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Aderenza in Hiv, online nuova sezione sito Viiv dedicato alla continuità di cura

(Adnkronos) - Offrire informazioni chiare e aggiornate su un aspetto centrale nella lotta all'Hiv/Aids, l'aderenza terapeutica, da intendersi non solo come corretta assunzione della terapia farmacologica, ma come parte integrante dell’intero percorso assistenziale. È l’obiettivo di 'Aderenza in Hiv', una nuova sezione del sito web di ViiV Healthcare Italia, che viene lanciata oggi per fornire a clinici e persone con Hiv uno spazio di approfondimento che coniuga raccomandazioni internazionali, evidenze scientifiche e percezioni reali di medici e pazienti. La nuova area digitale, informa la farmaceutica in una nota, nasce "nel solco della Strategia globale contro l'Aids 2026-2031 di Unaids, che definisce un quadro di azioni concrete per porre fine all'Aids come minaccia per la salute pubblica entro il 2030. In Europa occidentale, centrale e nel Nord America, la strategia raccomanda in particolare di aumentare l'accesso e l'aderenza al trattamento, migliorare la gestione delle coinfezioni e delle comorbilità, e rimuovere gli ostacoli che limitano l'accesso alle cure per le popolazioni più vulnerabili, tra cui migranti e rifugiati".  

Nel dettaglio, la sezione 'Aderenza in Hiv' raccoglie contenuti tratti dalla nuova strategia Unaids, da una recente indagine sul percepito dell'aderenza tra medici infettivologi e persone con Hiv italiane, e da uno studio che ha analizzato direttamente la situazione dell'aderenza terapeutica in un campione di persone con Hiv residenti in Italia. Il sondaggio quali-quantitativo, svolto su 50 medici e 101 pazienti, mostra che circa il 50% delle persone intervistate riferisce di dimenticare occasionalmente la terapia, sebbene nella maggior parte dei casi meno di una volta al mese. Dal lato dei clinici emerge invece una significativa eterogeneità nella definizione operativa di 'non aderenza': per alcuni il problema si configura solo quando il paziente dimentica frequentemente le dosi previste, mentre altri considerano già rilevanti dimenticanze occasionali o assunzioni mancate sporadicamente. 

Ulteriori dati italiani provengono dallo studio Positive Perspectives 3 di ViiV Healthcare. Tra le 152 persone con Hiv in terapia antiretrovirale residenti in Italia, a fronte di alti tassi di soppressione virologica, si legge nella nota, "quasi la metà ha riportato un'aderenza subottimale, associata in modo significativo al sesso femminile assegnato alla nascita e a un avvio tardivo del trattamento. Nonostante l'elevata fiducia nei professionisti sanitari, molti partecipanti riferiscono uno stato di salute percepito da discreto a scarso, e individuano margini di miglioramento nella propria assistenza e nei regimi terapeutici, suggerendo la presenza di bisogni insoddisfatti" che possono influire sull'aderenza e sugli esiti a lungo termine. 

"Con i farmaci antiretrovirali a lento rilascio iniettabili abbiamo ora tutti gli elementi, unendo i vari tasselli, per ridurre in modo significativo la circolazione del virus", afferma Antonella Castagna, direttrice della clinica di Malattie infettive dell'Irccs ospedale San Raffaele e professoressa ordinaria di Malattie infettive all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. "La partita si gioca nel coinvolgimento attivo delle persone vulnerabili, cioè di chi, per diverse ragioni, non trova una risposta completa nella terapia orale, non riesce ad inibire stabilmente la replicazione dl virus o rischia di effettuare la prevenzione dell’infezione in modo irregolare. È in questo contesto che bisogna intervenire proattivamente offrendo opzioni farmacologiche che garantiscano aderenza", sottolinea.   

Aggiunge il direttore Uoc di Malattie infettive dell'ospedale civile Legnano, professore associato di Malattie infettive all'università degli Studi di Milano e co-autore della pubblicazione a commento dell'indagine su retention in treatment e retention in care nell'Hiv in Italia, Stefano Rusconi: "L'indagine ci mostra con chiarezza che l'aderenza non è solo un tema di 'pillole prese o dimenticate', ma il risultato di un percorso di cura che coinvolge il sistema sanitario, le persone con Hiv e le loro reti di supporto. Se quasi una persona su due riferisce dimenticanze, anche occasionali, significa che dobbiamo lavorare di più sulla continuità di relazione, sull'ascolto dei bisogni e su modelli organizzativi che facilitino la retention in care". Come chiarisce Davide Moschese, del Dipartimento di Malattie Infettive dell'ospedale Luigi Sacco - università degli Studi di Milano, co-autore dello studio Positive Perspectives, "nel nostro campione italiano abbiamo osservato che, pur in presenza di ottimi risultati virologici, quasi una persona su due vive un'aderenza subottimale e percepisce margini di miglioramento nella propria assistenza. Questo ci dice che non basta avere terapie efficaci: dobbiamo rendere il percorso di trattamento e cura più vicino ai bisogni reali delle persone, superando, laddove necessario, i limiti della quotidianità".  

L'aderenza terapeutica "rappresenta il fondamento del nostro impegno verso le persone che vivono con Hiv e verso chi desidera prevenire l'infezione - sottolinea Sonia Franzese, Head of Hiv Medical Scientists di ViiV Healthcare Italia - Il nostro obiettivo è tradurre i progressi scientifici in benefici concreti e duraturi, e garantire che ogni terapia venga assunta in modo corretto e continuativo attraverso un'appropriata somministrazione significa tutelare sia le persone sia l’efficacia dei trattamenti stessi". Conclude Fabio Vecchio, Market Access, Government Affairs and Communications Director di ViiV Healthcare Italia: "L'aderenza è il punto in cui la qualità della ricerca incontra i risultati del mondo reale. Nelle patologie croniche, e nell'Hiv in modo emblematico, anche terapie molto efficaci possono perdere parte del loro valore se non vengono seguite con continuità. Senza aderenza si riduce l'efficacia, si disperde valore e si indebolisce l'impatto dell'innovazione". 

10 set 2026

Meloni alla riunione per Atreju e Schlein appena uscita da scuola, l'11 settembre nel ricordo dei leader politici

(Adnkronos) - Chi faceva un'altra vita, chi ancora nemmeno pensava alla politica come impegno a tempo pieno, chi addirittura era minorenne, o studiava. L'11 settembre ha lasciato un segno in chiunque, ovunque nel mondo. Ovviamente, anche i leader politici italiani hanno il proprio ricordo dell'attentato alle torri gemelle di New York. Ricordo che hanno condiviso con l'Adnkronos in occasione dei 25 anni dall'evento.  

 

 

All'epoca "avevo 24 anni, ricordo che il giorno dell'attacco alle Torri Gemelle ero a via della Scrofa per una riunione su Atreju, una delle primissime edizioni", dice Giorgia Meloni all'Adnkronos. "Durante l'incontro avevamo la Tv accesa e come tutti abbiamo assistito in diretta a quello che stava succedendo. Quell’edizione di Atreju, se non ricordo male, doveva intitolarsi 'Alla ricerca del borgo globale'. Mancavano solo due giorni all'inizio, ma venne subito annullata a causa di quello che era successo", ricorda l'attuale premier. 

 

"Avevo sedici anni, uscivo da scuola e mentre tornavo a piedi verso casa -allora le notizie non viaggiavano veloci come oggi sui cellulari- ho visto per la prima volta le immagini dallo schermo di una televisione nella vetrina di un negozio -ricorda Elly Schlein con l'Adnkronos-. Immagini che nessuno di noi ha più dimenticato, l’orrore delle torri in fiamme, del fumo nero che squarciava il cielo e delle persone che si lanciavano nel vuoto. Un terribile attentato terroristico colpiva il cuore degli Stati Uniti, facendo quasi tremila vittime e seimila feriti. Ci è parso subito chiaro che qualcosa sarebbe cambiato per sempre, e che quell’odio purtroppo ne avrebbe generato altro, così come altre guerre". La leader del Pd non ha dubbi: "Oggi più che mai dobbiamo difendere i valori della pace e della democrazia, contrastando anche ogni forma di terrorismo che mina la convivenza pacifica e la sicurezza delle persone".  

 

Giuseppe Conte, al tempo, certo non immaginava che sarebbe diventato presidente del Consiglio: "Credo fosse poco dopo pranzo, ero immerso nello studio di alcuni fascicoli processuali e stavo preparando il mio intervento a una conferenza accademica. All’epoca esercitavo come civilista e insegnavo diritto privato all’Università di Firenze -racconta il leader M5s all'Adnkronos-. Fu una telefonata a catapultarmi in una realtà che non immaginavo potesse essere vera: 'Non hai visto? Accendi la Tv'. Rimasi incollato allo schermo fino a notte, incredulo rispetto alle immagini che scorrevano sullo schermo, sopraffatto da un forte senso di angoscia".  

I ricordi si affastellano nella mente di Conte: "Era forse la prima volta che vedevo il dramma della morte in diretta non di una persona ma di migliaia, fu scioccante. Il crollo della seconda torre che si sgretolava è una immagine indelebile e direi la più tragica che conservo nella mia memoria. Una fine tragica accompagnata dal senso di impotenza, di fragilità, di permeabilità anche della più grande potenza a un attacco terroristico di questa portata. E fu davanti a quello spettacolo tremendo che capii che eravamo ad un punto di non ritorno, il momento in cui la storia sarebbe cambiata, avrebbe preso un’altra direzione senza possibilità di appello".  

 

 

"L'11 settembre del 2001 stavo correndo, mi stavo allenando in pineta -racconta all'Adnkronos Angelo Bonelli- quando a un certo punto, in un chiosco, vedevo una serie di persone intorno alla televisione - corridori, atleti, ciclisti - tutti fermi, assembrati, e mi sono chiesto: 'Che sta succedendo?', pensavo fosse successo un incidente, ci fosse qualche ferito, in realtà stavano guardando tutti la televisione con il disastro dell'attentato terroristico. Mi fermai anche io lì, ricordo quel momento di profonda attenzione e angoscia per quello che stava succedendo", sottolinea l'esponente di Avs. Nicola Fratoianni vide tutto in diretta tv perché, spiega all'Adnkronos, costretto "a letto con una gamba ingessata dopo un incidente stradale". 

 

 

Anche Carlo Calenda faceva un'altra vita, lontano dai palazzi della politica: "Lavoravo alla Ferrari ed ero al salone dell’auto di Francoforte", ricorda all'Adnkronos. Idem Matteo Salvini, in un filo comune che lega molti leader politici di oggi: "L’11 settembre 2001 ero nella sede della Lega in via Bellerio, all’epoca lavoravo come giornalista nella redazione della 'Padania'", rammenta il leader della Lega. 

10 set 2026

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10 set 2026

Danimarca, divieto totale di cellulari nelle scuole: non si useranno neanche all'intervallo

(Adnkronos) - Il governo danese, che si appresta a vietare l'uso dei social network ai minori di 15 anni, intende bandire i telefoni cellulari dalle scuole primarie e secondarie. Lo ha annunciato oggi la premier Mette Frederiksen. "Questo governo propone un divieto totale dei telefoni cellulari", ha dichiarato Frederiksen durante una conferenza stampa. 

Il divieto, che riguarda gli alunni dall'equivalente della scuola materna fino alla fine della scuola secondaria, dovrà applicarsi sia in classe che durante l'intervallo, ha precisato. 

L'annuncio giunge in un momento in cui i risultati dei giovani danesi sono crollati nella classifica internazionale Pisa, uno studio pubblicato ogni tre anni dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e affermatosi come barometro globale delle prestazioni dei sistemi educativi. Con un punteggio di 478, la Danimarca si colloca appena al di sotto della media europea di 482 punti. 

"I risultati in lettura, matematica e scienze sono i peggiori mai registrati", ha commentato il ministro dell'Istruzione, Magnus Heunicke, all'annuncio dei risultati dello studio martedì scorso. 

"Sono personalmente convinta che i risultati siano strettamente legati al fatto che in Danimarca viviamo una delle infanzie più connesse al mondo", ha affermato la premier. "Noi adulti abbiamo permesso a bambini e giovani di trascorrere troppe ore al giorno davanti a uno schermo", ha deplorato. 

Il precedente governo Frederiksen aveva già preso in considerazione l'idea di legiferare in materia, ma il provvedimento, mai discusso in Parlamento a causa delle elezioni anticipate dello scorso marzo, prevedeva semplicemente di obbligare i consigli scolastici a definire a livello locale le regole per rendere i propri istituti zone libere dai cellulari. 

10 set 2026

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10 set 2026

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10 set 2026

Heineken, Together Lab: più di 8 italiani su 10 apprezzano la scoperta di nuovi sapori

(Adnkronos) - Se fino a qualche anno fa erano il luogo o l'occasione a definire un momento di socialità, oggi sono sempre più le esperienze condivise a dare significato agli incontri. Tra queste, il cibo assume un ruolo sempre più centrale: preparare una ricetta insieme, provare una cucina mai assaggiata prima, condividere uno street food o sperimentare nuovi ingredienti diventa il pretesto per incontrarsi, conoscersi e creare connessioni autentiche, fuori e dentro casa. È questo uno dei principali cambiamenti che emerge dall’analisi condotta dal Together Lab, il nuovo osservatorio permanente sulla socialità contemporanea promosso da Heineken Italia nell'ambito della campagna Together. Attraverso un'attività di social media monitoring, sviluppato in collaborazione con l'Università Iulm, che ha analizzato oltre 14.400 conversazioni spontanee online pubblicate da giovani tra i 18 e i 35 anni sulle principali piattaforme social, il progetto racconta come stiano evolvendo linguaggi, luoghi e rituali dello stare insieme. Tra le principali tendenze individuate dall'Osservatorio, emerge una nuova forma di socialità in cui il cibo assume un ruolo centrale: nelle conversazioni analizzate, aperitivi, cene e momenti di condivisione vengono frequentemente raccontati attraverso parole come 'stare insieme', 'condividere', 'chiacchiere' e 'amicizia', segno di una convivialità che passa sempre più attraverso il cibo, trasformando il gusto in un vero e proprio linguaggio relazionale. A guidare questa evoluzione sono soprattutto i 25-35enni, che vivono il cibo non solo come consumo, ma come occasione per creare connessioni e costruire esperienze da condividere. Questa evoluzione trova riscontro anche in una recente ricerca AstraRicerche , secondo cui l'84% degli italiani apprezza la scoperta di nuovi sapori e quasi il 70% predilige occasioni conviviali semplici e informali. Un quadro che conferma come la convivialità contemporanea sia sempre più orientata verso esperienze autentiche, da vivere e condividere insieme. 

"Con Together Lab abbiamo scelto di osservare la socialità proprio mentre prende forma, attraverso le conversazioni spontanee con cui i giovani raccontano ogni giorno il proprio modo di stare insieme. Quello che emerge con chiarezza è che la convivialità continua a rappresentare un bisogno fondamentale, ma trova oggi forme di espressione nuove, più fluide e personali. Il cibo e la sperimentazione gastronomica ne sono un esempio concreto: -afferma Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director di Heineken Italia - preparare una ricetta insieme, scoprire nuovi sapori o condividere un'esperienza sensoriale diventano occasioni per creare relazioni e rafforzare il significato dello stare insieme. È interessante osservare come, pur evolvendo i rituali e i linguaggi della socialità, la convivialità rimanga intanto uno dei tratti più distintivi della cultura italiana: la capacità del cibo di rappresentare un momento che avvicina le persone e trasformare il tempo in un'esperienza di relazione. Cambiano le modalità con cui le nuove generazioni costruiscono questi momenti, ma non viene meno il desiderio di ritrovarsi attorno a esperienze fisiche che hanno a che fare con i sensi, capaci di creare connessioni significative. In questo contesto la birra conferma il suo ruolo: freschezza, leggerezza, informalità, ma anche ricchezza di stili e gusto, sapori mai eccessivi contribuiscono a rendere ancora più ricca l’esperienza. Ci siamo messi in ascolto per capire come evolvono i rituali dello stare insieme e far vivere il nostro purpose: creiamo il piacere di stare insieme per ispirare un mondo migliore".  

La ricerca mostra come il cibo continui a essere uno dei principali attivatori di convivialità: non solo l'occasione attorno a cui condividere un pasto, ma sempre più un'esperienza attraverso cui costruire relazioni, scoprire nuovi sapori e rafforzare il senso di appartenenza. Preparare una cena insieme, organizzare un aperitivo fatto in casa, scegliere un locale per provare una cucina internazionale o sperimentare nuovi abbinamenti non risponde soltanto al desiderio di mangiare bene, ma soprattutto alla volontà di vivere momenti di qualità insieme agli altri. In questo contesto, mangiare insieme continua a rappresentare un'esperienza capace di generare benessere: secondo AstraRicerche, il 64% degli italiani ritiene infatti che condividere un pasto contribuisca a migliorare l'umore e favorisca il relax, confermando il valore relazionale della tavola oltre la semplice occasione di consumo. Dall'analisi emerge inoltre una tensione culturale particolarmente interessante, che attraversa molte delle conversazioni raccolte. Da una parte cresce il desiderio di sperimentare: cucine etniche, ingredienti insoliti, contaminazioni gastronomiche e ricette ibride alimentano la curiosità e diventano occasione di scoperta condivisa. Dall'altra rimane forte il richiamo ai sapori della tradizione, alle ricette di famiglia e alle specialità locali, che continuano a rappresentare un importante elemento identitario. Più che due tendenze contrapposte, innovazione e tradizione convivono nella stessa esperienza conviviale, contribuendo a rendere il cibo uno spazio di espressione personale e di relazione.  

Anche il linguaggio delle piattaforme digitali racconta questa trasformazione. Tra le parole che ricorrono con maggiore frequenza nelle conversazioni compaiono 'tagliere', 'street food', 'pizza', 'focaccia', 'apericena', insieme a riferimenti a cucine internazionali, ricette condivise, nuovi ingredienti e sapori da sperimentare. Il filo conduttore è sempre lo stesso: la convivialità nasce sempre più spesso dalla curiosità gastronomica e dalla voglia di vivere un'esperienza memorabile insieme, trasformando il gusto nel punto di partenza delle relazioni. "L’analisi dimostra che non sono più le occasioni a definire l'esperienza, ma il valore che le persone attribuiscono ai momenti vissuti insieme. Essere rilevanti significa quindi interpretare questi cambiamenti culturali con autenticità, entrando con naturalezza nelle esperienze che contano davvero. Per Heineken Italia questo si traduce in un portfolio di brand capace di accompagnare in modo naturale tutte le diverse forme di convivialità: da Birra Moretti, che rappresenta la convivialità autentica e il legame con la tavola, vissuta in maniera autentica e senza sovrastrutture; a Ichnusa, che valorizza identità e appartenenza territoriale; fino a Birra Messina, che accompagna l’esperienza legata al concetto di meraviglia, soprattutto durante il momento dell’aperitivo, - dichiara Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - e Heineken, che interpreta una socialità internazionale e contemporanea, legata ai grandi momenti di intrattenimento e alle passioni condivise, capaci di unire le persone in modo profondo. La forza del nostro portfolio risiede proprio nella complementarità dei brand, che ci consente di accompagnare occasioni di consumo ed esperienze diverse, in linea con l'evoluzione dei gusti e dei nuovi rituali della socialità. Brand diversi, accomunati dalla capacità di valorizzare esperienze di condivisione e scoperta, parlando alle persone con linguaggi credibili e culturalmente rilevanti, in sintonia con l'evoluzione del gusto e della convivialità". 

In questo scenario cambia anche il ruolo della birra, che non rappresenta più semplicemente una bevanda associata a un momento di consumo, ma diventa parte integrante dell'esperienza gastronomica condivisa. Grazie alla varietà degli stili, alla versatilità negli abbinamenti e alla sua naturale dimensione conviviale, la birra accompagna con spontaneità questi nuovi rituali dello stare insieme, valorizzando esperienze costruite intorno alla scoperta e alla condivisione del gusto. Anche le ricerche di mercato confermano questa evoluzione. Secondo AstraRicerche, il 75% degli italiani associa la birra alla convivialità e il 63% sceglie la bevanda anche in funzione della curiosità e della voglia di sperimentare qualcosa di nuovo. Parallelamente, le evidenze di Cga by NIQ illustrano come un italiano su due scelga il locale anche per la qualità dell'abbinamento tra cibo e bevande, mentre l'85% considera importante il food pairing durante l'aperitivo. Dati che mostrano come l'esperienza gastronomica sia sempre più percepita come un insieme in cui la scelta della bevanda contribuisce a rendere più ricco e coinvolgente il momento di condivisione. 

Le conversazioni online raccontano inoltre una crescente attenzione verso la cultura birraria. In particolare, su Reddit (30% delle conversazioni analizzate) e Facebook (22%) cresce l'interesse per gli stili, gli abbinamenti gastronomici e la scoperta di nuove referenze, trasformando la sperimentazione in un'occasione di dialogo e di confronto. La scoperta di una nuova birra diventa così un ulteriore pretesto per stare insieme, alimentare conversazioni e condividere esperienze. I risultati di Together Lab raccontano una generazione che non rinuncia allo stare insieme, ma ne riscrive continuamente i codici. In questo percorso il gusto assume un valore che va oltre la dimensione gastronomica: diventa un linguaggio attraverso cui esprimere curiosità, condividere esperienze e costruire nuove connessioni. Perché oggi la socialità non nasce soltanto dall'occasione di incontrarsi, ma dal desiderio di vivere qualcosa insieme. 

10 set 2026

Iran, Trump: "Guerra finirà dopo elezioni o forse prima"

(Adnkronos) - La guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbe concludersi "dopo le elezioni" di midterm di novembre, "o forse prima". Lo ha detto Donald Trump in una conversazione telefonica con il giornalista di NewsNation Robert Sherman, che si trova a Doha. Il presidente americano ha anche smentito le notizie secondo cui missili iraniani avrebbero danneggiato aerei militari statunitensi in Giordania questa settimana. "Nessun danno. Niente di niente", ha detto Trump, secondo quanto riferito dallo stesso giornalista in un post su X. 

Il presidente americano ha poi rivendicato i risultati dell'azione militare statunitense contro Teheran, tornando anche sullo Stretto di Hormuz. "Stiamo vincendo la guerra. Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Dovremmo chiamarlo 'Stretto di Trump', dovrò pur ricavarci qualcosa". "Sono sicuro che la leadership iraniana ne sarà entusiasta", ha aggiunto. 

Trump ha quindi lanciato un nuovo avvertimento all'Iran sul sito nucleare sotterraneo noto come 'Pickaxe Mountain', situato sotto una montagna a sud dell'impianto di arricchimento di Natanz. "Abbiamo notato un po' di attività a Pickaxe. Consiglierei all'Iran di non fare il furbo, perché altrimenti dovremo colpirlo molto duramente", ha detto intervenendo alla convention repubblicana di Dallas. 

"L'anno prossimo Teheran sarà libera dall'oppressione e dalla tirannia", ha dichiarato in un video indirizzato alla comunità ebraica dell'Iran il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in cui avverte, inoltre, la leadership iraniana, dichiarando che "qualsiasi attacco contro Israele, per qualsiasi motivo e da qualsiasi luogo, incontrerà una risposta energica, compresi attacchi alle sue principali infrastrutture energetiche". 

Katz aggiunge: "Un simile colpo riporterebbe l'Iran indietro di decenni e destabilizzerebbe ulteriormente il regime degli ayatollah che il popolo iraniano tanto disprezza e di cui desidera ardentemente la caduta". 

L'Iran ha utilizzato un meccanismo simile al baratto per aggirare le sanzioni sulle sue vendite di petrolio e acquistare dalla Cina beni per miliardi di dollari, tra cui equipaggiamento militare. Lo scrive il Times of Israel, citando quanto riferito a Reuters da due fonti iraniane di alto livello e da altre tre persone a conoscenza della questione, secondo cui, il meccanismo commerciale segreto, in cui il petrolio iraniano viene scambiato con crediti per le importazioni cinesi, ha rappresentato un'ancora di salvezza finanziaria per Teheran negli ultimi anni, in concomitanza con l'intensificarsi delle pressioni economiche e militari statunitensi sul suo programma nucleare. 

Questo meccanismo avrebbe anche permesso alla Cina, il più grande importatore mondiale di petrolio greggio, di mantenere l'accesso al petrolio iraniano a prezzi scontati, proteggendo al contempo banche e aziende che esportano nella Repubblica islamica da controlli o sanzioni internazionali. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad alcune piccole entità cinesi che acquistano o facilitano le spedizioni di petrolio iraniano, ma si sono astenuti dall'adottare le misure più severe che potrebbero avere ripercussioni sull'economia globale. 

Il transito navale nello Stretto di Hormuz è ulteriormente diminuito, ieri, attestandosi a sette navi rispetto alle dodici del giorno precedente, secondo i dati preliminari di tracciamento delle navi pubblicati oggi. Di queste sette imbarcazioni, quattro sono uscite e tre sono entrate nel passaggio marittimo, anche se alcune imbarcazioni potrebbero navigare nel canale con i transponder spenti e sfuggire al conteggio. 

10 set 2026

Ballando con le stelle, undicesima maestra annunciata: chi è Valentina Fiorini

(Adnkronos) - Valentina Fiorini entra ufficialmente nel cast di Ballando con le stelle. La ballerina è l'undicesima maestra di ballo della nuova edizione del programma condotto da Milly Carlucci, in partenza dal prossimo sabato 3 ottobre. L'annuncio è arrivato oggi, giovedì 10 settembre, con un video condiviso sulla pagina ufficiale del dance show. 

Originaria di Bologna e oggi residente in Sicilia, Fiorini ha raccontato nel video di presentazione il suo lungo percorso nel mondo della danza, iniziato quando aveva appena tre anni: "Sono stata campionessa italiana, finalista ai campionati mondiali e ho avuto l'onore di esibirmi nei teatri in giro per il mondo", racconta la giovane.  

 

 

Ora però la ballerina realizza un sogno che coltiva da tempo: "L'anno scorso ho partecipato a 'Sognando ballando con le stelle' con un obiettivo: diventare maestra di Ballando e ora posso finalmente annunciarlo", ha detto la giovane, confermando il suo ingresso ufficiale nel cast della nuova stagione.  

 

Il cast del programma è ormai stabilito: accanto alla conduttrice Milly Carlucci, tornerà Paolo Belli, dopo l'esperienza della partecipazione in gara lo scorso anno.  

In gara ci saranno: Massimo Ghini, Anna Safroncik, Monica Guerritore, Manuela Moreno, Jimmy Ghione, Alberto Ravagnani, Riccardo Rossi, Eugenio Finardi, Aurora Ramazzotti, Alessandro Matri, Noemi Bocchi e, appunto, Andy Diaz. 

Quanto ai maestri, sono undici i nomi già confermati: Giovanni Pernice, Luca Urso, Carlo Aloia, Anastasia Kuzmina, Erika Martinelli, Giada Lini, Nikita Perotti, Gioia Giovanatti, Leonardo Lini, Rebecca Gabrielli. E ora Valentina Fiorini.  

 

10 set 2026

Cinquemila dollari a ogni americano? I 'Trump dividend' costerebbero oltre un trilione

(Adnkronos) - I 'Trump dividend', battezzati così da Donald Trump che ha promesso 5mila dollari di dividendi per ognuno dei 240 milioni di americani adulti se i repubblicani manterranno il controllo del Congresso alle elezioni di midterm, costerebbero alle casse federali 1,2 trilioni di dollari, esacerbando inflazione, il deficit di bilancio di quasi due trilioni di dollari e il debito nazionale, che ha recentemente superato i 40 trilioni di dollari. 

All'indomani del nuovo annuncio ad effetto, la stampa americana, anche quella conservatrice come Fox News, si interroga sulle tante incognite della promessa del tycoon che, nel discorso della scorsa notte alla convention repubblicana di Dallas, non ha spiegato come finanzierà l'intera operazione che, ricordano gli esperti, dovrebbe avere necessariamente la luce verde del Congresso a cui la Costituzione affida l'autorità totale sul finanziamento delle spese del governo. Questo significa, ha detto al New York Times John Day, ex procuratore del New Mexico che si occupa di casi riguardanti illeciti governativi, che Trump non potrebbe ordinare l'emissione degli assegni con un ordine esecutivo. Nel suo discorso, Trump ha paragonato i pagamenti ai dividendi che vengono pagati dalle corporation in attivo, facendo riferimento alla forza che l'economia americana avrebbe riconquistato grazie alle sue politiche.  

Ma Marc Goldwein, direttore del Committee for a Responsible Federal Budget, ha notato, riporta Fox News, che le società pagano i dividendi quando hanno un surplus, mentre gli Usa hanno un deficit annuale di quasi due trilioni e un debito nazionale di 40 trilioni. Nel suo discorso, Trump ha legato questi dividendi ad un precedente, i 1776 assegni che sono stati inviati ai membri delle forze armate, allora chiamati i 'warrior dividend', ma il quel caso i fondi provenivano dal bilancio del Pentagono già approvato dal Congresso. 

Non ha aiutato a fare chiarezza sulla proposta JD Vance che, intervistato da Fox News subito dopo il discorso di Trump, da una parte l'ha difesa sostenendo che si tratta di dividendi degli incassi arrivati con i dazi, ma dall'altra parte è sembrato fare una parziale marcia indietro sostenendo che gli assegni non sarebbero inviati agli americani benestanti. 

Il Nyt ricorda comunque come già lo scorso anno Trump abbia tentato di inviare 2mila dollari in più di rimborsi fiscali ai contribuenti americani, finanziandoli con i soldi dei dazi, ma la proposta non è passata al Congresso controllato dai repubblicani.  

Infine, c'è chi esprime la preoccupazione che l'annuncio di Trump abbia un fine politico elettorale, avendolo collegato alla vittoria repubblicana a novembre. Le leggi federali vietano ogni azione che possa costituire compravendita di voti, ma per esperti legali consultati dal Times sarebbe difficile sostenere in un ricorso contro una misura del genere che con la sua promessa Trump stia cercando di comprare voti dal momento che si tratta della promessa di uno sgravi fiscale.  

"La promessa di abbassare le tasse fornisce ragioni finanziarie per sostenere un candidato, ma questo non fa della promessa in sé una tangente" spiega Day, sottolineando che l'iniziativa prospettata da Trump porterebbe vantaggi a tutti gli americani, a prescindere dal loro voto. 

10 set 2026

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