

30 set 2026

Mps, Tognoli (Cfo Sim): "Distribuzione azioni Generali? Rischia di rendere Leone più contendibile"

(Adnkronos) - “La distribuzione di azioni Generali da parte di Mps è un’operazione complessa, lenta e soggetta ad autorizzazioni; avviene su multipli elevati; e, in assenza di un’offerta a premio, come quella di Intesa, espone il mercato e i retail a rischi di correzione significativi”. A dirlo all'AdnKronos è Antonio Tognoli, responsabile della macroanalisi di Cfo Sim.  

Secondo l'analista "la distribuzione di patrimonio agli azionisti Mps tramite assegnazione di azioni Generali, pari a circa il 4,5% del capitale del Leone, non è un’operazione ordinaria e presenta complessità e rischi esecutivi”. “Si tratta di un’operazione che richiede autorizzazioni regolamentari multiple – Bce, Consob, Ivass ed eventualmente Antitrust – oltre alla determinazione del numero esatto di azioni Generali da assegnare sulla base del prezzo ufficiale alla record date”. A questo si aggiunge, sottolinea Tognoli, la gestione fiscale: “Per i soci persone fisiche la parte in natura è comunque tassata al 26%, spesso superando la componente cash”. Servono inoltre “pro-forma patrimoniali e di Solvency sia per Mps/Mediobanca sia per Generali”. 

“Si tratta di un iter lungo, incerto e soggetto a condizioni sospensive”, osserva Tognoli. Per questo, “occorre pesare seriamente il rischio di esecuzione e il tempo necessario rispetto a soluzioni più semplici e certe, come cash puro, buy-back, o accettazione dell’offerta Intesa”. Un secondo elemento di attenzione, stando a Tognoli, riguarda l’utilizzo delle azioni Generali come “moneta di scambio” a multipli elevati. “Utilizzare azioni Generali per massimizzare la distribuzione significa trasferire agli azionisti Mps un titolo che, nell’ultimo anno, ha visto il P/E passare da meno di 8x a circa 12x, massimi storici o comunque su livelli molto elevati”. 

In pratica, spiega Tognoli, si sta “distribuendo un asset che il mercato sta già prezzando generosamente” e, allo stesso tempo, “riducendo la partecipazione di controllo/influenza di Mps-Mediobanca su Generali, dal circa 13,3% verso circa 8,8%”. Inoltre, “si espongono i nuovi azionisti retail di Generali, che arriveranno dal ‘regalo’ Mps, a un possibile riallineamento dei multipli se il contesto di mercato o di governance del Leone cambia”. 

Dal punto di vista Generali, prosegue Tognoli, “questa dinamica rende la società più contendibile e introduce una platea di azionisti più frammentata e potenzialmente più volatile”. C’è poi il tema dell’assenza di un premio. “L’unica offerta che presenta un premio chiaro e liquidabile è quella di Intesa Sanpaolo su Mps”, osserva Tognoli. “In assenza di quella, la strategia di difesa di Mps, doppia Ops interamente in carta più maxi-cedola mista, rischia di inondare il mercato di titoli, nuove azioni Mps più azioni Generali distribuite”. 

Una dinamica che, secondo Tognoli, potrebbe colpire “in particolare la vasta platea di risparmiatori retail, storicamente poco attrezzati a gestire la volatilità di operazioni complesse di questo tipo”, oltre a “generare pressione al ribasso sia sul titolo Mps sia sulla ‘moneta di scambio’ Generali, con possibile effetto a catena sui multipli e sulla percezione di stabilità del Leone”. “Si tratta quindi di una difesa ad alto rischio di diluizione e di distruzione di valore di mercato, non di una creazione di valore chiara e misurabile”. Generali, conclude Tognoli, “rischia di trovarsi al centro del risiko non per scelta industriale propria, ma come asset utilizzato da terzi”.  

30 set 2026

Euro 2032, trasmessi dalla Figc alla Uefa i dossier di 13 città e 14 stadi, Roma con Olimpico e Pietralata

(Adnkronos) - Entro i termini stabiliti dall'Uefa, la Figc ha inviato la documentazione relativa alle città ritenute idonee a proseguire il percorso di candidatura. Sono 13 le città coinvolte: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Complessivamente sono 14 gli stadi esaminati, considerando la doppia candidatura della Capitale e quella di Napoli con lo stadio Diego Armando Maradona. Roma è quindi stata inserita con due impianti nella corsa a Euro 2032, lo Stadio Olimpico e il progetto del nuovo stadio dell'As Roma di Pietralata  

Ora la palla passa all'organismo calcistico europeo, che dovrà verificare la conformità delle candidature sulla base di undici aree tematiche e oltre 120 requisiti operativi. Tra i parametri presi in esame figurano la compatibilità infrastrutturale, l'accessibilità, la sostenibilità, i servizi per i tifosi, la sicurezza, l'ospitalità e le dotazioni per media e broadcaster. Solo al termine di queste verifiche la Figc procederà all'individuazione delle cinque sedi italiane che ospiteranno le partite di Euro 2032. 

"Siamo soddisfatti per il numero e la qualità dei dossier che sono arrivati in Figc, a testimonianza dell'impegno e della partecipazione con cui l'Italia ha risposto a questa sfida", ha dichiarato il presidente della Figc, Giovanni Malagò. "Il lavoro svolto finora conferma la volontà condivisa di offrire a EURO 2032 città e impianti all'altezza di un grande evento internazionale". 

30 set 2026

'Salute e Costituzione', a Roma confronto tra Europa e Italia sulle sfide del SSn

(Adnkronos) - La tutela della salute come diritto fondamentale, il ruolo delle istituzioni e le nuove sfide che interessano i sistemi sanitari italiano ed europeo. Sono stati questi i temi al centro della Lectio Magistralis 'Salute e Costituzione', promossa da Spes Academy 'Carlo Azeglio Ciampi' e ospitata a Roma presso Europa Experience – David Sassoli, lo spazio del Parlamento europeo in piazza Venezia. L'incontro - informa una nota - ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee per una riflessione sul valore della salute quale diritto dell'individuo e interesse della collettività e sulla capacità dei sistemi sanitari di continuare a garantirne la tutela in uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni. Sono intervenuti Fabrizio Spada, responsabile relazioni istituzionali dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia; Valerio De Luca, presidente della Fondazione Aises e direttore di Spes Academy; Antonio Parenti, Director Public Health, Cancer and Health Security – Dg Sante della Commissione europea; e Walter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione e dell'Edilizia sanitaria del ministero della Salute. 

A fare da filo conduttore alla Lectio è stato il rapporto tra il principio costituzionale della tutela della salute e le sfide poste dall'evoluzione dei sistemi sanitari. L'articolo 32 della Costituzione italiana riconosce infatti la salute come "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Un principio che, a quasi ottant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione, continua a rappresentare il punto di partenza per interrogarsi sulla capacità delle istituzioni di garantire accesso alle cure, prevenzione e tutela della salute in un contesto sociale, scientifico ed economico profondamente cambiato. Il confronto - si legge - ha permesso di affiancare due prospettive complementari: quella europea, legata alle politiche comuni per la salute pubblica e alla cooperazione tra gli Stati membri, e quella nazionale, connessa alla programmazione e all'organizzazione del sistema sanitario. 

Ad aprire la riflessione sul rapporto tra salute, sicurezza e capacità del Paese di governare le trasformazioni in corso è stato Valerio De Luca, presidente della Fondazione Aises e direttore di Spes Academy: "L'articolo 32 ci ricorda che la salute è insieme diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Oggi è anche un'infrastruttura strategica della sicurezza nazionale: ricerca, dati, tecnologie, filiere e capitale umano determinano la capacità di un Paese di proteggere i cittadini e governare le crisi". E sull'Ai ha aggiunto: "l'Intelligenza artificiale può rappresentare un formidabile moltiplicatore di questa capacità, consentendo di anticipare i rischi, interpretare grandi quantità di informazioni e decidere meglio e più rapidamente". "Ma la vera sovranità sanitaria resta sovranità della decisione: usare la potenza dell'AI mantenendo saldamente nell'uomo responsabilità, giudizio e decisione finale", ha concluso De Luca. 

 

"Prevenzione, contrasto al cancro, sicurezza sanitaria sono le aree in cui si è sviluppato enormemente il lavoro della Commissione europea, soprattutto nel post-pandemia. In occasione della Giornata mondiale del cuore, lanciamo delle campagne importanti per la salute cardiovascolare in Europa che renderanno attivo il gruppo di comunicazione sulla salute cardiovascolare lanciato a dicembre dell'anno scorso" ha affermato Parenti, indicando nella prevenzione e nella promozione della salute uno degli ambiti sui quali si sta concentrando l'azione europea. Dal punto di vista della programmazione sanitaria nazionale, Walter Bergamaschi ha posto al centro del suo intervento il "Ssn universalistico, quale patrimonio da custodire, approfondendo le trasformazioni in corso" alla luce dei dati Ocse presentati nel corso della Lectio. Dall'analisi dei dati - dettaglia la nota - è emerso un quadro articolato tra traguardi raggiunti e criticità. Tra gli elementi evidenziati, il calo delle ospedalizzazioni, interpretato come un segnale positivo di maggiore appropriatezza e di un progressivo spostamento dell'asse assistenziale verso le cure territoriali. Al tempo stesso, è stata sottolineata la "necessità di investire nella prevenzione, a fronte della sua efficacia per la sostenibilità del sistema, e nel capitale umano, valorizzando gli operatori del Ssn e, in particolare, la figura dell'infermiere, fondamentale e oggi sottodimensionata rispetto alle esigenze di sviluppo dell'assistenza territoriale". 

Il valore aggiunto della Lectio è stato anche nell'interpretazione critica dei dati, proposta dai relatori ai nuovi studenti di Spes Academy, chiamati a confrontarsi non soltanto con gli indicatori del sistema sanitario, ma con le strategie necessarie per affrontarne le trasformazioni. Bergamaschi ha concluso sottolineando come "non si tratti di mettere in discussione il sistema universalistico, che ha dimostrato di portare migliori esiti a parità di risorse, quanto piuttosto di migliorarlo e riformarlo secondo strategie precise e attività concrete. Un percorso sul quale ha invitato a riflettere la nuova classe dirigente del futuro, presente in sala, chiamata a dare il proprio contributo al Sistema Paese". Il dialogo tra le due prospettive ha riportato così al centro una questione che supera la sola dimensione sanitaria: come tradurre concretamente il riconoscimento della salute come diritto fondamentale nella capacità dei sistemi pubblici di rispondere ai cambiamenti della società e ai nuovi bisogni di salute. La Lectio Magistralis - prosegue la nota - ha inaugurato il Corso di Alta Formazione “Farmaco e Salute – Pilastri del Made in Italy”, promosso da Spes Academy con l'obiettivo di approfondire le trasformazioni che stanno interessando uno dei settori strategici per il Paese. Il percorso nasce dalla consapevolezza che il sistema salute sia oggi un ecosistema sempre più articolato, nel quale ricerca scientifica, industria farmaceutica, innovazione, regolazione, politiche pubbliche e programmazione sanitaria sono strettamente interconnesse. 

La scelta di aprire il corso con 'Salute e Costituzione' colloca quindi la formazione all'interno di una riflessione più ampia: prima ancora delle competenze tecniche, comprendere il sistema salute significa conoscere i principi, le istituzioni e le responsabilità pubbliche sulle quali esso si fonda. Il Corso di Alta Formazione intende sviluppare proprio questa capacità di lettura interdisciplinare, favorendo il confronto tra mondo istituzionale, accademico, scientifico e produttivo e contribuendo alla formazione di professionisti in grado di interpretare le trasformazioni del settore. L'evento è stato realizzato con il patrocinio della Società Italiana di tossicologia (Sitox), in collaborazione con Pharmagram e con Adnkronos in qualità di Media Partner. 

30 set 2026

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