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Trump rivedrà l'amico Kim: "Andiamo molto d'accordo, ha 57 armi nucleari molto potenti"

(Adnkronos) - Nuovo incontro in vista tra Donald Trump e Kim Jong-un. Ad assicurarlo - dopo aver deciso di ridurre la portata delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud - è stato lo stesso presidente Usa, che rispondendo alla domanda se avesse in programma un incontro con il leader nordcoreano entro l'anno, ha detto "sì, lo incontrerò". Questo meeting, che sarebbe il quarto tra i due leader, potrebbe secondo diversi osservatori tenersi a novembre a margine del vertice Apec (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) in Cina. 

In merito allo scambio di lettere con il leader nordcoreano il presidente degli Stati Uniti ha risposto ai giornalisti presenti sul nuovo eliporto della Casa Bianca: "Non posso dirvelo. Ma vado molto d'accordo con lui. Ha 57 armi nucleari molto potenti. Starà bene". 

"Io ho una buona relazione con Kim Jong Un, come sapete, come avete visto. A lui non piaceva Biden, non piaceva Obama, ma io vado d'accordo con lui", ha poi aggiunto il tycoon parlando alla Casa Bianca e affermando che a lui "non è piacuto che si facessero queste massicce esercitazioni militare veramente contro la Corea del Nord, quando io sono in amicizia con lui, non vedevo come potesse succedere". 

Il presidente non ha poi mancato di rivolgere critiche a Seul: "Non sono stato felice quando la Corea del Sud ha detto no, non erano interessati ad aiutarci con lo stretto di Hormuz". E poi è passato a ripetere di avere "pensato che fare quelle massicce esercitazioni di guerra fosse offensivo per qualcuno che francamente almeno durante il mio mandato si è sempre comportato bene". 

Intanto però Kim Yo Jong, potente sorella del numero uno di Pyongyang, ha affermato di non essere a conoscenza di recenti contatti tra il fratello e il presidente americano, dopo che quest'ultimo aveva affermato di essere in comunicazione con lui. 

"Per quanto riguarda le recenti notizie provenienti da Washington sugli scambi tra i leader della Corea del Nord e degli Stati Uniti, non ne so assolutamente nulla e questa è probabilmente l'unica questione relativa alla politica estera dei nostri massimi vertici di cui non sono a conoscenza", ha spiegato Kim Yo Jong in un comunicato. 

Per quanto riguarda invece la decisione di Trump sulle esercitazioni con Seul, "non merita di essere commentata", ha continuato, liquidando in un comunicato come "del tutto priva d'interesse" la mossa annunciata da Washington. 

 

 

Intanto Corea del Sud e Stati Uniti hanno comunicato che si concluderanno venerdì le esercitazioni Ulchi Freedom Shield, inizialmente previste dal 17 al 27 agosto. Ma considerate da Trump "costose" e un "segnale totalmente inappropriato e ostile" rispetto alla Corea del Nord. Qualcosa di analogo era accaduto nel 2019, all'epoca del primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca (quanto il tycoon incontrò per tre volte Kim), ma - evidenziano dalla Corea del Sud - di comune accordo e non su richiesta di Washington. 

All'epoca dal Pentagono comunicavano la decisione di Usa e Corea del Sud di "concludere le esercitazioni Key Resolve e Foal Eagle". Adesso per il Pentagono, come ha detto un ufficiale citato dalla Cnn, si tratta di "adeguamenti che garantiscono il rispetto degli obiettivi fondamentali in materia di prontezza operativa e addestramento". In Corea del Sud, secondo i media americani, ci sono circa 28.500 soldati americani. 

Per Pyongyang le manovre "costituiscono la minaccia più immediata" per la Corea del Nord, che negli ultimi anni ha acquisito esperienza sul campo dispiegando truppe al fianco delle forze russe impegnate nel conflitto con l'Ucraina. 

 

Intanto, dopo la mossa di Trump su Seul, il capo della diplomazia cinese Wang Yi è volato in Corea del Sud ."Spero i progressi nel ripristino delle relazioni bilaterali contribuiscano a pace e stabilità nella regione", ha detto il ministro degli Esteri sudcoreano, Cho Hyun, in dichiarazioni riportate dall'agenzia sudcoreana Yonhap.  

E Wang, riferisce la stessa agenzia, ha assicurato che Pechino "continuerà a svolgere un ruolo costruttivo" per la pace. Tutto dopo un faccia a faccia, il primo dai colloqui di Pechino del settembre dello scorso anno, incentrato su relazioni bilaterali, situazione nell'area e altri dossier che riguardano la regione e non solo. 

"Speriamo anche Corea del Sud e Corea del Nord si muovano gradualmente verso pace e coesistenza pacifica e auspichiamo davvero stabilità e progressi duraturi nella penisola", ha aggiunto Wang, stando alla Yonhap. E' convinto, evidenzia l'agenzia ufficiale cinese Xinhua, che Cina e Corea del Sud "debbano dimostrare visione strategica" e "lavorare insieme per uno sviluppo sano, stabile e duraturo delle relazioni bilaterali". Domani il capo della diplomazia cinese vedrà il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, che ha proposto un dialogo "multipartitico" per porre formalmente fine alla guerra di Corea, e anche il consigliere per la Sicurezza nazionale, Wi Sung-lac. 

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Varenne sarà seppellito a Eboli, tra un mese celebrazione e mausoleo dedicato al 'Capitano'

(Adnkronos) - Varenne, il più grande cavallo trottatore di tutti i tempi morto ieri a 31 anni, sarà tumulato ad Eboli e omaggiato con un mausoleo. A renderlo noto sui social è l'Allevamento LJ, dove il cavallo campione di trotto ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e dove poi è deceduto. 

"Nei prossimi giorni il nostro Varenne sarà tumulato, secondo le normative sanitarie vigenti, presso l’Allevamento LJ, dove tra un mese vorremmo celebrarlo privatamente in un mausoleo a lui dedicato che successivamente resterà visitabile per il pubblico", quanto scrive l'allevamento di Eboli. 

Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, il 'Capitano' Varenne nasce il 19 maggio 1995 a Copparo in provincia di Ferrara, nell'allevamento Zenzalino. Nella sua strepitosa carriera ha disputato 73 corse vincendone 62. 

Tra i suoi successi più importanti il Derby italiano di trotto nel 1998, il Gran Premio di Agnano, vinto per tre anni di fila dal 2000 al 2002, il Prix d'Amerique 2001 e 2002, l'Elitloppet 2001 e 2002 e il Breeders Crown 2001. Varenne è stato anche l'unico cavallo nella storia dell'ippica mondiale ad aver vinto il titolo di "Cavallo dell'anno" in tre differenti Stati (Italia 2000, 2001, 2002, Francia 2001 e 2002 e Stati Uniti 2001) e l'unico trottatore ad aver vinto le corse più importanti del mondo nello stesso anno, il 2001. In carriera a vinto oltre 6 milioni di euro di premi, diventando il cavallo più vincente nella storia del trotto. Terminata la carriera agonistica è diventato uno stallone e ha generato oltre 2000 figli, tra cui diversi campioni e 5 vincitori del Derby italiano di trotto. 

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Giallo di Pietracatella, Gianni Di Vita e la figlia Alice negativi alla ricina: "Nessun anticorpo"

(Adnkronos) - Nuovi elementi sul 'giallo' di Pietracatella e il mistero della ricina. Gli esami effettuati dal Robert Koch Institut di Berlino sui campioni di sangue di Gianni e Alice Di Vita avrebbero dato esito negativo: non sarebbero infatti stati rilevati anticorpi riconducibili a una precedente esposizione alla tossina. Gli specialisti tedeschi, incaricati dalla Procura di Larino, dovevano verificare se il marito e l’altra figlia di Antonella Di Ielsi fossero entrati in contatto con lo stesso veleno che ha causato la morte delle due donne, madre e figlia: Antonella e Sara. Sulla base dei risultati arrivati dalla Germania, questa esposizione non sarebbe avvenuta. 

I prelievi erano stati eseguiti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, nell’ambito della complessa attività scientifica avviata per ricostruire quanto accaduto nell’abitazione della famiglia durante le festività natalizie. Il risultato assumerebbe particolare rilievo per Gianni Di Vita. Nelle ore in cui le condizioni della moglie e della figlia erano precipitate, l’uomo aveva accusato alcuni malori ed era stato ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma. Quei sintomi avevano fatto ipotizzare una possibile esposizione alla ricina, ma gli accertamenti compiuti a Berlino non avrebbero rilevato nel sangue gli anticorpi ricercati. 

Parallelamente agli esami scientifici, la Procura ha intensificato gli approfondimenti informatici. La Squadra mobile della Questura di Campobasso ha sequestrato a Gianni Di Vita un computer desktop Lenovo e dieci pen drive. Continuano infine le audizioni delle persone informate sui fatti, tra loro Alice Di Vita, l’altra figlia di Gianni e Antonella.  

Fin qui le ultime indiscrezioni filtrate sugli sviluppi delle indagini, ma la procuratrice di Larino Elvira Antonelli sottolinea che "circolano due notizie da rettificare. Non c'è, allo stato, alcuna comunicazione su alimenti vettore positivo alla ricina. Non c'è, inoltre, comunicazione scritta circa la positività anticorpale alla ricina per Gianni e Alice Di Vita. Il quesito nel merito è stato posto al team tossicologico italo tedesco. L'esame è particolarmente impegnativo e le risposte attese sono due. Le indagini continuano con acquisizioni di informazioni da parte delle persone informate sui fatti. Non ci sono allo stato indagati”. 

19 ago 2026

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