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Donna muore di peste polmonare in Siberia, lavorava in laboratorio: in 200 in quarantena

(Adnkronos) - Preoccupazione si sta diffondendo in Siberia dove una donna di 28 anni è morta a causa di peste polmonare. È successo nella regione di Irkutsk, come ha annunciato un funzionario regionale stando ai quotidiani locali, in particolare l'edizione in inglese del The Mosow Times. Almeno 200 persone sono state messe in quarantena, con le quali potrebbe aver avuto contatti. 

I media russi hanno identificato la donna come Daria Chipilova, una tecnica di laboratorio. Il quotidiano "Popoli del Baikal" ha riferito che lavorava per l’Istituto antipeste di Irkutsk e che avrebbe potuto contrarre la peste polmonare da un tubo di prova rotto. Martedì è stata ricoverata a Shelekhov, una cittadina vicino al capoluogo regionale di Irkutsk, con sintomi di grave polmonite. È stata sottoposta a ventilazione assistita ed è deceduta giovedì, stando alle notizie riportate.  

Al momento dal Ministero della Salute russo non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale, ma la notizia si è ormai diffusa anche al di fuori dei confini nazionali. La conferma è arrivata da Alexei Tsydenov, il governatore della regione russa di Buriatia, che ha dichiarato in un post sui social media che una donna nella vicina regione di Irkutsk è "morta per la peste".  

Le autorità hanno annullato gli eventi pubblici previsti a Irkutsk, mentre le forze dell'ordine avrebbero aperto un'indagine per potenziali violazioni delle norme di sicurezza sanitaria che hanno portato al decesso della 28enne. 

Come si legge sul sito ufficiale dell'Istituto superiore di Sanità, la peste polmonare è una variante della peste, in cui il batterio infetta i polmoni. Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. La forma polmonare può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme se non sono curate prontamente.  

3 ott 2026

A Matera l'IgersMeet Nazionale 2026, 60 esperti di storytelling digitale da tutta Italia per raccontare Basilicata

(Adnkronos) - Sessanta content creator e local manager, arrivati da tutte le regioni italiane, hanno dato il via oggi a Matera all'IgersMeet Nazionale 2026, il raduno annuale della community di IgersItalia dedicato alla promozione dei territori attraverso fotografia, storytelling e comunicazione partecipata. Fino a domenica 4 ottobre racconteranno i Sassi, i borghi e i paesaggi della Basilicata, in un'iniziativa realizzata con l'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata. L'evento è stato presentato alla stampa presso l’Open Space di Matera, dove è seguita la XIV Assemblea Nazionale di IgersItalia. Il cuore dell'IgersMeet sono i tour esperienziali, pensati come itinerari di scoperta e di produzione editoriale in cui fotografia e storytelling servono a interpretare il territorio, oltre che a documentarlo. Si parte da Matera, con il patrimonio mondiale dei Sassi, della Civita e del Parco della Murgia Materana. Tappa poi a Craco, il celebre paese fantasma lucano, dove memoria, geologia e storia si intrecciano tra i calanchi. A Montescaglioso, la Città dei Monasteri, i creator scopriranno la monumentale Abbazia di San Michele Arcangelo e i chiostri rinascimentali. A Miglionico li attendono il Castello del Malconsiglio, la memoria della Congiura dei Baroni e i panorami sulla valle del Bradano. Il viaggio toccherà infine Grottole, borgo sospeso tra le vallate del Bradano e del Basento, e Ferrandina, centro della collina materana legato alla tradizione agricola e alla cultura dell'olivo. 

Il racconto non si fermerà ai monumenti. I partecipanti incontreranno le comunità locali ed esploreranno paesaggi rupestri, riserve naturali, gravine e vallate. Parte essenziale della narrazione saranno anche le eccellenze enogastronomiche del Materano, dall'olio extravergine ai prodotti da forno, dai formaggi ai legumi, che testimoniano la storia agricola e la cultura contadina della regione. Fotografie, video, reel, articoli e stories confluiranno nei canali delle community locali, nel sito nazionale di IgersItalia e nelle piattaforme dei singoli creator. "Matera è una destinazione nota in tutto il mondo, ma la Basilicata è un sistema di borghi, abbazie, castelli, paesaggi rupestri e produzioni agricole che merita di essere raccontato – ha dichiarato Margherita Sarli, direttore generale dell'Apt Basilicata – Abbiamo scelto di affidare il racconto a chi sa farlo con linguaggi contemporanei, della comunicazione digitale. Per l'Agenzia è un modo concreto di fare destination marketing: partire dall'icona per valorizzare il patrimonio diffuso e le comunità che lo custodiscono. Ringrazio IgersItalia per aver scelto la Basilicata e auguro ai partecipanti tre giorni di scoperta e di ottimo lavoro". "Con il supporto dell'Apt - ha ricordato il presidente Pietro Contaldo - la community ha costruito un'esperienza che mette al centro il racconto delle destinazioni. Il coinvolgimento dei local manager e dei content creator di tutta Italia ci permetterà di dare vita a una narrazione corale, capace di intrecciare sguardi e sensibilità differenti. L'auspicio è che i contenuti realizzati in questi giorni «possano continuare a raccontare Matera e la Basilicata anche dopo la conclusione dell'evento". 

3 ott 2026

Fiorello, ecco il ritorno su Rai1: in prima serata domenica 18 ottobre

3 ott 2026

Formula 1, la griglia di partenza del Gp del Bahrain

3 ott 2026

Ucraina, Russia colpisce un altro ponte a Kiev. Il sindaco: "Gli attacchi stanno distruggendo la città"

(Adnkronos) - Un attacco russo ha colpito un importante ponte di Kiev, secondo le ultime news di oggi sabato 3 ottobre. Ad annunciarlo il sindaco della città Vitali Klitschko dopo che droni russi, nei giorni precedenti, hanno preso di mira il Ponte Sud causandone la chiusura e contribuendo così al caos del traffico nella capitale. "Il Ponte Nord è stato colpito", ha detto il sindaco su Telegram. Sul posto i servizi di emergenza. 

Kiev si trova in una "situazione estremamente drammatica" a causa dell'intensificarsi dei bombardamenti russi, che stanno colpendo infrastrutture chiave e causando il caos nel traffico, ha denunciato ieri il sindaco Klitschko, aggiungendo che "non è più possibile fingere di poter vivere come in tempo di pace. Il nemico sta distruggendo Kiev". 

Una denuncia è arrivata anche dal presidente ucraino, Volodymir Zelensky. All'inizio di settembre, ha sottolineato ieri Zelensky riprendendo quanto affermato al Financial Times e citando informazioni raccolte dall'intelligence di Kiev, Vladimir Putin ha detto ai suoi che contro l'Ucraina "ora non ci sono più regole". 

"I russi non sono riusciti a occupare l'Ucraina. Quindi ora effettuano attacchi e uccisioni massicce. Adesso attaccano i nostri ponti e i nostri data center, la rete internet, le reti, gli ospedali, asili, scuole, università, tutto. Vogliono che le persone fuggano dalle loro città, e dobbiamo fare tutto il possibile per salvare la nostra gente e le nostre città", ha scritto il presidente ucraino in un post. 

 

3 ott 2026

Ascolti tv 2 ottobre, Francia-Italia su Rai1 domina con il 40,8% di share

3 ott 2026

Sinner salta il Masters 1000 di Shanghai: "Speravo di giocare"

3 ott 2026

Sinner, consulto a Lione per infortunio al ginocchio: si opera?

(Adnkronos) - Jannik Sinner si opera al ginocchio? Il tennista azzurro è ancora alle prese con l'infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi da oltre tre mesi, con l'ultima partita giocata che è stata la finale di Wimbledon dello scorso luglio, vinta contro Alexander Zverev. Sinner ha dato forfait prima agli US Open e all'Atp di Pechino, poi anche al Masters 1000 di Shanghai. 

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nelle scorse ore Sinner è volato a Lione per un consulto con il chirurgo Bertrand Sonnery-Cottet, considerato un luminare e punto di riferimento per infortuni di questo tipo, che in passato è stato consultato anche da alcuni giocatori della Juventus. Lo specialista potrebbe essere stato consigliato proprio dai medici del JMedical, struttura di proprietà del club bianconero e scelta anche da Sinner. La visita dell'azzurro nella città francese era stata 'spoilerata' sui social, con alcuni utenti che avevano pubblicato selfie insieme al numero 1 del mondo. 

La conferma è arrivata nelle scorse ore: sul tavolo c'è anche la possibilità di sottoporsi a intervento chirurgico. Un'opzione però, al momento, scartata. Il medico avrebbe infatti consigliato a Sinner si continuare con una terapia conservativa. 

 

Sinner, intanto, si sta allenando a Montecarlo, aumentando l'intensità delle sessioni giorno dopo giorno, e in queste ore è arrivata la decisione definitiva di non partire alla volta di Shanghai, dove dal 5 al 18 ottobre si giocherà il penultimo Masters 1000 della stagione. L'azzurro vuole prendersi quindi altro tempo per valutare la risposta del ginocchio e la propria condizione fisica. 

L'obiettivo rimane quello di ridurre ogni rischio, ma Sinner è da considerarsi clinicamente guarito dall'infiammazione tendinea extra-articolare che lo ha tenuto lontano dai campi dopo la finale vinta a Wimbledon dello scorso luglio. La rinuncia a New York, a Pechino e ora a Shanghai è arrivata proprio nell'ottica di ridurre al minimo ogni rischio di eventuali ricadute, prediligendo quindi un approccio cauto e conservativo. 

 

3 ott 2026

Bimbo morto strozzato ad un albero all'asilo ad Arezzo, indagini chiuse: sei donne accusate di omicidio colposo

(Adnkronos) - Sei donne rischiano il processo per la morte di Leo Ricci, il bambino di due anni e cinque mesi morto strozzato ad un albero il 12 novembre 2025 nel giardino dell’asilo nido 'Ambarabà Ciccì Coccò' di Soci, nel territorio comunale Bibbiena, in provincia di Arezzo. La Procura di Arezzo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari contestando alle sei indagate, a vario titolo, il reato di omicidio colposo.  

Secondo l’ipotesi accusatoria, alla base della tragedia vi sarebbero carenze nella valutazione dei rischi e nella sicurezza del giardino, oltre a una vigilanza ritenuta insufficiente nei confronti del bambino. 

Leo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si trovava nel cosiddetto “boschetto” didattico del nido quando rimase impigliato con il cappuccio del giubbotto a un ramo. La pressione esercitata dall’arbusto sul collo gli avrebbe provocato l’asfissia. Il bambino sarebbe rimasto solo per alcuni minuti prima di essere trovato dal personale. La Procura, rappresentata dal procuratore capo Gianfederica Dito e dal sostituto procuratore Angela Masiello, ritiene che quella porzione del giardino presentasse elementi potenzialmente pericolosi per bambini di quell’età e che Leo avrebbe dovuto essere sottoposto a una vigilanza “a vista”. 

Tra le persone indagate figura la legale rappresentante e presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa alla quale il Comune di Bibbiena aveva affidato la gestione del nido. Le viene contestata, tra l’altro, la mancata indicazione nel Documento di valutazione dei rischi delle possibili criticità del giardino, con riferimento alla presenza di alberi e rami considerati potenzialmente insidiosi. La Procura contesta inoltre l’organizzazione degli spazi e alcuni aspetti relativi alla composizione del personale assegnato alla sezione frequentata da Leo. Indagata anche la responsabile e coordinatrice del nido, individuata dall’accusa come “preposto per la sicurezza”. Nei suoi confronti vengono contestate la gestione dell’area del boschetto, la manutenzione e la vigilanza sull’operato del personale educativo e assistenziale. Tre sono invece le educatrici della sezione dei “Tigrotti” coinvolte nell’inchiesta. Secondo la Procura, avrebbero omesso la necessaria sorveglianza sulla sicurezza e sull’incolumità dei bambini, in particolare durante la permanenza nel giardino. Nel capo di imputazione viene indicata la necessità di seguire “a vista” Leo mentre si trovava nella zona del boschetto. La sesta indagata è un’assistente in servizio nella struttura quel giorno. 

 

Dopo la tragedia, il giardino è stato sottoposto a sequestro. L’arbusto coinvolto nell’incidente è stato successivamente rimosso nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza effettuati prima della riapertura dell’asilo, anche sulla base delle indicazioni dell’Asl. 

La chiusura delle indagini non equivale a un accertamento definitivo delle responsabilità. Le sei indagate, tutte assistite da difensori, potranno ora presentare memorie, produrre documentazione e chiedere di essere ascoltate. Seguirà la fase dell’udienza preliminare, nella quale sarà valutata la richiesta di rinvio a giudizio. I familiari di Leo, assistiti dall’avvocata Francesca Molino, sono costituiti parte civile. Per la famiglia, la vicenda resta segnata dalla richiesta di chiarire le circostanze che portarono alla morte del bambino mentre si trovava in una struttura affidata alla cura degli adulti. 

Il procedimento dovrà ora stabilire, sulla base degli elementi raccolti dalla Procura e delle difese delle indagate, se quella mattina si sia trattato di una tragica fatalità o se vi siano state condotte colpose penalmente rilevanti. Fino a un'eventuale sentenza definitiva, tutte le persone indagate devono essere considerate innocenti. 

3 ott 2026

Imprese, Coop: in Lombardia rapporto con territorio va oltre presenza commerciale

(Adnkronos) - Nasce 'La Lombardia di Coop', un progetto per raccontare un rapporto con il territorio che va oltre la presenza commerciale della Cooperativa e dei suoi punti vendita. La Lombardia è un grande mercato di riferimento per Coop Lombardia, si legge in una nota, ma è contemporaneamente un territorio dal quale Coop acquista prodotti e servizi, nel quale costruisce relazioni con le imprese, sostiene filiere produttive e genera valore economico. 

Al Castello Sforzesco sono presenti 22 produttori agroalimentari e vinicoli lombardi. Sono la rappresentazione concreta e visibile di un sistema molto più ampio di relazioni tra Coop e il tessuto produttivo regionale. Dietro ciascun prodotto ci sono infatti imprese, imprenditori, agricoltori, lavoratori, competenze, investimenti e territori. E dietro il funzionamento della stessa rete Coop esiste un ulteriore sistema di aziende lombarde che forniscono quotidianamente servizi alla Cooperativa, si legge ancora. “La Lombardia di Coop” vuole quindi raccontare non soltanto quanto Coop vende in Lombardia, ma soprattutto quanto Coop compra dalla Lombardia e quanto valore economico contribuisce a mantenere nel territorio. 

Uno degli elementi centrali è la relazione con i fornitori. Per Coop il fornitore non rappresenta semplicemente l'ultimo anello di una procedura di acquisto. La costruzione di rapporti continuativi e affidabili con le imprese del territorio consente di sviluppare filiere più solide, conoscere direttamente le realtà produttive, valorizzarne competenze e specificità e, allo stesso tempo, garantire ai consumatori qualità, sicurezza e convenienza. La presenza di un'impresa lombarda sugli scaffali o all'interno della filiera Coop significa quindi mettere in relazione produzione e consumo, facendo della distribuzione un punto di incontro tra chi produce valore sul territorio e milioni di persone che ogni giorno effettuano le proprie scelte di acquisto. È un rapporto che assume un significato ancora maggiore in una fase economica nella quale le imprese devono confrontarsi con l'aumento dei costi, la necessità di investire e innovare e, contemporaneamente, con consumatori molto attenti al prezzo. La sfida diventa quindi riuscire a tenere insieme sostenibilità economica delle imprese, riconoscimento del valore del prodotto e tutela del potere d'acquisto delle famiglie. 

La dimensione economica di questa relazione emerge con particolare evidenza guardando ai numeri. Coop Lombardia intrattiene rapporti con 1.008 imprese lombarde di servizi. Queste aziende rappresentano circa il 75% dei fornitori di servizi della Cooperativa e sviluppano complessivamente un valore economico superiore a 87 milioni di euro. È un dato significativo perché mostra come la relazione con il sistema economico lombardo non riguardi soltanto le merci presenti sugli scaffali. Attorno alla Cooperativa opera una rete molto più ampia di imprese che comprende servizi, manutenzioni, logistica e numerose altre attività necessarie al funzionamento quotidiano dell'organizzazione e della rete commerciale. 

A questa dimensione si aggiunge quella degli acquisti di merci. Il Consorzio Nord Ovest, costituito dalle tre cooperative Coop Lombardia, Nova Coop e Coop Liguria, attive rispettivamente in Lombardia, Piemonte e Liguria, sviluppa acquisti da fornitori lombardi per oltre 736 milioni di euro. Il dato consente di comprendere quanto il sistema produttivo lombardo rappresenti un bacino di approvvigionamento importante non soltanto per Coop Lombardia, ma per l'intero sistema cooperativo del Nord Ovest. Un prodotto realizzato in Lombardia può quindi raggiungere consumatori anche al di fuori dei confini regionali. La distribuzione diventa in questo senso anche uno strumento di accesso al mercato e di ampliamento delle opportunità commerciali per le imprese fornitrici. 

Coop Italia acquista in Lombardia merci per circa 2,4 miliardi di euro. La Lombardia non è quindi soltanto uno dei principali mercati di consumo del Paese: rappresenta anche uno dei territori produttivi di maggiore rilevanza per il sistema Coop. I tre valori – 87 milioni, oltre 736 milioni e circa 2,4 miliardi di euro – fanno riferimento a perimetri differenti e non devono essere sommati. Letti insieme permettono di comprendere la profondità della relazione economica tra Coop e il sistema delle imprese lombarde. Gli ultimi dati disponibili di Unioncamere Lombardia relativi al secondo trimestre 2026 indicano per il commercio al dettaglio un fatturato in crescita del 2,4% su base annua e dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Il quadro restituisce quindi segnali positivi per il commercio lombardo, pur all'interno di una situazione nella quale le famiglie continuano a mostrare una forte attenzione alla spesa e al rapporto tra prezzo, qualità e convenienza. Ed è proprio dentro questa apparente tensione che si colloca una delle questioni centrali del confronto: come sostenere il valore delle produzioni e delle imprese senza perdere di vista la capacità di spesa delle famiglie? Un tema che riguarda contemporaneamente produttori agricoli, imprese, distribuzione, cooperazione e istituzioni, conclude la nota. 

3 ott 2026

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