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Tumori, al via studio per ridurre rischio recidive da cancro al seno

(Adnkronos) - "Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 53.600 nuovi casi di cancro al seno (fonte Aiom-Airtum 2025), che rappresenta il tumore più frequente nelle donne di ogni fascia d'età. Di questi, circa il 70% rientra nella categoria dei carcinomi ormono-positivi ed Her2-negativi (He+/Her2-), un sottotipo a prognosi favorevole, ma non esente dal rischio di recidive, anche tardive". Per queste pazienti Fondazione Umberto Veronesi Ets annuncia una novità: "Un nuovissimo progetto clinico che arricchirà la piattaforma di ricerca e cura innovativa sul tumore al seno" finanziata dall'ente. L'obiettivo è "la valutazione dell'efficacia di un farmaco innovativo appartenente alla classe degli anticorpi coniugati (Antibody–Drug Conjugates, Adc), il trastuzumab deruxtecan, che ha già dimostrato di aumentare la sopravvivenza in caso di malattia in stadio avanzato, ma non è stato ancora valutato nelle pazienti con malattia in stadio precoce". 

"Questa tecnologia combina la capacità di un anticorpo di riconoscere in modo selettivo le cellule tumorali con l'azione di un potente agente chemioterapico, che viene veicolato direttamente all'interno delle cellule cancerose, come un cavallo di Troia. Tale approccio consente di colpire il tumore in maniera più mirata", spiega Giuseppe Curigliano, professore ordinario di Oncologia medica all'università degli Studi di Milano e direttore della Divisione Sviluppo di nuovi farmaci all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) del capoluogo lombardo, sperimentatore principale dello studio. La sperimentazione, condotta in collaborazione con l'università di Harvard negli Usa, coinvolgerà di più di 500 pazienti provenienti da più di 30 centri di riferimento a livello nazionale. 

"Nello specifico - descrive Carmine Valenza, oncologo ricercatore all'università di Harvard e co-sperimentatore principale dello studio - il nuovo studio clinico, denominato Eurycleia, coinvolgerà donne con tumore mammario Hr+/Her2- in stadio precoce che, nonostante la chemioterapia somministrata prima dell'intervento chirurgico, presentano al momento della chirurgia una malattia residua con caratteristiche biologiche aggressive. L'obiettivo è verificare se il trattamento con il trastuzumab deruxtecan sia in grado di ridurre il rischio di recidiva e migliorare le prospettive di guarigione a lungo termine, contribuendo a personalizzare ulteriormente le strategie terapeutiche per queste pazienti". 

"Come Fondazione riteniamo fondamentale investire in progetti di ricerca ad alto impatto clinico, capaci di tradurre le conoscenze scientifiche per migliorare concretamente la qualità di vita e le prospettive di cura delle donne colpite da questa malattia, grazie a una medicina sempre più personalizzata - afferma Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi e direttore del Programma di Senologia dell'Ieo - Il nuovo progetto clinico, sviluppato nell'ambito della piattaforma di Fondazione Veronesi dedicata al tumore al seno, consentirà di valutare l'efficacia del trastuzumab deruxtecan anche nelle pazienti con malattia in stadio precoce, con l'obiettivo di favorirne l'introduzione nella pratica clinica".  

"La piattaforma di ricerca e cura sul tumore al seno, così come le altre piattaforme di ricerca finanziate da Fondazione Veronesi, rappresenta un passo strategico e innovativo nel modo in cui Fondazione sostiene la ricerca scientifica d'avanguardia - conclude Valentina Gambino, coordinatrice piattaforme di ricerca e cura di Fondazione Umberto Veronesi - Coerentemente con la propria visione scientifica, abbiamo deciso infatti di concentrare sempre più gli investimenti su progetti di ricerca clinica e traslazionale che possano tradurre l'innovazione scientifica in benefici concreti per i pazienti nel più breve tempo possibile. Per noi mettere il paziente al centro significa proprio questo: accelerare il percorso che porta dalla scoperta alla cura puntando su progetti di medicina di precisione che sappiano scoprire e sfruttare le caratteristiche molecolari di ogni tumore per personalizzare le cure, migliorando sopravvivenza e qualità di vita". 

29 set 2026

Diabete, l'Ai ascolta la tua voce e scopre il rischio: bastano 20 secondi

(Adnkronos) - Parla con lei, l'intelligenza artificiale. E in soli 20 secondi sarà in grado di dirti se nella voce ci sono i segni del diabete di tipo 2. Il sistema di analisi delle registrazioni vocali potrebbe diventare un nuovo strumento alleato per uno screening rapido, non invasivo e semplice da ampliare, secondo una nuova ricerca presentata al congresso annuale dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) di Milano, in corso fino al 2 ottobre. Gli autori hanno dimostrato che è possibile individuare spie della malattia del sangue dolce semplicemente dando in pasto una breve traccia audio a un modello di Ai che è risultato abile nel riconoscerle, semplicemente analizzando il modo in cui una persona parla. 

Lo studio è il più ampio nel suo genere, e conclude che l'analisi di queste brevi registrazioni vocali tramite intelligenza artificiale potrebbe essere d'aiuto. Il diabete di tipo 2 è sempre più diffuso e la diagnosi precoce è fondamentale per prevenire complicazioni quali malattie cardiache e danni ai nervi. Tuttavia, molti casi sfuggono alla diagnosi per lungo tempo, gravando sui sistemi sanitari. Solo nel Regno Unito, spiegano ad esempio gli autori, circa il 30% dei casi non viene diagnosticato e circa il 60% dei 10,7 miliardi di sterline che il Servizio sanitario nazionale (Nhs) spende ogni anno per il diabete è destinato alla gestione delle complicanze. Questo nonostante l'Nhs includa lo screening del diabete nei controlli sanitari offerti ogni 5 anni agli over 40. E infatti meno della metà degli adulti aventi diritto (40,4%) si sottopone a queste visite. Visite "utili ma che richiedono tempo", affermano gli esperti. 

Ma come si arriva all'Ai e agli audio? Ricerche precedenti hanno collegato il diabete di tipo 2 ad alterazioni del parlato, come una maggiore raucedine e ruvidità della voce, nonché a una ridotta capacità di controllare il respiro e la voce durante la conversazione. Sulla base di queste osservazioni, i ricercatori dell'azienda deep tech Thymia, guidati da Roseline Polle (Senior Machine Learning Researcher) e da Elisa Brann (Senior Research Scientist), in collaborazione con colleghi della Rmit University of Melbourne (Australia) - hanno deciso di sviluppare un modello di Ai capace di rilevare tali cambiamenti nella voce, addestrandolo su 63.283 campioni vocali provenienti da 21.129 persone nel Regno Unito e negli Stati Uniti, le quali avevano precedentemente dichiarato se avessero ricevuto o meno una diagnosi di diabete. Gli esperti hanno testato e validato il modello vocale utilizzando registrazioni da remoto della durata di 20 secondi, in cui i partecipanti leggevano una delle favole di Esopo.  

La prima delle due valutazioni ha confrontato le prestazioni del modello su registrazioni effettuate da 7.319 adulti nel Regno Unito (67% donne, 45,8% di età pari o superiore a 40 anni, 217 con diabete di tipo 2 dichiarato). Ed è emerso che, nell'80% dei casi, il modello vocale assegnava un punteggio di rischio più elevato agli individui che avevano dichiarato di soffrire di diabete di tipo 2 rispetto a quelli che non avevano segnalato la condizione; un risultato considerato clinicamente utile. L'Ai ha mostrato buone prestazioni indipendentemente dal sesso e dall'età. Tuttavia, le performance sono risultate inferiori nel caso di registrazioni provenienti da persone nere (probabilmente dovuto al numero ridotto di partecipanti di questo gruppo che avevano dichiarato di soffrire di diabete di tipo 2, interpretano gli autori). Le prestazioni sono risultate inferiori anche per le registrazioni di persone affette da malattie cardiache, ipertensione o obesità. E l'idea degli autori è che dipenda dal fatto che tali condizioni spesso coesistono con il diabete di tipo 2 e possono causare alterazioni vocali simili. 

La seconda valutazione condotta ha coinvolto un sottogruppo di 801 partecipanti che si erano sottoposti al test dell'emoglobina glicata HbA1c a domicilio entro 3 mesi dalla registrazione vocale. L'esame del sangue che misura i livelli medi di zucchero nel sangue negli ultimi due o tre mesi e rappresenta il test di riferimento per il diabete di tipo 2, può essere utilizzato anche per individuare il prediabete. 

Il modello di analisi vocale utilizzato ha assegnato un punteggio di rischio più elevato alle persone con diabete rispetto a quelle che non ne erano affette nel 75% dei casi. La sensibilità è risultata pari all'82% (ovvero il modello ha individuato correttamente l'82% delle persone con diabete di tipo 2), mentre il tasso di falsi positivi è stato del 47%. L'Ai è stata inoltre in grado di distinguere tra persone a basso, medio e alto rischio di diabete di tipo 2, sulla base dei risultati dell'emoglobina glicata. Nessuna delle persone classificate dal modello come a basso rischio presentava valori ematici rientranti nella fascia del diabete o del prediabete.  

E i ricercatori concludono che è dunque possibile individuare il diabete di tipo 2 con livelli di accuratezza clinicamente utili analizzando appena 20 secondi di parlato. In attesa di un'ulteriore validazione clinica dello strumento, un'opzione potrebbe essere quella di far utilizzare ai medici di base brevi registrazioni per effettuare un triage dei pazienti. A chi fra gli assistiti risulta a rischio più elevato potrebbero essere prescritti esami del sangue per confermare la diagnosi. Lo screening basato sull'analisi vocale affiancherebbe gli esami del sangue, senza sostituirli, precisano gli autori. Questo, commenta Giedrė Čepukaitytė, ricercatrice di Thymia, è il "più vasto studio real-world condotto finora sullo screening 'vocale' del diabete di tipo 2, che confronta le previsioni del modello sia con i risultati degli esami del sangue, sia con quanto dichiarato in merito alla propria diagnosi. Le persone segnalate come ad alto rischio presentavano effettivamente valori ematici corrispondenti a tale classificazione. Questo approccio - conclude l'esperta - ha il potenziale di trasformare le modalità di screening. Un campione vocale può essere acquisito telefonicamente o tramite un'app, consentendoci così di raggiungere molte più persone". 

29 set 2026

Centrosinistra, Renzi apre a Conte: "Se vince le primarie lo sosterrò"

(Adnkronos) - "Noi siamo quelli che hanno portato Mattarella al Quirinale, loro – riferito ai Cinque Stelle – Salvini al Viminale". Matteo Renzi, a Milano per presentare il suo ultimo libro, guarda però più al futuro che al passato: e così ai "gesti delle manette" in aula, alle questioni personali, preferisce mettere avanti la politica. Alla domanda, destinata a tornare centrale nel dibattito dentro il campo largo – siete disposti a sostenere Giuseppe Conte qualora vincesse le primarie? – il leader di Italia Viva risponde senza girarci troppo intorno: "Sì, se ci sono le primarie, chi le vince rappresenta tutti. Poi io faccio di tutto perché non le vinca quello che considero il più distante. Ma se le vince, governa lui. Punto". 

 

Una posizione che segna le distanze politiche, ma al tempo stesso individua una possibile regola per costruire un'alleanza: contendersi la leadership attraverso le primarie e, una volta scelto il vincitore, riconoscerne la legittimazione. Le differenze, del resto, restano profonde e attraversano tanto la sinistra quanto la destra, soprattutto sul terreno della politica estera, che "un tempo univa il Paese" e oggi divide anche gli schieramenti al loro interno. 

Sul conflitto in Ucraina, Renzi rivendica la necessità di mantenere il sostegno a Kiev: "Bene l'iniziativa politica, ma se noi domani mattina smettessimo di aiutare l'Ucraina militarmente ed economicamente non è che sarebbe finita la guerra, ma sarebbe finita l'Ucraina, e con lei l'Europa. E non lo possiamo accettare". 

 

Il ragionamento si sposta, quindi, sulla necessità di tornare a fare politica, cercando sintesi invece di alimentare divisioni. Ed è qui che arriva la stoccata a Carlo Calenda e alla rottura del Terzo Polo. "Se qualcuno non avesse rotto il Terzo Polo nel modo più scriteriato possibile, oggi ci sarebbe un polo di centro capace di fare da ago della bilancia e alternativa in un'area di centrosinistra", sostiene Renzi. Poi l'affondo, sempre rivolto a Calenda, senza mai citarlo: Quelli che continuano a spaccare tutto perché dicono "quello non mi piace, quello non va bene", quelli non fanno politica, ma emettono delle sentenze. È il populismo degli antipopulisti questa roba qui". 

Per Renzi, però, la partita non può esaurirsi nella ricerca di nomi e formule. Il punto, insiste, sono i programmi. La prossima Leopolda sarà anche l'occasione per rilanciare le battaglie di Italia Viva su garantismo e giustizia, con la presenza di esponenti del mondo giudiziario e di persone coinvolte in vicende giudiziarie. Ma il messaggio politico che arriva da Milano guarda soprattutto al centrosinistra e al possibile percorso comune. Renzi non sembra intenzionato a fare della presenza di Italia Viva in una coalizione una questione di fotografie o di formule. "Io non ho bisogno di stare nella foto con Bonelli", dice, ringraziando Beppe Sala per aver sollecitato il centrosinistra a non escludere Italia Viva. "A me interessa che il centrosinistra metta al centro della propria azione politica proposte per i prossimi dieci anni, per un'Italia viva". 

29 set 2026

Bollette, Eni taglia 30% su luce-gas. Enel, già da aprile sconto del 50% su elettricità. Meloni: "Anche altri attori diano una mano"

(Adnkronos) - Come sui carburanti, Eni anticipa tutti e si muove anche sulle bollette. Il gruppo, guidato da Claudio Descalzi, ha annunciato un taglio del 30% sui prezzi delle offerte luce e gas, dopo il tetto ai prezzi di gasolio e benzina presso le stazioni di servizio. Poche ore dopo, è arrivata la mossa di Enel: ha diffuso una nota in cui ricorda che una sua offerta, presente sul suo sito da aprile 2026 è "la più bassa offerta sul mercato nazionale tra gli operatori primari". Un'offerta che prevede 200 euro l'anno di sconto per una famiglia media. La stessa cifra della stima di Eni, che però riguarda sia Luce che Gas. In Italia Enel ha circa 11 milioni di clienti retail. Eni circa 9 milioni.  

 

L’offerta 'Digital luce', dice Enel, è più bassa del 50% rispetto al prezzo di mercato all’ingrosso "anche considerando le offerte lanciate oggi dai concorrenti". La stima dell'impatto della scontistica di Eni è calcolata in base a "una spesa di un anno di elettricità imposte escluse" con la nuova offerta "per un’abitazione di residenza con queste caratteristiche (3kW, 2.000 kWh/anno) e una spesa per un anno di gas riferita ad un cliente Plenitude tipo (600 Smc/anno)". Quella di Enel considera una famiglia media italiana che consuma 2 MWh l’anno, e "l’energia venduta è certificata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) come proveniente da fonti rinnovabili", sottolinea il gruppo. 

 

Eni aveva comunicato il suo sconto come parte dell'iniziativa "Eni per l’Italia". Il gruppo offrirà lo sconto a partire dal primo ottobre e per quei clienti che sottoscriveranno l’offerta entro il 24 ottobre tramite Plenitude, con prezzo bloccato per due anni, "mantenendo altresì invariati i prezzi della materia prima e facendosi così carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento". Plenitude "valuterà inoltre eventuali successive misure a supporto dei consumatori in funzione dell’evoluzione degli scenari di mercato".  

Da quanto si apprende, anche i vecchi clienti potranno aderire all'offerta di Eni Plenitude effettuando un cambio prodotto. Sull'iniziativa è intervenuto ieri pomeriggio anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che dopo aver apprezzato la scelta di Eni sui carburanti ha espresso l'auspicio che altri operatori seguissero la stessa strada anche sul fronte delle bollette. Un obiettivo che, di fatto, si è concretizzato poche ore dopo con la mossa di Enel. "Lo auspichiamo, così come accadde quando l'Eni avviò la prima iniziativa sui carburanti", ha dichiarato il ministro. 

 

"Sull'energia mi corre l'obbligo di segnalare che tutto quello che il governo italiano fa, è un appello agli attori economici principali in Italia per dare una mano alle famiglie e alle imprese in questa fase particolarmente complessa nella quale le crisi internazionali, che anche noi non abbiamo prodotto, incidono in maniera assolutamente significativa sui bilanci familiari. Quello che posso dire è che sono stata molto contenta dell'adesione all'iniziativa sul carburante prima di Eni, poi di IP e Kuwait. E di questo devo ringraziare le autorità tanto di Azerbaijan, quanto del Kuwait per questa attenzione che hanno avuto nei confronti dell'Italia", le parole della premier Giorgia Meloni, a Praga per la visita ufficiale nella Repubblica Ceca. 

"Vedo che si allarga il tema anche alle bollette" e "spero che gli attori sceglieranno di dare una mano rispondendo a un appello a fare del loro meglio, compatibilmente con quello che si può fare, in un momento di difficoltà. E quindi sono soddisfatta e penso che sia particolarmente importante. Ringrazio tutti quelli che stanno cercando di fare uno sforzo''. 

Il prossimo inverno in Europa "senza dubbio" sarà "complicato", se non "molto duro" dice a Dublino, a margine del Consiglio Energia informale, il commissario europeo all'Energia Dan Jorgensen. Anche se non si prevedono problemi di approvvigionamento di carburante, "prevediamo prezzi molto alti", il che comporterà degli ovvi problemi, visto che, anche in tempi normali, nell'Ue "quasi 50 milioni di persone" non sono in grado di riscaldare "adeguatamente" le proprie abitazioni. Servono "più rinnovabili, il più velocemente possibile", per liberare l'Europa dalle sue "dipendenze" e "misure di efficienza energetica il più presto possibile", aggiunge il commissario europeo. 

La Commissione europea sta inoltre esaminando la possibilità di rinviare l'entrata in vigore delle misure relative alle emissioni delle importazioni di energia previste dal regolamento Ue sul metano, in vigore dal 2024. A confermarlo è stato proprio Jorgensen: "Stiamo incontrando difficoltà nell’attuazione, soprattutto per quanto riguarda le importazioni: per questo, dopo aver ascoltato la maggioranza degli Stati membri dell’Unione, ho incaricato i miei servizi di esaminare la possibilità di rinviare l’entrata in vigore delle norme relative alle importazioni". 

29 set 2026

"L'IA è la cosa più grande che ci sia", Trump accelera e la ribattezza Super intelligenza

(Adnkronos) - Donald Trump non ha mostrato alcuna intenzione di rallentare lo sviluppo della tecnologia dell'intelligenza artificiale dopo aver incontrato martedì alla Casa Bianca i vertici delle aziende tecnologiche mondiali, tanto che un decreto presidenziale ha appena rinominato l'Ia in "super-intelligenza" (o Si) con l’adesione scritta dei grandi mogul della tecnologia, arrivati in massa alla residenza presidenziale per incontrarsi a pranzo con il presidente. "È la cosa più grande che ci sia, forse la più grande che ci sia mai stata. È molto più grande di Internet", ha detto Trump, descrivendo l’accordo come una “Costituzione sull’Si”. "Chiunque vinca la corsa alla Si vincerà tutto", ha affermato, aggiungendo che la tecnologia potrebbe portare a importanti progressi in medicina e risolvere problemi un tempo ritenuti insolubili. 

 

Da Elon Musk a Mark Zuckerberg, passando per Jeff Bezos e Jensen Huang, l’incontro è servito a dimostrare che gli Stati Uniti – di fronte a una Cina sempre più agguerrita in questo settore – non vogliono mettere un freno allo sviluppo, nonostante alcuni big del settore abbiano messo in guardia dai pericoli della propria tecnologia, mentre si moltiplicano gli episodi di agenti di IA che sfuggono al controllo. Per il tycoon, la questione è semplice: nessuna misura di sicurezza è realmente necessaria. La ragione? “Perché abbiamo persone che amano il nostro Paese e amano molto il mondo”, ha detto. E al di là dell’amore, ritiene che serva solo avere la testa e, per questo, si è riunito con le persone che ritiene le più intelligenti al mondo. 

"Ci sarà una componente significativa di autoregolamentazione”, ha assicurato il tycoon – durante una conferenza stampa improvvisata a cui ha presenziato anche Adnkronos – per limitare i pericoli. In particolare perché, secondo Trump, questo accordo sulla superintelligenza è "moralmente vincolante". Sul perché il mondo debba fidarsi della capacità dei leader tecnologici di autoregolamentarsi, ha semplicemente risposto: “Perché sono persone eccezionali”. “Un soggetto positivo può compiere cose straordinarie in ambito medico. Sta già accadendo perché stanno trovando soluzioni a problemi che non avrebbero mai pensato possibili, e stanno trovando soluzioni mediche incredibili. Molte altre cose sono molto positive, e un qualsiasi soggetto cattivo verrà scoperto, ed è per questo che abbiamo il Dipartimento di Giustizia, ed è per questo che abbiamo l'Fbi. È per questo che abbiamo la Cia. Un attore malintenzionato verrà scoperto”, ha promesso Trump. 

 

"Non vogliono che qualcosa vada storto. C'è in gioco il futuro delle loro aziende. Non permetteranno che accada. Si controlleranno a vicenda", ha detto delle Big Tech. Per monitorare lo sviluppo della Si, nei prossimi giorni la Casa Bianca annuncerà la nomina di un funzionario che diventerà lo “Zar dell’Ia”: una figura incaricata di lavorare con le grandi imprese tech e di assicurarsi che non abusino delle proprie capacità. 

Inoltre, l’amministrazione Trump sta valutando la creazione di un comitato di dieci membri per supervisionare l'intelligenza artificiale. "Stiamo anche pensando di costituire una sorta di comitato, magari composto da dieci persone", ha affermato, osservando che l'organo potrebbe "vigilare sull'intera iniziativa". Nelle ultime settimane, Trump aveva più volte affermato di ritenere che "intelligenza artificiale" fosse una definizione impropria, poiché, a suo avviso, sarebbe stato più corretto chiamare questa tecnologia "super". Aveva anche detto di aver persino proposto il cambio di nome al leader cinese Xi Jinping, che era apparso “apprezzare" la nuova denominazione, secondo il leader di Washington. Dal canto suo, Xi non ha mai fatto riferimento al termine "superintelligenza". 

 

Per quanto riguarda le preoccupazioni relative ai pericoli dell’intelligenza artificiale, il presidente non ritiene che siano una “bufala” semplicemente perché si parla di super-intelligenza non di intelligenza artificiale, con margini di crescita unici, accusando i Democratici di non voler vedere un "enorme balzo nella crescita". Allo stesso tempo, non è stata chiara la logica alla base degli argomenti del presidente e il tycoon non ha chiarito esattamente che cosa cambi tra Ia e Si. Tra i grandi del tech che hanno preso parte alla conferenza, Mark Zuckerberg ha spiegato le ragioni dietro questo decreto presidenziale e qual è l’intenzione di ogni impresa: “L'idea di fondo è trasmettere al popolo americano e ai nostri clienti la certezza che la tecnologia funzioni esattamente come previsto. È vero, ogni azienda sviluppa soluzioni leggermente diverse; tuttavia, al di là delle specifiche scelte progettuali, credo che tutti concordiamo su un punto fondamentale: il pubblico americano e i nostri clienti vogliono sapere che ciò che realizziamo opera secondo le nostre intenzioni”. 

E ha aggiunto: “Abbiamo quindi definito una serie di principi e impegni incentrati sulla creazione di solidi controlli interni e sulla capacità di individuare eventuali problemi tecnologici, affiancati da molteplici livelli di verifica e controllo – dalla revisione interna dei rischi all'intervento di revisori e valutatori esterni – e prevedendo che i rispettivi consigli di amministrazione esaminino in modo indipendente i rapporti redatti dai revisori. Ritengo che si tratti di passi avanti significativi. Non intendiamo certo che questa sia l'unica iniziativa che intraprenderemo; si tratta piuttosto di un punto di partenza e di un accordo che l'intero settore potrebbe sottoscrivere”. Più in disparte, Elon Musk, che, di fronte all’insistenza di Adnkronos per avere un commento, alla fine ha detto, quasi forzato da Trump, che l’utilizzo dell’Ia e dei robot permetterà all’umanità di avere un futuro migliore, nonostante i timori che molti lavori possano scomparire. “Il mondo del lavoro è sempre cambiato”, ha detto Musk, “Ritengo quindi che assisteremo a un'evoluzione dei ruoli. E, come ha fatto notare il presidente, dato che la disoccupazione è diminuita, c'è in realtà un'enorme domanda di personale. Credo dunque che lo scenario più probabile – e che vale la pena prendere in considerazione – sia estremamente vantaggioso: un futuro che, se poteste guardare avanti, vorreste sicuramente nei prossimi due anni”. (Di Iacopo Luzi) 

29 set 2026

Di Battista: "Sono stato operato per un tumore al cervello, mi sto curando"

(Adnkronos) - "Mi sono sentito male per un edema per la presenza di un tumore. Mi hanno operato e hanno rimosso quasi tutto il tumore. Ora devo seguire le terapie". Alessandro Di Battista, a diMartedì, fa il punto sulle condizioni dopo l'operazione subita a Cuba. L'ex deputato del M5S ha accusato un malore alla fine d'agosto ed è stato sottoposto ad un intervento d'emergenza prima del rientro in Italia. "Sono andato a Cuba per fare dei reportage per il Fatto Quotidiano e tv Loft. Mi sono sentito male per un edema cerebrale per la presenza di un tumore che mi è stato riscontrato. A Cuba hanno fatto gli esami giusti, hanno individuato la malattia e hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l'edema e hanno permesso di operarmi", rivela Di Battista nella prima apparizione televisiva dopo la diagnosi e l'intervento. 

 

"Hanno asportato quasi tutto il tumore, ora farò le cure sperando che funzionino. Faccio parte di quel club di cittadini, italiani e non solo, che dicono 'ma perché proprio a me?'. Se questa malattia, la peste del XXI secolo, ha un pregio è che è democratica, colpisce tutti. Non sono uno di quelli che dicono 'ce la farò solo perché combatterò'... La retorica del 'forza guerriero non mollare', non mi piace, devo fare le cure, condurre una vita il più sana possibile, devo avere un atteggiamento positivo".  

"Non devono mollare i dottori, non molleranno. Sono seguito molto bene, francamente", dice Di Battista. "A Cuba mi hanno fatto un'operazione raffinatissima, nonostante abbiano usato tecnologie che qui si usavano 30 anni fa. Al Gemelli mi hanno detto che mi hanno fatto un'operazione raffinatissima. A Cuba non hanno nemmeno l'energia elettrica per sterilizzare gli strumenti. Cuba ha centrali che funzionano a combustibile, io sono stato operato in un ospedale senza acqua. Poi lì si è sparsa la voce che ci fosse un paziente italiano, ex parlamentare, il mio caso è diventato quasi politico: gli americani volevano operarmi per dimostrare che i cubani non fossero in grado. Erano in grado, in un paese sottoposto da Trump ad un assedio medievale: i cittadini portavano l'acqua al diciannovesimo piano dell'ospedale...". Ora "sto abbastanza bene, alcuni giorni meglio di altri. Oggi sono andato al mare e ho mangiato una bella frittura. Ogni giorno mi riprendo spazi di libertà...", aggiunge. 

"Mentre combattevo tra la vita e la morte, leggevo che qui c'era quella una polemica indegna sul volo di Stato" che avrebbe dovuto riportare a casa Di Battista. "Gli abbiamo dato una lezione di stile, sono tornato con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione. E' stata indegna la polemica come è stato indegno che alcuni giornali mi abbiano dato per morto più volte o abbiano inventato bollettini sanitari e malattie. Sul letto dell'ospedale ho scoperto di essere uscito da un coma in cui non sapevo di essere mai entrato. Il governo e la premier Giorgia Meloni si sono comportati bene con me, mi hanno espresso solidarietà. Meloni mi ha chiamato e mi ha detto di non badare alle polemiche oscene sul volo di Stato che non è mai stato un'ipotesi", aggiunge l'ex parlamentare. 

Inevitabilmente, la malattia ha sconvolto i progetti di Di Battista, compresi quelli relativi ad un'eventuale partecipazione alle elezioni politiche 2027. "Con l'associazione Schierarsi avevamo fatto tutti i passi giusti da anni per arrivare a questo appuntamento quantomeno nella condizione di decidere e di scegliere. Avevamo fatto tutto bene, poi la vita è imponderabil e succedono cose che uno non si aspetta. Ora la priorità per me è curarmi, presto dovrò iniziare le terapie e devo pensare ad altro. Lavoreremo per far crescere questa associazione che ha migliaia di iscritti e di giovani. Magari, quando ci saranno altre tornate elettorali in futuro" lavoreremo "per farci trovare pronti". 

Nella chiacchierata con Giovanni Floris, Di Battista si sofferma su diversi temi. Si parte da Cuba. "Da mesi Trump riesce a non far entrare una goccia di petrolio, le centrali elettriche non funzionano. La popolazione subisce l'assedio medievale, Trump spera che la popolazione si possa rivoltare contro il governo: tanti cubani magari detestano il governo ma non il sistema", afferma Di Battista. "Trump spera di vincere le elezioni con lo 'scalpo', ma io non la vedo così. I cubani sono abituati a soffrire, secondo me" Trump "non avrà uno scalpo da esibire". 

In Italia, il governo Meloni ha battuto ogni record di longevità. "Un governo lungo non è per forza sinonimo di buon governo. Di quale problema risolto si può vantare il governo Meloni? Può vantare risultati sul fronte dell'immigrazione, della natalità, della classe media? No", dice Di Battista. "Può vantare risultati sul fronte sicurezza? Quasi mai in Italia i cittadini si sono sentiti così insicuri", afferma. "Non potendo vantare risultati, ogni giorno cerca di distrarre", dice ancora facendo riferimento al decreto Scuola: "Non ci sono studentesse con il burqa. Questo dimostra la difficoltà politica". 

Nelle prossime elezioni, potrebbe essere decisivo Roberto Vannacci. "Ha ragione Grillo quando dice 'più lo sputi e più si appiccica'. La demonizzazione costante lo favorisce. Vannacci si alza la mattina, parla con i collaboratori e sa che per ogni concetto strampalato che tira fuori ci saranno interviste ad altri esponenti politici per avere commenti. E così Vannacci cresce per forza...", l'analisi di Di Battista. 

Capitolo Medio Oriente: Il premier israeliano "Netanyahu ha sempre avuto la comunità internazionale dalla propria parte: 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia, zero contro Israele, che ha come leader un latitante internazionale. L'Ue è stata un ectoplasma. Ora Israele vuole fare in Cisgiordania quello che è stato fatto a Gaza. Netanyahu fa il 'bulletto' perché ha Trump dalla sua parte". 

La crisi Usa-Iran pare lontana da una soluzione. "Gli Usa non vincono una guerra dalla Seconda Guerra Mondiale. Ne iniziano tante ma non le vincono, scappano con le ossa rotte di notte come a Saigon o Kabul. Questa guerra l'hanno vinta i pasdaran con i barchini e qualche bazooka". Il presidente "Trump per obbedire a Netanyahu è entrato in una guerra contraria agli interessi statunitensi e l'ha persa". La crisi internazionale incide sul prezzo dell'energia e dei carburanti: "Il prossimo inverno, col trasporto solo su gomma, fare la spesa sarà un problema anche per chi ha uno stipendio buono. Io non attacco sempre la Meloni, ma la gente non ce la fa a fare il pieno". 

L'opposizione al governo è affidata al campo largo: "Io il Vannacci del centrosinistra? Non c'entro niente con Vannacci e non mi definisco di sinistra. Il campo largo è debole. Sulla questione dirimente dell'Ucraina, il Pd ha la stessa posizione della Meloni: come fa a vincere le elezioni? Non lo vedo bene il campo largo...". 

29 set 2026

SuperEnalotto, estrazione di oggi 29 settembre 2026: numeri vincenti

(Adnkronos) - Estratta la combinazione vincente del SuperEnalotto. Nessun 6 né 5+1, mentre in sette hanno centrato il montepremi a disposizione dei punti 5, incassando rispettivamente 24.398,86 euro Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 sale così a 34.200.000,00 euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente di oggi, martedì 29 settembre, è: 16, 26, 28, 30, 43, 72; Numero Jolly 5; SuperStar 32.  

29 set 2026

Grillo vede Stroppa a Roma e pensa al futuro: IA e giovani al centro del progetto

(Adnkronos) - "Al momento ci sono idee, una direzione, una bozza di programma che possa dare una proposta concreta al Paese". Un progetto, sottolineano fonti ben informate all'Adnkronos, rivolto ai più giovani e che punta tutto sulla tecnologia. Che dovrebbe aiutare tutti e non arricchire solo i soliti noti. E' questo il menù che oggi avrebbe accompagnato Beppe Grillo e Andrea Stroppa nel loro pranzo all'Hotel Forum, storico quartiere generale dell'ex garante del Movimento 5 stelle nella Capitale. 

 

Arrivato a Roma ieri per partecipare alla festa per la Repubblica cinese organizzata dall'ambasciata, in cui era invitato anche Massimo D'Alema, oggi Grillo sembra proprio stia tessendo la tela per altri progetti. Il via vai di persone che orbitano ancora nella sua stella tra ex parlamentari e Stroppa, infatti, sembra essere un ulteriore segnale di quello che il comico genovese ha in mente. Nonostante, infatti, poco più di una settimana fa, ospite di Fedez e Mr. Marra a Pulp Podcast, il fondatore dei pentastellati abbia sbarrato la strada a un suo ritorno nella politica e all'idea di creare un partito perché "non ho il potere, le facoltà di farlo", l'incontro con l'informatico, investitore e noto alle cronache per il legame con Elon Musk sembra un altro passo verso quella direzione dopo lo stato di WhatsApp criptico e critico nei confronti del Movimento 5 stelle e il ritorno in scena dopo mesi di silenzio.  

 

Segnali e passi che forse non sono da attribuire solo alla volontà di andare avanti per la strada di 'strappare' il nome e il simbolo a Giuseppe Conte. Perché se per il momento si tratta di input, magari un piano ben congegnato per dettare l'agenda alla politica su temi molto delicati, non è detto che un domani non si possano tradurre in un partito, un'associazione o anche, semplicemente, un progetto che possa svegliare dal sonno i politici, che su certi argomenti sembrano dormire profondamente.  

In Italia, è il senso del ragionamento che muoverebbe Grillo e Stroppa, le innovazioni arrivano tardi, così come le contro misure. Sull'intelligenza artificiale, per esempio, sembra di essere indietro di anni, mentre questa tecnologia già oggi e ancora di più nei prossimi mesi dovrà essere implementata e governata.  

 

29 set 2026

Caso Garlasco, Marino (Ris): "Esito nullo su pedali bici? Presumo di averlo detto a Garofano"

(Adnkronos) - Alberto Marino, esperto del Ris di Parma, chiarisce quello che è diventato il nuovo nodo dell'omicidio di Garlasco: ossia la presenza o meno del Dna della vittima Chiara Poggi sui pedali della bici di Alberto Stasi, l'allora fidanzato condannato a 16 anni di carcere per il delitto del 13 agosto 2007. 

Sentito dai pubblici ministeri di Pavia lo scorso 10 settembre, l'allora consulente della procura di Vigevano risponde sulla traccia genetica. E' il 19 settembre 2007, ore 18.37, quando nei laboratori di Parma risultano due tracciati che "restituiscono inequivocabilmente il profilo di Chiara Poggi" sostiene il pubblico ministero. A quel punto, "Sicuramente ho informato la mia scala gerarchica (...). Non ho informato io l'autorità giudiziaria perché i rapporti li teneva l'allora colonnello Garofano" dice nella veste di testimone.  

Prima della relazione del 24 settembre del 2007, data in cui scatta il fermo (non convalidato) di Alberto Stasi, "Sicuramente abbiamo fatto ulteriori approfondimenti alla ricerca del sangue e sui pedali". La Procura sostiene "che non vi è traccia di accertamenti ispettivi sui reperti nel contraddittorio delle parti" tra il 19 e il 24 settembre 2007 e su questi cinque giorni si concentrano le domande. Il testimone spiega che le analisi del 19 e 20 settembre sono state fatte con la stessa macchina, il che esclude un bag presente su uno dei sequenziatori.  

Il 20 settembre 2007 risultano - a dire di chi indaga - due corse elettroforetiche totalmente negative caricate al sequenziatore da 'Marino' alle ore 17.33. Alla domanda se vi siano dei dubbi sul fatto che il 20 settembre 2007 vi siano due corse negative dello stesso campione sul pedale, "il dichiarante risponde negativamente". La decisione di ripetere l'esame dopo aver ottenuto il giorno prima un elemento positivo è legato alla volontà di "voler ulteriormente approfondire" dice Marino.  

Dopo il risultato nullo che cosa ha fatto? "Non ho nessun ricordo specifico. Se non c'è nessun dato, ci siamo fermati. Non posso escludere di aver fatto vedere anche a Fabbri o Avato (consulenti dell'indagato, ndr.) le due corse negative". Alla domanda se avesse parlato con Garofano delle due corse negative, la riposta testuale è: "Presumo di sì". 

29 set 2026

Sanremo, Di Liberatore: "Più show, tre 'finali' e spazio ai giovani: così è il Festival di De Martino"

(Adnkronos) - “Stefano De Martino sta facendo un ottimo lavoro insieme al team: è un lavoro che mano a mano si sta costruendo tassello dopo tassello, con un'operazione dialogica di brainstorming”. A fare il punto sullo stato dell’arte di Sanremo 2027 è il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, ospite del 78mo Prix Italia in corso a L’Aquila. Nel festival targato De Martino “si è arrivati a un'evoluzione partendo da un cambiamento di perimetro, perché cambiandolo all’interno poi si riesce anche a cambiare quella che è la componente territoriale”, spiega Di Liberatore alludendo alla decisione del direttore artistico di dare al festival una prospettiva più internazionale.  

 

“Adesso stiamo ancora in una fase di cambiamento di perimetro e naturalmente il regolamento ne delinea quelli che sono i tratti anche dell'architettura della settimana, dell’arco dei cinque giorni: tra le novità ci sono l'innovazione della 'serata performance' e lo spostamento al giovedì della serata delle cover”. Tutto questo “per far sì che ci siano tre vere finali quest'anno a Sanremo, e questo secondo me rende ancora più entusiasmante e appetibile quello che è il meccanismo del Festival”. La scelta di ridurre i cantanti a 24, (ventitré più uno proveniente dalle nuove proposte) “comporta anche la possibilità di allargare la parte dello show durante le serate -spiega Di Liberatore- È una visione plasmata proprio sulle caratteristiche del direttore artistico, che è un vero e proprio mattatore. Quindi lasciamo spazio a una componente non soltanto musicale ma anche di performance vera e propria a 360 gradi, che credo calzi a pennello rispetto alle caratteristiche di Stefano”.  

 

Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time parla poi della scelta di valorizzare e dare maggior spazio ai giovani collocandoli in un’area come quella dell’access, che qualcuno ha ipotizzato possa essere lo spazio di ‘Affari Tuoi’. “Abbiamo parlato dell’Access, ma come verranno collocati all'interno lo dobbiamo ancora definire -precisa Di Liberatore- L'obiettivo, però, è quello di dare massima esposizione ai giovani in un contesto di ascolti performanti, offrendo loro una vetrina e una visibilità che altri anni magari non potevano avere nonostante avessero un progetto a loro dedicato”. Si tratta, sottolinea Si Liberatore, “di un percorso anche quantitativamente giusto, non soltanto qualitativamente: credo sia la scelta giusta, anche se come avverrà editorialmente all'interno ancora non lo so dire”. (dall’inviata Ilaria Floris)  

 

29 set 2026

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