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'Chi l'ha visto?', è ufficiale: Raffaella Griggi è la nuova conduttrice

(Adnkronos) - Sarà Raffaella Griggi a condurre 'Chi l'ha visto?' dal 23 settembre su Rai3. La decisione, apprende l'Adnkronos, sarà ufficializzata oggi dal direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, con la comunicazione al Cdr. A quanto si apprende, nella nuova stagione del programma, ci saranno degli spazi di conduzione in studio anche per gli altri inviati storici del programma: Francesco Paolo Del Re, Chiara Cazzaniga, Veronica Briganti. La redazione del programma del programma è stata rafforzata con nuovi innesti di grande esperienza tra gli autori e gli inviati. Genovese, classe 1973, Griggi è giornalista professionista dal 2000. Grande sportiva, con un passato da pallavolista (ha giocato anche in serie B), appassionata di sci e grande tifosa della Sampdoria, la giornalista ha iniziato il suo percorso nella carta stampata, tra sport e cronaca, lavorando per anni nell’edizione ligure di Repubblica. Parallelamente ha collaborato con diverse emittenti televisive private, come Primocanale e Telenord, affinando un profilo da cronista versatile. Il 2001 ha segnato un passaggio cruciale nelal sua carriera: la copertura del G8 di Genova, evento complesso e drammatico che l'ha portata a confrontarsi con una delle pagine più difficili della storia recente italiana. 

Da lì, il salto verso le reti nazionali: prima Sky Tg24 nel 2008, poi il 2010 al TgLa7 di Enrico Mentana, poi una parentesi a Mediaset e dal 2011 'La vita in diretta' e poi 'UnoMattina' su Rai1. In quegli anni, Griggi ha sempre mantenuto un profilo di freelance, collaborando per alcune stagioni anche con 'Il Messaggero'. 

Infine, l'approdo a 'Chi l’ha visto?', nel 2017, ha segnato la svolta. Griggi ha girato in lungo e in largo l'Italia firmando numerosi servizi su vicende complesse, spesso legate alla cronaca nera, e portando a casa diversi scoop: dall'intervista a Salvatore Parolisi fuori dal carcere, alle interviste agli amanti diabolici, dall'omicidio di Giulia Cecchettin alla scomparsa di Tatiana Tramacere, la ragazza creduta scomparsa e invece ritrovata nella mansarda di un amico. Così, in circa 9 anni, il pubblico della trasmissione ha imparato a riconoscerla e a seguirla: la sua presenza sul campo, il tono misurato, la cura nel racconto delle storie l’hanno resa una presenza autorevole e credibile nel programma durante gli anni della conduzione di Federica Sciarelli. Di cui ora raccoglie l'impegnativo testimone. 

 

L'ufficializzazione definitiva della conduzione è arrivata con una nota Rai diffusa nel primo pomeriggio di oggi, 28 luglio, dove si sottolinea che "Raffaella Griggi raccoglie il testimone di un programma che rappresenta uno dei punti di riferimento del servizio pubblico, forte di un percorso professionale costruito sul campo, all'insegna del rigore giornalistico, della credibilità e della vicinanza alle persone". 

"La scelta di Raffaella Griggi nasce nella piena continuità con la storia e i valori di Chi l'ha visto?. La sua esperienza maturata all'interno della redazione e come inviata della trasmissione, unita alla sua riconosciuta professionalità di giornalista Rai, rappresentano la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase, nel solco del grande lavoro svolto da Federica Sciarelli, alla quale va il nostro più sincero ringraziamento per gli straordinari risultati conseguiti e per il servizio reso ai cittadini in tutti questi anni", ha dichiarato Paolo Corsini, Direttore Approfondimento Rai. 

"L'obiettivo è coniugare continuità e innovazione, rafforzando ulteriormente l'identità di un programma che ha saputo trasformare il giornalismo di servizio in un patrimonio del Paese. In questa prospettiva, sarà valorizzato ancora di più il lavoro corale della redazione e degli inviati, che rappresentano da sempre una delle principali ricchezze di Chi l'ha visto? E questo in maniera ancor più concreta con il loro coinvolgimento in studio nella conduzione di spazi tematici legati al loro lavoro sul campo. La conduzione sarà il punto di sintesi di una squadra autorevole, riconoscibile e sempre più protagonista del racconto giornalistico sul territorio", ha concluso Corsini. 

"La nuova edizione confermerà la missione di servizio pubblico che ha reso Chi l'ha visto? un appuntamento imprescindibile per milioni di telespettatori, mantenendone intatti i valori fondanti e sviluppandone ulteriormente la capacità di raccontare, con autorevolezza e sensibilità, le storie e le vicende al centro dell'interesse pubblico", si legge infine nella nota Rai. 

 

28 lug 2026

Corea del Nord e Russia unite da un ponte, il collegamento meno visibile ai satelliti

(Adnkronos) - Russia e Corea del Nord stanno completando il primo collegamento stradale diretto, con la costruzione di un ponte a due corsie, lungo un chilometro e largo circa sette metri, sul fiume Tumen, fra le località di Khasan e Tumangang che affianca il collegamento ferroviario già esistente.  

L'infrastruttura, frutto di un progetto varato dopo l'accordo di partnership strategica sottoscritto da Vladimir Putin e Kim Jong-un del giugno 2024, e che avrebbe dovuto essere inaugurata già lo scorso giugno ma che non è ancora completata sul lato russo, sembra segnalare l'intenzione di Mosca e Pyongyang di rafforzare la loro cooperazione militare, con il trasporto quindi di soldati e genieri nordocoreani in Russia, e componenti militari hi tech russe in Corea del Nord.  

L'ong ucraina 'Truth Hounds', citata dal Guardian, sostiene che si tratti di un vero e proprio corridoio militare e non di una strada per potenziare commercio e turismo come viene dichiarato apertamente dalle due capitali, dal momento che il percorso è fatto in modo da evitare il controllo satellitare, come invece avviene per i trasporti su rotaia.  

La rete stradale nordcoreana è molto più estesa di quella ferroviaria, quindi più difficile da tenere sotto controllo nella sua totalità. Le operazioni di carico e scarico possono essere fatte ovunque e più velocemente, quindi i carichi sono meno esporti al passaggio dei satelliti.  

E mentre i camion appaiono sempre uguali nelle immagini satellitari, i vagoni dei treni rivelano, nelle immagini scattate dai satelliti, molto del loro contenuto. Oltre a tutto la nuova infrastruttura è costata 100 milioni di dollari a fronte di un interscambio commerciale di 34 milioni (dato del 2024). Anche il turismo è limitato a tour scortati per non più di 10mila persone l'anno (nel 2025), con destinazione finale a 500 chilometri dal varco. Le rotaie nei due Paesi hanno un diverso passo, Quindi i treni devono essere modificati prima del passaggio del confine.  

La Corea del Nord aveva inviato 14mila soldati a combattere al fianco dei russi nel Kursk, dopo l'incursione delle forze ucraine nell'agosto del 2024, duemila dei quali sarebbero caduti al fronte. L'anno precedente, Reuters aveva reso note immagini satellitari in cui si vedevano 2mila container caricati nel porto nordcoreano di Rason e diretti in Russia, possibilmente con munizoni e missili a corto raggio. Volodymir Zelensky ha anticipato che Pyongyang intende inviare ora altri 30mila militari.  

28 lug 2026

Ascolti tv, Canale 5 vola con 'Temptation Island' e vince prima serata con 34% di share

28 lug 2026

Pirlo bocciato e la bufera per il caso Russia, da Abodi a La Russa: la politica giudica il pallone

(Adnkronos) - Dopo il caso Andrea Pirlo e il terremoto azzurro seguito alle dimissioni della coppia Maldini-Leonardo oggi l'attenzione è puntata sulla Figc: il presidente Giovanni Malagò potrebbe scegliere il nome del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Parallelamente non si spegne la polemica attorno al caso che ha coinvolto l'ex centrocampista di Milan e Juventus. Sono tanti i volti politici intervenuti negli ultimi giorni commentando la vicenda che vede il sogno italiano di Pirlo spento, anche a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse.  

A commentare sui social la scelta di non nominare Pirlo come ct della Nazionale è stata tra i primi Pina Picierno: "È una scelta giusta e doverosa, considerato ciò che Pirlo ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente il proprio prestigio a un'operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l'Ucraina veniva bombardata. La Nazionale italiana rappresenta l'Italia nel mondo. E l'Italia è dalla parte dell'Ucraina, dell'Unione europea e del diritto internazionale, con buona pace dei servi del regime putiniano che oggi saranno un po’ meno entusiasti". 

A esprimere solidarietà nei confronti dell'ex centrocampista di Milan e Juventus, l'ambasciatore russo in Italia Aleksei Paramonov che si è rivolto ad Andrea Pirlo in una lettera aperta pubblicata sul suo blog su Telegram 'ambasciator non porta pena' e rilanciata dall'account FB dell'ambasciata: "È un peccato che, nonostante il tuo contributo allo sport mondiale e all'immagine dell'Italia all'estero, lei venga ostracizzato qui in Italia dal suo stesso establishment pseudodemocratico, come è già successo con migliaia di atleti russi, musicisti, artisti, direttori d'orchestra e registi russi. Anche se questo potrebbe non aiutarla, siamo vicini con solidarietà sincera e umana", ha scritto. E questo vale, ha aggiunto, "anche se la squadra nazionale di calcio dell'Italia, il cui allenatore lei potrebbe diventare, potrebbe rappresentare un serio avversario per la squadra nazionale di calcio russa in futuro nei campionati europei e mondiali". Paramonov parla di Pirlo come di una "stella e leggenda del calcio mondiale" e ironizza sull'appellativo di 'ambasciatore' che è stato dato a Pirlo. "Sullo sfondo della crisi diplomatica in corso, avere lei come ambasciatore è senza dubbio un grande onore per qualsiasi Paese o organizzazione". 

In merito alla solidarietà data a Andrea Pirlo dalla ambasciata russa, si è espresso Carlo Calenda: "Direi che con questa dichiarazione possiamo chiudere l’assurda discussione sull’opportunità di prendere come allenatore della nazionale un signore pagato dai russi", ha scritto il leader di Azione sui social. 

"La sua rinuncia alla panchina dell'Italia si commenta da sola, avremmo voluto che tutto si concludesse in modo differente, purtroppo non si è manifestata né una comunione di intenti e neppure la giusta tempestività", ha detto il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi. "Adesso dobbiamo recuperare una brutta figura", ha aggiunto Abodi.  

Abodi ha poi ammesso: "Non c'è stata nessuna pressione da parte mia. Ho i miei convincimenti e la questione betting Russia non aiuta, ma io non ho chiesto nulla e non devo dare spiegazioni" ha aggiunto.  

Sul caso si è espresso anche il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi. Sui social ha scritto: "Siamo il paese in cui una persona non può fare il Commissario Tecnico della Nazionale, se ha un contratto con una società russa ma in cui un ex lobbista delle armi può fare il ministro della difesa, il vicepremier può stringere la mano di un genocida mentre compie un genocidio, una indagata per truffa ai danni dello Stato può fare la ministra, un sottosegretario alla Giustizia può aprire società con un prestanome della camorra e potrei andare avanti a lungo con l’elenco".  

"Ci si scandalizza - si legge ancora - poi perché il contratto è legato alle scommesse sportive quando questo paese riesce a malapena a stare a galla con le entrate di Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci, azzardi vari che speculano sulla disperazione della gente che, nel frattempo, ha paura a fare il pieno di benzina". 

Il vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini ha glissato sull'argomento: “Sulle vicende che riguardano lo sport e la nazionale di calcio non parlo e non lo farò nemmeno i prossimi giorni. La politica credo debba occuparsi di alcuni temi e lo sport come la cultura o come l’arte, che debba avere lo spazio di autonomia".  

 

''Da milanista, il trio Maldini-Leonardo-Pirlo avrebbe fatto faville anche in nazionale...''. Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati e tifoso rossonero, prima ha commentayo con una battuta il caso di Andrea Pirlo poi si è fatto serio: ''Mi spiace per tutto il caos che si è creato sul futuro ct della nazionale azzurra che poco c'entra con il calcio. Speriamo - dice il leader centrista all'Adnkronos - che questa telenovela finisca presto". Chi vede al posto di Pirlo? Conte può essere la scelta giusta? "Se è stato scelto Maldini come direttore tecnico - taglia corto Lupi - ragionevolezza vuole che gli venga data fiducia". 

Interpellato dall'Adnkronos sul caso di Andrea Pirlo, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ribadito le riserve espresse qualche giorno fa sull'esperienza in panchina dell'ex centrocampista rossonero: "Io mi ero permesso qualche dubbio sul piano tecnico, visto che Pirlo è stato un grande campione ma ha scarsa esperienza come allenatore".  

La Russa ha spiegato che il suo resterà un giudizio solo sul piano tecnico. "La questione dei rapporti tra Pirlo e la Russia -sottolinea- mi sembra meno rilevante rispetto all'aspetto tecnico. Sono certo che il presidente della Figc Malagò, che ha la mia fiducia, troverà la soluzione migliore".  

28 lug 2026

Chi è Raffaella Griggi, in pole per la conduzione di ‘Chi l’ha visto?’

(Adnkronos) - Il nome che circola con maggiore insistenza per la successione di Federica Sciarelli alla guida di Chi l’ha visto? è quello di Raffaella Griggi, giornalista genovese, classe 1973, da anni parte della squadra del programma di Rai 3. Secondo rumors insistenti, pubblicati da Today, il suo nome si sarebbe imposto sugli altri nella rosa dei candidati interni, presi in esame per garantire continuità stilistica al format e una conoscenza della complicata macchina del programma tra dirette, inchieste, segnalazioni e rapporti con parenti e affini delle persone scomparse. 

La rosa finale - anticipata dall'Adnkronos la scorsa settimana - comprendeva quattro nomi: Francesco Paolo Del Re, Chiara Cazzaniga, Veronica Briganti e, appunto, Raffaella Griggi. Ma ad alimentare le voci su una scelta caduta su quest'ultima sarebbe stata anche la recente trasferta romana della giornalista che vive a Genova. Ma chi è Raffaella Griggi?  

 

Grande sportiva, con un passato da pallavolista (ha giocato anche in serie B), appassionata di sci e grande tifosa della Sampdoria, la giornalista ha iniziato il suo percorso nella carta stampata, tra sport e cronaca, lavorando per anni nell’edizione ligure di Repubblica. Parallelamente collabora con diverse emittenti televisive private, come Primocanale e Telenord, affinando un profilo da cronista versatile. Il 2001 segna un passaggio cruciale: la copertura del G8 di Genova, evento complesso e drammatico che la porta a confrontarsi con una delle pagine più difficili della storia recente italiana. 

Da lì, il salto verso le reti nazionali: prima Sky Tg24 nel 2008, poi il 2010 al TgLa7 di Enrico Mentana, poi una parentesi a Mediaset e dal 2011 'La vita in diretta' e poi 'UnoMattina' su Rai1. In quegli anni, Griggi ha sempre mantenuto un profilo di freelance, collaborando per alcune stagioni anche con 'Il Messaggero'.  

Infine, l'approdo a 'Chi l’ha visto?', nel 2017, segna la svolta. Griggi gira in lungo e in largo l'Italia firmando numerosi servizi su vicende complesse, spesso legate alla cronaca nera, e portando a casa diversi scoop: dall'intervista a Salvatore Parolisi fuori dal carcere, alle interviste agli amanti diabolici, dall'omicidio di Giulia Cecchettin alla scomparsa di Tatiana Tramacere, la ragazza creduta scomparsa e invece ritrovata nella mansarda di un amico. Così, in circa 9 anni, il pubblico della trasmissione ha imparato a riconoscerla e a seguirla: la sua presenza sul campo, il tono misurato, la cura nel racconto delle storie l’hanno resa una figura autorevole e credibile. 

28 lug 2026

Sanità, nuovo tariffario, Medicina di laboratorio: "Oltre 70% scelte cliniche dipende da analisi"

(Adnkronos) - La Medicina di laboratorio costituisce uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale: “Oltre il 70% delle decisioni cliniche si basa, infatti, sui risultati degli esami, che rappresentano le prestazioni più richieste dai cittadini, per questo è necessario armonizzarne i costi”. In occasione del completamento del percorso di valorizzazione economica dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), la cui conclusione è prevista entro fine settembre, Sibioc, Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - Medicina di laboratorio, presenta il primo studio nazionale sull’applicazione del Nuovo nomenclatore tariffario, introdotto nel 2024, per evidenziare la necessità di un’allineamento delle tariffe, valutato attraverso un percorso verificabile e riproducibile, in grado di mostrare eventuali disomogeneità organizzative.  

“L’iniziativa nasce dalle evidenze emerse durante la II Strategic Conference Sibioc e rappresenta il primo passo di un percorso scientifico volto a promuovere l’armonizzazione della Medicina di laboratorio e avviare una riflessione sull’evoluzione dei modelli di finanziamento della diagnostica – spiega Sabrina Buoro, presidente Sibioc – La tavola rotonda dedicata alle delegazioni regionali, coordinata da Maurizio D'Amora, ha evidenziato una significativa eterogeneità dei modelli organizzativi della Medicina di laboratorio nelle diverse realtà regionali. La Medicina di laboratorio richiede, oggi più che mai, strumenti condivisi di governo, valutazione e programmazione. In questo contesto, Sibioc ha ritenuto strategico offrire un contributo operativo per il Sistema sanitario, promuovendo una analisi scientifica finalizzata a fornire elementi oggettivi di supporto alle future decisioni istituzionali. Il nostro intento non è richiedere o operate una revisione generalizzata, ma promuovere una riflessione sui modelli di remunerazione e strutturazione delle prestazioni”. 

L'analisi, sviluppata dal Gruppo operativo Sibioc ‘Evoluzione tariffaria e applicazione del Nomenclatore tariffario nazionale’, ha preso in esame tutti i nomenclatori tariffari regionali attualmente vigenti, confrontandoli con il nuovo Nomenclatore tariffario nazionale del ministero della Salute. I risultati - riferisce una nota - riguardano 25 prestazioni, selezionate tra oltre 2mila tipologie di esami, rappresentative di oltre il 62% dell'attività complessiva. I risultati fotografano una significativa variabilità nell'applicazione del nomenclatore sul territorio nazionale: in particolare, numerose prestazioni ad elevato volume presentano, nelle Regioni non sottoposte a Piano di rientro, valori tariffari superiori rispetto a quelli previsti dal nomenclatore nazionale. Ad esempio: per glicemia e creatinina i rimborsi variano rispettivamente da un minimo di 1,00 e 1,10 ad un massimo di 2 euro; per la proteina C reattiva da un minimo di 1,90 a 10 euro; per l'emocromo da 2,30 ad un massimo di 5,30 euro. 

 

“Negli ultimi anni – sottolinea Buoro – la comunità scientifica internazionale ha progressivamente orientato l'attenzione verso i principi della Value-Based Healthcare e della Value-Based Laboratory Medicine, che valutano non soltanto le prestazioni erogate, ma soprattutto il valore generato per il paziente, per i percorsi di cura e per la sostenibilità del Sistema sanitario. In questa prospettiva, l'analisi dell'applicazione del nuovo nomenclatore tariffario rappresenta il primo passo di una riflessione più ampia sull'evoluzione dei modelli organizzativi e dei sistemi di finanziamento della diagnostica di laboratorio. Il completamento delle valorizzazioni delle prestazioni Lea rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro – continua La presidente Sibioc – Le decisioni che saranno assunte nei prossimi mesi potranno incidere sull'organizzazione dei servizi, sull'equità di accesso e sulla sostenibilità del sistema: per questo riteniamo indispensabile che siano supportate da evidenze scientifiche e da metodologie trasparenti”.  

L’obiettivo “non è un semplice allineamento delle tariffe - avverte Buoro - sarà necessario promuovere un confronto scientifico e istituzionale sull'evoluzione dei modelli di finanziamento, affinché siano in grado di riconoscere non soltanto il numero delle prestazioni erogate, ma il valore generato per il paziente, gli esiti clinici, l'appropriatezza prescrittiva e la sostenibilità del Ssn, con un modello che non remuneri esclusivamente la singola prestazione, ma che consideri percorsi diagnostici integrati. Il valore della Medicina di laboratorio si esprime anche nella capacità di integrare test a cascata (reflex test), algoritmi diagnostici, commenti interpretativi e consulenza specialistica. Un modello che permette al paziente di completare, con un unico accesso, l'intero percorso diagnostico di laboratorio, migliorando l'appropriatezza, riducendo i tempi diagnostici e consentendo una presa in carico più tempestiva ed efficace, con benefici anche in termini di sostenibilità del Servizio sanitario”. 

Aggiunge Pierangelo Clerici, presidente della Federazione italiana delle società scientifiche di medicina di laboratorio: “Come FismeLab riteniamo di fondamentale importanza il lavoro prodotto da Sibioc e crediamo fermamente che la direzione indicata sia quella corretta per una giusta caratterizzazione della diagnostica di laboratorio all'interno del Ssn che, come viene ampiamente dimostrato, risulta costituita da 21 sistemi regionali che non essendo armonizzati tra loro creano situazioni di sofferenza in alcune regioni sia per i pazienti che per i professionisti che vi operano. L'impegno di FimeLab con le istituzioni - conclude - è quello di proporre visioni nuove della Medicina di laboratorio, come il documento Sibioc ben presenta”. 

28 lug 2026

Cnao: "Centro di riferimento mondiale in adroterapia,trattati oltre 6.200 pazienti"

(Adnkronos) - Sono oltre 6.200 i pazienti trattati con l’adroterapia al Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica, di Pavia. La struttura - informa una nota - è centro di riferimento internazionale, uno dei pochissimi al mondo nella cura dei tumori con questo approccio, che utilizza fasci di protoni e ioni carbonio: una vera e propria rivoluzione rispetto alla radioterapia tradizionale. Grazie alle proprietà fisiche intrinseche e uniche delle particelle, protoni e ioni carbonio, caratterizzate da altissima precisione balistica, è possibile erogare una dose molto elevata di energia al tumore, risparmiando maggiormente i tessuti sani circostanti.  

Questo si può tradurre, nella pratica clinica, in un risparmio degli effetti collaterali e in un miglioramento della sopravvivenza. “Lo dimostrano i risultati degli studi scientifici, ad esempio, nei sarcomi. In particolare, nei cordomi e condrosarcomi della base del cranio il controllo di malattia a 5 anni è superiore all’80-90%". Risultati analoghi si registrano “nel melanoma oculare e nelle neoplasie del distretto testa collo, in particolare in quelle delle ghiandole salivari e dei seni paranasali. E, nei tumori pediatrici, è possibile ridurre gli effetti collaterali caratteristici della radioterapia tradizionale, cioè danni cognitivi, endocrini, acustici, ritardi della crescita e insorgenza di tumori radioindotti”.  

Ogni anno in Italia sono stimati circa 5mila nuovi casi di sarcoma. “Si possono sviluppare in ogni regione dell’organismo e costituiscono una famiglia eterogenea di neoplasie, dove si trova la maggior parte di sottotipi istologici radioresistenti - spiega Maria Rosaria Fiore, direttore Unità di Radioterapia oncologica del Cnao - I sarcomi vengono spesso scoperti quando sono già in fase avanzata e coinvolgono aree anatomiche complesse come la regione testa-collo, la base del cranio, la colonna vertebrale o gli organi interni. In questi casi, operare con ampi margini è impossibile senza causare gravi danni al paziente. Anche l'oncologo radioterapista affronta simili limitazioni, non potendo utilizzare alte dosi di radioterapia per evitare danni agli organi vitali vicini; di conseguenza, il rischio che il tumore si ripresenti resta alto. La svolta per questi pazienti, colpiti da sarcomi non operabili o situati in sedi critiche, è rappresentata dagli ioni carbonio, capaci di agire con una selettività millimetrica nel rilascio della dose, colpendo il tumore con la massima dose e risparmiando i tessuti sani dalle dosi elevate. Inoltre, gli ioni carbonio possiedono una efficacia radiobiologica superiore, indispensabile per abbattere la naturale resistenza del tumore alle radiazioni ed evitare le recidive”. 

 

“Un’altra sfida clinica all'interno di questo gruppo di patologie – continua Fiore – è rappresentata dai sarcomi localmente avanzati del bacino e del distretto spinale. In queste sedi, la vicinanza a organi estremamente radiosensibili come l’intestino, i reni e il midollo spinale rappresenta un limite invalicabile sia per la chirurgia radicale che per la radioterapia convenzionale ad alte dosi. Oggi, tuttavia, la terapia con ioni carbonio ci permette di evitare procedure fortemente invalidanti, come le vertebrectomie o le ampie resezioni a livello pelvico. Questo trattamento - chiarisce - può infatti essere impiegato in sinergia con la chirurgia oppure come valida alternativa nei casi in cui l’intervento non sia eseguibile, garantendo tassi di controllo locale della malattia spesso sovrapponibili. Oggi vi sono evidenze importanti dell’efficacia di questo trattamento: ad esempio, nei cordomi e condrosarcomi della base cranica, la terapia con ioni carbonio e, in taluni casi, anche con protoni consente in molte serie un controllo locale a 5 anni spesso superiore all’80-90%, mentre la radioterapia con fotoni è limitata dalla radioresistenza e dai vincoli di dose. La radioterapia convenzionale con fotoni spesso non riesce a erogare la dose necessaria oltre 70 Gy vicino al tronco encefalico, vie ottiche e midollo spinale, con risultati di controllo di malattia a 5 anni nettamente inferiori”. 

Attualmente “nel mondo vi sono solo 8 centri duali con doppia particella, cioè con protoni e ioni carbonio, e Cnao rientra in questo gruppo ristretto di strutture di riferimento - afferma Gianluca Vago, presidente del Cnao e direttore del dipartimento di Oncologia e Emato-oncologia (Dipo) della Statale di Milano - L’adroterapia con ioni carbonio è parte fondamentale della strategia di cura di diversi tumori, grazie all’elevata capacità di superare la radioresistenza. In particolare, gli ioni carbonio interagiscono con la molecola del Dna determinando danni multipli e complessi, per cui la cellula tumorale radioresistente non riesce più a ripararsi. Oltre 6.200 pazienti sono stati trattati al Cnao e l’esperienza maturata rende il centro uno delle strutture leader nel mondo”.  

Si stima che, in Italia, siano circa 400 all’anno le nuove diagnosi di melanoma oculare. “Questa neoplasia – illustra Fiore - ha rappresentato l’apripista nell’utilizzo clinico della protonterapia, cioè dei fasci di protoni. Un tempo l’unica opzione era la rimozione chirurgica dell’occhio. Oggi è possibile conservare l’organo, garantendo anche una buona qualità di vita. L’efficacia della protonterapia, che è lo standard di cura per evitare l’enucleazione, è dimostrata da numerosi studi scientifici. A 5 anni il controllo locale della malattia raggiunge il 95%. Dall'agosto 2016, il Cnao è in prima linea nel trattamento del melanoma oculare in stretta collaborazione con l’oncologo oculare. Ad oggi abbiamo trattato con successo più di 600 pazienti, ottenendo un eccellente controllo locale della malattia superiore al 90%, in piena linea con le migliori statistiche mondiali”. 

 

Progressi importanti si registrano anche nei tumori della testa e del collo, che fanno registrare ogni anno in Italia circa 9mila nuove diagnosi. “Sono tumori complessi da curare per la varietà dei tipi istologici e della sede di insorgenza - precisa Fiore - Possono interessare naso e seni paranasali, ghiandole salivari, cavo orale, faringe e laringe, cioè tutte le neoplasie al di sopra della clavicola, escludendo quelle cerebrali. Molti tumori, come il carcinoma adenoideocistico delle ghiandole salivari e il melanoma mucoso - puntualizza - sono radioresistenti e richiedono alte dosi di radiazioni, un ambito in cui le nostre recenti pubblicazioni confermano l'efficacia dei trattamenti avanzati con l’adroterapia”.  

Il dato più incoraggiante riguarda anche le forme più comuni di carcinoma spinocellulare dell’orofaringe associato al papilloma virus (Hpv) per cui diversi studi prospettici e uno studio randomizzato - prosegue la nota - dimostrano una riduzione degli effetti collaterali e un miglioramento della qualità di vita con controllo del tumore almeno equivalente nei pazienti trattati con protoni rispetto a fotoni.  

In Italia si stimano circa 2.300 nuovi casi di tumori pediatrici ogni anno: circa la metà è rappresentata dai tumori solidi. “Rappresentano un campo importantissimo di applicazione della protonterapia – sottolinea Fiore - Nei tumori dei bambini l’obiettivo primario non è solo la guarigione, ma anche la riduzione degli effetti collaterali tardivi della radioterapia, noti ad esempio nei medulloblastomi e negli ependimomi. Vi possono essere deficit cognitivi, ritardi della crescita, insorgenza di tumori secondari radioindotti. In particolare, una metanalisi ha mostrato che, nei bambini con tumori del sistema nervoso centrale, la protonterapia è associata a un migliore mantenimento delle funzioni neurocognitive rispetto alla radioterapia con fotoni. Al Cnao, in collaborazione con la rete oncologica pediatrica italiana, vengono trattati circa 60 pazienti pediatrici all’anno, colpiti soprattutto da tumori cerebrali, della base del cranio e sarcomi. Nel contesto della re-irradiazione, inoltre - conclude Fiore - l’adroterapia offre un potenziale vantaggio rispetto alla radioterapia convenzionale grazie alla distribuzione di dose più conformata, che permette un migliore risparmio degli organi a rischio precedentemente irradiati. Sebbene le evidenze siano in continua evoluzione, i risultati disponibili suggeriscono un profilo di efficacia e sicurezza favorevole in pazienti accuratamente selezionati”. 

28 lug 2026

Mafia, la denuncia di de Lucia: "Sistema carcerario non funziona. Boss continuano a comandare"

(Adnkronos) - "La possibilità che è data a questi soggetti di continuare sostanzialmente a comandare dall'interno delle carceri è un tema estremamente problematico". E' la denuncia del procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia nell'audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia.  

"Se noi consentiamo ai mafiosi di continuare dal carcere a fare i mafiosi anche l'attività delle forze di polizia, le misure cautelari, i processi che noi facciamo non hanno il risultato che invece dovremmo avere,il sistema del 41 bis funziona con dei correttivi che vi si possono apportare, ma il problema è che funzionerebbe meglio se funzionassero bene i due livelli dell'alta e della media sicurezza, perché questo consentirebbe ad esempio di non richiedere il regime del 41 bis per soggetti che probabilmente non hanno il carisma e la capacità di governo che hanno i veri capi delle organizzazioni mafiose".Il sistema non funziona", denuncia de Lucia. 

"Quando gli arrestati entrano all'interno delle carceri nel giro di poche ore vengono muniti di apparecchi di comunicazione con l'esterno, device che possono essere fino a qualche tempo fa microcellulari, che è intuibile come venivano introdotti all'interno delle carceri, ma oggi sono smartphone e in misura molto consistente", dice il procuratore capo di Palermo. "Io ho anche i dati della quantità di apparecchi telefonici che sono stati reperiti all'interno delle carceri ed è un dato assolutamente importante", aggiunge il magistrato. 

28 lug 2026

Caos Nazionale, la stampa estera sfotte: "Più difficile andare a Mondiali o scegliere ct?"

(Adnkronos) - "Più difficile andare ai Mondiali o scegliere un ct?", la stampa estera 'sfotte' l'Italia dopo il caos scoppiato intorno alla Nazionale. Nella giornata di ieri il caso Pirlo, uscito dalla corsa per sedere sulla panchina azzurra a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. La rinuncia al Maestro ha portato al successivo passo indietro di Maldini-Leonardo, che hanno rassegnato le dimissioni da, rispettivamente, direttore tecnico e consulente azzurro. 

Il quotidiano spagnolo As parla di "terremoto Italia con Pirlo e Maldini", mentre Marca scrive di "Pirlo rompe il silenzio in mezzo alla tempesta: 'L’amore per l’Italia non dipende da un lavoro'". L’articolo di Marca si apre così: “Quella che sembrava una conclusione quasi definitiva si è trasformata, nelle ultime ore, in una delle saghe più discusse del calcio italiano". 

L'Equipe invece parla di "Italia nella tempesta, ancora alla ricerca di un commissario tecnico" e poi una domanda che sa di sfottò: "È più difficile qualificarsi per i Mondiali o trovare un allenatore? In ogni caso, niente sta andando secondo i piani per i nuovi vertici della Figc". Più sintetica la Bild: "Che caos". 

Sulla questione ct si è espresso anche Roy Keane, che ha attaccato in particolare Maldini e Leonardo: "Non mi sono piaciuti per niente. Per me, è stato un comportamento infantile, non lasci un progetto solo perché non hai ottenuto il tuo allenatore preferito. Il calcio non funziona così", ha detto l'ex centrocampista del Manchester United, mai banale, "la gente continua a parlare di lealtà e principi, e va bene. Mantieni la tua opinione, difendi la tua posizione. Ma una volta presa la decisione, il tuo lavoro è andare avanti. Questo è quello che fanno i leader. Non buttano via i loro giocattoli dal passeggino solo perché le cose non sono andate come volevano".  

"Maldini e Leonardo sono leggende del calcio. Nessuno mette in dubbio ciò che hanno raggiunto come giocatori, ma non si tratta di reputazioni", ha continuato Keane rincarando la dose, "si tratta di responsabilità. L'Italia sta cercando di ricostruirsi dopo anni di delusioni e aveva bisogno di persone esperte di calcio per aiutare a stabilizzare la nave. Andarsene dopo solo un paio di settimane manda il messaggio sbagliato a tutte le persone coinvolte". 

 

28 lug 2026

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