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Don Mazzi, aperta la camera ardente nella sede di Exodus. Lunedì i funerali

(Adnkronos) - È stata aperta oggi, sabato 1 agosto, la camera ardente per Don Antonio Mazzi nella struttura di Cascina Molino Torrette, nel parco Lambro. Il fondatore della Comunità Exodus nel 1984 è morto ieri a 96 anni. Ad accompagnare il religioso nel suo ultimo viaggio diverse corone di fiori, tra cui una da Albano Carrisi e anche dalla Nazionale Italiana Magistrati. 

Lunedì i funerali che si svolgeranno alle 15 nella Basilica di Sant'Ambrogio. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie.  

 

La comunità pensa però al futuro: "Il dopo Don Mazzi è una scommessa - afferma il vicepresidente della Fondazione, Franco Taverna - In occasione del suo compleanno, lo scorso novembre, abbiamo cambiato lo statuto e ci abbiamo inserito tutte le anime di Exodus". Da attività diretta ai tossicodipendenti, "abbiamo unito e trovato il modo di mettere sotto un unico organismo tutte le realtà che sono nate: le associazioni, le cooperative e i consorzi".  

Il futuro di Exodus sarà "una realtà multipla e policentrica con lo stesso spirito", ma all'interno c'è sempre una scommessa: "C'era questa idea di educazione vissuta dentro un modello itinerante, verso una terra promessa ma aggiornata a quelli che sono i temi di oggi" aggiunge Taverna.  

 

Don Antonio Mazzi, nato a Verona nel 1929, è stato una delle figure più simboliche del Terzo Settore italiano. Ha dedicato la sua vocazione agli ultimi. Nel 1984 fonda Exodus al Parco Lambro con la Carovana itinerante per il recupero dei giovani. Quel progetto diventa una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi. Il grande pubblico lo conosce anche per la conduzione di 'Domenica In' accanto a Mara Venier nel 1994-1995.  

Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle comunità con un centinaio di strutture iscritte. 

1 ago 2026

Basket, Estathé 3×3 italia finals 2026: l’atto conclusivo a Riccione

(Adnkronos) - È stata presentata questa mattina la fase finale dell’Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit, il circuito dedicato al basket 3×3 organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro in collaborazione con Master Group Sport. Partito da Alba (CN) il 30 maggio, il tour ha attraversato in due mesi 19 Regioni italiane con oltre 130 tornei, tra Circuito Elite (tornei Master e Top) e Circuito Classic, portando il basket 3×3 nelle piazze di tutto il Paese. Sui campi allestiti in Piazzale Roma sono state annunciate le 16 squadre maschili e le 12 femminili che prenderanno parte all'evento finale che assegnerà i titoli Open 2026. La squadra vincitrice maschile si aggiudicherà anche il pass per la tappa di Macao (17-18 ottobre) del FIBA 3×3 World Tour, il tour più importante al mondo del 3×3. 

Per il secondo anno consecutivo, Riccione riunisce sullo stesso palcoscenico atleti Senior e Giovanili, con le Finali Under 14, Under 16 e Under 18 maschili e femminili: un segnale concreto della crescita di un tour sempre più inclusivo e coinvolgente, capace di rafforzare il senso di appartenenza al mondo del 3×3. Le Estathé® 3×3 Italia Finals 2026 sono patrocinate dal Comune di Riccione e rientrano nel cartellone degli eventi sportivi sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del territorio e l’attrattività turistica. 

Alla presentazione delle Finals sono intervenuti Fabrizio Gavelli, Presidente e Amministratore Delegato Ferrero Commerciale Italia, Roberta Frisoni, Assessora a Turismo, Commercio, Sport Regione Emilia-Romagna, Simone Imola, Assessore allo Sport Comune di Riccione, Maurizio Bertea, Segretario Generale Federazione Italiana Pallacanestro, e Antonio Santa Maria, Direttore Generale Master Group Sport. "Accogliere a Riccione le Estathé® 3x3 Italia Finals - ha detto Frisoni - significa ospitare uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati a una disciplina che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio, soprattutto tra le giovani generazioni. Il basket 3x3 porta lo sport nelle piazze, rende protagonisti gli spazi urbani e crea occasioni di partecipazione, socialità e spettacolo, contribuendo a rendere le città ancora più vive e attrattive. Per l'Emilia-Romagna rappresenta un ulteriore tassello della strategia con cui investiamo nei grandi eventi sportivi come strumenti di promozione turistica, valorizzazione del territorio e crescita delle comunità. Riccione conferma ancora una volta la propria capacità di ospitare manifestazioni di livello nazionale e internazionale, grazie a un'organizzazione di qualità e a una consolidata vocazione all'accoglienza. Eventi come questo arricchiscono il calendario dell'estate, richiamano atlete e atleti, famiglie, accompagnatori e appassionati da tutta Italia, generando importanti ricadute per il territorio e contribuendo a rafforzare l'immagine dell'Emilia-Romagna come destinazione dinamica, giovane e sempre più protagonista nel panorama dello sport. Un ringraziamento va alla Federazione Italiana Pallacanestro, a Master Group Sport e a tutti i soggetti che hanno reso possibile questa manifestazione: una conferma della fiducia riposta nella capacità del nostro territorio di organizzare e valorizzare grandi eventi sportivi”. 

"Siamo orgogliosi - ha spiegato Imola - di ospitare ancora una volta un evento di altissimo livello come le Estathé® 3x3 Italia Finals. L'energia, la passione e la straordinaria adrenalina del basket 3x3 — uno degli sport più spettacolari e coinvolgenti del panorama contemporaneo — si sposano alla perfezione con l'anima giovane, dinamica e accogliente della nostra città. Questo appuntamento conferma e rafforza la profonda vocazione al connubio tra sport e turismo che caratterizza Riccione, capace di trasformarsi nel palcoscenico ideale per le grandi manifestazioni sportive. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento agli organizzatori e alla Federazione Italiana Pallacanestro per aver rinnovato la fiducia nella nostra città, scegliendoci ancora una volta per coronare questo straordinario percorso sportivo". 

"Per il secondo anno consecutivo le Estathé® 3×3 Italia Finals si disputano nella splendida cornice di Piazzale Roma a Riccione, confermando la sinergia con la Regione Emilia-Romagna, che dal 2021 ospita l'evento conclusivo del circuito federale. Un sentito ringraziamento alla Regione e al Comune per l'accoglienza e il prezioso supporto logistico", ha detto Bertea. 

La sesta edizione dell'Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit ha visto oltre 130 tornei in 19 regioni, coinvolgendo migliaia di atleti e appassionati nelle piazze di tutta Italia. Il circuito continua a crescere non solo dal punto di vista numerico, ma anche sotto il profilo tecnico e della visibilità, grazie alla stretta collaborazione con i Promoter e Master Group Sport e al sostegno di partner di primo piano, a partire da Estathé®, che ci affianca nel ruolo di Title Sponsor per il quinto anno. L'impegno della Federazione nel 3×3 prosegue su tutti i fronti e con il supporto dei Comitati Regionali continuiamo a lavorare sulla formazione di arbitri e Ufficiali di Campo e nello sviluppo del settore giovanile. Aver ospitato anche quest'anno, sullo stesso palcoscenico, le Finali Under 14, Under 16 e Under 18 rappresenta un segnale concreto della crescita della disciplina e testimonia la volontà della FIP di promuovere un movimento sempre più inclusivo e orientato alla valorizzazione dei giovani. La FIP continuerà a sostenere con convinzione questa disciplina, ormai pienamente consolidata a livello internazionale, con il chiaro obiettivo di conquistare la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. 

“Siamo molto contenti di aver portato a Riccione per la seconda volta le Estathé® 3×3 Italia Finals - ha sottolineato Santa Maria - In questa storica e meravigliosa piazza dove si assegnano i Titoli 3×3 Open, U18, U16 e U14. È stato un circuito entusiasmante partito da Alba che ha dato inizio alla sesta edizione dell’Estathé® 3×3 Italia Streetbasket Circuit. Un circuito sempre più in crescita, con numeri straordinari e capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo e appassionato. Anche quest’anno abbiamo avuto oltre 100 tornei in tutta Italia a dimostrazione continua del grande e costante lavoro svolto da Federazione Italiana Pallacanestro e Master Group Sport, insieme a tutti i promoter. Un ringraziamento ai nostri partner, in particolare al Gruppo Ferrero, che con il suo marchio Estathé®, ci ha accompagnato anche quest’anno come title sponsor del circuito.” 

“Le Finals di Riccione - ha aggiunto Gavelli - rappresentano il momento culminante di un percorso che, per oltre due mesi, ha portato il basket 3×3 nelle piazze di tutta Italia, coinvolgendo migliaia di atleti, giovani e appassionati. Da cinque anni sosteniamo la crescita di un movimento che esprime valori nei quali crediamo: rispetto, inclusione, conoscenza reciproca e divertimento, prima ancora del risultato. Estathé® ha portato in ogni tappa la sua allegria e la sua energia, dissetando pubblico e atleti con il suo gusto unico e inconfondibile e, da quest’anno, anche con Estathé® Sport, la nostra prima bevanda per sportivi con sali minerali”. 

Appuntamento in Piazzale Roma dalle ore 12.40 con le gare Open delle Estathé® 3x3 Italia Finals. A partire dai Quarti di Finale, le partite saranno trasmesse in diretta streaming sul canale youtube Italbasket. Le statistiche live di tutte le gare saranno disponibili su FIP Stats. Tutti gli aggiornamenti sul circuito sono disponibili sul sito ufficiale 3x3italia.fip.it, sulla pagina Instagram 3x3ita e su quella Facebook 3×3 Italia (hashtag ufficiali #3x3Italia e #3x3Estathé®). Tutte le statistiche delle gare del circuito su FIP Stats. Da cinque anni Estathé®, marchio del Gruppo Ferrero, è Title Sponsor del 3×3 Italia Streetbasket Circuit e condivide con la FIP i valori fondamentali di lealtà, rispetto e integrità. Protagonista nelle tappe del circuito 2026 e nelle Finals Giovanili, Estathé® sarà presente anche nella giornata conclusiva di Riccione per portare in piazza la sua energia e la sua irrefrenabile voglia di divertirsi. Animazioni, giochi e momenti di intrattenimento coinvolgeranno appassionati e turisti, che potranno rinfrescarsi con il gusto unico e inconfondibile di Estathé® e scoprire Estathé® Sport, la nuova bevanda pensata per idratare e reintegrare i Sali minerali persi durante lo sport. La mascotte Estatheo sarà pronta a incitare il pubblico e a tifare le squadre in campo. Per i più piccoli verrà allestito, accanto allo stand Estathé®, uno spazio con mini-canestri per cimentarsi nel basket e vincere numerosi gadget firmati Estathé® Sport. 

1 ago 2026

Giovanni Allevi, lo sfogo sulla malattia: "Il caldo estivo aumenta il mio dolore"

1 ago 2026

Da Salmo a Bianca Balti e Fedez, quando le star rompono i tabù sulla malattia

(Adnkronos) - Da Salmo a Bianca Balti fino a Fedez e Monica Guerritore: sempre più volti noti scelgono i social per raccontare la malattia, trasformando la fragilità in un atto di responsabilità verso il proprio pubblico e di sensibilizzazione alla prevenzione. L’ultimo caso è quello di Salmo, che ha riacceso il dibattito sui tumori della pelle e sull’uso delle creme solari. Il rapper ha rivelato ai fan di avere avere un carcinoma basocellulare sul viso, mostrando una cicatrice dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione del tumore. Bianca Balti ha scelto di raccontare in modo dettagliato il proprio percorso oncologico, dalla diagnosi di mutazione Brca1 alla decisione di sottoporsi a una mastectomia preventiva, fino alle terapie e alla fase di "rinascita" dopo la chemio. Sui social e sul palco del Festival di Sanremo ha parlato del lutto per la "vecchia sé", delle cicatrici, della paura delle recidive, della depressione post malattia e della forza ritrovata. Anche Fedez ha condiviso passo dopo passo la scoperta di un raro tumore neuroendocrino del pancreas. "Uno di quelli che se non li prendi per tempo non è un simpatico convivente da avere all'interno del proprio corpo. Motivo per il quale mi sono dovuto sottoporre a un intervento chirurgico durato 6 ore per asportarmi una parte del pancreas", aveva scritto il rapper sui social. Il rapper aveva deciso di "di parlare sui social della malattia in parte perché sentivo la necessità di condividere quello che mi stava accadendo, in parte anche per aiutare chi sta vivendo o dovrà vivere la mia stessa esperienza". Ma anche "per esorcizzare, nella speranza che possa far bene anche a me". 

Di recente, Monica Guerritore ha affidato ai social la confessione difficile e commossa di come ha affrontato negli ultimi mesi la chemioterapia, mentre era impegnata nella promozione del suo primo film da regista, 'Anna', su Anna Magnani, di cui è anche interprete. "Era metà aprile - racconta nel video postato sui social con la voce a tratti rotta dell'emozione - e ad un controllo che faccio periodicamente uno dei valori era fuori norma, il CA 125 (un marcatore tumorale, ndr). Ho immediatamente preso contatto con il mio oncologo. Pochi giorni dopo ho fatto la prima chemio, la prima di un ciclo di 6. Non era la prima volta che mi trovavo ad aver a che fare con un tumore" ma in precedenza non c'era stata "necessità di chemio", racconta l’attrice. Poi, il ricordo del momento in cui ha perso i capelli: "Le prime ciocche di capelli hanno cominciato a lasciarsi andare. Mi ricordo, ero sul divano, ho abbracciato mio marito, la mia roccia, e ho pianto". Anche Eleonora Giorgi ed Enrica Bonaccorti hanno rotto ogni tabù sulla malattia per trasmettere un messaggio di coraggio al loro pubblico. Ad entrambe era stato diagnosticato un tumore al pancreas. Giorgi, morta a marzo 2025 all'età di 71 anni, ha raccontato sui social e in molti spazi televisivi la sua battaglia condividendo ogni fase delle cure, dalla chemioterapia all'intervento chirurgico, trasformando la sua vulnerabilità in un esempio per gli altri. Lo stesso ha fatto Bonaccorti, morta a marzo a 76 anni, che negli ultimi mesi aveva condiviso con il pubblico la sua vita dopo la diagnosi.  

A questa scia di testimonianze si è aggiunta anche Natalia Paragoni, 28 anni, che ha condiviso la diagnosi di linfoma di Hodgkin ricevuta mentre era all’ottavo mese di gravidanza della secondogenita. Nonostante il momento difficile, l’influencer si è fin da subito mostrata ai follower con i capelli rasati in un video che ha raccolto milioni di visualizzazioni e centinaia di messaggi di sostegno: "Nonostante la battaglia che stai affrontando, riesci a trasmettere un’energia positiva, una luce e un sorriso che arrivano dritti al cuore", le scrive un utente. Pochi giorni fa, Paragoni ha raccontato il primo responso incoraggiante: "La terapia sta funzionando. Non è ancora finita, ma oggi possiamo festeggiare". L’influencer Giorgia Soleri ha raccontato apertamente di convivere con endometriosi, adenomiosi, vulvodinia e ipertono pelvico, contribuendo a rompere il silenzio su patologie croniche e spesso sottovalutate. Dopo aver ricevuto l’ennesimo commento sul suo aspetto - "Ma sei incinta? Ti vedo ingrassata" - ha risposto con un video social mostrando la pancia gonfia, spiegando che si tratta di "endobelly", uno dei sintomi più comuni e invalidanti dell’endometriosi. Nel post ha ricordato che l'endometriosi, "è una malattia che colpisce una donna su nove e che può causare infertilità nel 40–50% dei casi". Soleri ha denunciato poi il peso dei giudizi sul corpo, i cambiamenti imposti dalle terapie e la difficoltà di ottenere una diagnosi, che spesso arriva dopo anni di sofferenza e minimizzazione. "Non voglio essere bella - ha scritto - voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio più formazione, ricerca e tutela, perché nessuna donna debba più sentirsi dire certe cose o aspettare dieci anni per sapere di cosa soffre". 

1 ago 2026

Bari, studentessa picchiata nei bagni denuncia nuovo episodio: "Mi hanno accerchiata"

(Adnkronos) - Giuditta D'Elia, la 26enne studentessa universitaria che è stata brutalmente picchiata da adulti e ragazzini il 23 luglio nei bagni pubblici del parco Rossani di Bari riportando una prognosi di 40 giorni, ha denunciato sui 'social' un nuovo episodio aggressivo avvenuto oggi nello stesso giardino pubblico. ''L'ennesima aggressione cercando di avvicinarmi quest'oggi al Parco Rossani'', ha scritto su Instagram nelle 'stories' chiedendo ai contatti social di inviarle un video che oggi le è stato girato se dovesse essere pubblicato. Ha raccontato di essere stata avvicinata da due ragazzi in monopattino.  

''Attendo i video che avete girato di me - ha denunciato - mentre mi accerchiavate in monopattino rivolgendomi accuse contro le quali grazie a Dio vi sono i materiali di videosorveglianza, accuse che saranno presto smentite non appena la magnifica giustizia farà il suo corso e questo processo volgerà a termine''. I due le hanno urlato frasi come ''abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano''. Invece la 26enne ha ribadito che si è trattato di una ''violenza disumana'' e di non aver ''nemmeno sfiorato'' la ragazzina che la stava bagnando con una pistola ad acqua. ''Hanno tentato di uccidermi dopo il mio tentativo di prendere la pistola d'acqua'', ha aggiunto. 

Per poi chiedersi: ''Che modi sono? che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro? Evidentemente qualche rapporto di amicizia con i suddetti aggressori vi giace alla base di questa ennesima ridicolizzazione dell'umanità. Io non ho paura e mai l'avrò. Sono viva per miracolo, un miracolo che si chiama forza di riprendersi il cellulare e chiamare il 112''. Per le violenze del 23 luglio sono indagate l'addetta alle pulizie dei bagni pubblici, sospesa dal servizio, e un'altra persona e sul caso è stato aperto un fascicolo dalla Procura dei minorenni. A conclusione dei suoi messaggi, la 26enne ha pubblicato la foto del suo volto fasciato e tumefatto dopo l'aggressione violenta e ha fatto appello al presidente Giorgia Meloni: ''Il futuro dei nostri giovani è nelle vostre mani''. 

1 ago 2026

Leonardo Maria Del Vecchio al San Raffaele, la visita alla ex: "Mia figlia con la madre, ma ospedale non è posto per bambini"

(Adnkronos) - Leonardo Maria Del Vecchio all’ospedale San Raffaele oggi per andare a trovare l’ex compagna Sara Soldati, ricoverata da venerdì. Del Vecchio è entrato nel padiglione Q portando un mazzo di fiori. Il figlio del fondatore di Luxottica e la modella hanno un contenzioso aperto sulla figlia di un anno, consegnata nei giorni scorsi alla madre su disposizione della giudice di Milano Valentina Maderna, dopo venti giorni di separazione. 

Sara Soldati è stata ricoverata d'urgenza: si tratta del terzo ricovero in pochi giorni per la donna. Il primo risale al 22 luglio, mentre si trovava a Montecarlo. A questo è seguito una seconda ammissione in Sardegna, lo scorso 28 luglio, la stessa sera in cui le è stata riconsegnata la figlia. A quanto apprende è ricoverata nell'area solventi: massimo riserbo sulle ragioni della degenza. 

Il Tribunale civile aveva stabilito, su istanza dell’avvocata Annamaria Bernardini de Pace e del collega Luca Procaccini, che la donna avesse il diritto di stare con la figlia. La decisione della giudice è arrivata lo scorso 27 luglio che "da 20 giorni non vede la figlia'' aveva detto Bernardini de Pace all'Adnkronos. 

La bambina si trova ora con la madre all’ospedale, “ma questo non è il posto per i bambini”, ha detto lo stesso Del Vecchio, che ha lasciato l'ospedale dopo una visita di circa mezz’ora (VIDEO): “Sono contento che Sara stia bene e di aver visto Bianca. Sono meno contento di averla vista in un ospedale”. “Sono venuto innanzitutto per vedere come stava mia figlia, posto che sono giorni che non so dove è - ha poi detto ai cronisti -. Ha viaggiato senza che io sapessi ed è una sera che alloggia in una camera d’ospedale. Sara è stata ricoverata non so per cosa”. Le due “hanno una casa. È stata affidata alla mamma e non capisco perché deve far stare una bambina due giorni in una camera d’ospedale. Ho provato a chiederle di poterla portare a casa, anche con la nonna, come preferiva lei”, ha concluso.  

 

"Oggi Leonardo Maria Del Vecchio ha fatto visita all'ex compagna Sara Soldati ricoverata da ieri al San Raffaele. Soldati, alla richiesta del padre di sua figlia di portare la piccola Bianca a casa sua, ha replicato che non era il caso, ma che poteva andare a trovare la bimba nella casa di via Gabba dove sarebbe stata con la nonna materna. Mentre erano in ospedale lui era d'accordo. Poi è uscito e, probabilmente consigliato da qualcuno, ha cambiato idea. Ma l'accordo c'era, un accordo verbale tra le parti. E a riprova di questo c'è l'e-mail inviata alle 15.12 dall'avvocato Eramo ai legali di Del Vecchio in cui glielo comunica". Così all'Adnkronos Annamaria Bernardini de Pace, avvocato della donna ricoverata da ieri all'ospedale San Raffaele di Milano, risponde alle accuse dei legali dell'imprenditore-editore riguardo agli ultimi sviluppi della controversia per l'affidamento della bambina. 

"Del Vecchio ha rinunciato ad andare dalla figlia insistendo sul fatto che voleva portare la bambina a casa sua. Ma esiste una pronuncia del giudice che non si deve ignorare - sottolinea Bernardini de Pace - C'è un provvedimento di collocamento esclusivo della bambina dalla madre fino al 10 agosto che consente al padre - ricorda l'avvocato - di sentirla solo per pochi minuti al giorno in videochiamata. Vidochiamata che lui fino ad oggi non ha mai fatto. Oggi avrebbe potuto passare alcune ore con la figlia invece di videochiamarla ma ha rinunciato, perché ha prevalso l'idea che deve 'vincere'. Ma si tratta della vita di una bambina - afferma la legale - non c'è un avvocato che deve vincere ma un figlio".  

Bernardini de Pace ricostruisce quindi quanto avvenuto nelle ultime ore. "Soldati si è sentita male in Sardegna, è stata visitata a Porto Cervo dove le hanno detto che era grave e doveva farsi curare in un ospedale più attrezzato. Io a quel punto mi sono attivata per farla ricoverare al San Raffaele di Milano. Qui mi sono premurata di trovarle non una stanza qualunque ma - sottolinea l'avvocato - una suite dove potessero stare la mia assistita e la bambina insieme alla nonna. Questo perché - spiega Bernardini de Pace - visto che Del Vecchio pretende che dovunque ci sia la figlia siano sempre presenti delle guardie di sicurezza, e non potendo la mia assistita in quelle condizioni occuparsi di trovare un servizio di sorveglianza, l'ospedale era il posto più sicuro dove farle passare la notte. Bianca non ha passato la notte in un trasportino come affermano i legali di Del Vecchio ma in un lettino comodo tutto per lei come ha potuto constatare lo stesso Del Vecchio quando oggi ha visto la bambina in ospedale. Poi, una volta predisposta la sicurezza è stata portata a casa. Non solo - aggiunge Bernaridni de Pace - la bambina ha sempre avuto con sé tutte le sue cose, la mamma è venuta via dalla Sardegna con i soli vestitini e oggetti di Bianca". 

Quanto alla querela evocata da parte dei legali di del Vecchio, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, "quando verificherò che è vero che mi hanno denunciato - afferma Bernardini de Pace - risponderò con la difesa dell'avvocato Davide Steccanella che è uno dei migliori avvocati che esistono in Italia. Comunque - conclude - non mi risulta che mi abbiano denunciato, gli avvocati dovrebbero combattere ad armi pari e non cercando di abbattere gli avversari con le querele, comportamento che trovo imbarazzante". 

 

 

"Le dichiarazioni, rese dall’avvocato Annamaria Bernardini de Pace all’Adnkronos confermano, ancora una volta, la scelta di trasformare una delicata vicenda riguardante una bambina in un racconto mediatico costruito su ricostruzioni suggestive ma false" affermano gli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio, Daniela Missaglia e Domenico Aiello. "Non è vero che Leonardo Maria Del Vecchio abbia cambiato idea dopo essere uscito dall’ospedale o che abbia rinunciato a stare con la figlia per una presunta volontà di 'vincere'. È accaduto esattamente il contrario".  

"Fin dal primo momento il padre si è reso disponibile a prendere con sé Bianca per il tempo strettamente necessario alle dimissioni della madre, soluzione che rispondeva al più elementare buon senso ed è stata suggerita anche dal curatore speciale della minore, unica figura realmente super partes chiamata a perseguire esclusivamente l’interesse della bambina - continuano - Solo successivamente è stata prospettata una diversa soluzione, fondata sulla permanenza della minore con la nonna materna che peraltro non vedeva la bambina da oltre tre mesi. Soluzione che non era stata concordata e che non può essere imposta unilateralmente. È quindi del tutto falso sostenere che esistesse un accordo poi disatteso dal padre". 

"Anche su questo aspetto si è preferito alimentare una narrazione emotiva anziché adottare la soluzione più semplice e naturale. Destano infine particolare stupore le affermazioni secondo cui il padre avrebbe potuto limitarsi a vedere la figlia nella casa di via Fratelli Gabba - continuano gli avvocati Missaglia e Aiello -. La realtà è che, mentre si diffondevano queste dichiarazioni agli organi di stampa, Del Vecchio non sapeva neppure dove la bambina si trovasse realmente. Circostanza già rappresentata ai difensori della controparte e rimasta priva di qualsiasi chiarimento". 

"Ancora una volta si preferisce affidare ai comunicati stampa ciò che dovrebbe essere affrontato nelle sedi proprie - osservano - Quanto alle continue allusioni alle querele, agli avvocati e alle strategie difensive, non saranno certamente le conferenze stampa o le interviste a sostituire il vaglio delle autorità competenti". 

"Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: rappresentare i fatti documentati, tutelare il diritto di un padre a esercitare pienamente il proprio ruolo genitoriale e difendere, nelle sedi competenti, il superiore interesse di Bianca - concludono i legali - Il resto appartiene al teatro mediatico della difesa Soldati". 

"Sorprende, inoltre, che si invochi oggi un provvedimento giudiziario come se impedisse al padre di accudire personalmente la figlia quando la madre è ricoverata. Quel provvedimento disciplina il collocamento ordinario della minore, non certo l’ipotesi eccezionale in cui uno dei genitori sia impossibilitato ad assisterla. In tale situazione il naturale riferimento è l’altro genitore, non figure vicarianti - sottolineano gli avvocati -Ancora più grave è la ricostruzione relativa alla permanenza della bambina in ospedale. Nessuno ha mai contestato la qualità della stanza o del lettino. Il punto è un altro: una bambina collocata presso la madre per trascorrere un periodo di vacanza non dovrebbe essere costretta a permanere in ambiente ospedaliero quando il padre è già presente nella stessa città ed è perfettamente in grado di occuparsi di lei". 

Gli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio smentiscono le voci di un accordo per consentire la permanenza della figlia avuta con l'ex compagna Sara Soldati, nell'appartamento di Milano, affidata alla sola nonna materna. "Non risponde al vero - si legge in una nota firmata dai legali - che avremmo trovato un accordo nell’interesse di Bianca e del dott. Del Vecchio, specie per per consentire la permanenza della bimba di un anno nell’appartamento di Milano affidata alla sola nonna materna. Come non esiste e non è mai esistito alcun accordo che consentisse alla madre di far pernottare la bambina su un trasportino leggero all’interno di una stanza di ospedale. Al contrario nessuna informazione preventiva è stata mai trasmessa, e dopo l’ennesima menzogna veicolata per corrispondenza, i legali della Soldati hanno cambiato versione, senza alcun pudore per le falsità fino a quel momento veicolate". La modella e influencer si trova, al momento, ricoverata all'ospedale San Raffaele. 

"La collega Bernardini - aggiungono i legali - continua a diffondere sui media menzogne, illudendosi che si trasformino per magia in verità. Ha scritto in una corrispondenza formale, anche al curatore nominato dal Tribunale, che la bimba si trovava al sicuro ed accudita in un appartamento a Milano mentre al contrario era su un trasportino dalla notte precedente in una stanza di ospedale. Per altri contenuti gravemente calunniosi e diffamatori, la Soldati e i suoi difensori risponderanno nelle sedi opportune. Per aver consentito che la figlia del dott. Del Vecchio trascorresse la notte in un nosocomio, e per aver consentito che viaggiasse nel pomeriggio di ieri senza documenti da Olbia a Milano, risponderanno alla autorità preposte. Non vi è alcun intento di comunicare serenamente e civilmente, si registrano soltanto falsità e insulti, a getto continuo, tutto al solo scopo di estorcere importi maggiori, nulla altro, è evidente che l’interesse della minore non era quello di dormire con uno sconosciuto in Sardegna, o pernottare su un passaggio in una stanza di ospedale", ribadiscono gli avvocati Aiello e Missaglia. 

"Da settimane assistiamo a una rappresentazione costruita dalla difesa della signora Soldati per i giornali e per i social. Una rappresentazione che, puntualmente, viene smentita dalla realtà dei fatti. È successo ancora oggi" affermano i suoi legali in una nota nella quale sottolineano che "questa vicenda non è una serie televisiva e non può essere trasformata nel tentativo di replicare, attraverso i mezzi di informazione, dinamiche mediatiche già viste in passato". 

"Prima è stato comunicato che Bianca si trovava già 'a casa'. Non era vero - sottolineano Missaglia e Aiello - La bambina era ancora in ospedale, dove aveva trascorso la notte in un reparto destinato agli adulti. Il padre è arrivato a Milano senza sapere dove fosse la bambina comunque pronto a prendersene cura, come peraltro suggerito dal curatore speciale. Infine si è parlato di un accordo tra le parti. Anche questo inesistente". "Quando una ricostruzione viene sistematicamente smentita dai fatti, il problema non è più la singola inesattezza, ma l'affidabilità complessiva della narrazione. Ancora più grave è un altro aspetto - proseguono i legali - Si è scelto di alimentare il conflitto non soltanto attraverso dichiarazioni pubbliche sempre più lontane dalla realtà processuale, ma anche delegittimando sistematicamente i difensori della controparte, dipingendoli come terroristi o come soggetti animati da finalità estranee alla tutela della bambina. È una modalità di esercizio della professione che, oltre a non appartenere alla nostra cultura giuridica, assume evidenti profili di rilevanza deontologica". 

"L'avvocato ha il dovere di difendere il proprio assistito ma non quello di costruire aspettative giuridicamente irrealizzabili o di convincerlo che il processo seguirà la narrazione mediatica anziché le prove - continuano i due avvocati - Questa vicenda non è una serie televisiva e non può essere trasformata nel tentativo di replicare, attraverso i mezzi di informazione, dinamiche mediatiche già viste in passato. Qui non ci sono copioni da riscrivere ma c'è una bambina di un anno, un padre presente, una madre ricoverata per la terza volta nell’ultimo mese per problemi che verranno poi accertati e un procedimento nel quale il giudice dovrà valutare esclusivamente i fatti". "E i fatti dicono che il padre era a Milano, disponibile ad assistere personalmente la figlia; che la bambina ha trascorso la notte in ospedale in un reparto per adulti; che si è detto che fosse già a casa quando non lo era; che si è evocato un accordo che non è mai esistito", concludono Missaglia e Aiello. 

 

 

1 ago 2026

Valanga sul Broad Peak, morti l'alpinista Nirmal Purja e i 9 compagni della spedizione

1 ago 2026

Don Milani, inaugurata la statua con frase anti-comunista: scoppia la polemica

(Adnkronos) - A Vagli Sotto, in provincia di Lucca, è stata inaugurata la contestata scultura in marmo dedicata a don Lorenzo Milani (1923-1967), accompagnata dalla targa riportante una frase attribuita al priore di Barbiana che nei giorni scorsi ha alimentato un acceso dibattito. Nonostante le richieste di rimozione o modifica avanzate dalla Fondazione don Lorenzo Milani e da altre realtà legate alla sua eredità culturale, il Comune ha confermato il testo originario della lapide, dove si legge: "Il comunismo è la mediazione e l'organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi".  

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maria Ferri e Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento Autonomista Toscano, che da anni sostiene di avere ascoltato personalmente da don Milani, il 31 luglio 1966, la frase riportata sulla targa. Assente, invece, il parroco del paese. Il sindaco di Vagli Sotto, Mario Puglia, ha spiegato che la decisione è stata assunta dopo un ulteriore confronto con Mazzerelli e condivisa dal Consiglio comunale, con il parere favorevole anche del gruppo di opposizione. "La scritta rimane al suo posto", ha dichiarato il primo cittadino, confermando la volontà dell'amministrazione di non apportare modifiche. 

Di segno opposto la posizione della Fondazione don Lorenzo Milani, come riferisce il "Corriere Fiorentino". Il presidente Agostino Burberi ha annunciato il ricorso alle vie legali, sostenendo che la frase attribuita al sacerdote "non combacia per niente con il suo pensiero" e che don Milani "non si è mai schierato con quei toni con o contro un partito". Secondo Burberi, attribuire al priore di Barbiana quelle parole significa alterarne profondamente il messaggio. Il presidente della Fondazione ha inoltre ricordato che nelle ultime settimane erano state inviate due lettere al sindaco per chiedere un ripensamento, senza ottenere risposta. In uno dei documenti, sottoscritto anche dall'Istituzione don Milani di Vicchio e dal Gruppo don Milani di Calenzano, si evidenzia come la frase riportata sulla lapide "non rappresenti il suo pensiero e i suoi insegnamenti", anche qualora fosse realmente tratta da una corrispondenza privata. Dal canto suo, Mazzerelli ha ribadito la propria versione dei fatti, affermando che la citazione è autentica e sostenendo che la sua divulgazione rappresenti un chiarimento storico sulla figura di don Milani. Una ricostruzione che continua tuttavia a essere respinta dalla Fondazione, aprendo ora la strada a un possibile contenzioso giudiziario. 

1 ago 2026

Ebola, epidemia in Congo cresce a velocità eccezionale. Oms: "3.605 casi con 1.587 morti"

(Adnkronos) - L'epidemia di Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo "si sta intensificando, con una trasmissione sostenuta e un continuo aumento dei casi e dei decessi segnalati". Al 30 luglio sono stati registrati "un totale di 3.605 casi confermati, inclusi 1.587 morti, pari a un tasso di letalità grezzo del 44%". In particolare, "durante l'ultima settimana di rilevazione completa è stato registrato il numero settimanale più alto di casi (567) e decessi (296) segnalati fino ad oggi, a sottolineare l'eccezionale ritmo di trasmissione". Sono allarmanti i toni dell'ultimo report diffuso oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità. Nella Rdc "la più grande epidemia di Ebola mai segnalata nel Paese" galoppa ancora. 

"Inizialmente circoscritta alla zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, negli ultimi 2 mesi l'epidemia si è estesa a 5 province (Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uélé e Tshopo), interessando ora 49 zone sanitarie", riferisce l'Oms. "Il continuo aumento dei casi, l'espansione geografica e la persistente elevata mortalità sottolineano la natura in rapida evoluzione di questa emergenza sanitaria pubblica".  

"La convergenza di insicurezza, spostamenti e mobilità della popolazione e movimenti transfrontalieri complica le operazioni di risposta e aumenta il rischio di un'ulteriore diffusione geografica", prospetta l'agenzia delle Nazioni Unite per la salute. "Le autorità nazionali della Repubblica Democratica del Congo, in collaborazione con l'Oms e i partner, continuano ad attuare ampie misure di risposta; tuttavia, è necessario un sostanziale ampliamento delle attività di risposta per anticipare l'epidemia. Un quadro regionale di preparazione e definizione delle priorità continua a guidare le attività di preparazione e risposta in tutta la Regione africana".  

"Il 28 luglio il ministero della Salute dell'Uganda ha dichiarato la fine dell'epidemia di Ebola Bundibugyo nel Paese - viene ricordato nel rapporto - dopo 42 giorni senza nuovi casi confermati di trasmissione locale", considerato che "l'ultimo era stato dimesso dalle cure il 16 giugno. L'ultimo caso importato", invece, "è stato dimesso da un centro di trattamento il 16 luglio dopo due test negativi. Seguendo le linee guida internazionali, l'Oms monitorerà la situazione per 42 giorni a partire da questa data per assicurarsi che non siano state perse catene di trasmissione". 

L'Uganda non è ancora al sicuro, avverte infatti l'agenzia ginevrina. Il Paese "rimane a rischio di casi importati e di reintroduzione del virus, a causa della trasmissione in corso nella vicina Repubblica Democratica del Congo. L'Oms - si legge nel report - ribadisce la necessità di mantenere elevati livelli di sorveglianza, preparazione e misure di controllo, in particolare in considerazione dei continui spostamenti della popolazione e del rischio di trasmissione transfrontaliera". 

1 ago 2026

Gattuso torna sul 'caso Taylor': "Dopo mezz'ora storia chiusa, chi mi conosce sa come ragiono"

(Adnkronos) - "La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Quando si costruisce dal basso, uomo su uomo, si rischia qualcosina. Però devo dire che anche la condizione sta migliorando, siamo contenti perché c'è entusiasmo". Sono le parole dell'allenatore della Lazio Gennaro Gattuso, a margine della vittoria dei biancocelesti in amichevole contro l'Avellino, per 6-3.  

Gattuso ha subito commentato il caso Taylor, ridimensionandolo: "Secondo me stiamo lavorando bene ed è normale che bisogna alzare ancora l'asticella. L'altro giorno qualcuno si è divertito a scrivere di Taylor, può far parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me, dopo mezz'ora è finito tutto". Un commento anche sul rapporto con Alessandro Nesta, oggi allenatore dell'Avellino: "Sandro è stato un grandissimo compagno di nazionale e al Milan. C'è sempre stato un grandissimo rapporto, ci sentiamo spesso. Lui è un po' più tranquillo di me, più pacato. Io sono più sanguigno. Però come giocatore è un campione, come allenatore ha delle buonissime idee, ci confrontiamo spesso ed è un compagno a cui ho voluto bene".  

In chiusura, il ricordo di Franco Baresi: "Condoglianze alla sua famiglia, ai suoi figli, a sua moglie, a suo fratello, a tutta la famiglia. Quando parlavo con Franco mi mettevo sull'attenti perché per me era il capitano, era un uomo che parlava poco e sorrideva poco. Era unico, una leggenda e quando ci parlavi dava questa sensazione. Rimarrà nella storia del calcio mondiale, sono d'accordo con chi dice che bisogna dargli il Pallone d'oro alla carriera. Secondo me ha cambiato il ruolo del libero". 

1 ago 2026

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