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Usa, il salasso dell’efficienza: i tagli del Doge sono finiti per costare il doppio

(Adnkronos) - Pagati per stare a casa, mentre le frequenze restano in silenzio da più di un anno e la propaganda avversaria di Paesi come la Cina e la Russia riempie il vuoto. C’è una cifra che, meglio di qualunque trattato di amministrazione pubblica, riassume la traiettoria e le contraddizioni del Department of Government Efficiency (Doge) nel secondo mandato di Donald Trump: 1,6 milioni di dollari a settimana. E' quanto il governo federale si trova costretto a spendere per stipendiare più di 400 persone, tra giornalisti, tecnici e funzionari di Voice of America (Voa), poste in congedo retribuito forzato (paid administrative leave) dopo il tentativo dell'amministrazione di smantellare l'ente. Un paradosso contabile e politico. Il Doge era nato con la promessa messianica di "sventrare la burocrazia" per tagliare gli sprechi ed eliminare le ridondanze di spesa. 

Tuttavia, la scure calata da Elon Musk e i suoi uomini a colpi di decreti e licenziamenti sommari, ha urtato con violenza contro i limiti imposti dal diritto costituzionale americano, trasformando l’ostentato rigore fiscale in un salasso economico privo di strategia. Quando il governo ha mosso le sue pedine per azzerare la Us Agency for Global Media (Usagm) - l'agenzia madre che controlla Voice of America, Radio Free Europe e Radio Free Asia -, il piano prevedeva di risparmiare circa 153 milioni di dollari nell'anno fiscale. L'effetto reale è stato opposto. Senza l'approvazione del Congresso, al quale la Costituzione assegna in via esclusiva il "potere di spesa" (Power of the Purse), l'azzeramento d'imperio si è impantanato in decine di ricorsi e di ingiunzioni giudiziarie.  

In attesa del giudizio di merito, la legge vieta il licenziamento definitivo e impone il pagamento dei salari, pena sanzioni ancora più pesanti. Il risultato? Centinaia di professionisti di primo piano restano chiusi fuori dai propri uffici, stipendiati con i soldi dei contribuenti per il solo fatto di non produrre nulla. 

Nel frattempo, sia i repubblicani che i democratici a Capitol Hill hanno deciso di stanziare 643 milioni di dollari per quell'anno fiscale a favore della Usagm, affinché potesse proseguire le proprie attività; ora l’agenzia sta ricostruendo ciò che l'amministrazione aveva smantellato nei primi mesi del secondo mandato del presidente Donald Trump. Alcune divisioni sono state riattivate, sebbene siano un mero scheletro – solo 8 – di ciò che rappresentava Voice of America prima di marzo 2025, quando i servizi erano attivi in 49 lingue. Nel frattempo, il ripristino di contratti annullati, la riassunzione di personale e l'acquisto di nuove attrezzature costano ai contribuenti ulteriori milioni di dollari, secondo un nuovo rapporto dell'ispettore generale del Dipartimento di Stato. 

"Non si può smantellare la radiodiffusione internazionale degli Stati Uniti senza un piano”, denuncia ad Adnkronos Patsy Widakuswara, caporedattrice del White House bureau di Voa, finita in congedo e tra i promotori delle azioni legali contro l'amministrazione. “L'amministrazione ha derubato sé stessa di una voce fidata che il mondo era abituato ad ascoltare”. Widakuswara sottolinea la miopia dello smantellamento: “I rivali strategici come Cina, Russia e Iran stanno già riempiendo il vuoto lasciato da Voa. Al nostro picco raggiungiamo 360 milioni di persone a settimana. Tutto questo è scomparso, rappresentando una perdita enorme non solo per il giornalismo, ma per il soft power americano”. 

Il caso di Voice of America non è, tuttavia, un incidente isolato, bensì la spia di un metodo di governance che ha mostrato i suoi limiti strutturali in altre agenzie fustigate dal Doge. Si parte con la United States Agency for International Development (Usaid), l’agenzia federale che gestiva gli aiuti esteri statunitensi nel mondo. Ora è stata praticamente smantellata dall’amministrazione Trump. Tuttavia, il congelamento di contratti d'impatto globale, di punto in bianco, ha comportato penali milionarie per la rottura involontaria delle clausole contrattuali. 

Inoltre, l'intervento dei tribunali per violazione delle direttive congressuali – l’Usaid, come la Usagm, esiste per volontà del Congresso – ha costretto il governo a riassumere consulenti esterni a tariffe maggiorate per ripristinare la continuità amministrativa. Ci sono poi i drastici tagli agli istituti di ricerca, come i National Institutes of Health (Nih) e i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc): lo smantellamento precipitoso di team scientifici e laboratori ha provocato l'interruzione coatta di studi pluriennali. Oltre ai costi derivanti dalle vertenze sindacali dei dipendenti statali, la perdita di dati e di infrastrutture ha costretto il governo americano a ricorrere a contratti d’urgenza con enti privati per ricostruire le capacità tecniche perdute. L’operato del Doge ha colpito anche il Consumer Financial Protection Bureau (Cfpb), dove il tentativo di prosciugare le risorse operative ha congelato l'agenzia in mesi di stallo normativo, costringendo il Congresso a garantire stanziamenti straordinari per far fronte alle spese di contenzioso e alla manutenzione minima dell'infrastruttura. 

Il Doge non è riuscito a ridurre la spesa pubblica complessiva, che invece è aumentata, mancando l'obiettivo iniziale di tagliare 2 trilioni di dollari. Analisi indipendenti di testate come Politico e Cbs News hanno dimostrato che l'agenzia ha fortemente esagerato i suoi risparmi, dichiarando cifre prive di prove o legate a contratti mai effettivamente annullati. Sebbene il Doge abbia ridotto il personale federale del 9% eliminando piccoli programmi, l'80% dei tagli ha riguardato contratti minori che non hanno intaccato le principali voci di spesa strutturale. Al termine delle sue attività, nel luglio 2026, i tagli affrettati hanno persino generato circa 165 miliardi di dollari di costi aggiuntivi dovuti a controversie legali, liquidazioni e interruzioni amministrative. Gli esperti di finanza pubblica e di diritto amministrativo parlano apertamente di un vero e proprio "effetto boomerang" fiscale e istituzionale. 

Gordon Adams, professore all'American University con un passato come responsabile del bilancio per la sicurezza nazionale ai tempi di Bill Clinton, spiega ad Adnkronos il vero problema di questa strategia dei tagli: "Il Doge ha scambiato l'efficienza per la semplice cancellazione. Nell'amministrazione pubblica, smantellare un ente istituito per legge senza coordinarsi con la magistratura e il Congresso non fa risparmiare un dollaro: al contrario, moltiplica le voci di spesa. Ci si ritrova a pagare due volte: prima le penali di recesso, le parcelle legali e i saldi dei congedi forzati, e poi — quando la realtà o i giudici impongono il ripristino — i costi di riassunzione e di ricostruzione delle strutture. È il paradosso di un'austerità che finisce per costare più dello status quo”. Aggiunge Adams: "L'efficienza ostentata si converte in un debito passivo che il contribuente pagherà con gli interessi al momento del fisiologico ripristino delle attività". L'illusione di Donald Trump e dei suoi funzionari di poter curare l'ipertrofia burocratica a colpi di accetta esecutiva, a quasi due anni dall’inizio della sua presidenza, ha finalmente mostrato la sua contraddizione di fondo. Quando il Congresso - come accaduto nel caso dell'Usagm - riassegna per legge centinaia di milioni di dollari per mantenere operative le agenzie, il tentativo di smantellamento si traduce soltanto in una stasi costosa. Un’amministrazione che spende 1,6 milioni a settimana per non trasmettere notizie non sta eliminando lo spreco: lo sta semplicemente istituzionalizzando. (Di Iacopo Luzi) 

5 ott 2026

E' morta Alessandra Moneti, la giornalista aveva 60 anni. Il cordoglio del ministro Lollobrigida e di Coldiretti

(Adnkronos) - Giornalista di grande acume e professionalità, è morta oggi a Roma Alessandra Moneti all'età di 60 anni dopo un improvviso malore. Moneti era redattrice dell'Ansa e seguiva da anni il settore agroalimentare sotto il profilo della politica economica senza tralasciare di raccontare il mondo del vino e del food da varie angolazioni, anche di tendenze. Moneti ha seguito con costanza e dedizione i principali appuntamenti istituzionali. Era una giornalista cordiale e gentile con i colleghi, dotata di ironia, vivace e attenta al prossimo. 

"È con profondo dolore che apprendo della scomparsa di Alessandra Moneti, giornalista dell’Ansa che ho avuto modo di incontrare e conoscere in tante occasioni istituzionali. Era una giornalista appassionata, attenta e competente, che ha seguito con grande professionalità il mio lavoro e numerosi eventi del Ministero. In questi anni ho avuto modo di apprezzarne non solo la serietà e la professionalità, ma anche la gentilezza e la disponibilità che sempre l’hanno contraddistinta. Rivolgo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutta la redazione", le parole del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. 

Anche Coldiretti esprime profondo cordoglio per la scomparsa della giornalista, "per tanti anni punto di riferimento della stampa agricola e agroalimentare italiana. Con competenza, rigore e una conoscenza profonda del settore, Alessandra ha raccontato per anni l’agricoltura, il cibo e il Made in Italy, seguendone da vicino trasformazioni, difficoltà e successi. Ma accanto alla grande professionalità resteranno soprattutto la sua umanità e la sua gentilezza che non faceva mai mancare. Alla sua famiglia, ai colleghi dell’Ansa e a quanti hanno condiviso con lei tanti anni di lavoro va l’abbraccio e il cordoglio dell'ufficio comunicazione e di tutta la Coldiretti". 

5 ott 2026

Sondaggi politici, Fratelli d'Italia risale ai livelli di luglio e Pd scende ancora

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia si conferma ampiamente primo partito e torna ai livelli di luglio, la Lega tocca un nuovo minimo, così come il Pd, mai così in basso negli ultimi 2 anni. Roberto Vannacci in discesa per la prima volta. Questa la fotografia della media dei sondaggi tra il 27 settembre e il 3 ottobre fatta da Termometro politico sulla base delle intenzioni di voto. 

Secondo la media delle rilevazioni di sei istituti - Tp, Lab21, Piepoli, Swg, Eumetra, Only Numbers -, la principale novità è la nuova crescita di Fratelli d'Italia. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna ai livelli di luglio, salendo fino al 27,6%, dopo una fase di calo. Nell'ambito della maggioranza, la Lega tocca un nuovo minimo, scendendo al 5,3%. Nessuna variazione per Forza Italia, che resta al 7,3%. Tra i dati più significativi, spicca la prima frenata di Futuro Nazionale: il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci viene segnalato in discesa per la prima volta, con il 7,6%. 

All’opposizione momento negativo per il Pd, che tocca un nuovo minimo biennale: il partito della segretaria Elly Schlein scende al 20,3%, ma non ne approfitta il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che scende sotto il 13% al 12,9%. Crescono, invece, Alleanza verdi e sinistra, al 6,4%: si tratta dell'unico progresso nel campo largo. Italia viva di Matteo Renzi è ferma al 2,4% e +Europa arretra all’1,5%. Fuori dai poli Azione di Carlo Calenda è stabile al 3,1%. 

 

Il lunedì, come di consueto, è la giornata in cui il Tg La7 diffonde il sondaggio Swg con le intenzioni di voto. Oggi 5 ottobre Fratelli d'Italia sale al 27,7% con una crescita dello 0,3% rispetto alla scorsa settimana. In ascesa anche il Pd, che passa dal 20,6% al 20,7%. Il M5S scende dal 12,8% al 12,6%. Futuro Nazionale cala dall'8% al 7,8%. Forza Italia guadagna lo 0,2% e arriva all'8,1%. AVS è stabile al 6,6% mentre la Lega cresce e arriva al 5,2%. Più staccate Azione (3,1%), Italia viva (2,3%), +Europa (1,6%), Noi Moderati (1%) e Avanti Psi (1%). 

5 ott 2026

Liceo Novi Ligure, invito al corteo 'Sudario di Gaza' sul registro elettronico. Valditara ordina l'ispezione

(Adnkronos) - L'Ufficio scolastico del Piemonte ha disposto un'immediata ispezione per fare chiarezza sulla pubblicazione, all'interno della bacheca del registro elettronico ClasseViva del Liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure, di un invito rivolto agli studenti a partecipare al corteo 'Sudario di Gaza'. L'obiettivo delle verifiche è "accertare quanto accaduto" e verificare "l'eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per finalità di convocazione a manifestazioni". 

Dal Ministero dell'Istruzione e del Merito fanno sapere che "qualora i fatti, riportati dalla stampa trovassero conferma, si configurerebbe una grave violazione della deontologia professionale". Sulla vicenda è intervenuto il ministro Valditara. "La scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento" ha detto. "La pratica dell'indottrinamento degli studenti appartiene soltanto ai regimi totalitari. L'ispezione servirà a ricostruire puntualmente l'accaduto e a individuare le relative responsabilità. 

 

"Bene l'ispezione disposta dopo la mia segnalazione al Liceo di Novi Ligure che, secondo fonti stampa, tramite il registro elettronico avrebbe rivolto un invito a tutti gli studenti affinché partecipassero al corteo 'Sudario di Gaza'" afferma il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. "Ringrazio il ministro Valditara che ha accolto subito la mia richiesta per far luce e chiarire i contorni di una vicenda opaca che mette in discussione il ruolo della scuola e il confine tra formare uno studente e indottrinarlo".  

"Non possiamo accettare - aggiunge - che i nostri istituti diventino terreno fertile per chi pensa di poter usare un tema sensibile come questo per fare propaganda politica tra le nuove generazioni. La scuola educa, forma coscienze ma non può giustificare alcun tentativo di trasformare la libertà di insegnamento in libertà di diffondere il pensiero unico che impone una visione preconfezionata e unilaterale. La scuola che la Lega ha in mente è una scuola libera dalle ideologie e dalla propaganda politica”. 

 

"A Genova la Digos stacca lo striscione nella Scuola Daneo, 'Qui nessuno è straniero'. A Novi Ligure il governo manda gli ispettori perché una scuola avrebbe promosso il corteo con il Sudario di Gaza, un lenzuolo recante i nomi di 18.457 bambini uccisi a Gaza" afferma Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs e componente della commissione Cultura della Camera. "Valditara parla di indottrinamento: ma indottrinare significa soffocare la libertà di pensiero, la riflessione etica e morale sull'orrore della guerra, l’empatia con il dolore e la sofferenza altrui. Chi pronuncia il nome di un bambino morto in una guerra non indottrina ma costruisce anticorpi contro la violenza di domani. Dov'era tanta severità e tanto attivismo quando si tratta di garantire il diritto allo studio dei bambini?".  

"Ormai nelle scuole - aggiunge - c'è un clima asfissiante: i docenti hanno paura di qualsiasi progetto e preferiscono evitare qualsiasi argomento delicato per paura delle ispezioni e delle missive di un ministro che si comporta come un custode dell'ortodossia. Così la scuola come luogo in cui si conosce la complessità e si impara ad affrontarla semplicemente muore. Siamo a fianco dei docenti, delle studentesse e degli studenti che hanno subito questo ennesimo attacco". 

5 ott 2026

Ericsson, fonti palazzo Chigi: Meloni chiama ad Missori, azienda ritira 131 licenziamenti a Genova

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiamato l'ad di Ericsson, Andrea Missori, e l'azienda ha ritirato i licenziamenti a Genova. Lo fanno sapere fonti di palazzo Chigi. "A seguito delle interlocuzioni avviate personalmente dalla presidente del Consiglio con i vertici di Ericsson, la società ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che interessava 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova", sottolineano. "La vertenza era nata dalla decisione di Ericsson di avviare una procedura di licenziamento collettivo nell’ambito di un processo di riorganizzazione aziendale, suscitando preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive del presidio tecnologico e di ricerca presente a Genova - spiegano ancora -. Di fronte alla strumentalizzazione politica che si è sviluppata attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori, la presidente del Consiglio è intervenuta personalmente, telefonando all’amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori. Dall’interlocuzione è scaturita la decisione dell’azienda di ritirare la procedura, dando vita a una soluzione responsabile che consente di aprire una nuova fase di dialogo sulle prospettive industriali e occupazionali di Ericsson in Italia". 

"La decisione del gruppo, confermata dallo stesso amministratore delegato nel corso del confronto tra azienda e governo, rappresenta un passo importante per superare l’attuale fase di difficoltà e guardare alle prospettive del sito di Genova e del gruppo in Italia. Il governo continuerà a seguire l’evoluzione della situazione, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione qualificata e valorizzare le competenze e il patrimonio tecnologico presenti sul territorio nazionale", concludono le fonti. 

Trasformare la procedura di licenziamento forzoso in un percorso volontario, con incentivi economici finalizzati a sostenere la ricollocazione dei lavoratori coinvolti è la soluzione emersa al tavolo sulla vertenza Ericsson, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dedicato alle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento di Genova, che coinvolge oltre 130 lavoratori. "Siamo lieti che l’azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l’attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari", dice Urso. 

"La notizia del ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 131 dipendenti Ericsson è motivo di grande soddisfazione, innanzitutto per i lavoratori e le loro famiglie, che hanno vissuto settimane di preoccupazione per il proprio futuro. Apprezzo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ascoltato la protesta dei lavoratori in occasione dell’inaugurazione del Salone Nautico di Genova e la ringrazio per il suo intervento. Questo risultato è stato possibile grazie alla lotta dei lavoratori, che hanno tenuto alta l’attenzione sulla vertenza", dice la sindaca di Genova, Silvia Salis. Salis ha partecipato in videocollegamento all’incontro convocato oggi a Roma dall’azienda, seguito in presenza dall’assessore Emilio Robotti. 

"Fin dall’avvio della vertenza, abbiamo incontrato lavoratori, sindacati e azienda e chiesto ai ministri competenti l’apertura di un tavolo nazionale - ricordano la sindaca e l’assessore - il coinvolgimento del governo era necessario e accogliamo positivamente il risultato raggiunto. Un ringraziamento va ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che hanno fatto sentire la propria voce e tenuto alta l’attenzione sul futuro del sito genovese. Ora è importante proseguire il confronto per dare prospettive durature all’occupazione e alle attività di ricerca e sviluppo di Ericsson a Genova. Il ritiro dei licenziamenti è un passaggio fondamentale: da qui occorre partire per discutere di piano industriale e investimenti, valorizzando il patrimonio di competenze presente agli Erzelli. Il Comune continuerà a fare la propria parte, in costante contatto con Confindustria, per capire la reale capacità del territorio di assorbire i lavoratori che aderiranno alla procedura di esodo volontario". 

5 ott 2026

Roma, cadavere con ferita da arma da taglio al collo trovato nei pressi della stazione Prenestina

5 ott 2026

Proteste degli studenti in Francia, 15enne perde una mano

(Adnkronos) - Un liceale di 15 anni ha perso una mano durante una manifestazione a Lens, nel nord della Francia, dopo aver raccolto una granata utilizzata dalla polizia per disperdere i manifestanti. Lo hanno riferito le autorità francesi. 

Secondo una fonte sindacale della polizia, il ragazzo avrebbe raccolto l'ordigno con l'intenzione di rilanciarlo, ma la granata gli è esplosa in mano. L'incidente è avvenuto mentre centinaia di licei in tutta la Francia sono nuovamente interessati da proteste e disagi, alla vigilia di una nuova giornata di mobilitazione per chiedere maggiori risorse per il settore dell'istruzione. 

La mobilitazione dei liceali, iniziata il 17 settembre nella regione parigina con proteste e blocchi degli istituti, si è progressivamente estesa a tutto il Paese, intensificandosi negli ultimi giorni in numerose città.  

Il grave ferimento a Lens è un fatto "umanamente drammatico", ha dichiarato il ministro dell'Istruzione francese Édouard Geffray. "Non so cosa sia successo né in quali circostanze sia avvenuto l'episodio", ha precisato il ministro, che ha voluto mantenere un atteggiamento "molto cauto" riguardo alla dinamica dei fatti. La prefettura del Pas-de-Calais ha confermato che uno studente ha subito l'amputazione della mano questa mattina. Il procuratore di Béthune ha precisato di non essere ancora in grado di stabilire se l'adolescente abbia raccolto da terra una granata stordente o se "la granata gli sia caduta addosso". 

Sono almeno 190 gli studenti rimasti feriti dall'inizio del movimento di protesta, "sia con ferite riportate per cause accidentali, sia provocate da facinorosi, e in particolare ferite causate da mortai", ha dichiarato ancora Geffray. Dopo aver incontrato diversi studenti delle scuole superiori, il ministro ha riferito che essi erano "nel complesso sconcertati dalle violenze commesse da individui esterni" davanti ai loro istituti. "Si trattava di giovani che non conoscevano, arrivati spostandosi da un luogo all'altro per lanciare mortai", ha affermato ancora. 

L’Ispettorato generale della polizia nazionale (Igpn), la cosiddetta "polizia delle polizie", ha ricevuto l'incarico di condurre sei indagini secondo quanto appreso dall'Afp da una fonte vicina al dossier. A Tours, un giovane di 16 anni ha perso l'uso di un occhio in seguito agli scontri verificatisi durante un blocco stradale. Tali lesioni sono "compatibili con l'impatto di un proiettile di difesa di tipo Lbd" e la famiglia ha sporto denuncia per "violenza commessa da un pubblico ufficiale". Anche Eden, 14 anni, è rimasto ferito a Saint-Ouen-l’Aumône: secondo la madre, ha la "mascella bloccata", "non riesce più a parlare" e "si nutre tramite una cannuccia" dopo essere stato colpito da un colpo sparato con un lanciatore di granate lacrimogene davanti al suo liceo. I genitori dell'adolescente si apprestano a sporgere denuncia presso la procura di Pontoise per tentato omicidio volontario. 

Sono state affidate all'Igpn anche indagini relative a interventi di polizia nella Seine-Saint-Denis – a Saint-Denis, per fatti non ancora precisati, e a Sevran, in seguito a un colpo sparato alle gambe con un lanciatore di proiettili di difesa – nonché ad Argenteuil (Val-d’Oise), dove uno studente sedicenne è rimasto ferito a un occhio. 

5 ott 2026

Gb, emergenza su volo British Airways per Chicago: aereo rientra a Londra

5 ott 2026

Israele, allarme vertici sicurezza: "Hamas prepara attacco per le elezioni"

(Adnkronos) - Hamas preparerebbe un nuovo attacco in coincidenza con le prossime elezioni in Israele o subito dopo. È l'allarme lanciato dal capo dello Shin Bet, David Zini, durante una riunione a porte chiuse del gabinetto di sicurezza israeliano, nella quale i responsabili della difesa hanno descritto una situazione ancora tesa su tutti i fronti, da Gaza all'Iran. Secondo quanto riferito da Israel Hayom, Hamas sarebbe ancora in grado di condurre operazioni offensive e starebbe valutando anche il rapimento mirato di soldati. 

Zini ha inoltre avvertito della possibile collaborazione tra Hamas e altri 'proxy' dell'Iran, citando anche gli Houthi dello Yemen, mentre il capo delle operazioni dell'esercito israeliano ha riferito che il 95% dei tunnel già individuati tra la cosiddetta Linea Gialla e il confine è stato sgomberato. Durante il briefing è stato affrontato anche il raid condotto sabato contro Ali al-Amoudi, un esponente di alto livello di Hamas a Gaza, il cui esito non è ancora chiaro. "Se non ci siamo riusciti, ci riproveremo", ha dichiarato un alto esponente dell'intelligence militare. 

Il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, ha assicurato che l'esercito è in "modalità di prevenzione continua" per evitare nuovi incidenti. Nel corso della riunione, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che l'obiettivo israeliano a Gaza resta l'eliminazione di Hamas. "Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli, ma il nostro obiettivo è l'eliminazione", ha detto Netanyahu. 

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo quanto riferisce 'The Times of Israel', ha detto che "seimila terroristi hanno attraversato il confine e sono entrati in Israele il 7 ottobre 2023, compiendo quelle atrocità. Di questi, 4.000 sono stati uccisi finora, ne rimangono altri 2.000". I dati citati da Katz sono stati presentati ieri sera durante la riunione del governo dal capo della Direzione dell’intelligence militare, il maggiore generale Shlomi Binder. Secondo precedenti valutazioni delle Forze di difesa israeliane (Idf), circa 5.600 terroristi avevano invaso Israele il 7 ottobre 2023 e tra 1.200 e 1.600 di loro erano stati uccisi sul territorio israeliano. 

Gli sforzi per rintracciare ed eliminare tutti coloro che hanno preso parte all’attacco guidato da Hamas sono coordinati da un’unità dell’agenzia di sicurezza Shin Bet nota come Nili. Negli ultimi mesi, le Idf e lo Shin Bet hanno intensificato le operazioni per eliminare tutti coloro che hanno partecipato all’attacco del 7 ottobre. Katz ha dichiarato che lui e il primo ministro Netanyahu hanno ordinato all’esercito e a tutti gli altri apparati di sicurezza di uccidere tutti coloro che hanno preso parte all’attacco, "senza limitazioni e in qualsiasi circostanza, dai vertici fino ai livelli più bassi". 

5 ott 2026

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