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La morte di Presley Gerber e l’ibogaina, cosa sappiamo sullo psichedelico usato anche contro le dipendenze

(Adnkronos) - Allucinogeno, psichedelico, ma anche sostanza considerata un possibile trattamento contro le dipendenze e nel disturbo post traumatico. E' l'ibogaina, un alcaloide psicoattivo presente in alcune piante, in particolare nell'iboga (Tabernanthe iboga), arbusto africano usato nella medicina tradizionale dell'Antico Continente. Una sostanza citata da Presley Gerber - modello e figlio di Cindy Crawford, morto all'età di 27 anni in una struttura di riabilitazione - che in un post su Istagram del marzo scorso parla dell'assunzione della sostanza. "Questo allucinogeno è conosciuto da anni. Ma più recentemente è salito all'onore delle cronache per alcune ricerche scientifiche che indicavano una possibile utilità nel trattamento di alcune dipendenze", spiega all'Adnkronos Salute Riccardo Gatti, psichiatra, coordinatore del tavolo tecnico della Regione Lombardia sulle dipendenze. 

Dopo queste ricerche, continua Gatti, "hanno incominciato a sperimentarlo, a studiarlo e a provarlo negli Stati Uniti. Da quanto emerso dalle ricerche sembra provochi una sorta di reset a livello neuronale, togliendo poi il desiderio compulsivo di altre droghe. Ma c'è un problema: mentre gli studi sono ancora a livello sperimentale negli Usa, nello stesso tempo si registra una forte spinta, diciamo 'economica', per l'utilizzo degli allucinogeni per scopi diversi da quello di provocarsi uno stato di allucinazione. Per esempio si è visto che si inizia ad utilizzarli per il potenziamento delle capacità neuronali interattive, spesso facendo microdosing, cioè dosaggi molto limitati. E così ci sono persone che si accostano gradualmente a queste sostanze con la possibilità di una escalation che li rende dipendenti. E con i gravi rischi che ne conseguono". Il pericolo, in particolare, "è la morte per problemi cardiaci, perché l'ibogaina può provocare aritmie pericolose. E se la persona assume altri farmaci, come per esempio antidepressivi, aumenta il pericolo".  

In questo quadro il problema è che, attraverso i social, "le persone si trovano di fronte a post che 'pubblicizzano' in qualche modo la sostanza per la capacità di potenziare le loro facoltà o per l'azione 'positiva' sulla loro situazione di dipendenza. Ma con l'uso senza controllo, con il fai da te, si trovano in situazioni da cui non riescono a uscire, perché da una parte diventano dipendenti dalla sostanza, ma dall'altra rischiano parecchio per l'azione negativa che l'ibogaina ha sul cuore", evidenzia Gatti che non commenta il caso specifico Presley Gerber, di cui "non si conoscono al momento i dettagli. In particolare, non sappiamo se ha utilizzato all'epoca questa sostanza perché faceva una cura oppure se l'ha presa autonomamente".  

Anche perché, rimarca Gatti, "gli studi per utilizzarla in questo campo normalmente sono su popolazioni ridotte, non ci sono ancora dati solidi. Non credo che normalmente venga usata nelle cliniche di cura statunitensi. O almeno non ne ho riscontro", spiega l'esperto secondo il quale, però, "in questo momento storico c'è molta confusione tra la ricerca scientifica che va a rivalutare l'utilizzo degli psichedelici a scopo curativo e l'abuso di sostanze che è comunque un'altra cosa".  

"Abbiamo visto - osserva lo psichiatra - che anche testimonial di alto livello si sono espressi rispetto all'uso e sono persino nate delle startup che tendono a promuoverne la ricerca e il consumo. Questa sorta di ondata di Psychedelic Renaissance sta passando dagli Stati Uniti al resto del mondo, come spesso accade. Attraverso i media, attraverso la comunicazione, attraverso i social. E questo è estremamente pericoloso. Ribadisco: una sostanza come questa, presa senza controllo, porta a un rischio cardiaco che può essere anche mortale".  

Sul piano della ricerca per l'utilizzo medico, "per avere i risultati rispetto al trattamento per le dipendenze ci vorranno anni. Per studiare queste sostanze bisogna avere determinate autorizzazioni, trovare le persone che la assumono e che abbiano le indicazioni per assumerla", precisa Gatti. "Un altro tipo di applicazione - aggiunge l'esperto - è legato alle conseguenze post traumatiche da stress, per esempio nei veterani di guerra. Persone che tornano in uno stato psicologico e psichiatrico completamente alterato dalle situazioni che hanno vissuto e che parrebbero avere vantaggi dalla somministrazione di alcuni psichedelici, tra cui questo. Se è vero o non è vero lo sapremo tra un po' di anni. Per adesso non c'è una risposta certa. Ci sono delle linee che dicono che potrebbe essere utile, ma siamo ancora lontani dal farmaco. Inoltre - conclude Gatti - gli studi indicano chiaramente che l'uso terapeutico di questi psichedelici va fatto in ambienti controllati, con un supporto psicologico, per periodi delimitati e con tutta una serie di limitazioni".  

21 set 2026

Choc a Cagliari, 11enne seviziato e presi a calci: il video rimbalza sulle chat

21 set 2026

Garrone (Pres. Sci club Sestriere): "La nuova stagione dello sci è alle porte, ma dalla Fisi no risposte sul tema sicurezza"

(Adnkronos) - Gli Sci club italiani, i tecnici e gli atleti si stanno organizzando per la nuova stagione sciistica invernale. La questione fondamentale risulta essere sempre quella della sicurezza, come sostiene Alessandro Garrone (Presidente dello Sci club Sestriere): "La nuova stagione sciistica è prossima, ma dal punto di vista della sicurezza per gli atleti non si muove praticamente nulla. Più volte il Ministro per lo sport Andrea Abodi si è pronunciato spronando la Federazione ad adottare iniziative di largo respiro sulla sicurezza ed anche il Presidente Fisi Flavio Roda, dopo i gravi incidenti, aveva annunciato un piano di interventi concreto sulla questione, ma la risposta alle sollecitazioni del Ministro non è mai arrivata. Al contrario, le ultime delibere federali continuano a scaricare le responsabilità, che vengono lasciate pesantemente in capo agli atleti e ai tecnici. Tutto ciò non può essere accettato, soprattutto dopo gli incidenti degli ultimi anni, alcuni purtroppo fatali. Le famiglie in lutto, gli atleti che non ci sono più e quelli che continuano a praticare questo bellissimo sport hanno diritto di avere risposte concrete", ha sottolineato Garrone. 

"La Federazione, in tal senso, dovrebbe evolvere. Ha avuto davanti tanti mesi per coinvolgere su questo argomento tutto il movimento e, quindi, concepire il concetto di sicurezza sulle piste per gli atleti come un requisito fondamentale e imprescindibile per l’attività. La Federazione invece riprendendo e reinterpretando le indicazioni della Federazione Internazionale, ha partorito un regolamento che certo non si dimostra vicino agli atleti, arroccandosi in una torre di cristallo. Una federazione si dimostra capace quando apre i suoi orizzonti operativi. Gli sci club chiedono una immediata revisione del sistema di responsabilità e azioni concrete per il miglioramento della sicurezza in allenamento e in gara. La stagione sciistica è alle porte", ha concluso il presidente dello Sci club Sestriere. 

21 set 2026

Torino, presunto abuso al parco dell’Arrivore: FdI chiede chiarimenti al Comune

(Adnkronos) - Un ragazzino minorenne avrebbe denunciato un presunto abuso sessuale avvenuto nella notte di venerdì 18 settembre al parco dell’Arrivore, alla periferia nord di Torino. Sulla vicenda sono in corso le indagini della polizia, che mantiene il massimo riserbo e sta lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità. 

Secondo le prime ricostruzioni investigative, il ragazzo di 12 anni sarebbe stato avvicinato da un giovane di circa vent’anni e convinto a seguirlo con la proposta di fare un giro in monopattino. I due avrebbero quindi raggiunto il parco dell’Arrivore, dove si sarebbe verificato il presunto abuso. L’episodio sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte. 

La vicenda ha spinto i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, Ferrante De Benedictis ed Emilio Iodice a presentare una richiesta di comunicazioni in Sala Rossa, rivolta al sindaco di Torino, per conoscere "quali siano le strutture dell’amministrazione comunale competenti per il controllo del territorio e, in particolare, per la sorveglianza dei parchi". 

“È di poco meno di un mese fa la notizia di una ragazzina che ha subito abusi in un minimarket, ora quest’altra vicenda disgustosa, non possiamo abituarci a episodi come questi - sottolinea Liardo - ho presentato una richiesta di comunicazioni al sindaco o a chi per lui, l’assessore competente o il vice sindaco, per capire quale approccio ha l’amministrazione di fronte a questo nuovo episodio, ripeto disgusto, che è accaduto”.  

La richiesta dei consiglieri arriva mentre proseguono gli accertamenti della Squadra mobile. FdI ha inoltre annunciato un presidio in strada dell’Arrivore, con la partecipazione del vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e della vicecapogruppo di FdI alla Camera Augusta Montaruli. 

21 set 2026

Reazione a Catena, concluso il percorso (record) de 'Le Pappardelle': sconfitte dopo due mesi

(Adnkronos) - Dopo due mesi di vittorie consecutive, è arrivata la sconfitta per 'Le Pappardelle'. Ieri, domenica 20 settembre, il trio fiorentino è stato battuto dalle nuove campionesse, dal nome 'Nonno Rock'. Dopo la messa in onda, Carolina, Maria Giulia e Francesca hanno condiviso sui social un post per ringraziare tutto il team del programma, che è stato 'casa' per due mesi. 

"Purtroppo la nostra esperienza finisce oggi e non ci sono molte parole per descrivere come ci sentiamo. Tutte le parentesi della vita finiscono, anche le più belle, ma siamo sicure che il ricordo di questi giorni rimarrà per sempre nei nostri cuori e si aggiungerà a una lunga serie di esperienze che raccontano la storia di tre amiche, prima ancora che di tre concorrenti", si legge nel post condiviso a corredo con un selfie che ritrae Le Pappardelle e il conduttore Pino Insegno. 

 

 

"Ci teniamo a prenderci un momento per ringraziare tutte le persone che ci hanno supportato, da vicino e da lontano e le squadre che abbiamo conosciuto durante il programma. La nostra esperienza non sarebbe stata la stessa senza tutti voi. Un ringraziamento lo vogliamo fare a Pino Insegno, che ci ha accompagnato in un mondo totalmente lontano dalla nostra quotidianità. La sua accoglienza ci ha permesso di sentirci a casa ogni giorno, ed è questa accoglienza che, secondo noi, lo rende prima che un grande professionista una persona speciale". 

Un saluto finale a quello che è stato un lungo viaggio: "Grazie a tutti di aver fatto parte di questo lungo viaggio. Le pappardelle". Entrate nel programma il 3 agosto, le tre campionesse hanno collezionato 48 presenze consecutive e il record di 29 "ultime parole" indovinate. Portano a casa in totale 266mila euro al netto di tasse.  

21 set 2026

Sanremo 2027, debutta il voto online: come funzionerà

(Adnkronos) - A Sanremo 2027 debutta il voto online, che si affiancherà al televoto tradizionale. La novità è stata annunciata a Milano dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai, Claudio Fasulo, e dal direttore artistico del Festival, Stefano De Martino. Il voto sarà integrato al sistema di televoto e passerà attraverso RaiPlay, con registrazione tramite email e numero di telefono e un sistema certificato. "Il voto online è frutto di un cammino di lavoro pluriennale. Veicolare il voto online tramite RaiPlay è la ciliegina sulla torta, un’occasione per utilizzare un sistema contemporaneo che va incontro al grande pubblico e alla fascia 15-24, che ci ha dato grande soddisfazione", ha spiegato Fasulo. L’obiettivo, ha aggiunto, è "far sì che il mezzo digitale diventi ancora più completo". De Martino ha spiegato che "verrà introdotto il voto online integrato al televoto, registrandosi in piattaforma con mail e metodo certificato e garantito, che renderà possibile anche il voto online sull’app di Rai". 

Il voto sarà gratuito e si potrà esprimere direttamente dall’app RaiPlay. "Il voto su app credo influisca, dal momento che abbiamo un altro strumento su cui votare - ha osservato De Martino -. Inizialmente avevamo pensato solo a quello digitale ma poi ci siamo immaginati la signora 80enne che va al telefono e abbiamo lasciato il voto integrato". L’obiettivo, ha sottolineato, è "allargare la platea di voto, perché quello digitale è immediato. Dall’app puoi votare direttamente il nome del cantante e penso che questa modalità prenderà sempre più piede". Il sistema sarà quindi pensato per affiancare, e non sostituire, il televoto tradizionale. "Lo stiamo mettendo a punto ma per un utente online saranno tre voti al massimo", ha spiegato De Martino. Quanto alle percentuali "ci stiamo lavorando per garantire un buon equilibrio tra voto online e telefonico e far sì che nessuno dei due sia handicap ma un valore aggiunto". 

Per quanto concerne la modalità di conteggio, "televoto e voto online verranno sommati per ciascun artista come la total audience e questo è il modus che intendiamo applicare", ha specificato De Martino. RaiPlay sarà inoltre il punto di accesso a ulteriori contenuti legati al Festival, compresi i testi delle canzoni in gara. La novità si inserisce in un percorso di ampliamento delle modalità di partecipazione digitale del pubblico da parte della Rai, come il sistema che debutterà nei prossimi giorni anche a ‘Ballando con le Stelle’. 

Nelle diverse serate il meccanismo di voto sarà così articolato , secondo quanto ha spiegato De Martino: "La prima sera vota la sala stampa che pesa al 66% e il 33% televoto. Il peso di ogni singola giuria, stampa, tv, radio e televoto alla fine della settimana varrà nel totale il 100% per ogni giuria, quindi il 33, il 33 e il 34 come sempre. Mercoledì votano tv e radio al 66% più il 33% di televoto. Il giorno delle cover si vota tutti assieme, come sempre è stato. Nella serata del venerdì invece ci sarà una giuria internazionale di esperti dello spettacolo, che varrà il 50% (l'altro 50% sarà decretato dalla giuria popolare, ndr). Questo determinerà il vincitore dell'Eurovision. Il sabato votano le tre giurie fino a definire i 5 finalisti che nella fase finale valuterà solo il televoto con il tesoretto che gli artisti avranno accumulato nel voto dei giorni precedenti". 

 

21 set 2026

Nella 'Notte della Ricerca 2026' brilla Tor Vergata

(Adnkronos) - Doppio appuntamento per 'la Notte della Ricerca 2026' venerdì 25 settembre: è possibile visitare fino alla mezzanotte le due sedi che vedono Roma Tor Vergata presente con i ricercatori e le ricercatrici di tantissimi dipartimenti, e essere coinvolti in esperimenti, progetti di ricerca, esperienze hands-on. Tutti benvenuti, adulti ma anche piccolissimi, nella Scienza. 

Testaccio e Frascati sono le sedi principali per il nostro Ateneo nell'ambito questa manifestazione, nata da una fortunata intuizione dell'Unione Europea e organizzata in tantissime capitali europee: a Roma l'appuntamento con Roma Tor Vergata è per venerdì 25 e sabato 26 settembre, dalle 17:00 alle 23:00, presso la Città dell'Altra Economia, in Largo Dino Frisullo. E nella cittadina di Frascati un calendario ricchissimo che copre l'intera settimana: da lunedì 21 settembre a domenica 27, dalla mattina alle 9:00 fino alla sera alle 24, nei vari punti iconici della città dedicati a questa bellissima manifestazione. Scuderie Aldobrandini, Mura del Valadier, piazza San Pietro, circa 30 eventi organizzati dal'Ateneo e dedicati alle scuole nella mattina, ai ragazzi più grandi e agli adulti nel pomeriggio e alla sera. 

Si tratta di materie Stem, Scienze tecnologia ingegneria (Engineering) e matematica, ma anche medicina. A Testaccio, come gli scorsi anni l'università di Roma Tor Vergata partecipa alla grande manifestazione dedicata alla scienza e ai suoi protagonisti curata da Scienza Insieme con esperimenti, dimostrazioni e percorsi immersivi. L'offerta presentata dall'Ateneo si articola in numerosi ambiti disciplinari: dalle neuroscienze allo studio del benessere psicologico, dall'astrofisica alla fisica quantistica, passando per il mondo dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie del futuro. Particolare attenzione anche alle grandi sfide ambientali e al cambiamento climatico. Inoltre, esperienze interattive ed immersive permettono di esplorare il mondo delle molecole e dell'architettura. 

 

 

Non mancano momenti dedicati all'interazione diretta con i gruppi di ricerca grazie allo Speed Date Scientifico: attraverso brevi appuntamenti della durata di quindici minuti, i partecipanti possono conoscere da vicino i gruppi di ricerca, porre domande e soddisfare le proprie curiosità su numerosi temi. Il pubblico potrà esplorare le diverse postazioni e partecipare alle attività in programma, costruendo liberamente il proprio percorso tra esperienze, incontri e approfondimenti. Un'occasione per trascorrere insieme due serate ricche di attività, incontri e momenti di condivisione, aperte a tutte e tutti. È consigliabile prenotare visita gratuitamente al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-notte-delle-ricercatrici-e-dei-ricercatori-net-2026-1999388946160  

A Frascati prosegue la consueta collaborazione dei dipartimenti di Roma Tor Vergata con gli organizzatori di Frascati Scienza che animano il progetto Leaf. Per questa occasione i dipartimenti che partecipano sono Biologia, Medicina sperimentale, Ingegneria civile e ingegneria informatica, Biomedicina e prevenzione. Tante le proposte imperdibili nella settimana dedicata alla Scienza e ai suoi protagonisti: benvenuti sia scienziati che semplici curiosi. Laboratori e giochi per essere Veterinario per una Notte, affrontare il Viaggio all'interno del corpo umano, andare alla scoperta dell'ingegneria strutturale e geotecnica. Vedere come e perché si verificano le epidemie e qual è il viaggio della depurazione dell'acqua. Studi ingegneristici sulle cupole; analisi del dna.  

Dall'acqua che beviamo al cibo che mangiamo, fino alle tecnologie quotidiane, ai segreti dello spazio e del cervello umano: la ricerca scientifica esce dai nostri laboratori per incontrare i cittadini. La formula è quella dei laboratori gratuiti, ma anche degli spettacoli sul palco di piazza San Pietro, un grande palcoscenico scientifico aperto al pubblico e trasmesso in diretta social dagli organizzatori di Frascati Scienza. È consigliabile anche qui prenotarsi per poter essere protagonisti di questi eventi https://www.frascatiscienza.it/  

21 set 2026

Sanremo 2027, De Martino: "Emma? Non ha bisogno del mio invito"

21 set 2026

Settimana della felicità sul lavoro, il test per capire se ci stiamo bene

(Adnkronos) - Possiamo essere soddisfatti di quello che facciamo e, allo stesso tempo, non stare davvero bene. A volte, infatti, è proprio il corpo a dirci che qualcosa è cambiato: dormiamo peggio, siamo più stanchi, facciamo fatica a concentrarci, avvertiamo tensioni ricorrenti o arriviamo al weekend senza riuscire a recuperare. In occasione della Settimana della felicità sul lavoro, che si celebra quest'anno dal 21 al 25 settembre, Doctolib ha coinvolto il medico di medicina generale Luca Manganiello per approfondire il rapporto tra soddisfazione professionale e benessere psicofisico e individuare i segnali da ascoltare e come distinguere una normale stanchezza da un affaticamento che, nel tempo, può diventare difficile da sostenere. "Possiamo parlare di reale benessere quando il lavoro non ci dà soltanto soddisfazione, ma contribuisce a trovare la migliore versione di noi stessi - spiega il medico - Possiamo essere molto soddisfatti professionalmente e, allo stesso tempo, essere cronicamente stanchi o sotto pressione. Il benessere è qualcosa di più ampio: riguarda la possibilità di lavorare con impegno senza consumare progressivamente le proprie risorse. Significa avere energia, riuscire a concentrarsi, mantenere relazioni positive, ma anche saper recuperare dopo una giornata impegnativa e avere spazio per la propria vita al di fuori del lavoro. Il vero indicatore, quindi, non è l'assenza di stress, ma la capacità di recuperare dopo lo stress". 

Per capire se stiamo mantenendo un buon equilibrio, Manganiello propone di porsi 3 domande: 1) Come sta il mio corpo durante e alla fine della giornata? Mi sento normalmente affaticato oppure arrivo sistematicamente a fine giornata con dolore, rigidità, mal di testa o una sensazione di esaurimento?; 2) Quello che sento è occasionale o è diventato la mia normalità? Un episodio può capitare. Se però dormiamo peggio, siamo costantemente stanchi o facciamo sempre più fatica a concentrarci, è utile chiedersi che cosa sia cambiato; 3) Riesco a recuperare? Una volta terminata la giornata, riesco a staccare e a ritrovare l'energia oppure la tensione continua anche fuori dall'orario di lavoro? "Stare bene al lavoro non vuol dire non avere stress o giornate difficili - avverte il medico - Significa riuscire ad attraversarle senza perdere la propria capacità di recuperare e avere energie residue per il resto della vita non lavorativa. Il corpo non ci dice se siamo 'felici' in senso assoluto, ma può segnalarci quando qualcosa sta cambiando". 

La stanchezza persistente "è il segnale che sottovalutiamo più spesso, proprio perché tendiamo a normalizzarla e a non accorgerci di eventuali segnali di sovraccarico", continua Manganiello. Anche il corpo può mandare segnali: spalle contratte, collo rigido, mascella serrata, mal di testa o difficoltà a rilassarsi "sono sintomi aspecifici, che possono avere molte cause, ma quando diventano frequenti e si associano alla giornata lavorativa meritano di essere ascoltati". 

Più che il singolo sintomo, però, conta osservare il cambiamento rispetto al proprio equilibrio abituale. "Se da qualche tempo dormiamo peggio, siamo più stanchi, facciamo più fatica a concentrarci o recuperiamo con maggiore difficoltà - rimarca l'esperto - vale la pena fermarsi e chiedersi che cosa sia cambiato". La domanda da porsi diventa allora più ampia: "Il mio lavoro mi fa stare bene solo mentre lo svolgo, oppure è compatibile con la mia salute e quindi con l'interezza della mia persona? Amare quello che facciamo non dovrebbe significare ignorare i segnali che il nostro corpo ci manda".  

Passare molte ore seduti e davanti a uno schermo è un altro elemento da non sottovalutare. “Mantenere a lungo la stessa postura - spiega Manganiello - significa ridurre l'alternanza fisiologica di carico e movimento e può favorire rigidità e tensione, soprattutto a livello di collo, spalle e zona lombare. Anche l'attenzione prolungata davanti allo schermo può contribuire ad affaticamento visivo, cefalea e sensazione di stanchezza". Le contromisure possono essere semplici: alzarsi periodicamente, cambiare posizione, camminare durante una telefonata, utilizzare le pause per muoversi e fare qualche movimento di mobilità per collo e spalle. "Il consiglio più utile è evitare di aspettare che il dolore o la stanchezza arrivino per interrompere la postura mantenuta. Le pause brevi e frequenti sono più facili da inserire nella giornata e aiutano a trasformare il movimento in una normale parte dell'attività lavorativa". Essere stanchi alla fine di una settimana intensa è normale. Il segnale da osservare è piuttosto quanto tempo serve per tornare in equilibrio. "Sarebbe meglio prestare attenzione - chiarisce il medico - quando il recupero diventa sempre più lungo, quando il lunedì si riparte già esausti o quando la stanchezza si associa a disturbi del sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione, tensione muscolare o perdita di interesse anche per le attività fuori dal lavoro. Non è quanto siamo stanchi il venerdì sera a dirci come stiamo, ma se il riposo riesce ancora a restituirci le energie". 

Anche le modalità con le quali gli italiani organizzano i propri appuntamenti sanitari offrono uno spunto sul rapporto tra tempo dedicato al lavoro e tempo dedicato alla salute. Secondo i dati di Doctolib - riferisce una nota - quasi 1 prenotazione su 2 (49%) viene effettuata prima delle 9, dopo le 18 o durante il fine settimana. Un dato che suggerisce come la gestione della propria salute venga spesso ricavata nei momenti della giornata più compatibili con gli impegni professionali. La felicità professionale non coincide, dunque, con una giornata perfetta, né con l'assenza di stress. E forse la domanda più utile da portarsi dietro durante la Settimana della felicità sul lavoro non è soltanto "quanto mi piace quello che faccio?" ma anche "come sto io, quando la giornata è finita?". 

21 set 2026

Università UniCamillus, 120 scienziati a confronto per la Giornata della ricerca

(Adnkronos) - Mettere in comune competenze, esperienze e idee per trasformare la conoscenza reciproca in nuove opportunità di ricerca. E' stato questo l'obiettivo della Giornata della ricerca condivisa – 'Conoscersi per collaborare', l'iniziativa con cui UniCamillus ha inaugurato la Settimana della Ricerca 2026, in programma dal 21 al 27 settembre. L'appuntamento si è tenuto oggi, dalle ore 10:00 alle 14:00, nell'Aula 1 di UniHall, dove 120 ricercatori dell'Ateneo sono stati chiamati a incontrarsi, presentare i propri lavori e confrontarsi in tavole rotonde sui diversi ambiti della ricerca sviluppata all'interno di UniCamillus. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del rettore Gianni Profita e del delegato alla Ricerca Emiliano Maiani, per poi lasciare spazio al confronto tra gli studiosi attraverso la presentazione di paper e risultati di ricerche realizzate in Ateneo. Non una semplice occasione di presentazione, ma soprattutto un momento di networking scientifico interno, pensato per favorire la conoscenza tra gruppi e singoli professionisti, anche appartenenti ad ambiti disciplinari differenti. L'obiettivo era far emergere competenze ed expertise che potessero incontrarsi con progetti già in fase di elaborazione o con nuove idee di ricerca, creando le condizioni per sviluppare collaborazioni interdisciplinari e nuovi progetti condivisi. 

"La ricerca - afferma il rettore Gianni Profita - rappresenta una delle direttrici fondamentali su cui UniCamillus sta costruendo il proprio futuro. Investire nella ricerca significa investire nelle persone, nelle idee e nella capacità di guardare alle sfide della salute con strumenti nuovi e con una prospettiva di lungo periodo. La Giornata della Ricerca Condivisa nasce proprio da questa visione: creare occasioni in cui i nostri ricercatori possano conoscersi, mettere in comune competenze ed esperienze e trovare insieme nuove strade. Perché il futuro della ricerca passa anche dalla capacità di fare rete, di contaminare saperi diversi e di trasformare un'intuizione individuale in un progetto condiviso. UniCamillus vuole continuare a essere un luogo in cui questo futuro possa prendere forma". 

"UniCamillus - dichiara il delegato alla ricerca Emiliano Maiani - sta sviluppando un profilo di ricerca sempre più riconoscibile, in particolare nelle neuroscienze, nell'oncologia di precisione e nella medicina della riproduzione, ambiti nei quali la ricerca di base e quella clinica dialogano in modo concreto –La prima Giornata della Ricerca Condivisa rappresenta un passaggio importante in questo percorso e offre l'occasione di valorizzare ulteriormente le competenze presenti nella nostra comunità accademica e di rafforzare il legame tra il laboratorio e la cura dei pazienti". 

 

UniCamillus è oggi coinvolta in circa 16 progetti di ricerca attivi, che spaziano dalle malattie neurodegenerative all'oncologia, con particolare attenzione all'impatto delle patologie oncologiche sulla qualità della vita, dalle malattie cardiovascolari alla medicina di genere. Nei laboratori e nei contesti clinici dell'Ateneo, gli studiosi lavorano per comprendere sempre più a fondo i meccanismi alla base delle patologie, individuare nuovi biomarcatori, migliorare gli strumenti diagnostici e contribuire allo sviluppo di approcci terapeutici innovativi. Un impegno che guarda alle grandi sfide della medicina contemporanea e che punta a trasformare i risultati della ricerca in conoscenza, innovazione e concrete opportunità di cura per i pazienti. 

L'attività di ricerca dell'Ateneo è stata oggetto della Valutazione della qualità della ricerca (VQR) 2020-2024, il principale esercizio nazionale promosso dall'Anvur per analizzare la qualità della produzione scientifica e l'impatto delle attività di Terza Missione delle università italiane. Nell'ambito specifico della ricerca nelle Scienze mediche, UniCamillus ha ottenuto un risultato di particolare rilievo: 1° posto tra gli atenei non statali italiani con analogo volume di progetti valutati; 3° posto tra tutte le università non statali; 9° posto nella graduatoria nazionale complessiva, che comprende atenei statali e non statali. 

Tale riconoscimento certifica la qualità della ricerca scientifica dell'Ateneo in ambito medico e conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso. Un percorso che troverà nuovo slancio nella giornata del 21 settembre, pensata per trasformare questi risultati in nuove collaborazioni e progetti condivisi. 

21 set 2026

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