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Lepore: "Non ho chiesto io la scorta, è un obbligo e mi fido dello Stato"

(Adnkronos) - "Ho letto le dichiarazioni del ministro Piantedosi. Ringrazio il Viminale, ringrazio gli agenti che mi seguiranno e tutto il personale di polizia. Ci tengo a chiarire che io non ho chiesto la scorta, ho sporto denuncia per delle minacce che sono arrivate. Ho grande rispetto per il loro lavoro, farei volentieri però a meno della limitazione della mia libertà, ma è un obbligo che mi è stato presentato da parte del prefetto e, quindi, lo seguirò". Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, interpellato su eventuali chiamate da parte di esponenti del governo per mostrargli solidarietà. Nei giorni scorsi il sindaco ha presentato una denuncia-querela, dopo le minacce online, ricevute in seguito ai disordini verificatisi nella città emiliana dopo il presidio di lunedì per Abderrahim Fakir. 

Alla domanda se si senta in pericolo, dopo la denuncia-querela per le minacce, il sindaco ha risposto: "No, io penso di poter dire che in questo momento sono nelle mani dello Stato, mi fido dello Stato. Credo che chi fa il mio lavoro sia sempre esposto a rischi. I sindaci lo sanno molto bene. Nella nostra città io sono abituato a girare liberamente, ad ogni giorno della notte, continuerò a farlo con alcune accortezze. Credo che sia importante, insomma, che il sindaco mantenga un rapporto con la comunità". Poi, alla domanda se cambi qualcosa per la sua candidatura alle prossime elezioni comunali, Lepore ha risposto: "No, assolutamente". 

Per il sindaco è "molto importante che in questo momento si continui a tenere l'attenzione sulle cose che contano di più per l'opinione pubblica e per la nostra città", ovvero "quanto è accaduto al Pilastro, perché comunque è importante che vadano avanti gli approfondimenti sulla morte di Fakir". "Credo sia importante continuare a stare accanto alla sua famiglia. Chiedere verità, giustizia e chiarezza su quanto è avvenuto, come anche ha detto il nostro arcivescovo Zuppi, è importante soprattutto per le forze dell'ordine", ha aggiunto Lepore. 

"Chi è venuto in piazza al presidio per stare accanto alla famiglia non è venuto per essere contro le forze dell'ordine, ma per essere accanto alla famiglia - ha proseguito - E anzi, io per primo e la famiglia abbiamo condannato gli scontri che ci sono stati. Siamo vicini agli agenti feriti, come sono vicino agli agenti e alla polizia per quello che è successo in Val di Susa". 

27 lug 2026

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27 lug 2026

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27 lug 2026

Caso Fakir, anestesisti: "Per la gestione di grave agitazione servono competenze, integrazione e regole condivise"

(Adnkronos) - La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) "esprime profondo cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna, e manifesta vicinanza ai suoi familiari. Quanto accaduto richiama tuttavia l'attenzione su un problema clinico, organizzativo, giuridico ed etico che non può essere affrontato attraverso dichiarazioni semplificative o individuando una singola manovra come soluzione valida in ogni circostanza", riporta una nota della società scientifica. 

"Alcune condizioni psichiatriche acute, gli stati confusionali e deliranti e l'intossicazione da sostanze - spiega Siaarti - possono determinare alterazioni profonde della coscienza e del comportamento, associate a grave agitazione e a un rischio immediato per la persona, per i soccorritori e per chi si trova nelle vicinanze. In questi contesti il confine tra intervento sanitario, tutela della sicurezza e azione delle forze dell'ordine è particolarmente complesso". Queste "possono essere chiamate a garantire la sicurezza della scena e a utilizzare strumenti di contenimento proporzionati alla situazione. Parallelamente, il personale sanitario deve identificare rapidamente le possibili cause cliniche dell'agitazione, valutare le condizioni vitali e stabilire se sia necessario un trattamento farmacologico urgente. La sedazione può rappresentare, in circostanze selezionate, una componente essenziale del trattamento. Non costituisce tuttavia una procedura semplice né priva di rischi - sottolineano gli esperti - La somministrazione di farmaci sedativi a una persona fortemente agitata richiede una valutazione clinica immediata, la scelta appropriata del farmaco e della via di somministrazione, il monitoraggio continuo e la capacità di riconoscere e trattare tempestivamente depressione respiratoria, ostruzione delle vie aeree, instabilità emodinamica e altre complicanze". Per ottenere un controllo rapido ed efficace dell'agitazione, precisa Siaarti, "possono essere necessarie dosi e associazioni farmacologiche capaci di determinare una sedazione profonda, fino alla perdita dei riflessi protettivi delle vie aeree. Tale trattamento deve quindi essere effettuato da professionisti adeguatamente formati e all'interno di un sistema in grado di garantire immediatamente competenze avanzate nella gestione delle vie aeree, della ventilazione e delle funzioni vitali. In questo ambito, la formazione e le competenze dell'anestesista-rianimatore assumono un ruolo fondamentale". 

"Anche il quadro giuridico - osservano gli anestesisti - richiede particolare attenzione. La sedazione è un trattamento sanitario e, come tale, è normalmente subordinata al consenso della persona. Nelle condizioni di emergenza e urgenza, quando il paziente non sia in grado di esprimere validamente la propria volontà, il medico deve assicurare le cure necessarie secondo appropriatezza, proporzionalità e tutela della persona. Diversa e più problematica è la situazione in cui il trattamento farmacologico venga proposto principalmente per contenere una persona che lo rifiuta o che non sia ancora stata compiutamente valutata dal punto di vista clinico". Il quadro normativo e applicativo, evidenziano la Siaarti, "non offre indicazioni sufficientemente uniformi e specifiche in merito ai presupposti, alle responsabilità, alle procedure e alle garanzie della sedazione farmacologica urgente nei contesti extraospedalieri caratterizzati da grave agitazione e pericolo immediato. Tale incertezza", secondo gli anestesisti, "non può essere colmata affidandosi esclusivamente a iniziative locali o alla responsabilità dei singoli operatori. A ciò si aggiungono rilevanti differenze regionali nella composizione degli equipaggi di emergenza territoriale, nella presenza del medico, nella formazione del personale, nella disponibilità dei farmaci e nelle procedure di collaborazione con le forze dell’ordine". 

"Di fronte a eventi così drammatici - afferma Elena Bignami, presidente Siaarti - è comprensibile cercare risposte immediate, ma attribuire a una singola procedura o un unico elemento organizzativo la capacità di evitare sempre conseguenze tragiche rischia di restituire una rappresentazione incompleta. Occorrono rigore, prudenza e rispetto per la complessità clinica e operativa di questi interventi".  

"La gestione di una persona in stato di grave agitazione - aggiunge Davide Colombo, referente Siaarti per la Medicina critica dell'emergenza - richiede sicurezza della scena, valutazione medica precoce, competenze avanzate, disponibilità di farmaci e dispositivi adeguati e una chiara definizione dei ruoli. La sedazione non può essere considerata una manovra automatica: è un trattamento potenzialmente salvavita, ma anche capace di produrre conseguenze gravissime quando effettuato senza preparazione, monitoraggio e capacità di gestione delle complicanze". 

La società scientifica ritiene pertanto "necessario avviare rapidamente un confronto nazionale che coinvolga tutti i soggetti interessati, al fine di promuovere una gestione comune, efficace e supportata da interventi normativi, organizzativi e formativi per definire il miglior approccio alla gestione di persone che, in condizioni di grave agitazione, vivono un'emergenza e che, anche quando la situazione richiede misure di sicurezza, restano in primo luogo pazienti da assistere e tutelare. Solo un approccio interdisciplinare, fondato sulle evidenze, sulla formazione e su regole chiare - ribadisce la Siaarti - può tutelare contemporaneamente la persona assistita, i cittadini, gli operatori sanitari e gli appartenenti alle forze dell'ordine". La società scientifica, conclude la nota, "conferma la propria disponibilità a contribuire fin da subito a un confronto nazionale tra professionisti sanitari, servizi di emergenza territoriale, forze dell'ordine, giuristi e istituzioni, affinché un evento così drammatico possa trasformarsi in un'occasione concreta di miglioramento del sistema, attraverso la definizione di protocolli condivisi, standard formativi e indicazioni normative uniformi". 

27 lug 2026

Giallo di Pietracatella, arrivano gli specialisti tedeschi: si cerca ricina su superfici e vestiti

(Adnkronos) - Nei giorni scorsi si pensava a più sopralluoghi nella casa delle vittime, Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, morte avvelenate a Natale. Dalla convocazione notificata dalla Procura ai difensori degli indagati, alle parti offese e ai rispettivi consulenti risulta, invece, è previsto un unico accesso, fissato per giovedì mattina, che vedrà in azione gli specialisti tedeschi, affiancati dalla polizia scientifica italiana.  

Al termine delle attività, ci sarà un confronto, in procura, a Larino, sul lavoro svolto e sulle ulteriori verifiche, eventualmente necessarie. La ricerca di residui di ricina su superfici, arredi, suppellettili e indumenti richiede procedure particolarmente complesse. Anche per questo motivo la procura ha previsto che indagati, parti offese, consulenti tecnici e difensori possano assistere alle operazioni solo da remoto, evitando una presenza all’interno dell’abitazione, che potrebbe essere di ostacolo al lavoro degli specialisti.  

Il sopralluogo arriva alla conclusione del lavoro scientifico, svolto finora nei laboratori del Robert Koch Institut di Berlino, e quello investigativo, portato avanti dalla Squadra mobile. Gli esperti confronteranno quanto emergerà direttamente nell’abitazione con i risultati delle analisi sui campioni biologici, sui circa settanta reperti alimentari sequestrati e sugli altri elementi acquisiti nel corso delle indagini, nel tentativo di ricostruire le modalità dell’avvelenamento. 

L'autopsia ha confermato la morte per intossicazione da ricina. Tocca ora alla procura stabilire come la ricina sia stata ingerita dalle due vittime. C’è stato un intervento esterno, oppure la pista dell’omicidio maturato all’interno del nucleo familiare resta quella più plausibile?  

27 lug 2026

Juventus, lutto per Spalletti: morta la madre Ilva

27 lug 2026

Fedez come sta, la lettera sui social dopo il ricovero: "Mi fermo ma mi sento fortunato"

(Adnkronos) - Fedez torna sui social dopo il ricovero d'urgenza dei giorni scorsi e annuncia una pausa: cancellato anche il concerto in programma al Forum il 25 settembre. Nel primo post su Instagram dopo l'uscita dall'ospedale, il rapper parla del cielo come simbolo di continuità, del tempo come unico bene davvero prezioso e della paura che cambia la prospettiva. Un messaggio lungo, intimo, che restituisce senza filtri ciò che ha vissuto negli ultimi giorni. "Tornato a casa, il cielo è sempre lo stesso. Orizzonti diversi ma tutti sotto lo stesso cielo. A volte non ci pensiamo, ma l’unico bene prezioso che veramente abbiamo è il tempo, spesso puntuale nel farci capire molte cose in ritardo. Tutti felici, tutti scontenti, tutti vivi", scrive il rapper su Instagram, accanto ad una foto che lo ritrae affacciato dal terrazzo di casa sullo skyline milanese.  

Il rapper ripercorre le ore più difficili del ricovero, quelle in cui la fragilità diventa concreta e la mente corre veloce: "Quando sei in ospedale aspettando l’ultima trasfusione di sangue ti senti vacillare, pensi che il tuo tempo stia per finire o giù di lì. Proprio mentre sta iniziando un’altra vita, quella di tuo figlio piccolo". 

 

 

La paura di non rivedere chi si ama, di non poter riabbracciare i figli, diventa la lente attraverso cui guardare tutto il resto: "In questi giorni, la paura di non poter riabbracciare le persone a me più care, i miei figli, mi ha fatto vedere il cielo in un altro modo. Un’altra volta ancora. Non è cosa guardi, ma quello che vedi".  

Poi arriva l'annuncio della pausa, che non è sconfitta ma consapevolezza: "Il mio corpo ha alzato la mano per l’ennesima volta e mi ha detto 'fermati'. Ora a dirmelo ci sono anche i medici, ed è quello che farò. Ma senza sconforto, anzi. Mi sento ancora una volta fortunato ad esser sotto questo cielo". Il post si chiude con una promessa ai fan e alle persone che lo seguono: "Rifaremo insieme tutto ciò che sarò costretto a sospendere. Grazie al cielo". Fedez era atteso per il 25 settembre per un concerto al Forum di Assago.  

Nelle storie Instagram poi il rapper di Rozzano ha condiviso una foto della trasfusione di sangue: "Non sarei qui se sei sconosciuti non avessero donato il sangue che è stato utilizzato per le trasfusioni che mi hanno salvato la vita. Di nuovo". E infine, una riflessione: "Si parla troppo poco di quante vite salvano in silenzio tutti i donatori di sangue di questo paese. Grazie". 

Dopo il post sui social arriva la conferma dell'annullamento di tutti gli impegni live della stagione. "A seguito delle condizioni di salute di Fedez, che richiedono un periodo di cure e recupero, l’artista ha sospeso tutta l’attività live prevista tra agosto e settembre", si legge sul sito di Vivo Concerti. La decisione comporta l’annullamento dei dj set estivi e del concerto 'Casa 360°', in programma il 25 settembre 2026 all’Unipol Forum di Assago. 

La tournée estiva si sarebbe articolata in una serie di dj set in piazze, festival e club del Sud e del Centro Italia. Il calendario prevedeva, il 4 agosto, la tappa in piazza Umberto I ad Adrano (Catania), seguita il 5 agosto dal dj set al Marina Summer Fest di Marina di Ragusa. Il 10 agosto Fedez sarebbe stato in piazza Vittorio Emanuele a Serradifalco (Caltanissetta), mentre il 13 agosto era atteso in piazza Matteotti a Gioia Tauro, in Calabria. Il giorno successivo, 14 agosto, l’artista avrebbe fatto tappa alla Praja di Gallipoli, una delle location simbolo della movida salentina. Il 16 agosto era invece in programma l’esibizione all’Avellino Summer Festival, mentre il 26 agosto Fedez sarebbe salito sul palco di piazza IV Novembre a Celano, in provincia dell’Aquila. Il mese di settembre si sarebbe aperto con il dj set del 2 settembre al Viterbo Music Festival, seguito il 3 settembre dall’appuntamento al Teatro del Fiero di Velletri, in provincia di Roma. L’ultimo evento, previsto subito dopo il grande concerto di Assago, era fissato per il 29 settembre alla DCM Arena di Decimomannu, in provincia di Cagliari. 

Per quanto riguarda la biglietteria, è previsto il rimborso per tutte le persone che avevano acquistato il biglietto per Casa 360°. Chi ha effettuato l’acquisto online tramite TicketOne riceverà automaticamente il riaccredito sullo stesso metodo di pagamento utilizzato, senza necessità di inoltrare alcuna richiesta. Per gli acquisti effettuati nei punti vendita fisici, il rimborso potrà essere richiesto entro 30 giorni a partire da oggi, lunedì 27 luglio 2026. 

27 lug 2026

Tragedia nel Fiorentino, scontro tra scooter e autobus: morto un ragazzo di 17 anni

(Adnkronos) - Tragedia questa mattina a Osteria Nuova, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze), dove un ragazzo di 17 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto lungo via Ubaldino Peruzzi, nei pressi dell'incrocio con via Roma. La vittima è Edoardo Varvarito, appartenente a una famiglia molto conosciuta sul territorio per l'attività imprenditoriale nel settore delle demolizioni e del movimento terra. 

Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava percorrendo via Roma in direzione dell'Antella a bordo del proprio scooter quando, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrato frontalmente con un autobus di Autolinee Toscane, in servizio sulla linea 24, che viaggiava lungo via Peruzzi in direzione di via Roma. L'impatto è stato particolarmente violento. Lo scooter ha sfondato la carrozzeria del mezzo pubblico e il diciassettenne sarebbe morto sul colpo. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118, intervenuti insieme ai carabinieri, ai quali sono affidati i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. L'autista dell'autobus è stato soccorso e trasportato in codice verde all'ospedale Santa Maria Annunziata. Per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi, via Roma è stata temporaneamente chiusa al traffico. 

Profondo il cordoglio espresso dal sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, che ha raggiunto il luogo della tragedia e ha incontrato i familiari del giovane: "La nostra comunità è stata colpita da una tragedia immensa, di quelle che fanno mettere in discussione tante cose della quotidianità. Edoardo, un ragazzo di appena 17 anni, un nostro concittadino e studente del Gobetti-Volta, ha perso la vita in un incidente stradale. Era alla guida del suo motorino quando si è scontrato con un autobus nei pressi di Osteria nuova. Una perdita che lascia sgomenti e che ci sconvolge profondamente. Ho voluto portare un abbraccio ai suoi familiari, accorsi sul luogo dell’incidente, perché tutta la nostra comunità si stringe commossa intorno a loro in questo momento di dolore. Tutti i nostri pensieri vanno a Edoardo e alla sua famiglia e a suoi amici, non c’è modo di accettare che una giovane vita se ne vada così". 

27 lug 2026

Ucraina-Russia, Zelensky: "Putin ora ha paura dei russi"

(Adnkronos) - "Putin ha paura". Gli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina costringono la Russia ad avvertire in modo più acuto le conseguenze della guerra scatenata dal Cremlino. Il presidente Vladimir Putin teme il crescente malcontento dei cittadini, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Sky News. "Putin ha paura della sua società, delle sfide interne e dei problemi che lo riguardano", afferma Zelensky. 

Il leader di Kiev spiega che gli attacchi a lungo raggio ucraini stanno causando alla Russia perdite sia in termini di entrate che di risorse energetiche. Nelle ultime ore, i droni di Kiev hanno raggiunto magazzini del porto di Rostov nel sud della Russia, provocando un incendio in una zona di deposito dei cargo, due morti e cinque feriti. Il governatore della regione russa, Yuri Slyusar, ha ammesso che si sono sviluppati diversi incendi anche "in un complesso produttivo privato e vicino a magazzini".  

In questo quadro, la Russia ha esteso il bando alle esportazioni di carburante introdotto all'inizio di aprile fino alla fine dell'anno, come ha reso noto il vice Premier Aleksandr Novak, citato dall'agenzia Tass. Il bando avrebbe in un primo momento dovuto andare in archivio alla fine di questo mese. Il divieto alle esportazioni di diesel introdotto lo scorso otto luglio proseguirà invece, ha aggiunto il ministro, fino a quando "il mercato non si sarà ripreso". "Hanno iniziato a importare energia invece di esportarla. Quindi hanno perso molti soldi", evidenzia Zelensky.  

 

Putin, secondo il presidente ucraino, deve fare i conti con "molti interrogativi, domande interne da parte della gente. 'Dov'è la benzina? Cosa facciamo? Come viviamo senza logistica e senza diesel?'", dice Zelensky, descrivendo la situazione interna in Russia. Il presidente inoltre osserva che, secondo l'intelligence ucraina, Putin si sta preparando ad annunciare una nuova campagna di mobilitazione dopo le elezioni russe del 21 settembre. Il Cremlino starebbe pianificando di mobilitare tra le 300mila e le 500mila persone.  

Secondo Zelensky, nonostante i segnali di malcontento interno tra un numero considerevole di russi, le statistiche a sua disposizione indicano che Putin è ancora in grado di attuare una mobilitazione su larga scala, perché la maggioranza della popolazione russa continua a sostenerlo. 

"Il problema principale - afferma il presidente - è che non sarà in grado di addestrare rapidamente le truppe mobilitate. Questo significa che manderà di nuovo sul campo di battaglia persone non preparate e, nella maggior parte dei casi, non addestrate affatto. Questo comporterà molte perdite". Parlando delle sfide che la difesa ucraina si trova ad affrontare, Zelensky è convinto che il Cremlino si aspetti rinforzi dalla Corea del Nord: Kim Jong-un dovrebbe fornire 30mila soldati, mentre Putin spera di ottenere anche missili balistici dall'Iran. 

27 lug 2026

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