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Sport, Greta De Salvia premiata al Giffoni Award

(Adnkronos) - Importante riconoscimento per Greta De Salvia, giovane atleta di salto ostacoli e ambassador di BeGreat, che ha ricevuto il Giffoni Sport Award nell'ambito del Giffoni Film Festival. Il premio celebra il percorso di una giovane protagonista dello sport italiano che incarna i valori dell'impegno, della disciplina e della crescita personale, distinguendosi per la capacità di coniugare eccellenza sportiva e formazione accademica. Come studentessa e atleta, Greta De Salvia rappresenta infatti il modello della dual career, promuovendo una visione del talento fondata non solo sulla performance, ma anche sulla responsabilità, sulla cultura e sulla costruzione del proprio futuro. "Ricevere questo premio è per me un grande onore - ha detto De Salvia - Lo considero un riconoscimento non soltanto al mio percorso sportivo, ma a tutti i giovani che ogni giorno scelgono di investire sui propri sogni con impegno, sacrificio e passione. Credo profondamente che il talento abbia bisogno di opportunità, di persone che sappiano crederci e di un ecosistema capace di sostenerlo nel tempo". 

"Greta De Salvia rappresenta una generazione di giovani che affronta con serietà, passione e consapevolezza il proprio percorso di crescita - ha aggiunto Jacopo Gubitosi, general manager Giffoni Film Festival - Attraverso lo sport, lo studio e il suo impegno come ambassador di BeGreat, ha dimostrato come il talento, la determinazione, la disciplina dentro e fuori dal campo, possano diventare uno strumento di ispirazione e di impatto positivo per la comunità. Con questo premio intendiamo valorizzare una giovane donna che interpreta al meglio i valori che Giffoni promuove da oltre cinquant'anni: cultura, educazione, merito, inclusione e fiducia nel potenziale delle nuove generazioni".  

L'assegnazione del premio si inserisce nel percorso promosso da Giffoni Sport, piattaforma dedicata alla valorizzazione dello sport come leva di crescita, educazione e sviluppo del talento. Attraverso iniziative che mettono al centro i giovani e le loro aspirazioni, Giffoni Sport favorisce l'incontro tra cultura, sport, innovazione e formazione, contribuendo alla costruzione di modelli positivi e percorsi di eccellenza per le nuove generazioni. In questo scenario, Greta De Salvia rappresenta una testimonianza concreta dei valori di impegno, responsabilità e visione che il progetto intende promuovere.  

28 lug 2026

Milano, la figlia di Leonardo Maria Del Vecchio consegnata alla madre

(Adnkronos) - La figlia di Leonardo Maria Del Vecchio è stata consegnata, come da disposizione della giudice di Milano Valentina Maderna, alla madre la modella Sara Soldati. Dopo venti giorni di separazione, il Tribunale civile ha stabilito – su istanza dell’avvocata Annamaria Bernardini de Pace e del collega Luca Procaccini - che la donna ha diritto di stare con la figlia nata un anno fa dal legame con il figlio del fondatore di Luxottica. Lo apprende l'Adnkronos da fonti legali.  

La decisione della giudice è arrivata ieri dopo l'istanza, presentata dall'avvocata Annamaria Bernardini de Pace, che assiste la modella e influencer che "da 20 giorni non vede la figlia'' aveva detto ieri Bernardini de Pace all'Adnkronos. 

Sulle dichiarazioni poste alla base del ricorso della Soldati i legali Del Vecchio oggi hanno precisato in una nota "che la signora Kornelia Strzelichowska smentisce definitivamente che le possano essere attribuite le ricostruzioni in merito ai fatti avvenuti a bordo nella notte tra il 22 e il 26 luglio". I legali hanno allegato al comunicato la copia di una dichiarazione giurata datata New York, 28 luglio, nella quale la modella polacca smentisce il contenuto del video che la ex compagna dell'imprenditore, Sara Soldati, ha usato nella battaglia legale per la figlia di un anno. 

A quanto affermano i legali, la modella, nota come Kornelia Ski, "smentisce di aver mai espresso alcun giudizio sull'idoneità genitoriale del signor Del Vecchio, così come smentisce di averlo mai visto in stato di alterazione. Tali dichiarazioni non le appartengono e la signora Strzelichowska non ne riconosce in alcun modo il contenuto, come da dichiarazione da lei sottoscritta". Nella nota, gli avvocati segnalano, inoltre, "come le circostanze rappresentate risultino raccolte in un momento di evidente fragilità emotiva della signora Strzelichowska, in un contesto che la signora Soldati avrebbe consapevolmente manipolato, orientato e condizionato approfittando dello stato di vulnerabilità della ragazza. Tale modalità di acquisizione solleva evidenti profili di illegittimità, sia per le modalità con cui il materiale sarebbe stato raccolto, sia per l'attendibilità di quanto riportato in giudizio".  

Per questo, la difesa annuncia di riservarsi "ogni iniziativa opportuna, anche in sede penale, per l'accertamento delle responsabilità di chi ha raccolto e diffuso tali dichiarazioni". 

28 lug 2026

Ostia, via alla demolizione dello stabilimento dei vip. Gualtieri: "Il mare di Roma cambia volto"

(Adnkronos) - E' cominciata oggi la demolizione dello stabilimento balneare Shilling di Ostia, sequestrato dall’estate del 2024, alla presenza del prefetto di Roma Lamberto Giannini, del presidente del X municipio di Roma, Mario Falconi, dell’assessore alle Politiche Abitative e al Patrimonio del Campidoglio, Tobia Zevi e del sindaco della Capitale Roberto Gualtieri: "Oggi è partito un altro intervento molto importante per la riqualificazione e il decoro del nostro mare. Lo Shilling era sotto sequestro, era chiuso. Questo determinava sia il mancato uso di quella porzione di spiaggia sia il degrado, una situazione con situazioni di abusivismo, mancato decoro e pericoli". 

"Grazie al lavoro di squadra, al ‘Metodo Roma’ - prosegue Gualtieri - si sta procedendo alla demolizione della struttura abbandonata che consentirà di ripulire tutto e di realizzare poi una spiaggia libera senza ostruzioni alla vista per i cittadini". Demolizioni che, prosegue il sindaco, "poi ci consentiranno di aggredire l’altro rudere, lo Sporting. Così, si sarà riqualificato un pezzo molto importante e pregiato del nostro lungomare, che verrà restituita ai cittadini non solo dal punto di vista della visuale, ma anche della fruibilità. Ostia è il mare di Roma e quindi è necessario un impegno da parte di tutte le istituzioni". 

I beni sottoposti a sequestro, come lo stabilimento Shilling e lo Sporting, "dovevano essere rimossi oppure resi fruibili per farne godere i cittadini e per evitare che diventassero luoghi di degrado. Detto, fatto. Appena fatte le attività necessarie, abbiamo proceduto: questo è molto importante, e dobbiamo procedere così. Ostia ha avviato da tempo un percorso, che io ritengo irreversibile, per diventare veramente un mare bello per tutti i romani e un ulteriore vanto di Roma", dice il prefetto Giannini. 

“I lavori di demolizione dello Shilling dureranno pochi giorni. Poi, nel corso di alcune settimane, inizierà il lavoro più oneroso: quello dello smaltimento e della differenziazione dei rifiuti. Entro settembre riusciremo a demolire sia lo Shilling sia lo Sporting", dice Zevi. "Ovviamente - prosegue Zevi - vogliamo riaprire il Kursaal. Lo faremo sicuramente dopo il Pua (il piano di utilizzazione degli arenili, ndr). Se, nel frattempo, riuscissimo a trovare una soluzione ponte, ci farebbe piacere, fermo restando che si tratta di una cosa complicata, che richiede grandi interventi e investimenti. L’orizzonte è il bando pluriennale 2027/28. Il Kursaal per noi è un simbolo di Roma - conclude - e faremo di tutto per salvarlo". 

28 lug 2026

Bari, studentessa picchiata al parco: indagati per lesioni e rapina custode bagni e il compagno

28 lug 2026

Leonardo Maria Del Vecchio, un patrimonio che pesa: liti, debiti e tutti i dossier aperti

(Adnkronos) - Leonardo Maria Del Vecchio possiede sulla carta una delle maggiori fortune italiane. Ma, a quattro anni dalla morte del padre, quella ricchezza è diventata anche una fonte di vincoli, liti e debiti. La quota del 12,5% della cassaforte lussemburghese Delfin gli attribuisce indirettamente partecipazioni miliardarie in EssilorLuxottica, Generali, Mps e UniCredit. Non gli garantisce però né il controllo della holding né la libertà di utilizzare le azioni come garanzia. Nel frattempo, intorno al suo nome si sono accumulati dossier familiari, finanziari, giudiziari e reputazionali che rischiano di condizionare il progetto con cui vuole trasformarsi da erede a protagonista autonomo dell’economia italiana. 

Leonardo Del Vecchio senior lasciò Delfin in parti uguali a otto eredi, ciascuno con il 12,5%. Lo statuto prevede maggioranze rafforzate per le decisioni principali: nessun erede può quindi imporre da solo una strategia e anche una coalizione di due o tre soci può non bastare. Delfin detiene il 32,4% circa di EssilorLuxottica, il 17,5% di Mps, il 10,1% di Generali e poco meno del 3% di UniCredit. La partecipazione posseduta da Leonardo Maria Del Vecchio vale indicativamente tra 5 e 7 miliardi di euro, a seconda che si consideri il prezzo negoziato per le quote dei fratelli o il valore patrimoniale lordo degli asset di Delfin. È una ricchezza enorme, ma non immediatamente liquidabile né liberamente utilizzabile come garanzia. 

Il primo obiettivo di Leonardo Maria è stato intervenire sull’equilibrio tra gli otto eredi. I fratelli Luca e Paola hanno accettato di vendergli il loro 25% complessivo: l’operazione lo porterebbe al 37,5%, rendendolo il primo azionista di Delfin, ma senza il controllo assoluto. Parallelamente, Leonardo Maria ha contestato il trasferimento compiuto dalla madre Nicoletta Zampillo, pochi giorni dopo la morte del fondatore, di parte dei propri diritti su Delfin al figlio Rocco Basilico. Quest’ultimo ha a sua volta impugnato alcune decisioni assembleari favorevoli al trasferimento delle quote di Luca e Paola. 

A giugno Leonardo Maria e Basilico avevano raggiunto un’intesa per ritirare le rispettive azioni legali. La tregua però non è stata formalizzata in maniera definitiva e l’assemblea di Delfin di fine giugno non ha sbloccato il passaggio del 25%. Leonardo Maria non ha partecipato alla riunione e il veto sul trasferimento è rimasto. Anche la possibile acquisizione dello 0,4% attribuito a Basilico è diventata un altro nodo: la partecipazione è stata valutata 149 milioni di euro, somma che Leonardo Maria dovrebbe reperire senza poter utilizzare come garanzia la sua quota originaria di Delfin.  

La contrapposizione tra i fratellastri va oltre la lite tra gli eredi: è lo scontro tra due figure che Leonardo Del Vecchio aveva fatto crescere all’interno del gruppo e collocato, con modalità diverse, nel futuro della propria eredità. Il primo rivendica il ruolo di continuatore del nome e punta a diventare l’azionista più forte di Delfin; il secondo, protagonista della scommessa tecnologica sugli smart glasses, difende una quota che gli era stata attribuita dal fondatore e propone una strada opposta per sciogliere il nodo della successione. 

Per liquidare Luca e Paola servono circa 10 miliardi di euro. Il primo progetto finanziario prevedeva un pacchetto complessivo vicino agli 11 miliardi: 10 miliardi per acquistare il 25% di Delfin detenuto dai due fratelli e circa un miliardo per rifinanziare esposizioni già esistenti. Tra gli istituti coinvolti nelle trattative erano stati indicati UniCredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole. 

A complicare l’operazione, secondo la ricostruzione dello stesso Leonardo Maria Del Vecchio, è stato anche il risiko bancario italiano. In una lettera pubblicata a giugno, l’imprenditore ha scritto che “il finanziamento è finito nel pieno del risiko bancario italiano”, in una fase in cui gli stessi soggetti potevano trovarsi, a seconda dell’operazione, nella posizione di finanziatori, società partecipate, controparti o potenziali acquirenti. Una sovrapposizione che avrebbe fatto emergere, nelle sue parole, “questioni di sostenibilità e allocazione del rischio”. Del Vecchio ha comunque escluso che vi fossero rapporti impropri tra il finanziamento richiesto e le partite del consolidamento bancario. 

Il prestito si è però arenato soprattutto sulle garanzie. Lo statuto non consente a Leonardo Maria di impegnare liberamente il 12,5% di Delfin già in suo possesso, mentre avrebbero potuto essere date in pegno le quote acquistate da Luca e Paola. Le banche avevano quindi chiesto il sostegno della holding attraverso una lettera di patronage: in caso di insolvenza, Delfin si sarebbe impegnata a riacquistare le partecipazioni di Leonardo Maria per circa 10 miliardi, evitando l’ingresso degli istituti nel capitale. Il consiglio di amministrazione della holding ha però respinto la richiesta. 

Il primo progetto bancario è così incagliato. Dire che avrebbe consegnato Delfin alle banche sarebbe eccessivo, perché il meccanismo di riacquisto era pensato proprio per impedirne l’ingresso nella holding. Ma, in caso di mancato pagamento, Leonardo Maria avrebbe rischiato di perdere l’intera partecipazione del 37,5% e i creditori avrebbero avuto una forte capacità di condizionare tempi e modalità della ristrutturazione. 

Secondo quanto ricostruito dal “Messaggero”, Leonardo Maria Del Vecchio ha firmato con Apollo Global Management un finanziamento da 1,1 miliardi di euro, della durata di 18 mesi e con un tasso d’interesse dell’8%. 

Il prestito è destinato a rifinanziare circa 760 milioni di esposizioni dirette e personali nei confronti di UniCredit e Alba Leasing e a mettere a disposizione altra liquidità. Apollo avrebbe ottenuto in cambio garanzie sui veicoli societari attraverso i quali Del Vecchio controlla i propri investimenti. 

Il finanziamento non cancella quindi l’indebitamento: ne modifica i creditori e le condizioni. Con le risorse di Apollo vengono rifinanziati, e dunque rimborsati, i precedenti prestiti di UniCredit e Alba Leasing, mentre Leonardo Maria assume un nuovo debito verso il fondo statunitense, con una scadenza breve e un costo superiore a quello normalmente applicato dal sistema bancario alle grandi operazioni societarie. 

Il dato dei 760 milioni coincide con i circa 650 milioni di esposizione personale verso UniCredit e con i 110 milioni riconducibili ad Alba Leasing, utilizzati anche per lo yacht "No Rush" e altri beni. Non è chiaro, sulla base delle informazioni finora disponibili, se il finanziamento Apollo abbia estinto anche i circa 350 milioni di esposizione societaria attribuiti a Lmdv Capital e alle sue controllate nei confronti di Crédit Agricole e Mps.  

L’operazione Apollo va tenuta distinta anche dal finanziamento necessario per acquistare le quote di Luca e Paola. Il fondo americano avrebbe manifestato la disponibilità a estendere il proprio impegno fino a circa 10 miliardi di euro, ma questo secondo e ben più grande prestito non risulta ancora sottoscritto né erogato. La sua eventuale concessione dipenderebbe dalla conclusione dell’accordo con i fratelli e dalla possibilità di predisporre garanzie considerate sufficienti da Apollo. 

Il ricorso al fondo riapre dunque la possibilità di arrivare al 37,5% di Delfin, dopo il fallimento del progetto bancario. Ma sposta il baricentro dell’operazione dalle banche tradizionali a uno dei maggiori operatori mondiali del credito privato, disposto ad accettare rischi più elevati in cambio di interessi più onerosi e garanzie più incisive. 

Il dossier giudiziario più complesso è quello di Equalize, la società investigativa milanese al centro dell’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati. Il 21 luglio la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di 74 persone nel cosiddetto filone dei clienti, che avrebbe coinvolto 832 presunte vittime. Tra le persone per cui è stato chiesto il processo figura anche Leonardo Maria Del Vecchio, indicato dagli investigatori come cliente.  

Secondo l’ipotesi della Procura, Leonardo Maria, insieme a Marco Talarico (che guida il suo family office Lmdv Capital) e all’uomo della sicurezza Mario Cella, avrebbe utilizzato consapevolmente informazioni ottenute attraverso accessi illeciti, anche su persone a lui vicine e su componenti della famiglia nel pieno delle controversie ereditarie. La difesa sostiene invece che non abbia mai commissionato attività illegali e che i pagamenti effettuati fossero serviti a impedire la diffusione di un dossier contro il fratello Claudio (il primogenito di Leonardo Del Vecchio, che oggi ha 70 anni), in una situazione percepita come estorsiva.  

La vicenda ha un secondo versante, in cui Leonardo Maria è considerato persona offesa. In un procedimento parallelo, alcuni indagati sono accusati di aver sottratto immagini dalla videosorveglianza della sua abitazione, costruito un archivio privato e predisposto falsi dossier per ottenere denaro. Del Vecchio ha annunciato la propria collaborazione con i magistrati e l’intenzione di costituirsi parte civile.  

Un’altra indagine riguarda l’incidente avvenuto il 16 novembre 2025 sulla Tangenziale Est di Milano, tra una Ferrari Purosangue e una Bmw. L’ipotesi investigativa è che, dopo l’urto, un componente della sicurezza di Leonardo Maria abbia dichiarato di trovarsi alla guida al posto suo. Nel gennaio 2026 Del Vecchio è stato iscritto nel registro degli indagati per omissione di soccorso e sostituzione di persona in concorso.  

La partecipazione a “Otto e mezzo” del 29 gennaio 2026 ha segnato il passaggio da una comunicazione prevalentemente finanziaria a un’esposizione politica e personale molto più diretta. Del Vecchio ha raccontato di aver votato in passato Matteo Renzi e successivamente Giorgia Meloni, ha espresso apprezzamento per la stabilità garantita dal governo e ha sostenuto che senza quella stabilità non avrebbe investito in Italia quasi 500 milioni di euro. Ha parlato anche della successione, del proprio percorso imprenditoriale e degli investimenti nell’informazione. La partecipazione televisiva, considerata da molti non efficace se non dannosa, ha avuto un impatto sulla sua immagine di imprenditore e, proprio in quelle settimane, di novello editore. 

L’erede Del Vecchio, dopo aver ricevuto un “no” da John Elkann alla sua offerta di acquistare “la Repubblica”, poi ceduta al gruppo greco Antenna, ha infatti costruito un portafoglio editoriale che comprende il 30% del “Giornale” e il controllo di Editoriale Nazionale, editrice di “Qn”, “Il Giorno”, “La Nazione” e “Il Resto del Carlino”.  

Negli ultimi giorni si è aggiunto il conflitto con l’ex compagna per la gestione della figlia minorenne. La donna, difesa dall’avvocato Annamaria Bernardini de Pace, ha presentato denunce per sottrazione di minore e violenza privata, sostenendo di non aver potuto vedere regolarmente la bambina durante una vacanza in Sardegna. Leonardo Maria è indagato a Milano per sottrazione di minore; i suoi legali respingono le accuse, affermano che gli accordi tra i genitori siano stati rispettati e definiscono false e diffamatorie alcune ricostruzioni.  

Il Tribunale civile di Milano ha ordinato la riconsegna della bambina alla madre entro le ore 18 di oggi, 28 luglio, in attesa dell’udienza fissata per il 10 agosto. In questo caso occorre distinguere il piano civile, relativo all’affidamento e alle modalità di consegna, dalle denunce penali, sulle quali dovranno pronunciarsi magistrati diversi.  

Tra gli investimenti operativi, Boem è il caso con i numeri più difficili. La società delle bevande lanciata con Fedez e Lazza ha chiuso il 2024 con appena 369.715 euro di ricavi e una perdita di 3,13 milioni. Nel settembre 2025 il family office Lmdv Capital ha acquistato anche il 21,75% di Fedez e il 3% di Lazza, assumendo il controllo totale del marchio. I due artisti sono rimasti come ambasciatori.  

La società ha sostenuto che le perdite erano coerenti con la fase di lancio e che nei primi quattro mesi del 2025 i ricavi erano già superiori del 69% all’intero fatturato del 2024. Resta però un rapporto tra entrate e uscite piuttosto sbilanciato. 

Anche Vesta, il ristorante milanese di fascia alta, ha mostrato conti problematici. Il bilancio 2024 riportava ricavi in crescita da 5,56 a 7,76 milioni, ma una perdita di circa 607 mila euro, un patrimonio netto negativo per 1,14 milioni e finanziamenti per oltre 7 milioni. L’aumento del fatturato è stato assorbito dalla crescita dei costi, in particolare del personale. Sono numeri tipici di un’attività ancora in fase di espansione, ma che rendono necessarie nuove risorse dell’azionista.  

Ancora non ci sono numeri recenti sull’acquisizione del Twiga. Il marchio è stato integrato nel più ampio progetto Lmdv Hospitality  

Il bilancio 2024 di Lmdv Capital si è chiuso con ricavi per 66,9 milioni e un utile simbolico di 31.917 euro, dopo la perdita di 1,85 milioni dell’anno precedente. Parte rilevante dei ricavi derivava però dalla vendita di titoli e da rivalutazioni contabili delle partecipazioni. Alla fine dell’esercizio i debiti erano pari a circa 358 milioni: 178 milioni verso le banche e oltre 177 milioni verso lo stesso fondatore della holding. Alcuni finanziamenti erano assistiti da pegni e garanzie personali. 

Leonardo Maria Del Vecchio sta cercando nello stesso momento di riaprire l’acquisto delle quote di Delfin per 10 miliardi, gestire il nuovo finanziamento da 1,1 miliardi con Apollo, integrare attività nell’editoria, nella ristorazione, nel turismo e nelle bevande, difendersi nei procedimenti penali, affrontare il conflitto familiare sull’affidamento della figlia e costruire un’immagine pubblica da grande imprenditore nazionale. 

La sua forza è evidente: una partecipazione da diversi miliardi nella maggiore cassaforte privata italiana. Ma quella stessa partecipazione è bloccata da uno statuto che tutela gli equilibri tra gli eredi. Per liberarsi dal vincolo della famiglia, Leonardo Maria ha bisogno dei finanziatori; per ripagare i finanziatori ha bisogno di dividendi e di asset da offrire in garanzia. Dopo che il prestito bancario è rimasto impigliato nel risiko italiano e nelle richieste di tutela degli istituti, Apollo gli ha offerto una strada alternativa. Una strada percorribile, ma molto più costosa e potenzialmente più vincolante. 

28 lug 2026

Zelensky: "Ottimo incontro con Trump". I Patriot al centro del meeting

28 lug 2026

Sinner rinuncia a Montreal e social 'protestano': "Perché non vuole fare il record?"

(Adnkronos) - Polemiche su Jannik Sinner. Il tennista azzurro è tornato ad allenarsi a Montecarlo dopo essersi concesso un periodo di vacanza in Sardegna insieme alla fidanzata Laila Hasanovic. Sinner è reduce dal trionfo di Wimbledon, il secondo consecutivo, dove ha battuto Alexander Zverev in finale ed è atteso da un'intensa stagione sul cemento, con il ritorno in campo che è fissato al Masters 1000 di Cincinnati. A far discutere è stata proprio la scelta di rinunciare a giocare il torneo di Montreal per il secondo anno consecutivo. 

Al Masters 1000 del Canada Sinner avrebbe potuto continuare a sperare di segnare un record storico, diventando il primo tennista della storia capace di vincere tutti i tornei di categoria. In questa stagione Sinner si è infatti portato a casa i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Madrid e Roma, ovvero tutti quelli giocati finora. 

All'appello, calendario alla mano, mancano quelli del Canada, di Cincinnati, di Shanghai e di Parigi. Il ritorno in campo di Sinner è in programma negli Stati Uniti, per giocare il primo torneo sul cemento americano, a cui arriva dopo il ritiro dalla finale dello scorso anno a causa di un malessere, e preparare al meglio gli Us Open, ultimo Slam della stagione. 

Molti però, su X, hanno rovesciato tutto il loro rammarico per la rinuncia al possibile record di Sinner: "I record sono fatti per essere battuti, ma se nemmeno ci provi...", ha scritto un utente, seguito da "io ci credevo ai nove Masters 1000 di fila". Insomma, aver completato il Career Golden Masters, ovvero aver vinto in carriera tutti i tornei di categoria almeno una volta, non basta per qualcuno: "Era il momento perfetto per inseguire questo sogno, peccato". 

 

28 lug 2026

Roberto Mancini e il ritorno in azzurro, dal trionfo di Wembley alle ombre dell'addio

(Adnkronos) - Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana. La decisione è stata presa e annunciata dal presidente della Figc Giovanni Malagò dopo giorni infuocati che hanno visto le dimissioni dopo appena 16 giorni di Paolo Maldini e l’advisor Leonardo dopo il caso Andrea Pirlo. Malagò ha scelto il tandem Mancini-Ranieri, ma per quanto riguarda il nuovo ct si tratta di uno dei ritorni più sorprendenti. A quasi tre anni dalle sue dimissioni, (13 agosto 2023) l'uomo che ha riportato l'Italia sul tetto d'Europa è chiamato nuovamente a guidare una squadra che vive una fase delicata e che cerca di ritrovare identità, risultati e credibilità. Roberto Mancini è stato l'ultimo commissario tecnico ad aver arricchito la bacheca della Nazionale vincendo gli Europei del 2021 dopo un digiuno di 53 anni. Ma è stato anche il ct che ha fallito nel 2023, con il ko a Palermo contro la Macedonia del Nord agli spareggi, la qualificazione dell'Italia ai Mondiali in Qatar per poi lasciare la guida tecnica dell'Italia per accettare quella dell'Arabia Saudita con un ricchissimo contratto da 25 milioni netti all'anno fino al 2027.  

Laureatosi campione d’Europa l’11 luglio 2021, oltre al trionfo di Wembley nei suoi cinque anni alla guida della Nazionale (dal maggio 2018 all’agosto 2023) Mancini ha raggiunto per due volte la fase finale della Uefa Nations League, piazzandosi al terzo posto nelle edizioni 2020/2021 e 2022/2023. Nella veste di commissario tecnico ha fatto inoltre registrare la striscia di 37 gare consecutive senza sconfitte sulla panchina della Nazionale, un primato superato solo pochi giorni fa dalla Spagna in occasione del successo con l’Argentina nella finale del Mondiale. 

Ma per comprendere il significato della scelta di Mancini ct è necessario tornare al maggio del 2018, quando il tecnico di Jesi accettò la guida della Nazionale dopo il trauma sportivo della mancata qualificazione ai Mondiali di Russia. L'Italia era reduce dal fallimento dell'era Ventura e attraversava uno dei momenti più difficili della propria storia calcistica. Mancini ebbe il merito di avviare una vera e propria ricostruzione, puntando su un gruppo giovane, introducendo un calcio più propositivo e restituendo entusiasmo a un ambiente depresso e sfiduciato. Con lui la Nazionale iniziò una lunga serie positiva che culminò in un record di imbattibilità e nella conquista dell'Europeo disputato nel 2021 a Wembley, nella finale contro l'Inghilterra, dove l'Italia conquistò il secondo titolo continentale della propria storiae. Fu il punto più alto del ciclo di Mancini, costruito attorno a valori come il senso di appartenenza, il coraggio e la capacità di creare un gruppo fortemente unito anche grazie alla figura di Gianluca Vialli, collaboratore e amico fraterno del commissario tecnico.  

Eppure, come spesso accade nello sport, il confine tra gloria e delusione è sottilissimo. Pochi mesi dopo il trionfo europeo arrivò la clamorosa eliminazione nei playoff per il Mondiale del 2022 contro la Macedonia del Nord che privò l'Italia della seconda partecipazione consecutiva alla Coppa del Mondo e macchiò inevitabilmente il bilancio del commissario tecnico. Nonostante il fallimento mondiale, la Federazione confermò la fiducia nel tecnico e Mancini rimase al suo posto e assunse anche ulteriori responsabilità nel coordinamento delle nazionali giovanili. Sembrava l'inizio di una nuova fase progettuale ma la vicenda prese una piega inattesa nell'agosto del 2023, quando a sorpresa Mancini rassegnò le sue dimissioni da commissario tecnico, mandando una pec dalle vacanze. Pochi giorni dopo arrivò l'ufficialità dell'accordo con la nazionale dell'Arabia Saudita. Una tempistica che generò polemiche durissime.  

Negli anni successivi, tuttavia, lo stesso Mancini ha più volte manifestato un certo rimpianto per quella scelta. Le sue dichiarazioni hanno contribuito a riaprire un dialogo con l'ambiente federale, fino alla decisione maturata nell'estate del 2026 di riportarlo sulla panchina della Nazionale. Anche il presidente federale Giovanni Malagò ha sottolineato l'importanza delle spiegazioni e delle scuse avanzate dal tecnico nel percorso che ha portato al nuovo accordo. Ora comincia una seconda avventura inevitabilmente diversa dalla prima, con un supporto individuato da Giovanni Malagò, suo grande amico ed estimatore, in un uomo di grande esperienza come Claudio Ranieri. 

28 lug 2026

Mancini torna ct, sul web 59% boccia scelta Malagò: delusione e amarezza emozioni prevalenti

(Adnkronos) - L'analisi delle conversazioni online del 28 Luglio relative al ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana evidenzia un clima diviso ma a prevalenza negativa. Il 59% delle conversazioni esprime una valutazione critica della scelta, contro il 41% di orientamento positivo, riconducibile principalmente a chi accoglie con favore il ritorno del ct che nel 2021 portò l'Italia al trionfo europeo. E' quanto emerge dal rapporto realizzato in esclusiva per Adnkronos da Spin Factor, società leader a livello nazionale nella consulenza strategica e analisi dei dati, attraverso Human, la propria esclusiva piattaforma di social listening AI driven. 

Le emozioni prevalenti sono la delusione e l'amarezza per il modo in cui Mancini aveva lasciato la Nazionale nel 2023 (29%) e la rabbia per la scelta di andare in Arabia Saudita (27%), episodio che una parte consistente degli utenti dice di non aver dimenticato. Segue l'entusiasmo nostalgico di chi rivede con piacere alla guida degli Azzurri il ct del trionfo europeo del 2021 (19%), mentre la preoccupazione per la tenuta e il futuro di una Nazionale reduce da settimane di caos dirigenziale (16%) e la sorpresa per la velocità di questo nuovo dietrofront dopo il caso Pirlo (5%) completano il quadro emotivo. 

Il monitoraggio rileva un uso significativo di linguaggio ostile, con termini come "traditore" e "indegno" ricorrenti nei commenti più critici nei confronti di Mancini, segno di un risentimento non ancora sopito legato al suo addio del 2023. 

Il sentiment verso Giovanni Malagò e la FIGC resta negativo nel 69% delle conversazioni. Il presidente federale continua a essere percepito da larga parte del pubblico come il responsabile di una gestione confusa del dossier ct, arrivata a un terzo cambio di scenario in poche settimane. 

Tra i temi principali del dibattito odierno emergono, oltre alla figura di Mancini stesso, la nomina di Claudio Ranieri come nuovo direttore tecnico degli Azzurri, le dimissioni di Maldini e Leonardo, a seguire il paragone tra Mancini e Pirlo con l'epilogo della sua breve candidatura, e il giudizio complessivo sulla capacità della nuova gestione federale di dare stabilità e visione alla Nazionale dopo settimane di caos dirigenziale. 

28 lug 2026

Cosmoprof Worldwide Bologna torna dal 18 al 21 marzo 2027

(Adnkronos) - Cosmoprof Worldwide Bologna, la manifestazione di riferimento a livello globale per tutti i comparti dell’industria cosmetica, tornerà dal 18 al 21 marzo 2027. L’edizione celebrerà i 60 anni dalla nascita dell’evento e introdurrà una significativa evoluzione del layout espositivo, progettata per rendere l’offerta più leggibile, favorire flussi di visita più mirati e migliorare ulteriormente le opportunità di incontro e di business tra gli operatori. Il sessantesimo anniversario rappresenta un traguardo dal forte valore simbolico, che racconta non soltanto la storia e l’evoluzione della manifestazione, ma anche il percorso di crescita di un’intera industria. In sei decenni il settore cosmetico ha saputo trasformarsi, anticipare le dinamiche di consumo e affermarsi come uno dei comparti più dinamici e resilienti a livello internazionale. Cosmoprof Worldwide Bologna ha accompagnato le principali trasformazioni del beauty, contribuendo a definirne linguaggi, modelli di business e relazioni globali. Da manifestazione espositiva si è progressivamente evoluta in una piattaforma strategica per il business, il networking e l’aggiornamento professionale: un ecosistema internazionale in cui ricerca, innovazione e mercato si incontrano lungo l’intera filiera, dalla supply chain al prodotto finito. 

In questo percorso si inserisce il nuovo layout previsto per il 2027. La riorganizzazione degli spazi risponde all’evoluzione dei mercati, alla crescita della partecipazione internazionale e alla necessità di offrire a espositori e visitatori un’esperienza sempre più efficace, specializzata e coerente con i diversi canali distributivi e professionali. L’internazionalità di Cosmoprof Worldwide Bologna è il frutto di un impegno strutturale e continuativo, dimostrato dagli ottimi risultati dell’edizione 2026: 3.104 espositori da 68 Paesi, l’80% dei quali internazionali, e oltre 255.000 addetti ai lavori da 155 Paesi, con il 53% di operatori provenienti dall’estero. La crescita dell’offerta internazionale e la presenza sempre più articolata di aziende, collettive e delegazioni professionali rendono necessario un modello espositivo capace di orientare i visitatori con maggiore immediatezza e di valorizzare le specificità dei diversi comparti. 

“Il sessantesimo anniversario rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto un’occasione per continuare a evolvere il ruolo di Cosmoprof come piattaforma globale al servizio dell’industria”, dichiara Enrico Zannini, direttore generale di BolognaFiere Cosmoprof. “Il nuovo layout è parte di un percorso di sviluppo che punta a rendere la manifestazione sempre più efficace, accessibile e capace di rispondere alle esigenze di un mercato internazionale in costante trasformazione. Continueremo a investire nell’innovazione del format, nei servizi e nei contenuti, per creare valore concreto per aziende e operatori".  

 

La riorganizzazione prevista per il 2027 non rappresenta quindi una semplice ridistribuzione degli spazi, ma uno degli strumenti attraverso cui Cosmoprof intende consolidare ulteriormente la propria natura B2B. L’obiettivo è rendere più riconoscibili le diverse aree merceologiche, indirizzare i flussi verso i settori di maggiore interesse e creare condizioni ancora più favorevoli per incontri qualificati tra espositori, buyer, distributori, retailer, produttori e professionisti. Un layout più leggibile e specializzato permetterà agli operatori di ottimizzare il tempo trascorso in fiera, facilitando l’individuazione di aziende, prodotti, tecnologie e soluzioni pertinenti alle proprie esigenze e contribuendo a massimizzare il valore della partecipazione. Il layout di Cosmoprof Worldwide Bologna 2027 sarà caratterizzato da una significativa riorganizzazione degli spazi dedicati al prodotto finito. Il nuovo assetto consentirà di distinguere con maggiore chiarezza le aree rivolte al retail da quelle dedicate alla distribuzione destinata ai canali professionali oltre che ai professionisti dei saloni, dei centri estetici, delle spa e del mondo nail, rendendo più intuitivi i percorsi di visita e rafforzando l’identità dei diversi comparti. 

Nel comparto Professional Hair, i Padiglioni 31, 32 e 33 manterranno l’attuale destinazione, mentre le aziende precedentemente collocate nel Padiglione 25 saranno trasferite nel Padiglione 37, che diventerà il principale polo dedicato al settore. On Hair Show si sposterà invece all’interno di Unipol Hall, il nuovo padiglione polifunzionale che sorgerà nell’area precedentemente occupata dal padiglione 35, e che ospiterà anche parte delle aziende di Nailworld. Il comparto Beauty & Spa sarà invece consolidato nei Padiglioni 25 e 26, spazi caratterizzati da una conformazione più funzionale e da un accesso diretto dal Centro Servizi, con l’obiettivo di rafforzare il settore sia in termini di superficie sia di qualità dei flussi. Nell’ammezzato tra i due padiglioni troverà inoltre spazio il Mall Stage, palco destinato a World Massage Meeting e Cosmo OnStage. NailWorld sarà maggiormente concentrato e integrato: le aziende saranno distribuite principalmente tra Unipol Hall (nell’area dell’ex padiglione 35), l’Area esterna 38 e una parte del Padiglione 27N, che ospiterà anche Cosmoshop (Padiglione 27).  

Una delle principali novità sarà l’ampliamento dell’area dedicata alle collettive internazionali, che occuperanno anche la parte superiore del Mall, a conferma della crescente internazionalità della manifestazione e dell’aumento delle partecipazioni sostenute da enti e istituzioni locali. La distribuzione dei principali Country Pavilion resterà sostanzialmente invariata nei Padiglioni 16, 16A, 22, 22B e 34, mentre il Taiwan Pavilion si trasferirà al Padiglione 28. La sezione Green & Organic, dedicata a brand e prodotti biologici, vegani, eco-sostenibili, certificati e cruelty-free, rimarrà invece al Padiglione 21.  

 

Per quanto riguarda il settore Cosmetics & Fragrances, il Padiglione 30 diventerà il nuovo hub dedicato a skincare e make-up, con circa 1.000 metri quadrati aggiuntivi rispetto alla configurazione precedente, mentre il Padiglione 36 accoglierà l’intera offerta di fragranze e personal care. Il nuovo assetto consentirà un maggiore consolidamento merceologico del comparto, insieme alla conferma delle aree speciali presenti nel padiglione: Cosmetics Stage, Buyer Lounge e servizi di catering e guardaroba. Anche Cosmoprime sarà interessata da un importante riposizionamento: storicamente collocato nel Padiglione 14, Cosmoprime sarà riposizionato nel Padiglione 29, più visibile e accessibile, continuando ad ospitare marchi premium con distribuzione selettiva per il retail e i segmenti high-end di cosmesi, profumeria, fragranze e beauty lifestyle. Ricollocate nel padiglione 29 anche le aree speciali Extraordinary Gallery, Beauty Tech Area e Italian Start Up, oltre alla Buyer Lounge. La nuova configurazione rafforzerà così il ruolo di Cosmoprime come laboratorio di innovazione, ricerca ed eccellenza, valorizzando ulteriormente un’area dalla quale, nell’edizione 2026, sono emersi quattro vincitori dei Cosmoprof & Cosmopack Awards. 

Cosmopack rafforzerà ulteriormente il proprio ruolo di hub internazionale dedicato a tutti i settori della supply chain cosmetica, dalle materie prime e dagli ingredienti alla formulazione, dal contract manufacturing al packaging, fino ai macchinari, alle tecnologie di processo e alle soluzioni full service. La manifestazione manterrà la propria presenza nei padiglioni storicamente dedicati alla filiera produttiva — 15, 15A, 18, 19 e 20 — proseguendo il percorso di organizzazione e valorizzazione dell’offerta avviato nelle ultime edizioni.  

In questo contesto, le imprese cinesi attive nei settori del contract manufacturing, del packaging e degli accessori, attualmente distribuite tra i Padiglioni 18, 19 e 20, saranno concentrate nel Padiglione 14. La nuova collocazione darà vita a un polo specializzato, rendendo l’offerta più facilmente identificabile e accessibile da parte dei visitatori interessati a questi segmenti. Il Padiglione 19 si confermerà il principale punto di riferimento per i macchinari e le tecnologie applicate alla produzione cosmetica, ospitando aziende produttrici di macchinari di processo, confezionamento e fine linea - robotica, tecnologie di controllo e ispezione, soluzioni per etichettatura, smart labelling e tracciabilità, intralogistica. Nel 2027 l’offerta del padiglione sarà inoltre arricchita da un’area dedicata ai fornitori delle collettive coreane, riuniti in uno spazio unitario per facilitarne l’individuazione da parte dei visitatori e valorizzare le competenze della K-supply chain. Nel complesso, il nuovo assetto rappresenta un ulteriore passo nel percorso di evoluzione di Cosmopack, volto a migliorare la fruibilità della manifestazione, valorizzare la varietà delle competenze presenti e favorire connessioni sempre più efficaci tra domanda e offerta lungo l’intera filiera produttiva. Dal 18 al 21 marzo, Bologna tornerà quindi a riunire i protagonisti dell’industria cosmetica mondiale, offrendo loro una piattaforma privilegiata per individuare nuovi partner, sviluppare progetti, condividere competenze e intercettare le trasformazioni che stanno ridefinendo il futuro del settore. 

28 lug 2026

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