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Vicenza, precipita per 100 metri sulla Ferrata delle Anguane: morto escursionista

19 set 2026

Crosetto contro il Fatto: "Titolo falso, Italia non è in guerra"

(Adnkronos) - "L'Italia non è in guerra". Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, lo afferma in una nota in cui smentisce le ricostruzioni e il contenuto di articoli di stampa. "Il giornale 'Il Fatto Quotidiano”, nella sua edizione di oggi, ha superato sé stesso nella definitiva mistificazione dei fatti. Il titolo 'L'Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle' è falso, offensivo, ingannevole e gravissimo per la dignità del mio ufficio, il mio giuramento da Ministro, come per il Capo dello Stato, le Forze Armate, i cittadini. L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato 'escluso' da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla", dice Crosetto. 

La presenza militare italiana in Arabia Saudita "non è mai stata ‘segreta’. Sarebbe stato sufficiente consultare gli atti del Parlamento, dove più volte sono andato, come pure dove si sono recati anche il Capo di Stato Maggiore, il Comandante del Covi, il Ministro degli Esteri, i Sottosegretari alla Difesa, fornendo tutte le informazioni necessarie, e doverose, in merito a tale specifica missione. Ed io non ho 'minimizzato' l’attacco al nostro Eurofighter: l’ho seguito personalmente, l’ho comunicato ed ho chiesto le valutazioni operative sulla sicurezza del nostro personale. L'ho fatto di notte come di giorno, seguendo in ogni momento tutti gli sviluppi dell’attacco e sincerandomi, sempre personalmente, delle condizioni dei nostri militari. Il Fatto sta solo fingendo di produrre un ‘caso’ che non esiste: mischia dati qua e là, missioni diverse e decisioni assunte secondo precise e regolari procedure, li mescola e costruisce una storia politica che quei fatti non dimostrano". 

"Infine, sulle navi nel Mar Rosso, una cosa è bene ricordarla: dottor Travaglio, Guido Crosetto non ha né possiede navi. Nemmeno un gommone. Le navi sono della Repubblica Italiana e della Marina Militare e operano nell’ambito di Aspides, una missione dell’Unione europea, con un mandato ben preciso sul quale ho scritto una lettera aperta e urgente all’Alto commissario Kallas, ieri uscita ovunque, ma che non vi siete neppure presi la briga di leggere. La Difesa non è, né sarà mai, il giocattolo di un ministro. È un’Istituzione dello Stato, che può muoversi solo dentro leggi, mandati, procedure e responsabilità precise, definite, che passano sempre e comunque dentro il Parlamento e che solo questi può autorizzare rispettando leggi e Costituzione. Si può criticare il Governo. Si può criticare il Ministro. È il sale della democrazia. Ma raccontare agli italiani che il Ministro e il Governo li hanno portati di nascosto in guerra, tenendo fuori Parlamento e Quirinale, senza dimostrarlo con un solo fatto, non è critica. È mistificazione politica. E questa volta non passerò oltre e non fingerò indifferenza per rispetto della Repubblica, della Costituzione e degli italiani", conclude. 

19 set 2026

Scure di Trump sui giornalisti: niente accesso alla Casa Bianca per Cnn, Ms Now e Politico. "Assalto ai diritti, avanti con il nostro lavoro"

(Adnkronos) - Lo ha detto e lo ha fatto. Donald Trump ha bandito dalla Casa Bianca i giornalisti di Cnn, Ms Now e Politico "a causa della loro costante diffusione di notizie false!", ha sostenuto il presidente americano nel suo annuncio su Truth in cui ha minacciato di adottare altre misure contro "altre testate giornalistiche delle fake news". 

E i giornalisti oggi si sono visti negare l'accesso alla Casa Bianca. La corrispondente di Ms Now, Akayla Gardner, ha raccontato che il suo badge non ha funzionato ai tornelli della West Wing, e a questo punto "un agente mi ha chiesto di consegnare il tesserino che era stato disabilitato". Anche un fotografo dell'emittente è stato bloccato. Lo stesso è successo alla giornalista Betsy Klein della Cnn, con l'emittente che ha diffuso un comunicato di denuncia. "Oggi a giornalisti della Cnn è stato negato l'accesso alla Casa Bianca, la missione della Cnn di dare notizie sul governo continuerà a prescindere da ogni tentativo di limitare l'accesso fisico alla Casa Bianca o altri edifici governativi o altri tentativi di bloccare la nostra attività giornalistica - si legge nella dichiarazione - noi abbiamo il diritto sulla base della Costituzione di fare il nostro lavoro senza interferenze del governo e il bando è un assalto illegale al nostro diritto fondamentale". 

Le giornaliste hanno spiegato di essere state informate da agenti del Secret Service del fatto che il loro badge di ingresso era stato disattivato. Anche Ms Now ha diffuso una dichiarazione in cui si afferma la volontà di "intraprendere ogni passo necessario per difendere il Primo Emendamento e il ruolo essenziale del giornalismo indipendente nella nostra democrazia". "Noi stiamo fermi al fianco dei nostri conduttori, reporter e alla nostra redazione - continua la nota - continueremo a riportare notizie sul presidente, la sua amministrazione e su questioni che hanno un impatto per gli americani". 

Anche alla giornalista di Politico Cheyenne Haslett oggi è stato negato l'accesso alla Casa Bianca e le è stato ritirato il badge di ingresso. Lo ha reso noto con una mail alla redazione Jonathan Greenberger, direttore del giornale che, insieme a Cnn e Ms Now, è stato colpito dal bando di Trump. "Noi ci schieriamo al suo fianco e al fianco di tutti i giornalisti che scrivono di Casa Bianca, come abbiamo detto ieri noi difenderemo con forza i nostri diritti sanciti dal Primo Emendamento", si legge nella mail, facendo riferimento alla dichiarazione con cui Politico, subito dopo il post di minacce di Trump, ha affermato che "continuerà a scrivere di questa Casa Bianca e delle prossime". 

"Molti alti funzionari della Casa Bianca sono stati colti di sorpresa dalla direttiva di Trump, annunciata mentre la capo dello staff Susie Wiles era fuori città, e non ne erano al corrente prima di vedere il post", rivela Politico. Citando fonti vicine alla Casa Bianca, il giornale scrive ancora che Trump in passato aveva cercato di mettere al bando altre testate, e ad un certo punto voleva confinare la stampa in un edificio distaccato, l'Eisenhower Executive Office Building, ma il suo staff l'aveva convinto a non farlo. 

Lo stesso ufficio stampa della Casa Bianca si è trovato quindi in difficoltà a rispondere alle domande dei giornalisti che chiedevano chiarimenti dopo la pubblicazione del post su Truth, limitandosi a fare riferimento appunto a quanto scritto dal presidente. Ma si conferma che "per Potus è reale e permanente" la decisione di mettere al bando queste tre testate, mentre alla Casa Bianca si starebbe già pensando a quali altre testate aggiungere, con Trump che ieri ha già indicato Washington Post e New York Times. 

Rispondendo alle domande di giornalisti che gli chiedevano che cosa l'avesse spinto a mettere al bando le testate, Trump ha detto che non si è trattato di un singolo fatto ma il risultato di "articoli cumulativi degli ultimi anni" che secondo lui sarebbero stati caratterizzati da "bugie" su di lui. 

"Una messa al bando del genere è assolutamente incostituzionale - ha dichiarato Bruce Brown, presidente del Reporters Committee for Freedom of the Press, dicendosi convinto che la mossa di Trump verrà velocemente bocciata dai giudici - il Primo Emendamento parla chiaro riguardo al fatto che quando la Casa Bianca invita dei giornalisti non può mettere al bando altri perché non gradisce quello che scrivono". 

19 set 2026

Fabio Maria Damato dopo il pandoro-gate: "Ferragni? Nessuno scontro ma non c'è più rapporto"

(Adnkronos) - Dall'ascesa alla crisi e alla fine di un impero: quello costruito negli anni da Chiara Ferragni e Fabio Maria Damato. Ospite oggi, sabato 19 settembre, a Verissimo, il manager ed ex braccio destro dell'imprenditrice digitale ha raccontato tutta la 'sua' verità sul caso del Pandoro-gate, tornando sul momento che hanno segnato la fine della sua collaborazione con Ferragni.  

Fabio Maria Damato, con lo scoppio del pandoro-gate, aveva deciso di rimanere in silenzio. Una direzione che oggi è cambiata: "Questa è pure la mia storia e anche io devo raccontarla", ha detto. Dopo un periodo particolarmente difficile, segnato anche dalla depressione, il manager ha deciso di ripercorrere quanto accaduto dal suo punto di vista, con grande lucidità, e senza mai parlare negativamente di Chiara Ferragni, che ha detto di aver sempre rispettato come "capo".  

Tra i due, ha raccontato Damato, non ci sarebbero mai stati dei veri e propri scontri, nemmeno dopo l'esplosione del caso. Il manager ha dato le sue dimissioni dall'azienda dopo circa due mesi. "Non mi sentivo più in linea con quello che l'azienda stava facendo. Io e Chiara non ci siamo nemmeno confrontati". Oggi, tra Damato e Ferragni non ci sarebbe più alcun rapporto perché "è difficile recuperare dopo aver trascorso così tanto insieme. Le nostre vite erano sottosopra in quel momento".  

Il manager ha ricordato il giorno in cui è esplosa l'inchiesta di Selvaggia Lucarelli, che ha portato all'accusa di truffa aggravata l'anno successivo. "Mi ricordo che è stata una sorpresa per tutti noi. Quando Selvaggia ha fatto la sua inchiesta abbiamo analizzato la collaborazione tra le due aziende" - Balocco e Ferragni - "insieme agli avvocati che erano a conoscenza di tutto quello che stavamo facendo".  

Damato ha ribadito di non aver percepito la pratica scorretta: "Per me era tutto una prassi di mercato. Io non ho mai avuto il dubbio, per me era tutto in buona fede. Quale poteva essere il vantaggio di un personaggio così noto a mettersi a rischio? In quel momento non c'era nessuna macchia su Chiara Ferragni".  

E sulle critiche ricevute per il video con la tuta grigia, Damato si dice estraneo a quella scelta: "Io avrei fatto una cosa del tutto diversa. Avrei spiegato le dinamiche dell'operazione, perché quando lo fai è tutto più trasparente. Avrei raccontato le storie delle persone che c'erano dietro le aziende. Io non so la gestazione di quel video. Chiara veniva consigliata anche da professionisti, come avvocati".  

I rapporti con Fedez? "Totalmente di circostanza. L'ho rispettato come marito del mio capo e ho sempre tenuto molto a mente quali fossero i limiti da non valicare". E sulle critiche per il famoso video con la tuta grigia, Damato spiega: "Io avrei fatto qualcosa di molto diverso, avrei spiegato meglio le dinamiche dell’iniziativa. Visto che è stato l’aspetto più criticato, probabilmente il pubblico avrebbe gradito sentire delle scuse". 

19 set 2026

Sandro Mazzola, l'ultima intervista (inedita): "L'Inter è una mamma per me"

(Adnkronos) - "L'Inter è la mamma di un giovane. Io mi ricordo benissimo i miei primi anni. Non ero titolare, ma venivo convocato per allenarmi con i grandi. Li guardavo cercando di capire come facevano a giocare il pallone, fu un'esperienza bellissima che mi insegnò molto". Inizia così l'ultima commovente (e inedita) intervista rilasciata da Sandro Mazzola ai canali ufficiali dell'Inter, pubblicata oggi dal club dopo la scomparsa della leggenda nerazzurra. 

Mazzola ha ricordato le grandi emozioni vissute con la maglia dell'Inter: "La prima Coppa dei Campioni è il trofeo a cui sono più legato, finalmente eravamo riusciti a vincerla. Avevamo lottato tanto per averla, ogni volta entravamo in campo con il fiato sospeso, come per dire 'Forza ragazzi, dai che ci siamo!'. Eravamo consapevoli che bisognava darsi da fare, il Real Madrid era una grande squadra, ma aiutandoci l'un l'altro ottenemmo la vittoria, che in quel momento era la cosa più importante. Puskas per me era uno dei grandi giocatori della storia del calcio: quando mi venne incontro tremavo. Quando mi disse ciò che mi disse avrei voluto sdraiarmi per terra e starlo a sentire. Non ho voluto mai dirlo, perché da quel momento non sono più stato quello di prima. Anche quando parlo nei miei occhi vedo Puskas, una cosa fantastica". 

Per Mazzola, il decimo scudetto è stato uno dei più bei ricordi legati alla città di Milano: "La vittoria della prima stella fu un momento interessantissimo: già nello spogliatoio eravamo tesi, non potevamo perdere un'occasione come quella, ma in campo si chiarì tutto. Ci guardammo in faccia e capimmo cosa dovevamo fare. Nel 1971 non pensavamo di riuscire a vincere: quando riesci a rimontare grazie a ciò che c'è dentro la tua squadra, dentro te stesso è qualcosa di fantastico, che ricordi per sempre. Prima di una partita eravamo un po' preoccupati: io entrando in spogliatoio dopo il riscaldamento guardai i miei compagni, ma non li riconoscevo. Erano smarriti, con la paura di non essere all'altezza della situazione. Mi ricordo che il nostro portiere di allora si accorse che tremavo ed ero rosso in faccia e mi disse: 'Vuoi dire tu ai ragazzi come facciamo o sappiamo già cosa fare per vincere la partita?'. Questo sbloccò tutto: iniziammo a parlare tra di noi ed entrammo nella partita da giocare". Nella carriera del campione nerazzurro, non è mai mancato il supporto dei tifosi: "I tifosi sono una cosa fantastica. Noi siamo cresciuti con l'Inter, avevamo il tifoso nel cuore. Andavo a casa - ha ricordato - e passavo davanti a un bar di tifosi: come uscivo dalla mia porta tutti erano pronti per farmi sapere che erano con me e che l'Inter era loro". 

19 set 2026

Udinese-Cagliari 0-1, Maldini fa volare i sardi. Bologna-Torino 1-1

19 set 2026

Roma-Inter 2-2, rimonta nerazzurra con doppietta di Lautaro Martinez: Chivu e Gasperini restano primi in classifica

(Adnkronos) - La doppietta di Lautaro Martinez risponde alla doppietta di Manu Koné. Roma-Inter regala spettacolo, emozioni, colpi di scena e finisce 2-2, con la rimonta nerazzurra firmata dal capitano nella ripresa, dopo le due reti del francese nel primo tempo.  

Koné apre i giochi al 6’: Dybala scodella in area, Molina appoggia di testa a rimorchio e il centrocampista giallorosso non sbaglia, firmando il vantaggio in incursione con una bella mezza girata di destro. Al 37' ecco il raddoppio ancora con Koné, perfetto nelle vesti di finalizzatore. Dybala mette ancora in mezzo dalla destra e il leggero tocco di Mancini aiuta il francese, che scarica il piattone sinistro sotto alla traversa. Il Var conferma che è tutto regolare e si va negli spogliatoi sul 2-0 per i capitolini.  

Nella ripresa, però, è un’altra storia. L’Inter torna in campo per buttarsi all’attacco e al 47’ accorcia le distanze subito con Lautaro, che serve Thuram sulla corsa. Il francese apparecchia in area per il capitano nerazzurro, glaciale nel chiudere la triangolazione. La Roma accusa il colpo e inizia ad abbassare il baricentro con il passare dei minuti. Fino al 79’, con il pareggio ancora del numero 10 nerazzurro: stop di coscia e destro al volo imparabile per Svilar per fissare il punteggio sul 2-2. Un punto a testa all'Olimpico: Roma e Inter salgono a quota 13 punti e restano appaiate in vetta alla classifica. 

L'Inter tornerà in campo sabato 10 ottobre alle 18, a San Siro contro il Parma. La squadra di Gasperini affronterà invece il Como al Sinigaglia domenica 11 ottobre alle 12:30 

19 set 2026

Chanel Totti a Verissimo: "Sulla mia famiglia tante cattiverie. Sogno di diventare presto mamma"

(Adnkronos) - Chanel Totti si è detta "molto emozionata" per la sua prima intervista televisiva. La secondogenita di Ilary Blasi e Francesco Totti è stata ospite oggi, sabato 19 settembre, a Verissimo nella prima puntata della nuova stagione.  

La vincitrice dell'ultima edizione di Pechino Express si è presentata al pubblico e ha parlato del suo rapporto speciale con i due fratelli Christian e Isabel. "Mio fratello Christian l'ho sempre vissuto come punto di riferimento, anche se sono sempre stata io più avanti. Le donne sono sempre un passo avanti, ammettiamolo. Ancora oggi litighiamo, abbiamo due caratteri totalmente opposti. Lui è protettivo e geloso". 

Diverso, invece, il legame con la più piccola di casa, Isabel: "La principessa di casa. Io quando è nata avevo solo 9 anni, è stata un'emozione unica". La 19enne ha poi confidato di voler diventare presto mamma: "Solo che manca la materia prima", ha scherzato. "Non c'è nessuno, ma vediamo. Mi piacerebbe tantissimo avere lo stesso legame che ho io con mamma. Sono stata fidanzata ma basta, ma non ho avuto termini paragoni per dire se sono stata davvero innamorata. Gli uomini non si fanno molto avanti. Io non lo cerco, se arriva, arriva. Mi piace moro però, questo ne sono sicura", ha detto la giovane, parlando della sua vita sentimentale.  

Chanel ha parlato anche delle difficoltà legate alla crescita sotto i riflettori, essendo figlia di due personaggi noti: "Io mi ricordo quando ero piccola e frequentavo gli sport mi sentivo osservata. Ero 'figlia di' e quindi erano tutti incuriositi da me. Anche ora, gli occhi addosso e non mi piacciono. Iniziavo sempre gli sport con un'altra amica, mai da sola. Come se mi sentivo più accompagnata e protetta". Oggi, però, dice di aver imparato a convivere con l'attenzione del pubblico: "Adesso ci convivo tranquillamente. Io non mi reputo nessuno, quando mi chiedono la foto io mi chiedo che ci devono fare con la foto mia. Ma non mi pesa".  

Nel corso dell'intervista Chanel ha affrontato anche il tempo della separazione dei genitori, un periodo vissuto con particolare difficoltà anche a causa della notorietà dei due genitori: "Credo che nessuno voglia i propri genitori separati, non è una cosa bella. Può capitare. Le cose brutte sono altre. Io l'ho vissuta male anche perché sono due persone molto conosciute, quindi sui social si parlava tanto. C'erano tante cattiverie e cose non vere. Quello che abbiamo vissuto lo sappiamo solo noi".  

Un dolore che oggi sembra pesare di meno. E sul matrimonio della amdre Ilary Blasi con Bastian Muller, Chanel si è detta molto contenta: "Io per la mamma sono davvero felice. Se lei è felice, lo sono anche io".  

19 set 2026

Capello e Altobelli ricordano Mazzola: "Un grandissimo, ci mancherà"

19 set 2026

Pellegrini: "Criticata solo da uomini". Poi, la confessione: "Ecco chi mi ha delusa di più"

(Adnkronos) - Alla domanda su quale collega l'abbia particolarmente delusa, Federica Pellegrini non ha dubbi e risponde senza esitazioni: "Montano, Rosolino, Ceccon". Ospite del podcast 'Non lo faccio x moda' condotto da Giulia Salemi, la campionessa di nuoto ha raccontato senza filtri alcuni dei rapporti più complicati vissuti durante gli anni trascorsi nel mondo dello sport, dove ammette che ce ne sono stati "parecchi", alcuni più "deludenti" di altri.  

"Quando le critiche arrivano da colleghi sono sempre deludenti - ha spiegato Pellegrini -. Capisci di più quelle che arrivano da fuori dal mondo sportivo. Le altre invece fanno più male". E poi, dopo qualche secondo di riflessione, ha fatto i nomi di Thomas Ceccon, Massimiliano Rosolino, Aldo Montano.  

Pellegrini ha ammesso di aver sofferto soprattutto quando a deluderla sono state persone che considerava amiche: "Tutti amici e poi ti girano le spalle. A questa cosa non sono mai riuscita ad abituarmi. È vero, posso anche sembrare stronza sotto alcuni punti di vista, ma io ti dico quello che penso di te. Non possiamo essere tutti amici a questo mondo". La campionessa ha sottolineato che le critiche siano arrivate principalmente da uomini: "Non ho mai capito perché, ci ho pensato nel corso degli anni ma poi me ne sono fatta una ragione". 

I tre nomi citati da Pellegrini rimandano ad alcuni episodi e dichiarazioni degli sportivi nel passato. Con Thomas Ceccon, la disputa risale al 2024 quando in un'intervista al 'Corriere della Sera', Ceccon non era stato tenero con la 'Divina'. Cosa rappresenta per me? "Niente - aveva detto il 23enne veneto -. Non è mai venuta a dirmi una parola, si è sempre fatta i fatti suoi e io mi faccio i fatti miei. L’ho vista allenarsi tantissimo, la ammiro come sportiva. Per il resto, sinceramente no".  

Più lontano il caso legato ad Aldo Montano. Nel 2012 dopo i Giochi di Londra lo schermidore aveva raccontato in un'intervista il clima vissuto durante gli eventi, definendo Pellegrini una delle poche note stonate. Secondo Montano, la nuotatrice sarebbe stata "snob" e "altezzosa". Infatti aveva raccontato: "Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto".  

Con Massimiliano Rosolino invece ci sarebbe stato un flirt nel passato, smentito da lui. Nel 2013 Rosolino aveva definito Pellegrini "maleducata" mentre in un'intervista al Corriere aveva parlato della collega come di un'atleta che si trovava sempre su un "piedistallo".  

19 set 2026

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