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Epatite, nel mondo ci convivono circa 287 milioni di persone: 1,3 milioni di morti nel 2024

(Adnkronos) - Nel mondo circa 287 milioni di persone convivono con un'epatite virale cronica, ma una quota rilevante delle infezioni resta ancora oggi senza diagnosi. "Rimane una delle malattie infettive più letali al mondo, con circa 1,3 milioni di decessi stimati nel 2024 e un tasso di mortalità in continua crescita". Sul totale decessi, "circa l'85% è stato correlato all'epatie B" e "dal 2015 le morti associate" a questa infezione "sono aumentate del 17% a causa dei limiti nella diagnosi e nel trattamento. Questo è inaccettabile", è il monito dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in un focus online nella Giornata mondiale dell'epatite che si celebra oggi, 28 luglio, e in un nuovo rapporto che valuta i progressi compiuti nell'attuazione delle Strategie globali per il settore sanitario in materia di Hiv, epatite virale e infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) per il periodo 2022-2030, diffuso in occasione della 26esima Conferenza internazionale sull'Aids in corso in Brasile, a Rio de Janeiro. 

Amcli Ets – Associazione microbiologi clinici italiani richiama l'attenzione sul 'sommerso' delle epatiti virali croniche, uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell'obiettivo indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità di ridurre entro il 2030 del 90% le nuove infezioni e del 65% la mortalità correlata, attraverso un accesso equo e universale alla prevenzione, allo screening e alle terapie efficaci. La data della Giornata mondiale istituita dall'Oms è in concomitanza con l'anniversario della nascita di Baruch Blumberg (1925-2011), premio Nobel per la Medicina nel 1976 per la scoperta del virus dell'epatite B e per lo sviluppo del primo vaccino. 

Oggi sono noti 5 virus epatotropi - virus delle epatiti A (Hav), B (Hbv), C (Hcv), D (Hdv) ed E (Hev) - responsabili di infezioni del fegato associate a un rilevante carico di morbilità e mortalità a livello globale, ricorda l'Amcli in una nota. L'Hav, pur non evolvendo verso forme croniche, è responsabile di infezioni acute che si verificano sia nei Paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie sia attraverso focolai epidemici nei Paesi ad alto reddito. Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace, l'Oms stima che nel 2023 Hav abbia causato circa 35.600 decessi nel mondo. Anche l'infezione da Hev rappresenta una causa rilevante di epatite acuta a livello globale e nei Paesi industrializzati è considerata una zoonosi emergente, spesso associata al consumo di carne suina o di selvaggina cruda o insufficientemente cotta. L'infezione, generalmente autolimitante, può determinare forme severe nelle donne in gravidanza e nei soggetti immunocompromessi, nei quali il virus può andare incontro a cronicizzazione. 

"L'impatto delle epatiti virali croniche è probabilmente ancora sottostimato, perché una quota rilevante delle persone infette rimane non diagnosticata nonostante la disponibilità di strumenti efficaci per individuare l'infezione - afferma Valentina Svicher, professore ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica, università degli Studi di Roma Tor Vergata e componente Gruppo di lavoro Amcli - Molti pazienti convivono per anni con il virus senza sintomi evidenti e arrivano alla diagnosi quandono già presenti complicanze epatiche avanzate. Far emergere questo sommerso attraverso programmi di screening e garantire il collegamento tra diagnosi e presa in carico rappresentano passaggi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di eliminazione delle epatiti virali come minaccia per la salute pubblica". 

La vaccinazione rappresenta un pilastro della prevenzione. Per l’epatite B - spiega l'Amcli - è disponibile un vaccino efficace che ha contribuito in modo decisivo alla riduzione dell'incidenza dell'infezione, delle complicanze epatiche e della mortalità correlata, e previene indirettamente anche l'infezione da Hdv, che può replicarsi esclusivamente in presenza di Hbv. Permangono tuttavia importanti criticità nell'attuazione dei programmi vaccinali a livello globale. La copertura della dose di vaccino anti-Hbv alla nascita, fondamentale per prevenire la trasmissione madre-figlio e la successiva cronicizzazione dell'infezione, rimane insufficiente in molte aree ad alta endemia. Secondo l'Oms, la copertura globale della dose somministrata entro le prime 24 ore di vita è pari a circa il 45%, con valori inferiori al 20% nella Regione africana. Disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari, limitata disponibilità di risorse e insufficiente integrazione tra programmi materno-infantili e vaccinali rappresentano ancora ostacoli significativi al controllo dell'infezione. 

Negli ultimi anni, i progressi terapeutici hanno profondamente modificato la storia naturale delle epatiti virali croniche. "L'introduzione degli antivirali ad azione diretta (Daa) per Hcv ha consentito di raggiungere tassi di guarigione superiori al 95% e di eradicare completamente il virus dall’organismo, con una significativa riduzione del rischio di cirrosi, epatocarcinoma e trasmissione dell'infezione", evidenzia Carlo Federico Perno, direttore Uo Microbiologia, Irccs ospedale pediatrico Bambino Gesù in Roma e componente Gruppo di lavoro Amcli. "Importanti progressi - aggiunge - sono stati compiuti anche per Hbv e Hdv. I farmaci oggi disponibili consentono di sopprimere efficacemente la replicazione virale e di ridurre il rischio di progressione verso cirrosi ed epatocarcinoma. Lo sviluppo di nuove terapie, incluse le strategie finalizzate al raggiungimento della cura funzionale dell'Hbv e a un controllo sempre più efficace dell'Hdv, apre ulteriori prospettive per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti". 

Nonostante questi risultati, l'accesso alle cure rimane insufficiente in molte aree del mondo: nel 2024 meno del 5% delle persone con Hbv ha ricevuto una terapia antivirale e circa il 20% delle persone con Hcv aveva avuto accesso a un trattamento curativo, rimarcano i microbiologi. Una particolare attenzione, per Amcli, deve essere riservata all'Hdv. Nonostante le raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali prevedano il test per Hdv in tutti i soggetti con infezione da Hbv, la ricerca dell'anticorpo anti-Hdv e dei successivi marker virologici viene ancora effettuata in modo non uniforme e frequentemente insufficiente. 

"Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono di intervenire efficacemente su molte forme di epatite virale. La sfida è fare in modo che questi strumenti raggiungano le persone che ne hanno bisogno - conclude Pierangelo Clerici, presidente di Amcli Ets - In questo percorso la microbiologia clinica svolge un ruolo centrale: la diagnosi rappresenta il punto di partenza per far emergere le infezioni non riconosciute e indirizzare tempestivamente il paziente verso la presa in carico e il trattamento. Screening, diagnosi e accesso alle cure devono essere parte di un percorso integrato". 

28 lug 2026

Giappone, terremoto di magnitudo 7.1 nel sud del Paese: allerta tsunami

(Adnkronos) - Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il sud del Giappone oggi, martedì 28 luglio. Lo riferisce l'Agenzia meteorologica giapponese, che ha emesso un allarme tsunami. La scossa ha anche raggiunto il livello massimo possibile, pari a sette, sulla scala di intensità sismica giapponese (Shindo), ha aggiunto l'agenzia. 

La scossa si è verificata alle 16.27 ora locale (7.27 ora italiana) sull'isola di Kyushu. Un sisma di magnitudo 7.2 aveva colpito il Giappone settentrionale il 25 giugno, senza tuttavia causare morti o danni importanti.  

 

 

Dopo la potente scosssa circa 45.060 abitazioni e impianti sono privi di elettricità nella prefettura di Kumamoto, riferisce il gestore Kyushu Electric Power, precisando che tre reattori nucleari della regione hanno continuato a funzionare normalmente. Non sono state infatti segnalate anomalie immediate nelle centrali nucleari, rende noto l'Autorità di regolamentazione nucleare giapponese. La società di servizi elettrici locale, Kyushu Electric Power, ha comunicato che tre reattori nucleari in funzione nella regione al momento del sisma hanno continuato le loro normali attività. 

"Quando si è verificato il terremoto, le scosse sono state così forti che non riuscivo a stare in piedi", ha dichiarato alla televisione, mezz'ora dopo il sisma, un dipendente della Nhk nella prefettura di Kumamoto, dove è avvenuta la scossa. "È stato davvero molto forte. Le scosse continuano mentre vi parlo. Alcune persone, me compreso, hanno sentito il cuore battere forte", ha aggiunto. 

Kumamoto era stata colpita nel 2016 da due terremoti devastanti: uno di magnitudo 6,5, seguito due giorni dopo da un altro di magnitudo 7,3, che avevano causato 273 morti e oltre 2.800 feriti. Un terremoto di magnitudo 7.2 aveva inoltre colpito il nord del Giappone il 25 giugno scorso, senza provocare vittime o danni significativi. 

Il Giappone è uno dei Paesi con maggiore attività sismica al mondo, trovandosi sopra quattro importanti placche tettoniche lungo il margine occidentale della 'Cintura di fuoco' del Pacifico. L'arcipelago, che ospita circa 125 milioni di persone, sperimenta centinaia di scosse ogni anno e rappresenta circa il 18% dei terremoti mondiali: la stragrande maggioranza è di entità lieve, sebbene i danni causati varino a seconda della loro posizione e della profondità sotto la superficie terrestre in cui si verificano. 

Il Paese porta ancora il peso della memoria di un forte terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 nel 2011, che ha scatenato uno tsunami che ha ucciso o lasciato dispersi circa 18.500 persone e ha devastato la centrale nucleare di Fukushima. Il 20 aprile di quest'anno, una scossa di magnitudo 7.7 ha colpito il nord del Paese, ferendo almeno 10 persone e facendo tremare i grandi edifici a Tokyo. Ciò ha spinto le autorità a emettere un avviso speciale che mette in guardia contro il rischio accresciuto di terremoti di magnitudo 8.0 o superiore. 

28 lug 2026

Incendio all'isola ecologica di Novate Milanese, un ferito

28 lug 2026

Save the Children, in Europa oltre 1.500 minori vittime di tratta

(Adnkronos) - Sono circa 9.500 complessivamente le vittime di tratta identificate nel 2024 nei Paesi dell’Unione Europea, per lo più in Francia e in Italia, seguiti da Paesi Bassi e Germania. Di questi, i minorenni rappresentano il 16% del totale, con 1.555 vittime sotto i 18 anni, in aumento rispetto al 2023 quando le vittime minorenni di tratta costituivano il 12,8% del totale, pari a 1.358 bambine, bambini e adolescenti. Nella grande maggioranza dei casi (77%) si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. Tra i minori il maggior numero di identificazioni si registra in Francia, con 488 casi, seguita da Romania (333) e Germania (230). A fornire i dati è Save the Children in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani del 30 luglio. In Italia le vittime minorenni identificate nel 2024 sono 65, corrispondenti al 3,4% del totale delle vittime di tratta individuate. In poco più di un caso su due (54%) si tratta di bambine e adolescenti, pari a 35 minorenni. Nel nostro Paese la tratta e lo sfruttamento dei minori continuano a rappresentare una realtà per lo più sommersa, che coinvolge sia flussi migratori internazionali – in quanto territorio crocevia di transito e destinazione di minori vittime di tratta - sia contesti interni di vulnerabilità sociale. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2022, più di una vittima su tre di tratta risulta minorenne (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti).  

“Negli ultimi anni, il fenomeno della tratta e dello sfruttamento dei minori ha assunto una dimensione sempre più complessa e dinamica, alimentata da crisi globali interconnesse, quali i conflitti armati, le emergenze ambientali, l’acuirsi delle disuguaglianze economico-sociali e le migrazioni forzate, che rendono molti minori estremamente vulnerabili - afferma Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children - Le cifre sono sottostimate, ma ogni anno milioni di bambine, bambini e adolescenti vengono coinvolti in forme diverse di abuso e le tecnologie digitali, inclusa l’AI, stanno modificando profondamente le modalità di adescamento, reclutamento, sfruttamento e controllo dei minori, rendendo questi fenomeni più invisibili e pervasivi”.  

Save the Children chiede da anni di rafforzare il sistema coordinato tra istituzioni e società civile di emersione e protezione per garantire l’individuazione e protezione dei minori vittime di tratta e sfruttamento, attraverso un supporto personalizzato, con accoglienza, assistenza psicologica, medica e legale, e un approccio attento a età e genere, che sappia affrontare anche gli aspetti legati alle nuove forme di sfruttamento e tratta facilitati dagli strumenti digitali. "Importanti passi in avanti - sottolinea l'Organizzazione - potranno oggi realizzarsi a seguito delle norme che attuano in Italia la nuova Direttiva Antitratta, emanate lo scorso giugno. Il decreto rafforza i meccanismi di identificazione precoce e presa in carico delle vittime, la formazione della magistratura e degli altri operatori del sistema, la raccolta dei dati e l’aumento dell’indennizzo per le vittime. Resta importante proseguire in questa direzione nell’attuazione piena delle nuove norme, con particolare attenzione alle esigenze specifiche di bambini, bambine e adolescenti". Save the Children chiede che vengano istituiti "luoghi di accoglienza ad indirizzo segreto per minori a rischio o vittime di tratta, sollecita una cooperazione rafforzata tra forze di polizia ed enti di protezione a livello europeo che includa un focus specifico sulle vittime minorenni e investimenti in ricerca per prevenire fenomeni emergenti e sviluppare politiche efficaci". 

 

  

Nel 2025 il Sistema nazionale Antitratta ha valutato le segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in più rispetto al 2024, quando erano 2.853. Di queste, 174 riguardano minorenni, pari al 5,1% del totale, in lieve aumento rispetto al 4,9% registrato l’anno precedente. Si tratta prevalentemente di ragazzi, che rappresentano il 69% dei casi riguardanti i minorenni valutati dagli enti antitratta (120 persone), provenienti soprattutto dal Bangladesh (56) e dall’Egitto (19). Il 64% ha 17 anni, ma sono stati intercettati anche quattro 14enni e un 12enne. Le minorenni di sesso femminile sono 54 e provengono principalmente dalla Nigeria (16); poco più di due su cinque, pari a 23, hanno 17 anni, ma tra le vittime di tratta emerse ci sono anche due 14enni e una 12enne. Le principali regioni di emersione sono la Sicilia, con 59 casi, e l’Emilia-Romagna, con 41 casi.  

Nei primi sei mesi del 2026 in Italia sono state segnalate 1.581 persone, tra cui 95 minorenni, pari al 6% del totale. In questo periodo si conferma, in maniera ancora più marcata, la prevalenza di minori di sesso maschile, che sono 80, ovvero l’84% dei minorenni, per lo più di diciassettenni (59 su 80), provenienti prevalentemente dal Bangladesh (46 casi). Le minorenni femmine sono 15, per lo più tra i 16 e i 17 anni, e presentano provenienze geografiche più diversificate. Tra i casi segnalati, sono 847 quelli presi in carico nel 2025 secondo il Sistema informatizzato per la raccolta di informazioni sulla tratta (SIRIT), dato in lieve aumento rispetto agli 817 registrati nel 2024. I minorenni sono 22, ovvero il 2,6% del totale, e si osserva una leggera prevalenza di ragazze, pari a 12, provenienti principalmente dalla Nigeria (4) e dalla Costa d’Avorio (3), mentre i 10 ragazzi sono prevalentemente originari del Bangladesh (6). Prevalgono i diciassettenni (14 in totale, di cui 6 femmine e 8 maschi). La Sicilia si conferma la principale regione di emersione, con 12 casi. Nel primo semestre del 2026 le persone prese in carico sono state 350. I minorenni rappresentano il 2% del totale, con 7 casi complessivi. Si tratta di cinque ragazze di 16 e 17 anni e di due ragazzi, entrambi diciassettenni. 

“Accanto alle forme più conosciute di sfruttamento, assistiamo oggi a una crescente esposizione dei ragazzi a condizioni di grave sfruttamento lavorativo o per la commissione di attività illegali-prosegue Inverno - Si tratta di fenomeni spesso sommersi che colpiscono in particolare minori stranieri soli, ma non solo, e che rischiano di essere normalizzati come semplici strategie di sopravvivenza. Dietro queste situazioni si intrecciano povertà economica, abbandono scolastico, percorsi migratori fragili e carenza di reti di protezione. Per contrastare questi fenomeni occorre intervenire sulle condizioni di vulnerabilità che li rendono possibili, prima che sul loro esito finale, e rafforzare gli strumenti di protezione”. 

 

 

Save the Children è da anni impegnata con progetti di contrasto alla tratta e allo sfruttamento. Il progetto Vie d’Uscita, promosso dal 2012 in collaborazione con enti anti tratta locali, ha l’obiettivo di supportate l’identificazione e l’emersione di minori e neomaggiorenni vittime di tratta e sfruttamento. Nel primo semestre del 2026 ha raggiunto 384 beneficiari, di cui 277 minori. Il progetto Nuovi Percorsi si occupa di sostenere, in tutta Italia, i minori e le mamme sopravvissute alla tratta e allo sfruttamento, al fine di garantire la reintegrazione delle donne, la crescita sana dei minori e l’autonomia dell’intero nucleo. Dal 2021 al primo semestre del 2026 ha supportato 1575 beneficiari. Nel 2022 sono stati avviati il progetto Sportello Nuovi Percorsi Roma, con la finalità di supportare nuclei composti da giovani mamme e minori che si trovano in una condizione di forte vulnerabilità, incluse persone esposte al rischio di tratta o sfruttamento, che fino al primo semestre del 2026 ha sostenuto un totale di 1849 persone. E il progetto Liberi dall’Invisibilità, volto a proteggere e supportare minori e adulti che vivono nella zona agricola della Fascia Trasformata, nella provincia di Ragusa, in partenariato con l’Associazione “I tetti colorati” e con Caritas Diocesana di Ragusa, che fino a dicembre 2025 ha coinvolto complessivamente 665 persone attraverso percorsi personalizzati di empowerment, supporto scolastico e accompagnamento sociale, di cui 356 minori e 309 adulti.  

Parallelamente, grazie ad attività comunitarie sono state raggiunte 2.404 persone, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale e a promuovere una cultura dell’inclusione. Infine, da aprile 2023 a marzo 2025, Save the Children ha implementato il progetto transnazionale E.V.A., insieme a partner di Francia e Spagna con l’obiettivo di identificare, nelle zone di transito di Ventimiglia, Irun e nelle città di Parigi e Nimes, possibili vittime di tratta e sfruttamento, che ha permesso di intercettare 995 potenziali vittime di tratta nei 3 Paesi, di cui 416 solo in Italia. A partire dal 2025, l’Organizzazione ha avviato il progetto S.O.L.e.I.L - Servizi di Orientamento al Lavoro ed Empowerment Inter-regionale per un sistema Legale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con capofila Regione Lazio. Il progetto prevede la realizzazione di un sistema volto all’integrazione socio-lavorativa, alla prevenzione e al contrasto dello sfruttamento lavorativo. L’intervento di Save the Children si focalizza sulla promozione di condizioni sostenibili di inclusione sociale, protezione, empowerment e regolarità lavorativa per minori e le loro famiglie a rischio o vittime di sfruttamento nella provincia di Latina, contribuendo alla riduzione delle forme di sfruttamento, abuso, marginalità e disuguaglianze. 

28 lug 2026

Johnson & Johnson offre 5,5 miliardi di dollari per risolvere le cause sul talco

(Adnkronos) - Il colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson ha offerto 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali che sostengono che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro alle ovaie, ha annunciato l'azienda oggi. L'accordo proposto mira a porre fine a una lunga battaglia legale che ha gravato sull'azienda con sede nel New Jersey per anni. J&J ha affermato che l'accordo copre circa 76.000 cause, rappresentando quasi tutte le cause ancora in corso relative al talco. 

L'azienda nega che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro, ma ha interrotto la vendita del suo borotalco per bambini a base di talco negli Stati Uniti e in Canada nel 2020. Il vicepresidente per il contenzioso ha affermato che le accuse "sono prive di fondamento scientifico". "Questa risoluzione consente all'azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane", ha dichiarato in un comunicato. 

L'azienda ha già raggiunto un accordo nella maggior parte delle cause in cui si sosteneva che il suo talco contenesse tracce di amianto, ritenuto responsabile del cancro. Deve inoltre affrontare una causa nel Regno Unito per accuse simili, presentata nel 2025. Secondo lo studio legale che rappresenta circa 3.000 querelanti, la richiesta di risarcimento "è stimata in oltre 1 miliardo di sterline" (1,3 miliardi di dollari). I querelanti affermano che loro stessi o un membro della loro famiglia hanno sviluppato forme di cancro ovarico o mesotelioma dopo aver utilizzato il talco per bambini della J&J. 

28 lug 2026

Acqua sempre disponibile e attenzione a superfici calde, 5 consigli per proteggere cani e gatti in estate

(Adnkronos) - Cinque consigli per proteggere cani e gatti in estate. Le alte temperature estive possono rappresentare un rischio per la salute e il benessere anche dei nostri amici a 4 zampe, per questo è importante adottare alcune semplici attenzioni nei confronti di cani e gatti che condividono con noi la vita domestica. Gli esperti dei servizi veterinari dell'Ats Brianza ricordano, per esempio, che i cani non sudano come gli esseri umani.  

Il loro organismo regola la temperatura attraverso la respirazione e, in condizioni di caldo eccessivo, può andare incontro rapidamente a stress termico. Per questo suggeriscono di garantire loro sempre disponibilità di acqua fresca e pulita, evitare passeggiate nelle ore più calde, preferendo le uscite al mattino presto o nelle ore serali. Altra insidia spesso sottovalutata è rappresentata dall'asfalto e da altre pavimentazioni rese roventi dal sole, che possono provocare ustioni ai cuscinetti plantari degli animali. Per questo, prima di uscire, è sempre utile verificare la temperatura del terreno su cui li portiamo a passeggiare, evitando giochi e corse, soprattutto se l'animale appare affaticato o ansima in modo evidente.  

Anche i gatti risentono del caldo estivo, avvertono i veterinari. Devono poter contare su ambienti freschi, ben ventilati e zone ombreggiate dove ripararsi nelle ore più afose. Acqua sempre disponibile e attenzione ai luoghi chiusi e poco aerati sono accorgimenti semplici, ma indispensabili. Particolare attenzione è riservata anche al fenomeno degli abbandoni, fortunatamente non diffuso nel territorio lombardo - riporta l'azienda brianzola in una nota - ma di recente non sono mancati episodi che hanno visto i veterinari di Ats Brianza, in collaborazione con enti locali e associazioni di volontariato, intervenire a tutela di cuccioli di cani e gatti, lasciati nella totale incuria. Per questo è importante che anche i cittadini segnalino le situazioni di potenziale rischio. 

In sintesi, ecco i 5 consigli degli specialisti per un'estate sicura a 4 zampe: 1) Acqua sempre disponibile. Assicurati che cane o gatto abbiano sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Quando esci con il cane, porta con te una borraccia e una ciotola da viaggio; 

2) Evita le ore più calde. Programma passeggiate e attività all'aperto al mattino presto o dopo il tramonto. Nelle ore centrali della giornata il rischio di colpi di calore aumenta sensibilmente;  

3) Attenzione alle superfici roventi. Asfalto, cemento e superfici esposte al sole possono raggiungere temperature molto elevate e provocare ustioni. Se il terreno è troppo caldo per la tua mano, lo è anche per le zampe del cane;  

4) Mai lasciare l'animale in auto. Anche in pochi minuti e coi finestrini socchiusi l'abitacolo può trasformarsi rapidamente in una trappola mortale, mettendo seriamente a rischio la vita dell'animale;  

5) Riconosci i segnali di sofferenza. Ansimare intenso, debolezza, difficoltà di movimento, salivazione abbondante e disorientamento possono essere segnali di un colpo di calore. In questi casi è bene portare subito l'animale in un luogo fresco e contattare il medico veterinario. 

28 lug 2026

Ucraina-Russia, Zelensky incontra Trump a Washington: previsto voto su nuove sanzioni a Mosca

(Adnkronos) - Volodymyr Zelensky vedrà oggi a Washington il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tutti i 100 membri del Senato americano sono stati invitati a incontrare il presidente dell'Ucraina. Lo riportano i media israeliani, i quali citano due funzionari del Senato che hanno riferito all'agenzia di stampa Reuters che si prevede una votazione su un nuovo decreto per imporre ulteriori sanzioni alla Russia. Il decreto è stato proposto dal defunto senatore Lindsey Graham, al cui funerale parteciperà Zelensky. L'obiettivo del decreto è colpire le entrate del Cremlino derivanti dalla vendita di petrolio e gas. 

 

Intanto la regione di Mosca è stata presa di mira nella notte da oltre 390 droni, causando danni alle abitazioni, secondo le autorità. Lo ha reso noto il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin. "Più di 390 droni si sono diretti verso la regione di Mosca" e "la maggior parte è stata neutralizzata ben prima di raggiungere la città", ha scritto su Telegram, precisando che "81 droni nemici sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca". Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha riferito sullo stesso social network che un condominio e alcune abitazioni hanno subito danni, sebbene al momento non si registrino vittime. 

Droni ucraini hanno colpito nella notte un impianto siderurgico nella regione di Mosca e in Crimea, dove si è verificato un blackout. Secondo quanto riportato dal canale Telegram Exilenova Plus, la fabbrica di acciaio Hydrostalkonstruktsiya a Čechov, nell'oblast' di Mosca , è stata colpita da droni ucraini mentre la difesa aerea russa era impegnata in combattimento. Il governatore dell'oblast di Mosca, Andrey Vorobyov, ha confermato che un attacco di droni ucraini ha preso di mira la città di Čechov, riferendo che un edificio residenziale è stato colpito. Secondo quanto riferito, alcuni pneumatici hanno preso fuoco in un'area aperta a causa dei detriti caduti da un drone, e un'abitazione nel vicino villaggio di Vaulovo è stata incendiata. 

Nell'attacco è stato dato alle fiamme anche un magazzino logistico che rifornisce diverse aziende russe nel villaggio di Koledino, situato a soli 20 chilometri a sud di Mosca, come riportato dal canale Telegram Supernova Plus. Nella notte, una sottostazione elettrica nella città occupata di Feodosia, nella Crimea sud-orientale, è stata colpita da droni ucraini, lasciando gran parte della città senza corrente, secondo quanto riportato dal canale Telegram filo-ucraino Crimean Wind. 

la regione di Mosca è stata presa di mira nella notte da oltre 390 droni, causando danni alle abitazioni, secondo le autorità. Lo ha reso noto il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin. "Più di 390 droni si sono diretti verso la regione di Mosca" e "la maggior parte è stata neutralizzata ben prima di raggiungere la città", ha scritto su Telegram, precisando che "81 droni nemici sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca". Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha riferito sullo stesso social network che un condominio e alcune abitazioni hanno subito danni, sebbene al momento non si registrino vittime. 

28 lug 2026

Trump-Netanyahu, oggi vertice delicato: il nodo Iran, Gaza e Libano

(Adnkronos) - Dai "bei gesti", compiuti verso il Libano e la Striscia di Gaza all'Iran, che resta il principale elemento di divisione tra una prospettiva militaristica che propende per nuovi raid, quella di Benjamin Netanyahu, e un'altra che preferirebbe la strada della diplomazia, quella di Donald Trump. Questo il contesto in cui si svolge la visita del primo ministro israeliano a Washington, dove dopo settimane di attrito incontrerà il presidente americano oggi, martedì 28 luglio, alla Casa Bianca per dimostrargli la sua disponibilità a collaborare. Per Netanyahu il semplice fatto di incontrare Trump, dopo settimane passate a cercare di convincere la stampa Usa che i due non sono in disaccordo, rappresenta già un successo. L'incontro dovrebbe svolgersi poche ore prima del funerale di senatore repubblicano Lindsey Graham alla Cattedrale Nazionale di Washington. 

 

Non aperto alla stampa, a meno che Trump non cambi idea, l'incontro dovrebbe risparmiare Netanyahu da eventuali umilizioni pubbliche e si svolge dopo settimane in cui le relazioni tra Israele e Stati Uniti hanno toccato il punto più basso. Tra il tentativo, fallito, di rovesciare il regime di Teheran e l'ultima escalation con l'Iran, nel mezzo gli sforzi diplomatici per superare lo stallo. Il vertice tra Trump e Netanyahu era originariamente previsto per la scorsa settimana, ma è stato annullato su richiesta degli americani. Secondo Axios, la volontà israeliana di espandere le operazioni in Libano è stata vista ''con disprezzo'' da Trump. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ha fatto sapere Axios, è stata la richiesta di Netanyahu a Trump di non vendere gli F-35 alla Turchia, richiesta che il tycoon ha respinto al mittente a margine del vertice della Nato ad Ankara il 7 e 8 luglio scorsi. 

 

Da Netanyahu sono arrivate anche aperture su Gaza. Ieri il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato un accordo con il Board of Peace, l'organismo creato da Trump per sovrintendere al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, che dovrebbe consentire a una forza internazionale di stabilizzazione di entrare in una piccola area dell'enclave palestinese e assumersi la responsabilità della sua sicurezza. La zona si trova tra le linee del fronte delle Idf e l'area controllata da Hamas. E' inoltre prevista la costruzione di due campi per sfollati di Gaza: il più piccolo con finanziamenti dagli Emirati Arabi Uniti e il più grande con finanziamenti ancora da definire. 

La decisione su Gaza, come quella sul ritiro dal Libano, sembrano'' un gesto di buona volontà'' da parte di Netanyahu in vista del suo incontro con Trump. Una fonte ben informata ha detto a Haaretz che Aryeh Lightstone, consigliere senior del Board of Peace che Trump ha incaricato di garantire l'attuazione del suo piano in 20 punti per Gaza, ha aiutato Netanyahu a ottenere l'incontro con il presidente americano. Lightstone, ebreo ortodosso, è considerato ideologicamente vicino a Netanyahu e si ritiene che l'ex ministro degli Affari strategici Ron Dermer avesse il suo contatto tra i preferiti. Lightstone ha anche collaborato con l'ambasciatore israeliano a Washington, Yechiel Leiter, per garantire che l'incontro con Trump avesse luogo. 

Alla vigilia della partenza di Netanyahu per Washington, diverse fonti hanno affermato che Netanyahu ha bisogno del sostegno di Trump durante la campagna elettorale e che il presidente americano lo sa. Le fonti hanno anche aggiunto che Trump sa come sfruttare la quasi totale dipendenza di Netanyahu da lui. Il primo ministro israeliano ha imposto la decisione del gabinetto di sicurezza su Gaza dopo settimane in cui sembrava che qualsiasi mossa potesse favorire il piano di Trump per l'enclave fosse rimasta bloccata in qualche cassetto del suo ufficio. Ciò dimostra, secondo Haaretz, che Netanyahu ha capito che non poteva presentarsi alla Casa Bianca a mani vuote. 

 

Il punto sul quale Netanyahu sembra non voler cedere, nonostante i rischi, è lo scenario militare contro l'Iran. Il premier israeliano vorrebbe infatti che gli Stati Uniti attaccassero in modo più aggressivo e si concentrassero sugli obiettivi che interessano a Israele, in particolare il programma nucleare di Teheran. A una nuova escalation si oppongono però gli Emirati Arabi Uniti, scrive Haaretz ricordando che il Paese si è avvicinato in un modo senza precedenti a Israele durante la guerra contro l'Iran. Ora, ha detto una fonte a Haaretz, gli Emirati Arabi Uniti stanno esercitando pressioni sull'amministrazione statunitense affinché non coinvolga attivamente Israele nel conflitto. Altre fonti affermano che gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un'intesa con l'Iran, che ha portato a una significativa diminuzione degli attacchi iraniani contro di loro durante l'ultima fase di escalation e a un ammorbidimento della retorica degli Emirati Arabi Uniti nei confronti dell'Iran. 

 

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno confermato che a Roma, dal 4 al 6 agosto, si terranno nuovi colloqui tra Israele e Libano nell'ambito dell'iniziativa volta a istituire "zone pilota" che vedranno il coinvolgimento dell'esercito libanese. "A Roma, i gruppi tecnici si concentreranno sull'avanzamento della piena attuazione dell'accordo quadro", ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato sotto condizione di anonimato, citando l'espansione del processo delle "zone pilota", la risoluzione di tutte le questioni di confine ancora aperte e l'elaborazione di un accordo globale di pace e sicurezza. "Le lezioni apprese dalle zone iniziali ci aiuteranno a perfezionare l'attuazione delle zone pilota, consentendo così un'espansione graduale del processo", ha aggiunto il funzionario. 

Domenica, l'esercito libanese ha condannato le continue operazioni militari di Israele nel sud del Libano, affermando che tali azioni impediscono il dispiegamento delle proprie forze nell'area, come previsto dall'accordo siglato dai due paesi a Washington nel mese di giugno. Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aveva annunciato i colloqui imminenti alcuni giorni prima. L'accordo raggiunto a giugno prevede il dispiegamento dell'esercito libanese in "zone pilota" lasciate libere da Israele – che occupa ancora parte del sud del paese – a condizione che avvenga il disarmo del movimento filo-iraniano Hezbollah. 

28 lug 2026

Rottamazione-quinquies, prima o unica rata in scadenza il 31 luglio

(Adnkronos) - Al via la fase dei pagamenti per la Rottamazione-quinquies. Il prossimo 31 luglio è il termine fissato dalla legge per il versamento della prima o dell’unica rata della nuova definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla legge di Bilancio 2026 e a cui era possibile aderire entro lo scorso mese di aprile. Sempre il 31 luglio è prevista la scadenza di pagamento della prossima rata sia della Rottamazione-quater sia dei piani di Riammissione alla stessa misura agevolativa. 

Moduli di pagamento. Il pagamento deve essere effettuato utilizzando i moduli corrispondenti alla rata in scadenza. I contribuenti che hanno necessità di recuperare la Comunicazione delle somme dovute, con il dettaglio degli importi da versare e i moduli di pagamento, possono trovarne una copia direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it (a cui si accede con Spid, Cie e Cns e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell'Agenzia delle Entrate) oppure riceverli via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di credenziali di accesso, allegando un documento di riconoscimento. 

È possibile pagare in banca, agli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati, utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPa, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l'App Equiclick. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. 

Rottamazione-quinquies: per la rata unica c’è tempo fino al 5 agosto. Per coloro che in fase di adesione alla Rottamazione-quinquies hanno scelto di pagare in unica soluzione, la legge prevede ulteriori 5 giorni di tolleranza e pertanto saranno considerati tempestivi i versamenti effettuati entro il 5 agosto 2026, oltre tale data si perderanno i benefici della definizione agevolata. Per coloro che, invece, hanno scelto un piano di pagamento rateale, la legge prevede l’inefficacia della Rottamazione-quinquies in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive. Si ricorda, infine che per l’ultima rata del piano, così come per la rata unica, sono concessi cinque giorni di tolleranza. 

Il prossimo 31 luglio è anche il termine per i pagamenti della tredicesima rata della Rottamazione-quater (Legge di bilancio 2023) e della quinta rata dei piani di Riammissione alla definizione agevolata (Legge n. 15/2025). In entrambi i casi la legge prevede la possibilità di avvalersi di cinque giorni di tolleranza rispetto alla scadenza, grazie ai quali saranno ritenuti tempestivi i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026. In caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e le somme già corrisposte saranno considerate a titolo di acconto su quanto dovuto. 

Considerato il sovrapporsi di più provvedimenti, per facilitare i contribuenti nella gestione delle scadenze è disponibile sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione il calendario completo con tutti i termini di pagamento delle definizioni agevolate in corso, uno strumento utile per tenere sotto controllo le date di interesse, salvarle come promemoria direttamente sul calendario anche del proprio smartphone e, se si vuole, procedere direttamente al pagamento delle rate. 

28 lug 2026

Ct Nazionale, oggi il giorno chiave: Consiglio Figc dopo caso Pirlo e dimissioni di Maldini-Leonardo

(Adnkronos) - Oggi è il giorno chiave per la Figc e la Nazionale dopo il caso Andrea Pirlo e il terremoto azzurro con le dimissioni della coppia Maldini-Leonardo. La caccia al nuovo commissario tecnico - Roberto Mancini o Antonio Conte, Thiago Motta o Raffaele Palladino - è un vero e proprio rebus che si è arricchito di una nuova pagina. Nella giornata di ieri infatti, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni da, rispettivamente, direttore tecnico e consulente azzurro. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha tenuto una riunione straordinaria con tutte le componenti federali per cercare di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle, in un quadro che si completerà con il consiglio federale in programma oggi, martedì 28 luglio.  

 

La fumata bianca è attesa dopo un lunedì nero, tra tensioni e annunci. Comincia Pirlo, certificando la propria uscita di scena: "Non sono più candidato alla panchina della Nazionale", dice l'ex centrocampista di Milan e Juventus, azzoppato dopo la bufera, anche politica, a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. Pirlo era il nome proposto da Maldini e Leonardo: dopo la bocciatura del Maestro, il passo indietro. Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni appena 17 giorni dopo la loro nomina. "Non siamo abituati a certe situazioni, Malagò tra l'altro non ci ha fatto nomi", la sintesi del presidente della Lnd Giancarlo Abete dopo la riunione delle componenti in Figc. Malagò ha lasciato via Allegri in serata senza rilasciare dichiarazioni. Il presidente federale aveva parlato più volte nel corso della giornata, anche per replicare alle parole del ministro dello Sport, Andrea Abodi. 

 

Abodi ha criticato la Figc e Malagò per la gestione della pratica e in particolare per il caso Pirlo: "La sua rinuncia alla panchina dell'Italia si commenta da sola, avremmo voluto che tutto si concludesse in modo differente, purtroppo non si è manifestata né una comunione di intenti e neppure la giusta tempestività", ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani a Piacenza commentando proprio il caso Pirlo, "adesso dobbiamo recuperare una brutta figura". 

Pronta la risposta di Malagò: "Stiamo lavorando, a breve un nome arriverà e saprete tutto. Abodi parla di brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta", ha detto nel pomeriggio di ieri. Il presidente federale aveva parlato del futuro della panchina azzurra anche a Il Sole24Ore: "Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia". 

 

Ora bisogna scegliere non solo il ct ma anche il direttore tecnico, con il nome di Giorgio Chiellini che fa capolino. Dopo i "no, grazie" di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e lo stop ad Andrea Pirlo, Malagò deve quindi scegliere il prossimo ct. Prima del Maestro i nomi in lizza per la panchina azzurra, per il dopo Rino Gattuso, erano principalmente quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, che non erano nelle idee della coppia Maldini-Leonardo. In alternativa tornano le ipotesi legate a Stefano Pioli, che al Milan aveva legato molto con l'attuale dt azzurro, e Raffaele Palladino, già uscito alcuni giorni fa, ma senza vere conferme ufficiali da ambienti vicini alla Federazione. A quanto pare, esiste anche la candidatura di Thiago Motta. 

Tra le altre opzioni c'è anche quella di confermare Silvio Baldini sulla panchina della nazionale maggiore dopo le vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia da ct a interim.  

 

28 lug 2026

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