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Attentato a Ranucci, domani l'interrogatorio degli arrestati. La difesa: "Ribadiranno che non conoscevano Lavitola"

(Adnkronos) - "I nostri assistiti vogliono parlare e sono intenzionati a rispondere e a chiarire in merito alle accuse contestate dalla procura". Lo affermano all'Adnkronos gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori di tre dei quattro, arrestati lo scorso 30 giugno con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'attentato davanti all'abitazione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci. I difensori hanno avuto un colloquio questa mattina in carcere con i loro assistiti, Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, in vista dell'interrogatorio davanti al pm fissato per domani. "Daranno la loro versione dei fatti e certamente ribadiranno che non conoscevano Lavitola" aggiunge Pagliarulo.  

 

La banda è accusata a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Finora i tre uomini, detenuti in carcere e Marika De Filippis, ai domiciliari, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere rendendo solo dichiarazione spontanee. Domani però è atteso un chiarimento anche sul perimetro del mandato ricevuto da Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli inquirenti l'intermediario e tuttora in Africa. Un passaggio, quello della richiesta di interrogatorio, che arriva dopo la confessione di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato sostenendo di averlo fatto per far innalzare il livello di protezione al conduttore di Report, ma di averlo immaginato modalità diverse: non una bomba ma una serie, quattro o cinque, di colpi di pistola dimostrativi da esplodere contro il muro dell’abitazione di Ranucci.  

E' attesa, intanto, per il prossimo 7 settembre l'udienza davanti al Riesame per Valter Lavitola. In quella sede l'ex editore e imprenditore renderà dichiarazioni spontanee. 

 

26 ago 2026

Harry e Meghan, Bbc: "Sono arrivati nel Regno Unito". Il rientro con i figli dopo sei anni

(Adnkronos) - Harry e Meghan sono arrivati nel Regno Unito. Lo riferisce la Bbc, secondo cui il duca e la duchessa di Sussex, con i loro figli Archie e Lillibet, sono rientrati nel Paese a bordo di un volo privato dalla California.  

Un portavoce del secondogenito di re Carlo ha precisato che "questo non è qualcosa su cui sui rilasciamo commenti". Nei giorni scorsi era stato anticipato il rientro nel Regno Unito, dopo sei anni, di Harry e Meghan. 

Secondo quanto ha riferito una fonte alla Bbc "non sembrava ci fosse una presenza della polizia mentre Harry e la sua famiglia lasciavano l'aeroporto". Non è chiaro quali misure verranno adottate per garantire la loro sicurezza nel Regno Unito né chi ne sosterrà i costi.  

Dopo l'annuncio dell'intenzione dei Sussex di tornare, un portavoce del ministero dell'Interno britannico ha dichiarato che le decisioni sulla sicurezza dei membri della famiglia reale vengono prese dal Comitato esecutivo per la protezione della famiglia reale e delle personalità pubbliche che il sistema di sicurezza protettiva del governo britannico è "rigoroso e proporzionato". In passato, il principe Harry aveva dichiarato che le preoccupazioni per la sicurezza gli avevano impedito di recarsi nel Regno Unito e di portare con sé la moglie e i figli. 

Il duca e la duchessa di Sussex, secondo quanto riferiscono i media inglesi, andranno a vivere in una proprietà privata nelle Cotswolds, fuori Londra. Archie e Lilibet sono già stati iscritti in una scuola britannica e cominceranno la prossima settimana. Il loro rientro, inoltre, non comporterebbe alcun cambiamento nei rispettivi ruoli e status. Harry e Meghan continueranno ad essere membri non attivi della Famiglia Reale, in linea con la scelta da loro espressa e con gli accordi raggiunti negli ultimi anni. I duchi di Sussex hanno lasciato il Regno Unito e rinunciato ai loro incarichi reali all'inizio del 2020, prima di stabilirsi in California nel marzo dello stesso anno.  

Stando alle ricostruzioni, Re Carlo sarebbe stato informato soltanto all'inizio di questo mese del ritorno dei Sussex. Una notizia arrivata inaspettatamente, anche considerando che Carlo aveva incontrato il figlio poche settimane fa, senza che i due gli avessero anticipato la loro intenzione. Prima di quella visita, il principe Harry e Meghan non erano stati insieme nel Regno Unito dal funerale della regina Elisabetta II, nel 2022. 

26 ago 2026

Morto il marchese Vittorio Frescobaldi, il signore del vino toscano aveva 97 anni

(Adnkronos) - Il marchese Vittorio Frescobaldi, tra gli imprenditori che hanno segnato la storia del vino toscano e contribuito alla sua affermazione sui mercati internazionali, è morto a Firenze all'età di 97 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dalla famiglia. La sua scomparsa nella notte scorsa chiude una lunga stagione della viticoltura italiana, quella che tra la seconda metà del Novecento e gli anni Duemila ha visto la Toscana rafforzare il proprio ruolo tra le grandi regioni vinicole del mondo. Vittorio Frescobaldi lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Lamberto e Diana. 

Nato a Firenze il 30 novembre 1928, Frescobaldi apparteneva alla trentunesima generazione della famiglia, il cui legame con la produzione di vino risale al Medioevo e nei secoli Frescobaldi Vini è stata l'azienda fornitrice della corte reale d'Inghilterra, di pontefici e delle grandi casate nobiliari, a partire dai Medici fiorentini. Dopo la laurea in agraria, conseguita nel 1953 all'Università di Firenze, era entrato nell'impresa di famiglia, arrivando ad assumerne la guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo. E' negli anni della sua gestione che la storica realtà fiorentina accelera il proprio percorso di crescita, con una strategia rivolta alla valorizzazione delle diverse anime della viticoltura toscana e, soprattutto, alla conquista dei mercati esteri. Un passaggio che accompagna anche la trasformazione del vino italiano da prodotto prevalentemente legato al consumo nazionale a eccellenza riconosciuta e ricercata a livello internazionale. 

Tra le iniziative destinate a lasciare il segno c'è quella avviata nel 1995 a Montalcino conl'imprenditore statunitense Robert Mondavi. Dalla collaborazione nasce Tenuta Luce, progetto che unisce competenze e tradizioni diverse e diventa uno dei nomi più noti della nuova stagione del vino toscano. Nel corso degli anni il mondo Frescobaldi amplia inoltre la propria presenza in alcuni dei territori più prestigiosi della regione, da Montalcino a Bolgheri, consolidando un portafoglio di tenute e denominazioni destinato a rafforzare il posizionamento internazionale del gruppo.  

Imprenditore, ma anche custode di una storia familiare profondamente intrecciata a quella di Firenze, Frescobaldi ha rappresentato il punto di incontro tra una tradizione secolare e una concezione moderna dell'impresa vitivinicola. Il suo percorso si è sviluppato in un'epoca di profondi cambiamenti per il settore, durante la quale qualità, investimenti e capacità di guardare oltre i confini italiani sono diventati elementi decisivi per la competitività del vino italiano. Negli ultimi anni aveva progressivamente trasferito il testimone alla nuova generazione. La guida dell'azienda era passata al figlio Lamberto, mentre Vittorio aveva mantenuto un ruolo di riferimento per la famiglia e per il mondo vitivinicolo. I coniugi Vittorio e Bona Frescobaldi sono stati molto legati alla casata reale dei Windsor, ospitando più volte l'allora principe Carlo d'Inghilterra nelle loro residenze toscane. (di Paolo Martini) 

26 ago 2026

Resta in carcere il 15enne italiano detenuto a Malta, attesa la perizia psicologica entro il 30 settembre

26 ago 2026

Elicottero precipita e prende fuoco in Piemonte: due morti a Ossola

26 ago 2026

Emma, il discorso al matrimonio del fratello Checco: "Sarò il vostro cane da guardia"

(Adnkronos) - L'emozione è tanta, ma ancora più grande è l'amore. Lo scorso 17 giugno il fratello di Emma Marrone, Francesco, detto Checco, ha sposato Maria Elisa Pellegrino. A distanza di due mesi, sui social è stato condiviso il video del discorso pronunciato dalla cantante durante la cerimonia.  

Emma aveva cominciato rivolgendosi al fratello, ripercorrendo il legame che li unisce: "Checco noi non abbiamo scelto di essere fratelli, noi ci siamo ritrovati figli dei nostri genitori. Il rapporto che abbiamo costruito nella nostra vita lo abbiamo deciso noi, sin da piccoli. Siamo sempre stati uniti, ci siamo sempre amati e ci siamo aiutati nei momenti belli ma soprattutto nei momenti più disastrosi e devastanti della nostra vita e per me oggi vedere un pezzo della mia carne vivere un giorno così bello è come se lo stessi vivendo io al posto tuo. E sono veramente felice di vederti così... felice", ha detto raccontando la sua emozione nel vivere un giorno simile.  

Poi, il discorso si è poi spostato sulla cognata Maria Elisa, raccontando il loro primo incontro e il momento in cui ha capito che fosse la persona giusta per il fratello: "Quando ti ho vista per la prima volta ci siamo guardate, non ci siamo parlate tantissimo. Però quando ho visto il modo in cui guardavi mio fratello con quegli occhi pieni di cura, pieni di amore, ho rivisto i miei occhi. E ho detto sì, questa ragazza lo ama almeno quanto lo amo io, se non di più. Mio fratello meritava e merita una persona così bella, così pura".  

 

 

In conclusione, la cantante salentina ha rivolto un augurio speciale ai neosposi: "E quindi ci meritiamo tutto questo amore e ci meritiamo tutta questa bellezza e ci meritiamo tutte queste bellissime persone che oggi sono qui per voi, perché ve lo meritate, perché siete due cuori puri ed è giusto che nella vita, nonostante mille tempeste, alla fine vi siete incontrati, perché due persone così si meritano. Quindi io vi vorrei dire grazie per questo sogno che ci state facendo vivere. Ci saranno degli alti, dei bassi, come in tutte le grandi storie d'amore". E poi una promessa accompagnata da un sorriso e un lungo abbraccio: "Non fate entrare il chiacchiericcio, non permettete mai agli altri di far parlare di voi anche perché se mai dovesse succedere, ci sono io, il vostro cane da guardia. Vi amo, auguri".  

26 ago 2026

Caso Fakir, parla l'uomo che aiutò gli agenti a trattenerlo a terra: "Vivo recluso per le minacce"

(Adnkronos) - "Sto pensando di lasciare il Paese, nonostante io sia una persona pulita che non ha fatto niente di sbagliato. Non spaccio, non rubo, non ho mai ammazzato nessuno. Spero che la famiglia di Fakir possa aiutarmi in qualche modo, e convincere chi mi vuole fare del male che non c’entro niente. Ero lì per caso e non avrei mai pensato che Fakir potesse morire". E’ lo sfogo pubblicato su ‘Repubblica’ del 37enne kossovaro che la mattina del 19 luglio è intervenuto nel quartiere Pilastro di Bologna nelle operazioni di immobilizzazione di Abderrahim Fakir tenendogli le caviglie. “Da quel giorno non può più frequentare il quartiere: è scappato per paura dopo le minacce di un gruppo nutrito di residenti, e non solo – si legge – ‘Ti spacchiamo la testa’, gli avrebbero promesso. ‘Devi sparire’. ‘Vattene perché ti fanno la pelle’”. E aggiunge: "Mi hanno anche picchiato". 

L’uomo, padre di tre figli, "vive recluso a casa di un amico da un mese e mezzo. Esce per la spesa e per altre compere essenziali. Mentre al Pilastro va solo di notte, di nascosto, per andare a trovare la madre che abita proprio in via Svevo, dove fino a poco tempo stava anche lui", scrive il quotidiano. Il ragazzo è stato già sentito, ma non è indagato, dalla squadra mobile, che conduce le indagini sul caso Fakir. "Prima di me c’erano due ragazzi del Marocco che collaboravano con gli agenti e che non stanno avendo nessuna delle conseguenze che sto subendo io – spiega il 37enne - Poi, dopo che si sono allontanati, le forze dell’ordine hanno chiesto a me, in modo spontaneo, di aiutarli: tenendolo fermo per bene dato lui che non si calmava. Io l’ho fatto, quasi per un senso di generosità: faceva veramente molto caldo, era chiaro che quell’uomo stava troppo male, non volevo fargli assolutamente niente di brutto, volevo solo aiutarlo". 

Dopo poco, però, quando Fakir resta immobile mentre lo legano, si rende conto che qualcosa non va. "Sono stato uno dei primi a chiedere: 'Ragazzi, ma respira?'. Si sente anche nel video che è circolato. La situazione però sembrava sotto controllo, forse aveva avuto un mancamento e c’era del personale qualificato vicino. Sono andato via a sciacquarmi nel mio appartamento, al piano di sopra, e quando sono tornato lo stavano rianimando, non rispondeva più. Mi sono sentito subito in colpa, ho avuto paura, ma soprattutto ho provato dispiacere". Un sentimento che avrebbe espresso anche quando è arrivata la famiglia sul posto, "nei momenti più concitati dopo il decesso" si legge . "Sono andato dal fratello, ho provato a spiegargli quello che avevo visto e quello che era accaduto. Ma da quel momento, dopo quel video, la mia vita si è fermata", conclude l’uomo. 

26 ago 2026

Eclissi lunare del 28 agosto, nessun rischio per gli occhi: ecco quando e dove vederla

(Adnkronos) - L'eclissi lunare "non rappresenta alcun rischio per la vista. A differenza dell'eclissi solare, infatti, non espone gli occhi alla luce diretta del Sole. Durante un'eclissi lunare la Luna si oscura perché la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, proiettando la propria ombra sulla superficie lunare. La parte di Luna che osserviamo continua comunque a riflettere la luce solare, ma guardarla a occhio nudo non comporta alcun rischio per gli occhi". Così all'Adnkronos Salute Domenico Schiano, oculista, ricercatore Unicamillus e responsabile Segmento Anteriore dell’Irccs-Fondazione Bietti, in vista dell’eclissi lunare del 28 agosto.  

Il discorso è diverso per l’eclissi solare: "Osservare direttamente il Sole senza adeguate protezioni può provocare danni permanenti alla retina" spiega Schiano. Secondo l’esperto, la campagna di informazione sull’eclissi solare "ha contribuito a sensibilizzare la popolazione sui rischi. Nei Pronto soccorso - afferma - si sono registrati alcuni accessi, soprattutto da parte di persone che, per prudenza, hanno chiesto un controllo dopo aver accusato disturbi aspecifici. Non si sono però registrati problemi rilevanti". Le persone "erano abbastanza informate sui rischi, hanno utilizzato occhiali protettivi specifici e hanno prestato attenzione a tenere lontani i bambini", sottolinea Schiano.In caso di esposizione al Sole senza le necessarie protezioni, invece, "eventuali lesioni alla retina possono manifestarsi anche a distanza di tempo. Ma è importante ribadirlo: per l’eclissi lunare non c’è alcun rischio per la vista", conclude l’esperto.  

 

Lo spettacolo si potrà osservare all'alba del 28 agosto, quando l'ombra della Terra coprirà il 90% del satellite che si colorerà di rosso. La fase parziale inizierà intorno alle 4:34, mentre il massimo è previsto attorno alle 6:12-6:13, quando la Luna sarà ormai molto bassa sull'orizzonte occidentale. Dall'Italia non sarà quindi possibile seguire l'intera evoluzione dell'eclissi fino alla fine, perché la Luna tramonterà mentre è ancora eclissata. 

L'eclissi sarà osservabile da tutta Italia, ma le condizioni saranno migliori nelle località del Centro-Sud, dove la Luna rimarrà sopra l'orizzonte più a lungo. Al Nord, invece, il tramonto della Luna arriverà prima rispetto al momento del massimo. 

Per godersi il fenomeno è fondamentale scegliere un luogo con orizzonte occidentale libero, senza palazzi, alberi o rilievi che possano nascondere la Luna quando sarà ormai molto bassa. Anche dalle città sarà possibile tentare l'osservazione, purché si disponga di una visuale sufficientemente aperta verso Ovest/Sud-Ovest. 

A Roma, ad esempio, il momento del massimo cadrà poco dopo le 6 e la Luna sarà a pochi gradi dall'orizzonte: sarà quindi particolarmente importante scegliere in anticipo un punto panoramico con visuale libera verso Ovest. 

 

Notte tra 27 e 28 agosto: la Luna attraversa progressivamente l'ombra della Terra. 

4:34 circa: inizio della fase parziale. 

6:12-6:13: massimo dell'eclissi, con oltre il 90% del disco lunare oscurato. 

Dopo le 6: la Luna sarà molto bassa sull'orizzonte e l'osservazione diventerà sempre più difficile. 

Poco dopo: la Luna tramonterà, prima che l'eclissi sia terminata in tutte le sue fasi. 

Per osservare l'eclissi non servono occhiali speciali né strumenti astronomici: è sufficiente guardare la Luna a occhio nudo. Un binocolo o un piccolo telescopio, naturalmente, possono rendere più evidenti i dettagli della superficie lunare e del bordo dell'ombra terrestre. 

26 ago 2026

Viterbo, scooter travolto da camion: arrestato il conducente, guidava con la patente revocata

26 ago 2026

Suicidio assistito, in Lombardia il primo caso interamente gestito dal servizio sanitario

(Adnkronos) - E' morto ieri, 25 agosto, Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, dopo aver ottenuto l'assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo per attuare la propria scelta di ricorrere al suicidio medicalmente assistito. È la terza persona in Lombardia, il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l'intera fase attuativa, compresi l'assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l'individuazione del luogo nel quale procedere. Ne dà notizia l'Associazione Luca Coscioni. 

"Domenico aveva presentato la propria richiesta all'Asst Ovest Milanese l'8 novembre 2025. Dalla richiesta all’effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane", fa notare l'associazione in una nota.  

"Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, il collegio legale di studio e difesa di Domenico, coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, aveva presentato a fine maggio un ricorso d'urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.  

Dagli atti depositati dall'azienda sanitaria, ricostruisce l'associazione nella nota, era emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026, accertando a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l'accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione. La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio. Il 25 giugno l'Asst aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni di Domenico. Lo scorso 23 giugno, in udienza, Domenico aveva espresso direttamente al giudice il peso dell'attesa: "Sono stanco, non ne posso più". 

Il percorso si è infine concluso all'interno del Servizio sanitario regionale lombardo, non limitandosi alla verifica dei requisiti. Il servizio pubblico ha organizzato anche la fase attuativa: il personale sanitario disponibile su base volontaria, il farmaco e la strumentazione necessari, la modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni di Domenico, l'assistenza sanitaria e il luogo nel quale esercitare la propria scelta. Sono stati inoltre utilizzati diversi strumenti di tutela, elenca l'associazione: l'amministratore di sostegno, che lo ha affiancato negli aspetti amministrativi; l'Ufficio di Pubblica Tutela Ovest Milanese al quale sono stati segnalati i ritardi; e, infine, la tutela giudiziaria urgente. "Le decisioni relative alle cure e all'autodeterminazione sono rimaste di Domenico, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli - spiega l'associazione - Domenico ha inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica, attivando la procedura prevista". 

La "Regione Lombardia non aveva dato notizia" del caso di suicidio assistito interamente gestito dal servizio sanitario regionale "per una ragione molto semplice: rispettare la volontà espressamente manifestata dal paziente, prima della procedura, che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata. Dal momento che altri hanno purtroppo deciso di rendere pubblica la vicenda, possiamo confermare che il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle procedure previste dalle indicazioni regionali e in osservanza dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale". Lo dichiara in una nota l'assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, evidenziando che "trasformare una vicenda così intima in uno strumento di battaglia mediatica significa non rispettare innanzitutto la persona, la sua volontà e la sua dignità".  

"Su temi tanto delicati - conclude l'assessore - credo che le istituzioni abbiano un dovere preciso: applicare le regole, garantire i diritti e, soprattutto, rispettare le persone e le loro scelte, senza strumentalizzazioni". 

26 ago 2026

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