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Imprese, Panariagroup a Cersaie: "Innovazione e sostenibilità sfide della ceramica"

(Adnkronos) - "Cersaie, per chi come noi produce superfici ceramiche, rappresenta il luogo d’elezione in cui architettura, design e industria si incontrano".  

Lo dice Andrea Anghinetti, brand manager Panaria Ceramica e Lea Ceramiche, parlando di Cersaie 2026, il salone internazionale della ceramica e dell'arredobagno di Bologna. "È un’occasione privilegiata di ascolto e confronto con il mercato, ma anche il contesto ideale per presentare soluzioni capaci di coniugare innovazione, ricerca estetica e una visione contemporanea dell’abitare”. (VIDEO) 

"Innovazione, sostenibilità, nuove esigenze del mercato e capacità di competere sui mercati internazionali. Sono alcune delle sfide al centro di un settore chiamato a coniugare ricerca tecnologica e nuove richieste progettuali, senza perdere il legame con una tradizione produttiva che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi dell'industria italiana", si legge in una nota dell'azienda. Panariagroup presenta a Bologna le ultime novità dei propri marchi, tra cui gli italiani Panaria Ceramica, Lea Ceramiche e Cotto d'Este. "Proposte diverse per linguaggio e posizionamento, ma accomunate dalla ricerca sulla materia e sulle sue applicazioni nel progetto architettonico. Per Lea Ceramiche, debuttano Mimesi, reinterpretazione contemporanea del limestone costruita attraverso materia, luce e lavorazione, e Bio Charme, nuova espressione del rovere select come icona di stile Panaria Ceramica esplora invece a diversi modi di abitare gli spazi in modo personale con le attraverso quattro nuove collezioni: Aura, pietra calda e avvolgente; Filò, piccolo formato ispirato alla ceramica artigianale italiana; Formula, interpretazione morbida del cemento; e Dimora, ispirata al calore naturale del rovere". 

"Il know-how, la qualità e, soprattutto, la ricerca estetica rappresentano gli elementi che distinguono il prodotto italiano e il valore del Made in Italy rispetto alle proposte della concorrenza estera”, spiega Anghinetti. Cotto d'Este, altro storico marchio del Gruppo, porta a Cersaie le collezioni Legend, ispirata alla Pierre Bleue belga; Shade, una reinterpretazione del cemento "morbida, colorata e sensoriale"; e Solaris, che richiama "il calore luminoso del Mediterraneo, all'interno di un percorso sensoriale dedicato proprio alla ricerca sulle superfici e sulle possibilità offerte dalla materia, dai dettagli e dall’innovazione". "Il mercato si sta evolvendo lungo direttrici diverse - dichiara Bruno Buratti, brand manager Cotto d'Este - Da un lato, la sostenibilità rappresenta un tema sempre più rilevante, soprattutto per i consumatori finali; dall’altro, cresce la ricerca di soluzioni innovative, capaci di valorizzare elementi della tradizione reinterpretandoli in chiave moderna”. 

Per le aziende italiane la sfida riguarda la competitività, in un quadro segnato dai costi energetici e dalle regole ambientali, mentre la domanda chiede prodotti sempre più sostenibili e, allo stesso tempo, capaci di offrire nuove soluzioni estetiche e progettuali. "L'industria italiana si distingue per la capacità di innovare, sviluppare nuovi prodotti e creare un valore riconoscibile rispetto ai competitor internazionali. Per questo è fondamentale continuare a sostenere il Made in Italy e il suo contributo alla competitività dell’intero settore ceramico”, conclude Buratti. 

22 set 2026

Istat, deficit resta al 3,1%: Italia ancora in procedura di infrazione. Giorgetti: "Prendiamo atto con rammarico"

(Adnkronos) - Il deficit/pil italiano si è attestato al 3,1%. Lo rileva l'Istat nell'aggiornamento dei conti economici che confermano la stima precedente. La conferma chiude la strada allo stop alla procedura di infrazione Ue per disavanzo eccessivo.  

Nel 2025 il pil, si legge nella nota Istat, ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.265.003 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.954 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2024 il livello del Pil è stato rivisto al rialzo di 8.564 milioni di euro. 

Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali. 

Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono aumentati in volume del 3,9%, i consumi finali nazionali dello 1,0%, le esportazioni di beni e servizi dell’1,7% e le importazioni del 4,2%. 

Il valore aggiunto in volume nel 2025 è aumentato dello 0,8% nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, dello 0,4% nell’industria in senso stretto, del 2,6% nelle costruzioni e dello 0,3% nel terziario. 

Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,6%. Allo sviluppo ha contribuito la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti), così come la variazione delle scorte (per -0,3 punti). Il valore aggiunto ha registrato una crescita in tutti i settori: 0,8% per l’agricoltura, 0,4% per l’industria in senso stretto, 2,6% per le costruzioni e 0,3% per i servizi. Contestualmente si è osservata un’espansione anche dell’input di lavoro e dei redditi da lavoro dipendente. 

Il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil (-3,1%) è rimasto invariato rispetto alle stime di aprile scorso. Si conferma il saldo primario, passato dallo +0,5% del 2024 allo +0,8%. 

 

“Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”. Così il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti sui dati Istat. 

 

22 set 2026

Schiaffi, minacce e umiliazioni a bimbi: sospesa educatrice asilo nido

22 set 2026

'Una nessuna centomila' all'Arena di Verona ci ricorda che "quando una donna dice no, è no"

(Adnkronos) - Quello che, dopo ieri sera, ancora riecheggia all’Arena di Verona è che “quando una donna dice no, è no”. Non è semplicemente uno slogan gridato per effetto, ma è il punto fermo a cui ruota tutta la serata di ‘Una Nessuna Centomila’. A pronunciarla, più e più volte, è stata Fiorella Mannoia, anima e voce della manifestazione e dell'associazione. Attorno a lei, venti artisti si sono alternati sul palco in una serata fatta di musica, parole, storie e testimonianze. Un pubblico intero ha cantato, ma soprattutto ha ascoltato. Perché dietro ogni brano eseguito c’era un messaggio preciso: dalla violenza si può e si deve uscire. 

Da Laura Pausini a Ligabue, da Luca Carboni ad Angelina Mango, da Noemi a Emma Marrone: sono stati tanti gli artisti che hanno condiviso il palco dell’Arena. Trenta brani in scaletta, tra grandi successi, rivisitazioni e sorprese, per uno spettacolo che aveva per tutti un unico scopo e cioè invitare a denunciare, rivolgersi ai centri antiviolenza al primo segnale di allarme. 

E sono stati proprio i duetti il cuore pulsante della serata. Ligabue e Angelina Mango hanno cantato insieme ‘Le donne lo sanno’, e per qualche minuto in Arena è calato il silenzio assoluto, non si è sentito altro che le loro due voci, per la prima volta insieme. Poi il clima è cambiato con Alessandra Amoroso e Serena Brancale e la hit ‘Serenata’, dove l’Arena ha iniziato a ballare, a ritmo di mani. E ancora Emma e Annalisa, Malika Ayane e Michele Bravi, Gaia e Levante. C'era spazio per tutti ieri sera all'Arena di Verona. Non solo la violenza contro le donne, ma si è parlato anche di violenze digitali e di violenza di genere. E così che sul palco non poteva mancare Arisa e il brano ‘Canta ancora’, legato a una storia di bullismo. A quella di Andrea Spezzacatena, il ragazzo "dai pantaloni rosa", che si tolse la vita a 15 anni dopo essere stato vittima di bullismo a scuola.  

Sul palco non c’erano soltanto gli artisti. Ci sono state anche le storie di donne che hanno avuto paura, che hanno trovato la forza di chiedere aiuto e che sono riuscite a ricominciare. Storie vere, raccontate e interpretate dagli attori Carolina Crescentini, Giorgio Pasotti e Gianmarco Saurino. 

Ad accompagnare Fiorella Mannoia c'era Carlo Conti, che è rimasto al suo fianco nel corso della serata ma sempre un passo indietro, lasciando che fossero le donne a occupare il centro della serata. "Dalla violenza si può e si deve uscire", ha urlato più volte la cantante, presidente onoraria dell'associazione. Ma uscirne non è mai un percorso lineare. Spesso la denuncia non arriva perché manca il coraggio o perché si ha paura di non essere credute. È qui che i centri antiviolenza diventano essenziali: offrono ascolto, sostegno, e strumenti per ricominciare, ed è proprio a loro che l'evento destina i fondi raccolti. Come ha ricordato Tommaso Paradiso, il problema è anche e soprattutto culturale. L’insegnamento deve partire dalle famiglie e proseguire nelle scuole. Essere genitori di una figlia significa sentire ancora più forte il peso di iniziative come queste. Carlo Conti, parlando del figlio Matteo, ha sottolineato proprio questo: il rispetto verso l’altro si impara e si insegna, ogni giorno e si comincia da piccoli. 

Dal debutto del 2022 alla RCF Arena di Reggio Emilia, con centomila presenze, passando per il doppio sold out di Verona nel 2024 fino all'evento di Napoli nel 2025, 'Una Nessuna Centomila' continua a crescere, portando il suo messaggio in sempre più città italiane. Per una sera, all'Arena, tutto ha trovato il suo posto: la musica, le parole, gli artisti, e soprattutto le donne. L'appuntamento arriva in tv, in prima serata su Rai1, il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Ma la speranza, come hanno ricordato gli artisti in coro, è che un giorno eventi come questo non servano più, perché non dovrebbe essere necessario ricordare che quando una donna dice no, è no. 

22 set 2026

Yemen, scontri fra Houthi e forze governative: "154 morti in due giorni". Gb schiera aereo per rifornire i jet sauditi

(Adnkronos) - Gli scontri in Yemen tra le forze governative, sostenute dall'Arabia Saudita, e i ribelli Houthi filo-iraniani, hanno causato 154 morti negli ultimi due giorni. Lo hanno riferito all'Afp fonti militari di entrambi gli schieramenti. "Il bilancio degli attacchi sauditi, degli scontri e dei colpi di artiglieria nei governatorati di Taiz, Al-Jawf, Marib e Saada ammonta a 118 morti", hanno affermato fonti militari Houthi, mentre fonti governative hanno parlato di 36 militari uccisi tra le loro fila. 

 

 

Il Regno Unito ha intanto accettato di fornire sostegno aereo difensivo all'Arabia Saudita per contribuire a contrastare gli attacchi degli Houthi e proteggere le infrastrutture energetiche della monarchia del Golfo, ha annunciato il primo ministro britannico, Andy Burnham, alla vigilia del suo primo incontro con il presidente americano, Donald Trump, e mentre le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare le preoccupazioni sui prezzi dell'energia e sull'economia globale. 

Secondo quanto riferito dal Guardian, Londra ha accolto la richiesta di Riad di aiutare nel rifornimento in volo dei jet sauditi impegnati nelle operazioni di difesa. Secondo quanto riferito da Burnham, un aereo Voyager della Royal Air Force sarà impiegato per alcune settimane, ma l'operazione potrebbe essere prorogata. Il sostegno britannico si aggiunge al sistema di difesa aerea Sky Sabre già operativo in Arabia Saudita. 

"Abbiamo ricevuto una richiesta di sostegno militare dall'Arabia Saudita e ho accettato la richiesta di rifornimento difensivo aria-aria", ha dichiarato Burnham ai giornalisti durante il viaggio verso New York. Il primo ministro ha sottolineato la necessità di mantenere aperte le rotte energetiche del Golfo anche nell'interesse della stabilità economica britannica. 

 

I ministri degli Esteri del G7 hanno quindi condannato "l'inaccettabile prosecuzione degli attacchi" lanciati dallo Yemen contro l'Arabia Saudita e hanno esortato il gruppo sostenuto dall'Iran a cessare immediatamente il fuoco. "Chiediamo agli Houthi di cessare immediatamente tutte le azioni militari, tutte le minacce e gli attacchi contro le navi mercantili civili e di tornare al processo politico in buona fede", hanno dichiarato in un comunicato i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. 

I ministri degli Esteri del G7 hanno inoltre chiesto all'Iran di "porre fine all'armamento e al sostegno agli Houthi", evidenziando che Teheran viola le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. 

 

22 set 2026

Torino, abuso su 12enne al parco dell’Arrivore: fermato presunto autore

22 set 2026

Icch Sport e Comunicazione, a Roma il confronto sulla reputazione aziendale

(Adnkronos) - La comunicazione sportiva come un laboratorio avanzato di definizione di nuove strategie di business. Lo sport viene inteso, in questo quadro, come valore sociale ed economico ma non solo. Diviene leva reputazionale e piattaforma di visibilità per aziende, istituzioni e territori, generando ricadute economiche e comunicative. Questi sono stati i temi al centro dell’evento di presentazione del numero diciannove del The Corporate Communication Magazine, dal titolo 'Sport e comunicazione. Un nuovo paradigma per la reputazione aziendale', prodotto dall’Osservatorio International Corporate Communication Hub. Il dibattito si è svolto presso Palazzo Wedekind, in piazza Colonna, 366 a Roma, alla presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, aziendale e professionisti del settore dello sport e della comunicazione. Nel corso dell’evento, moderato da Emanuele Rizzi, capo della redazione sportiva di Adnkronos, si sono confrontati esponenti del settore sportivo, aziendale, istituzionale e associativo, chiamati a discutere sul valore strategico dello sport e sulle prospettive e sfide del settore.  

Ad aprire i lavori con i saluti di indirizzo Pierangelo Fabiano, Segretario generale dell’International Corporate Communication Hub: "In questo diciannovesimo numero del The Corporate Communication Magazine, abbiamo voluto guardare allo sport non solo come ad un settore economico e sociale, ma come un vero e proprio laboratorio di innovazione per la comunicazione. Lo sport diviene oggi uno spazio di incontro tra identità, comunità, imprese e territori, ed è per questo che rappresenta una leva fondamentale per costruire reputazione e relazioni di lungo periodo". 

Tra gli ospiti intervenuti durante l’evento, Marco Giunio De Sanctis, Presidente Comitato Italiano Paralimpico "Lo sport paralimpico ha dimostrato negli anni di non essere soltanto una straordinaria competizione agonistica, ma un motore potentissimo di cambiamento culturale e sociale. Oggi le aziende e le istituzioni riconoscono che comunicare lo sport, e in particolare la dimensione paralimpica, significa abbracciare valori autentici di inclusione e merito. Non si tratta di una semplice vetrina o di una scelta di facciata, ma di una leva reputazionale strategica che crea legami profondi con le comunità, arricchisce i territori e costruisce un’eredità morale ed economica duratura per tutto il Paese". 

 

Un focus è stato posto al ruolo dello sport come strumento educativo e di crescita delle nuove generazioni: «Lo sport – ha detto il Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri e Vicepresidente del Coni, Marco Di Paola - è una straordinaria palestra di valori. Insieme al Coni e al Cip, le Federazioni sportive rappresentano una vera e propria agenzia educativa, probabilmente la terza dopo la famiglia e la scuola. È vero, i riflettori e la comunicazione si concentrano quasi sempre sui grandi risultati agonistici, ma il nostro compito va ben oltre la competizione: ci riporta dritti al cuore della società civile. Tutti noi che siamo cresciuti nel mondo dello sport – ha aggiunto Di Paola – portiamo ancora oggi nel cuore i ricordi e gli insegnamenti dei nostri maestri, perché sono stati i punti di riferimento fondamentali della nostra crescita. Per questo penso che come Federazioni e come Istituzioni sportive abbiamo una responsabilità enorme nei confronti delle nuove generazioni. Chi fa sport non forma semplicemente tecnici o atleti, ma cresce dei veri e propri maestri di sport che diventano, inevitabilmente, maestri di vita per i più giovani". Per Romano Zanforlin, direttore commerciale e marketing Atalanta: «Una tematica che ci è particolarmente cara è quella della Legacy Building: la capacità di un club, come l’Atalanta, di lasciare alla propria comunità qualcosa di concreto e di valore, che possa avere un impatto positivo e duraturo sul territorio. L’Atalanta vuole rappresentare al meglio i valori che da sempre contraddistinguono Bergamo e la sua gente: la laboriosità, e la capacità di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune.» 

Un contributo al confronto è stato dato da Rossana Bruno, Head Corporate Affairs di Amgen Italia, che ha portato il suo punto di vista sul rapporto tra sport, comunicazione e reputazione. "La promozione dell’esercizio fisico e l’informazione relativa ai suoi benefici sulla salute, dimostrati scientificamente, sono temi entrati a pieno titolo nella comunicazione di Amgen, sempre più impegnata a interagire in modo efficace con i suoi interlocutori d’elezione, cioè comunità scientifica e pazienti. Per loro rendiamo disponibili non solo farmaci innovativi ma anche, e in misura crescente, idee, e programmi che li aiutino nel percorso, migliorando la qualità della vita e le prospettive di cura. In questo modo confidiamo di rafforzare il nostro ruolo nella tutela della salute, dei singoli come della collettività". I temi chiave emersi a Palazzo Wedekind proseguiranno nel The Corporate Communication Vodcast, il nuovo format multimediale dell’Osservatorio che esplorerà l'impatto economico e sociale dello sport attraverso tre direttrici principali: Sport come sistema: leadership, governance e nuove sfide della comunicazione. Valori in campo: etica, inclusione e sostenibilità come driver d'impatto sociale. Il business della passione: l'evoluzione di mega eventi, sponsorizzazioni e ritorni d'investimento. Tutte le puntate saranno disponibili sui canali social ufficiali dell’Osservatorio (LinkedIn e Instagram), oltre che sulle piattaforme audiovideo di Core Video Factory su YouTube e Spotify. 

Grazie al contributo incondizionato di Amgen Italia, Coca Cola Italia, Eni, Lavazza Group e Axpo Group, nonché al patrocinio di Inps e alla collaborazione con Il Salotto Think Thank, l’ampia partecipazione registrata e il livello del dibattito hanno confermato il valore di 'The Corporate Communication Magazine' come piattaforma di confronto strategico tra imprese, istituzioni e professionisti. Un luogo di riflessione per approfondire l’evoluzione della comunicazione corporate e istituzionale e, in questo caso, il ruolo che lo sport può assumere nella costruzione di reputazione, relazioni di lungo termine e valore per aziende, territori e cittadinanza. 

 

22 set 2026

Messico, uragano Polo si rafforza: potrebbe diventare 'catastrofico'

22 set 2026

Carburanti, i prezzi volano: serie di record per il gasolio, su anche la benzina

22 set 2026

Webuild, Salini: "Grandi opere, alleanza strategica tra Stato e imprese per crescere"

(Adnkronos) - ''Abbiamo vissuto la stagione di investimenti più intensa in Italia degli ultimi anni: nel 2018 gli investimenti pubblici erano al 2,1% del Pil, nel 2023 siamo risaliti al 3,2%, anche grazie al Pnrr. Sarebbe un peccato se questo slancio si esaurisse''. Il Ceo di Webuild, Pietro Salini, lo spiega in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Sull’Opa su Trevi, Salini dice che ''La nostra è una proposta industriale coerente con il percorso seguito fin qui, aggregando competenze italiane per costruire un campione internazionale. Nelle grandi opere la dimensione conta, ma ancora di più contano le competenze, che sono rare. Trevi ha competenze specialistiche e un management che ha dimostrato di saper risanare e far crescere l’azienda e oggi con Webuild si trova davanti a un’opzione per continuare a crescere su una scala più ampia, mantenendo la propria identità, per affrontare meglio le sfide globali''.  

''Webuild lavora in tutto il mondo: abbiamo oltre 58 miliardi di portafoglio ordini e più del 65% dei ricavi arriva dall’estero -sottolinea Salini-. In Italia rappresentiamo solo il 2% del mercato delle costruzioni, le commesse italiane oggi sono il 37% del nostro fatturato e derivano da gare aperte a operatori italiani ed esteri. Questa scala internazionale e la capacità di competere rappresentano una piattaforma strategica per tutta la filiera italiana: oggi con noi lavorano nel mondo 17.500 imprese. Nel solo 2025 abbiamo assunto circa 15.000 persone, investito in innovazione in fabbriche anche nel Sud Italia''. 

''Dobbiamo trasformare lo slancio portato dal Pnrr nella nuova normalità -aggiunge Salini-. Bisogna creare un’alleanza permanente tra governo, committenza, imprese e banche, per programmare insieme su un orizzonte pluriennale, prevedendo contratti capaci di adeguarsi quando cambiano le condizioni di progetto e di mercato e strumenti rapidi per risolvere le controversie tecniche. È la condizione perché le imprese continuino ad assumere, formare persone, investire nella filiera, e perché il Paese continui a costruire ciò di cui ha bisogno''.  

Nota stampa sul sito: 20260922-CorSera-Grandi Opere alleanza Stato imprese per crescere.pdf  

 

22 set 2026

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