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"Vai in pensione", Giuliacci e i meteo-insulti per le previsioni: "Qualche volta rispondo..."

16 set 2026

"Dimenticheremo presto Diana", la frase choc di Carlo dopo la morte di Lady D

(Adnkronos) - "Stia certo, ce ne dimenticheremo presto". Sarebbe la frase pronunciata da Re Carlo III dopo la morte di Lady Diana in una conversazione con il fratello della principessa, il Conte Charles Spencer, che ha raccolto le sue memorie in un libro, Swan Song: Diana, My Sister. Il testo da domani sarà pubblicato a puntate in esclusiva sul Daily Mail. Nel libro, secondo le anticipazioni, vengono documentati anche gli scontri relativi all'organizzazione del funerale di Lady D, morta il 31 agosto 1997 in un incidente a Parigi. In particolare, il Conte Spencer cercò di opporsi alla decisione di far partecipare i principi William e Harry, all'epoca 15 e 12 anni, al corteo funebre. 

Il Conte afferma di aver insistito, parlando con l'allora Principe Carlo, sostenendo che Diana non avrebbe voluto esporre i figli ad una simile esperienza. Carlo avrebbe messo in dubbio la correttezza della famiglia Spencer e sarebbe arrivato ad affermare che Diana sarebbe stata presto dimenticata. Secondo il Conte Spencer, lo sfogo dell'attuale era all'epoca l'espressione del "suo disprezzo represso per Diana e il suo orrore di fronte al fatto che il mondo fosse rimasto così profondamente colpito dalla morte di lei". Secondo il Daily Mail, il libro contiene ulteriori elementi inediti sul matrimonio tra Diana e Re Carlo e sulle turbolente vicende seguite alla tragica morte della principessa.  

Nel suo libro Spencer afferma che, quando uno dei più stretti collaboratori della regina Elisabetta gli comunicò – nei giorni precedenti il funerale – che William e Harry avrebbero partecipato al corteo, la sua risposta fu perentoria: "Non accadrà". Poco dopo, ecco la telefonata di Carlo, furibondo per la presa di posizione dell'ex cognato: "Il principe Carlo continuò a sfogare la sua rabbia, senza che io lo interrompessi. Poi si fermò. Pensai che quella pausa indicasse il tentativo di ricomporsi, ma poi sfogò al telefono quello che ho sempre interpretato come il disprezzo a lungo represso per Diana e l'orrore per il fatto che il mondo fosse rimasto così sconvolto dalla sua morte. 'Stai pur certo', sibilò, "che ce la dimenticheremo presto". 

16 set 2026

Caso mancato tesseramento, Malagò: "Attacchi da fuoco amico, affronterò partita a testa alta"

16 set 2026

Dieta e abitudini per l'eterna giovinezza, i consigli dell'esperto: "Mantenere attivo il cervello"

(Adnkronos) - Dormire almeno sette-otto ore a notte, mantenere il cervello attivo e non trascurare i rapporti sociali. Sono alcuni dei consigli del professor Silvio Garattini, intervenuto oggi in collegamento con La volta buona per parlare di longevità e dei comportamenti che possono contribuire a vivere in perfetta salute. 

Secondo Garattini, non bisogna però concentrarsi su un singolo alimento o lasciarsi condizionare dalle mode del momento. "Non bisogna fissarsi su alcuni alimenti, quanto sulla quantità", ha spiegato il professore, invitando a non considerare prodotti come il kefir come alimenti capaci di garantire longevità. 

Il kefir, ha sottolineato Garattini, può avere una sua utilità come "stimolante e lassativo", ma "non ha nulla a che fare con la longevità". Il punto, secondo il professore, è che non esiste un alimento che fa miracoli: "Ci sono decine di fattori che devono essere utilizzati, non è con un alimento specifico che si ottiene la longevità. Sono solo dei rimedi che si possono utilizzare". 

Tra gli aspetti più importanti indicati da Garattini ci sono i rapporti sociali e soprattutto, l'importanza di mantenere il cervello attivo. "Bisogna mantenere attivo il cervello, non fermarsi: se ci si ferma, diminuisce l'attività cognitiva". Un'altra abitudine fondamentale riguarda l'utilizzo del telefono, soprattutto al mattino e prima di andare a letto. Secondo Garattini, sarebbe meglio evitare di guardare il telefono appena ci si alza e prima di dormire, perché l'esposizione continua a nuovi stimoli interferisce con la concentrazione. 

Anche sul bere acqua, il consiglio è quello di evitare gli eccessi. Bere acqua "fa benissimo", ha spiegato il professore, ma senza esagerare: assumere circa tre litri al giorno "vuol dire far lavorare troppo i reni". Garattini ha consigliato una quantità di circa uno-un litro e mezzo al giorno. Infine, l’importanza del sonno. Durante la notte, ha spiegato Garattini, l'organismo elimina le scorie. Il loro accumulo, dovuto all’assenza di riposo, può avere conseguenze sul funzionamento del cervello. Per questo è importante dormire almeno sette-otto ore per notte. 

16 set 2026

Fed rialza i tassi dello 0,25%. Warsh: "L'economia cresce ma l'inflazione è troppo alta"

(Adnkronos) - Decisione unanime della Fed di rialzo dei tassi di interesse. Il comitato ha approvato il rialzo dei tassi con 12 voti a favore e nessuno contrario, nel dettaglio ha deciso di aumentare l’intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali dello 0,25%, portandolo al 3,75%-4%, a sostegno del doppio mandato della Federal Reserve. "Il Comitato prosegue la propria politica volta a mantenere riserve abbondanti nel sistema bancario", si legge nello statement, pubblicato al termine della riunione. 

"L’attività economica sta crescendo a un ritmo sostenuto. Sebbene l’incertezza rimanga elevata, in parte a causa degli sviluppi geopolitici, la spesa interna ha dato prova di resilienza. La crescita della produttività è forte e gli investimenti di capitale sono robusti. La creazione di posti di lavoro ha tenuto il passo con la crescita della forza lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché invariato", si aggiunge. "L’inflazione rimane elevata. La misura di politica monetaria odierna favorirà un ritorno più tempestivo all’obiettivo del 2 per cento fissato dal Comitato. Il Comitato garantirà la stabilità dei prezzi", si legge nella nota. 

 

"Il nostro obiettivo principale è la stabilità dei prezzi, che rientra nel nostro mandato. La realtà dei fatti è che l’inflazione è troppo alta e lo è da troppo tempo" ha spiegato il presidente della Fed Kevin Warsh in conferenza stampa al termine della riunione del Fomc che ha alzato i tassi di interesse. Nel nostro mandato c'è la "piena occupazione e la stabilità dei prezzi" insiste, sottolineando la volontà di assicurare che i rialzi dell'inflazione "non abbiano effetti secondari". La Fed conferma "l'impegno inequivocabile per stabilità dei prezzi". "L'inflazione resta elevata", conclude, specificando che la decisione di oggi permette di ritornare verso il target. 

 

 

16 set 2026

Atp Finals, Alcaraz raggiunge Sinner a Torino e Cobolli resta in corsa: come cambia la race

(Adnkronos) - Adesso è ufficiale. Carlos Alcaraz stacca il pass per le Atp Finals di Torino e torna al 'Torneo dei maestri'. Lo spagnolo centra la quinta qualificazione consecutiva e raggiunge Alexander Zverev e Jannik Sinner nella crew dei migliori 8 tennisti della stagione. Quella dello spagnolo è però una qualificazione particolare, visto che al momento occupa la quarta posizione nella 'race', la classifica stagionale. Alle spalle di Ben Shelton, oggi terzo ma... ancora non sicuro di poter prendere parte alle Finals. 

Il motivo? A garantire allo spagnolo il pass per Torino è una specifica norma Atp, per cui un giocatore capace di conquistare almeno uno Slam durante la stagione debba essere qualificato alle Finals anche senza chiudere tra i primi sette della 'race', a patto di finire però tra l'ottava e la ventesima posizione in classifica. Rispettando quindi i requisiti previsti dal regolamento. Alcaraz, forte del successo agli Australian Open, ha dunque già in tasca i requisiti necessari.  

Alle Atp Finals ci sarà la possibilità di vedere ancora una volta due italiani. Mentre l'anno scorso c'era stato Lorenzo Musetti a far compagnia al numero uno Jannik Sinner, quest'anno potrebbe toccare a Flavio Cobolli. Il tennista romano, finalista al Roland Garros, è oggi quinto nella 'race' con 3.530 punti (oltre mille punti di vantaggio su Rafa Jodar, nono a quota 2.509) ed è dunque in piena corsa per il torneo che sancirà la chiusura della stagione. Un obiettivo mai nascosto dall'azzurro, che dovrà guadagnare gli ultimi e decisivi punti nei tornei delle prossime settimane.  

16 set 2026

Calci e insulti al rabbino alla fermata del bus, tre fermati a Milano. Meloni: "Episodio vile e inaccettabile"

(Adnkronos) - Un rabbino della Comunità ebraica di Milano è stato aggredito fisicamente nel pomeriggio di oggi, mentre si trovava alla fermata di un autobus in zona Bande Nere, a Milano. Secondo quanto riferito all'AdnKronos da membri della Comunità, l'uomo sarebbe stato avvicinato e molestato da tre persone, che lo avrebbero insultato, picchiato (con un calcio anche sui testicoli) e gli avrebbero sottratto la kippah. 

Sul posto sono intervenuti i volontari della sicurezza della Comunità e le forze dell'ordine. I tre presunti aggressori sono stati successivamente fermati e arrestati in una vicina stazione della metropolitana. 

Il rabbino, secondo quanto riferito, si è recato in questura per formalizzare la denuncia e non ha avuto bisogno di cure mediche né di ricovero ospedaliero. La Comunità riferisce che i tre fermati sarebbero di origine araba. 

 

"Esprimo, a nome mio personale e del Governo, la più sincera solidarietà al rabbino aggredito a Milano e a tutta la Comunità ebraica milanese. Un episodio vile e inaccettabile, che condanno con la massima fermezza. L’odio antisemita è una piaga che non possiamo e non vogliamo tollerare in alcuna forma e che continueremo a contrastare con determinazione", commenta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo l'aggressione. 

 

"Siamo a cavallo dell'approvazione del disegno di legge sull'antisemitismo e questa è un'aggressione a scopo razziale. Vorrei dirlo ai partiti che non lo votano e che vanno alla Camera con i cartelli di svegliarsi: la colpa è solo loro". Così il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, commenta all'Adnkronos l'aggressione. 

"Il clima è diventato sempre più difficile", conclude Meghnagi. "Queste sono aggressioni antisemite, a scopo razziale: non per rubare un portafoglio o 50 euro". 

 

"È molto grave quanto avvenuto oggi a Milano e denunciato dal presidente della Comunità ebraica milanese, Walker Meghnagi. L’aggressione violenta ai danni di un rabbino, colpito con calci e pugni, insultato e umiliato mentre si trovava alla fermata di un autobus, rappresenta un episodio inquietante che non può essere sottovalutato. Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza al rabbino aggredito e alla Comunità ebraica di Milano. La violenza e l’odio antisemita non possono trovare spazio nella nostra società e devono essere contrastati con fermezza, attraverso l’accertamento dei fatti e l’individuazione delle responsabilità. In attesa che le indagini chiariscano dinamica e movente dell’aggressione, è necessario non lasciare spazio all’intolleranza e alla violenza, riaffermando con forza i valori di rispetto, convivenza e libertà che sono alla base della nostra democrazia". Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica. 

 

"Gravissimo. Terribile. Inaccettabile. Scene di odio e violenza antisemita che pensavamo fossero state consegnate per sempre alla storia, e che invece tornano drammaticamente nelle nostre città. Da mesi denunciamo un clima di crescente antisemitismo, troppo spesso sottovalutato, giustificato o alimentato anche da certe parti politiche con parole e ambiguità pericolose. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo", scrive sui social il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, commentando l'aggressione al rabbino. 

 

16 set 2026

Europa League, Milan-Benfica 0-2: raddoppia Kaminski - Diretta

16 set 2026

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16 set 2026

De Meo (Fi): 'Manca vera politica difesa comune. Estendere clausola mutua difesa agli attacchi ibridi'

(Adnkronos) - L'Unione europea non dispone ancora degli strumenti per garantire la propria sicurezza, dalla difesa militare alla resilienza contro gli attacchi ibridi, mentre sul piano politico la crescita degli estremismi impone un cambio di passo. Lo sostiene Salvatore De Meo, eurodeputato di Forza Italia (Ppe), intervenuto nella diretta Adnkronos "Lavori in Corso" presso il Parlamento europeo. 

Oggi l'Ue non può sviluppare una deterrenza almeno pari a quella della Nato "perché non abbiamo costruito nel corso di questi anni una politica di difesa comune intesa realmente", e "non semplicemente, come qualcuno intende far credere, come esercito comune", rileva De Meo. L'Unione, spiega, non dispone di una base industriale che permetta di approvvigionarsi in maniera autonoma e indipendente: "anche alla luce dei nuovi scenari imposti dalla presidenza americana, noi risultiamo particolarmente deboli". L'obiettivo, precisa, non è creare un sistema alternativo alla Nato, ma rafforzare il pilastro europeo dell'Alleanza. 

Occorre "prendere atto di queste infinite provocazioni", cioè gli attacchi ibridi sempre più frequenti sul suolo europeo, "che altro non sono che un test" utilizzato dal presidente russo Vladimir Putin "o chi per lui" per verificare la capacità di reazione dell'Ue. "Noi dovremmo prendere spunto da questi episodi per convincerci ancora di più di accelerare i tempi, visto che ancora temporeggiamo, non abbiamo un'architettura istituzionale, una governance che ci permetta di recuperare anche la nostra credibilità e la nostra deterrenza", avverte l'eurodeputato. 

De Meo ricorda che per 80 anni l'Europa ha "demandato ad altri" la propria sicurezza, e che non è Donald Trump, "che in maniera forse insolita e impropria ci sta mettendo davanti alle nostre responsabilità", ad averlo evidenziato per primo: si tratta di "responsabilità antiche, che ci sono state già evidenziate anche da altre presidenze americane". Più che discutere degli importi da spendere, oggi occorre capire "in che modo spendere queste risorse, dotarci di quell'autonomia strategica che ci permetta di avere una responsabilità puntuale e compiuta su questa parte del globo", anche in vista del riallineamento Usa sul teatro indo-pacifico. 

Occorre anche "accelerare i tempi e garantirci una difesa migliore in termini molto più ampi di quello che può essere il semplice armamentario: noi dobbiamo investire in tecnologia, in autonomia energetica, in autonomia sanitaria", osserva De Meo, segnalando il rischio che tra attacchi ibridi o cause naturali si possano presentare sfide di natura chimica o patogena: "lo scioglimento degli acciai ci sta ponendo di fronte alla possibilità che i nuovi agenti patogeni non siano contenibili con le attuali nostre ricerche e disposizioni". 

L'eurodeputato denuncia una "mancanza di volontà politica" nella costruzione di un'Ue della difesa: "abbiamo alcuni strumenti che sono solo l'inizio di un percorso molto più ampio, che fa riferimento ovviamente a una strategia industriale, a una quantità di risorse che è completamente insufficiente per poter compensare quello che è il lavoro che ci resta da fare". Serve costruire "una cultura e un sistema di sicurezza che vada ben oltre quelle che sono le polemiche demagogiche di alcuni che vogliono contrapporre le spese della difesa della sicurezza ad altro tipo di spesa". 

Come conclude De Meo, mentre Russia, Cina e America "hanno compreso le nostre potenzialità se fossimo uniti realmente, se fossimo integrati, noi siamo i primi invece che non riusciamo a renderci conto di questa nostra capacità di incidere sullo scenario geopolitico internazionale". 

Su questo fronte, De Meo rilancia una proposta concreta: estendere anche agli attacchi ibridi la clausola di difesa reciproca dell'Unione europea, l'Articolo 42.7 del Trattato Ue. L'eurodeputato sottolinea che la Commissione Sicurezza e difesa dell'Eurocamera in cui siede sta lavorando a un rapporto d'iniziativa in tal senso, con l'obiettivo di "creare le basi giuridiche per capire qual è la governance che permetta all'Europa di intervenire in maniera complementare" rispetto alla Nato. 

Il tentato attacco all'aeroporto di Lipsia, attribuito da Berlino a Mosca, non è un episodio isolato, avverte De Meo: "ogni giorno ne avremo tanti altri, molti dei quali invisibili, tanti altri invece un po' più evidenti". Tali episodi evidenziano la "nostra vulnerabilità" e la "mancata consapevolezza di dover vedere la sicurezza e la difesa in una maniera omnicomprensiva, non declinandola in una dimensione militare, perché sarebbe troppo riduttivo". 

Tutti gli Stati membri devono dunque aumentare gli investimenti in sicurezza "intesa in maniera molto più ampia rispetto a quello che può essere il dibattito politico, soprattutto di quello di tipo nazionale, che contrappone le spese sulla sicurezza alle spese sul welfare piuttosto che sull'istruzione, commettendo un grave errore", rileva l'eurodeputato. Gli attacchi ibridi, avverte, "possono diventare veramente una vulnerabilità al quale noi non possiamo restare impreparati", da qui la necessità di creare "infrastrutture di resistenza" capaci di rispondere a minacce che vanno dai droni agli attacchi cyber, dagli agenti patogeni alla disinformazione. 

Il tema degli estremismi trova un riscontro concreto nel voto in Sassonia-Anhalt, dove l'AfD ha registrato un'affermazione che, secondo De Meo, deve "interrogare tutti sul ruolo che la politica ancora una volta non riesce a esercitare intercettando le reali esigenze dei cittadini e delle imprese". In Europa occorre "recuperare un pragmatismo che abbiamo perso" per far fronte all'avanzare degli estremismi populisti, rifocalizzandosi sulle priorità economiche vissute quotidianamente dai cittadini. 

"Purtroppo non possiamo negare che anche alcune strategie europee hanno alimentato questa fragilità economica e sociale dentro la quale si è inserita, ovviamente, una forza populistica e demagogica", rileva l'eurodeputato. Oggi il progetto europeo "è l'unica possibilità che abbiamo, rispetto a un passato che qualcuno immaginava poter essere alternativo ad altre forme", ma deve "recuperare concretezza, pragmatismo, e fare tesoro degli errori commessi" per contenere risposte emotive, come sta avvenendo con gli atti di semplificazione al vaglio dell'Eurocamera, frutto di anni di complicazione burocratica. 

Il dato della Sassonia-Anhalt "deve preoccupare anche l'Italia, e gli altri Paesi che nel 2027 andranno al voto", prosegue De Meo. L'obiettivo è "contenere quella emotività" che favorisce "l'effetto elastico: partiti che arrivano a percentuali importanti per poi scendere subito dopo perché vengono meno, giustamente, alle aspettative", come avvenuto anche in Italia in un contesto di "rigetto rispetto alla politica convenzionale". Un clima, osserva, "che qualcuno sta utilizzando per poter recuperare una visibilità politica che non avrebbe avuto diversamente", perché "la protesta è semplice", ma è difficile attuare e rendere credibile una proposta. 

16 set 2026

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