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Europei nuoto, il programma di oggi: da Ceccon a Quadarella, azzurri in gara e dove vederli

(Adnkronos) - Quarta giornata di gare in vasca agli Europei di nuoto di Parigi. Oggi, giovedì 13 agosto, nella capitale francese si assegnano nuove medaglie, con diverse speranze per gli azzurri. In mattinata torna in gara il campione olimpico Thomas Ceccon, impegnato nelle batterie dei 50 dorso. In serata impegnata anche Simona Quadarella, che dopo l'oro negli 800 si cimenterà nelle batterie dei 1500. Ecco orario, programma di oggi e dove vedere le gare in tv e streaming.  

Ecco il programma degli Europei di nuoto con le gare di oggi, giovedì 13 agosto: 

SESSIONE MATTUTINA  

9.30 Batterie 200m stile libero uomini – Jacopo Barbotti, Carlos D’Ambrosio, Marco De Tullio, Alessandro Ragaini 

10.04 Batterie 100m farfalla donne – Paola Borrelli, Costanza Cocconcelli, Anita Gastaldi 

10.19 Batterie 50m dorso uomini – Thomas Ceccon, Daniele Del Signore, Michele Lamberti, Francesco Lazzari 

10.40 Batterie 200m rana donne – Lisa Angiolini, Anna Pirovano 

10.54 Batterie Staffetta 4x100m stile libero uomini – Italia 

11.07 Batterie 1500m stile libero donne – Simona Quadarella, Ginevra Taddeucci 

SESSIONE SERALE  

18.30 Finale 100m farfalla uomini 

18.36 Finale 50m dorso donne (Sara Curtis) 

18.41 Semifinali 200m stile libero uomini (ev. Jacopo Barbotti, Carlos D’Ambrosio, Marco De Tullio, Alessandro Ragaini) 

18.51 Semifinali 100m farfalla donne (ev. Paola Borrelli, Costanza Cocconcelli, Anita Gastaldi) 

19.00 Semifinali 50m dorso uomini (ev. Thomas Ceccon, Daniele Del Signore, Michele Lamberti, Francesco Lazzari) 

19.07 Semifinali 200m rana donne (ev. Lisa Angiolini e Anna Pirovano) 

19.29 Finale 200m rana uomini (Christian Mantegazza)  

19.36 Finale 200m stile libero donne 

19.43 Finale staffetta 4x100m stile libero uomini (ev. Italia) 

 

Le gare di oggi, mercoledì 12 agosto, agli Europei di nuoto saranno visibili in diretta su Rai 2 Hd, Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport Max (206). La rassegna sarà visibile anche in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW ed European Aquatics Tv. 

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Ucraina, Wsj: "Droni Kiev mettono ko le truppe americane in un'esercitazione in Germania"

(Adnkronos) - Durante una simulazione militare in Germania, un’unità ucraina specializzata nell’uso dei droni ha messo fuori combattimento un’intera brigata corazzata statunitense, mettendo in luce le vulnerabilità dell’esercito americano nella nuova era della guerra con i droni. Lo ha riferito il Wall Street Journal, che ha riportato gli eventi verificatisi durante l’esercitazione Combined Resolve svoltasi tra aprile e maggio.  

Circa 3.500 militari statunitensi, per lo più appartenenti alla 3ª Brigata corazzata da combattimento della 1ª Divisione di cavalleria, dovevano attaccare una posizione difesa dalle forze avversarie nell’area di addestramento, rinforzate da operatori ucraini del 412° Reggimento dei sistemi senza pilota, noto come Nemesis. Secondo funzionari statunitensi citati dal quotidiano, i droni ucraini sono riusciti a "eliminare" la brigata corazzata americana. 

I veicoli pesanti statunitensi sollevavano grandi nuvole di polvere mentre si muovevano, rendendoli facilmente individuabili dai droni da ricognizione. A questi facevano seguito velivoli che simulavano il lancio di esplosivi e droni Fpv programmati per schiantarsi contro gli obiettivi. La rapidità con cui i veicoli americani venivano neutralizzati ha costretto gli organizzatori a reintrodurli ripetutamente nell’esercitazione come nuove unità per consentire il proseguimento della simulazione. 

Questo scenario si è ripetuto per tutta la durata dell’esercitazione di due settimane e, secondo un ufficiale dell’esercito, le forze statunitensi hanno gradualmente migliorato le loro prestazioni, imparando a disperdersi, mimetizzarsi nell’ambiente circostante e sfruttare al meglio la guerra elettronica. A metà dell’esercitazione, anche gli ucraini hanno cambiato schieramento, aiutando gli americani a utilizzare i droni in modo offensivo. 

Il Wsj sottolinea che questo episodio mette in luce la ricca esperienza acquisita dall’Ucraina dopo anni di guerra contro la Russia. In esercitazioni simili, le unità ucraine hanno avuto la meglio anche su quelle britanniche, svedesi e di altre forze della Nato. Il Pentagono sta ora intensificando l’addestramento e gli scambi con Kiev per acquisire esperienza nelle tattiche di guerra con i droni e nei sistemi per contrastarli. 

13 ago 2026

Europei atletica, oggi quarta giornata: da Derkach e Saraceni a Pernici, il programma e dove vedere gli azzurri

(Adnkronos) - Quarta giornata di gare agli Europei di atletica di Birmingham. Oggi, giovedì 13 agosto, continua la rassegna continentale in Inghilterra. Occhi puntati sulla finale femminile del triplo femminile con Derkach, Erika Saraceni a caccia di una medaglia, con la finale che inizia alle 20:40. Più tardi alle 22:28 Francesco Pernici punta a un grande risultato nella finale degli 800 metri. Ecco il programma delle gare di oggi, gli orari e dove vederle in tv e streaming. 

 

Ecco il programma di oggi agli Europei di atletica: 

11.33 Decathlon, 110 ostacoli (Dario Dester, Alberto Nonino) 

11.55 Salto in alto (femminile), qualificazioni (Marta Morara, Idea Pieroni, Asia Tavernini) 

12.05 200 metri (maschile), batterie (Filippo Dezza, Eduardo Longobardi) 

12.20 Decathlon, lancio del disco (Dario Dester, Alberto Nonino) 

12.30 3000 siepi (maschile), batterie (Yassin Bouih, Ala Zoghlami, Osama Zoghlami) 

13.10 800 metri (femminile), semifinali (Eloisa Coiro) 

13.45 400 metri (femminile), semifinali (Anna Polinari, Alice Mangione e Alessandra Bonora) 

14.00 Decathlon, salto con l’asta (Dario Dester, Alberto Nonino) 

14.48 Tiro del giavellotto (maschile), qualificazioni (Michele Fina, Giovanni Frattini) 

19.35 Decathlon, tiro del giavellotto (Dario Dester, Alberto Nonino) 

20.40 Salto triplo (femminile), finale (Dariya Derkach, Erika Saraceni) 

20.50 Salto con l’asta (femminile), finale 

21.05 200 metri (maschile), semifinali (Fausto Desalu) 

21.29 3000 siepi (femminile), finale 

21.45 Lancio del disco (maschile), finale 

22.10 Decathlon, 1500 metri (Dario Dester, Alberto Nonino) 

22.28 800 metri (maschile), finale (Francesco Pernici) 

22.50 200 metri (femminile), finale 

 

Le gare di oggi agli Europei di atletica saranno visibili in diretta e in chiaro su Rai 2 (in queste fasce orarie: 11:30-13; 21- fine gare) e Rai Sport Hd (dalle 13 alla fine della sessione mattutina e in serata dalle 21), ma anche su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, oltre che su Sky Sport 252. Tutti gli appuntamenti saranno poi visibili in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport 1, Discovery Plus, HBO Max e Dazn. 

 

13 ago 2026

Emergenza caldo, sos anziani: "Rischio aritmie e cali pressione"

(Adnkronos) - L'ondata di caldo non dà tregua e afa, temperature elevate e notti tropicali, con temperature che non scendono abbastanza durante le ore notturne, possono mettere sotto stress l'organismo. A risentirne sono soprattutto il cuore e la pressione, con possibili cali improvvisi e un peggioramento dei disturbi cardiovascolari. "Gli anziani sono particolarmente vulnerabili", spiega all’Adnkronos Salute il cardiologo Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all'università Cattolica di Roma.  

"Con il caldo possono verificarsi squilibri dei sali minerali. Inoltre, le persone anziane tendono a bere poco perché avvertono meno lo stimolo della sete. Una scarsa idratazione e la perdita di sali minerali possono provocare problemi al cuore, come le aritmie, ma anche alterazioni a livello cerebrale, fino alla perdita di coscienza e, nei casi più gravi, al coma", avverte lo specialista. Per questo, soprattutto durante le giornate più calde, è importante bere regolarmente "e reintegrare i sali minerali quando necessario, così da ridurre il rischio di problemi cardiaci, sbalzi della pressione e disturbi neurologici".  

 

Anche il sonno può risentire delle alte temperature. "Le notti tropicali possono infatti provocare insonnia e disturbi del sonno sia negli anziani sia nei giovani", e "dormire male può avere conseguenze anche sul cuore - osserva Rebuzzi - Le alterazioni del ritmo sonno-veglia possono influire sul ritmo cardiaco e sulla pressione e modificare il normale ritmo circadiano dell’organismo".  

Particolare attenzione è necessaria anche per chi assume più farmaci ogni giorno, soprattutto medicinali per la pressione. "Il caldo può favorire un abbassamento improvviso della pressione - ricorda il cardiologo - Per questo è importante controllarla con maggiore frequenza e fare attenzione a eventuali cali". Infine, le notti tropicali possono aumentare stress e stanchezza, rendendo più difficile il recupero dell’organismo. "A settembre, al rientro dalle vacanze, può essere utile non solo per gli over 65 sottoporsi a una visita cardiologica", consiglia Rebuzzi. 

 

12 ago 2026

Caldo, la farmacologa avverte: "Alcune cure ci rendono più vulnerabili alle alte temperature"

(Adnkronos) - L'Italia in questi giorni sta vivendo probabilmente l'estate più tormentata degli ultimi decenni. Si stanno infatti registrando temperature particolarmente elevate che possono comportare rischi importanti per la salute, non solo per le persone più fragili, ma anche per chi assume farmaci.  

In questo contesto, "il rapporto tra caldo e farmaci va considerato da due prospettive complementari: da un lato, le alte temperature possono compromettere la stabilità, ma anche l'efficacia e la sicurezza dei medicinali; dall'altro, alcuni farmaci possono rendere l'organismo più vulnerabile agli effetti del caldo". Lo spiega all'Adnkronos Salute Annalisa Capuano, membro della Società italiana di farmacologia (Sif) e direttrice del Dipartimento di Medicina sperimentale dell'università della Campania 'Luigi Vanvitelli'. 

"La maggior parte dei farmaci è progettata per rimanere stabile entro condizioni precise, spesso a temperatura ambiente controllata e, in genere, non oltre i 25 °C, salvo diversa indicazione riportata sulla confezione o nel foglio illustrativo", ricorda Capuano. "Le alte temperature possono accelerare i processi di degradazione dei principi attivi, riducendo l'efficacia del trattamento farmacologico. Tra i farmaci più sensibili si annoverano: antibiotici, anticoagulanti, antiepilettici, antidolorifici e sedativi - elenca l'esperta - che richiedono condizioni particolarmente stabili di conservazione, non oltre i 25 °C". Non tutti i medicinali sono sensibili allo stesso modo. "Le categorie più delicate sono quelle che richiedono la conservazione in frigorifero, in genere tra 2 e 8 °C: insulina e alcuni farmaci per il diabete, diversi ormoni, numerosi vaccini e prodotti biologici", indica Capuano.  

Ma la tutela della salute durante le ondate di calore "non riguarda solo la corretta conservazione dei medicinali. È importante ricordare ai nostri pazienti che alcuni farmaci, sebbene conservati in modo corretto, possono rendere il nostro corpo più vulnerabile agli effetti del gran caldo - mette in guardia l'esperta - Indipendentemente, anche senza assumere farmaci, durante la stagione estiva, quando arriva il gran caldo, il nostro corpo incontra più difficoltà a mantenere stabile la temperatura, la pressione; inoltre si suda molto, viene meno l'equilibrio dei liquidi corporei e ciò può comportare disidratazione, debolezza, cali di pressione o, nei casi estremi anche un colpo di calore. Quest’ ultimo può avvenire anche all'ombra o in luoghi chiusi e umidi senza esposizione diretta al sole, a causa di temperature elevate e scarsa ventilazione". 

Tra i farmaci che rendono il nostro organismo più suscettibile agli effetti del caldo, pecisa Capuano, rientrano "i diuretici, i quali inducono maggiore eliminazione di acqua e sali minerali attraverso le urine e, pertanto, possono causare disidratazione, crampi o abbassamenti della pressione. Anche beta-bloccanti e farmaci vasodilatatori, usati molto per problemi cardiovascolari (soprattutto ipertensione), possono ostacolare la risposta del nostro corpo alle alte temperature, portando a debolezza estrema, capogiri o abbassamento importante della pressione arteriosa. Ma non solo i farmaci del cardiovascolare, anche alcuni che agiscono sul sistema nervoso, come i farmaci per il trattamento del Parkinson, gli antipsicotici, e i farmaci antidepressivi, possono compromettere la regolazione della temperatura corporea o anche ridurre la pressione. Altre classi farmacologiche, tra cui gli ansiolitici, possono aumentare capogiri e provocare sonnolenza e senso di spossatezza, mentre i vecchi antistaminici possono ridurre la produzione di sudore, che è uno dei principali meccanismi con cui il corpo si raffredda".  

"Ciò non significa che autonomamente i pazienti possono sospendere le terapie quando fa caldo - avverte l'esperta - Al contrario, qualsivoglia modifica di dose, di orario o scelta di terapie alternative deve necessariamente essere valutata dal medico curante o dallo specialista. I pazienti che assumono i suddetti farmaci possono però autonomamente bere con regolarità, evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata, restare in ambienti freschi, alzarsi lentamente se hanno debolezza e prestare attenzione a campanellini d'allarme come confusione, crampi, battito irregolare, sete intensa, capogiri importanti, diminuzine dell’urina o ancora, sensazione di svenimento". Se dovessero presentarsi tali sintomi, è "consigliabile spostarsi subito in un ambiente fresco, bere e contattare subito un medico, soprattutto se il paziente è particolarmente fragile o se è un anziano", conclude la farmacologa. 

12 ago 2026

Ebola, il co-scopritore del virus: "Si diffonde a velocità mai vista"

(Adnkronos) - "Ebola si sta diffondendo a una velocità mai vista prima". Lo rileva Jean-Jacques Muyembe, il virologo congolese che ha contribuito alla scoperta virus nel 1976, intervistato da 'Le Monde' in merito alla diffusione dell'epidemia nella Repubblica Democratica del Congo. In soli tre mesi, il bilancio delle vittime si sta avvicinando a quello dell'epidemia del 2018, durata ventidue mesi, evidenzia lo scienziato 84enne, direttore dell'Istituto nazionale di ricerca biomedica di Kinshasa.  

 

Come spiegare la situazione ancora fuori controllo nel Paese? "L'epidemia è stata individuata molto tardi. Probabilmente ha iniziato a circolare già a gennaio, ma non è stata rilevata e confermata fino ad aprile o maggio, dando al virus il tempo di infiltrarsi nelle comunità. Da allora, abbiamo faticato a contenerne la diffusione. In brevissimo tempo, siamo passati da tre zone sanitarie alle attuali 53, e da tre a cinque province colpite", sottolinea Muyembe.  

"Questa epidemia - continua - si è verificata quando il nostro sistema sanitario era già al collasso. Lo smantellamento dell'Usaid (l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, all'inizio del 2025) ha indebolito il meccanismo di sorveglianza epidemiologica in tutto il Paese. Inoltre, l'epidemia si è diffusa nella regione più densamente popolata della Repubblica democratica del Congo, caratterizzata da conflitti armati e intense attività minerarie, il che ha facilitato la diffusione del virus e ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano". Inoltre l'organizzazione della risposta - nazionale e internazionale - spiega Muyembe è stata "lenta e inefficace. Stiamo cercando di recuperare il terreno perduto".  

 

Sul piano scientifico, a 50 anni dalla scoperta del virus, ci sono ancora diversi elementi da chiarire. Per quanto riguarda l'animale responsabile della trasmissione, per esempio: è "tuttora il principale enigma scientifico. Ma abbiamo un indizio: il pipistrello. La prima epidemia in Sudan, nel 1976, ebbe inizio in una fabbrica di cotone dove c'erano molti pipistrelli sul soffitto. Ipotizzammo che la popolazione fosse stata probabilmente infettata dagli escrementi di questi animali". In ogni caso, secondo lo scienziato, nell'epidemia gioca un ruolo importante anche la grave deforestazione che la Reppubblica democratica del Congo sta affrontando.  

Sul piano degli studi fino a ora avevamo "concentrato i nostri sforzi di ricerca sul ceppo Zaire di Ebola, poiché questo era responsabile del 90% delle epidemie che avevamo vissuto, con un tasso di mortalità molto elevato. Detto questo, sono stati comunque condotti studi sul ceppo Bundibugyo. Ma lo sviluppo di un vaccino presenta sempre una sfida: se ne sviluppa uno contro un ceppo raro, come il Bundibugyo, ci sarà un mercato sufficientemente ampio da sostenerne la produzione e la distribuzione?", si chiede. Forse un vaccino o una cura "sarebbero già stati trovati se il virus si fosse diffuso in Europa. Ma non voglio entrare in questo dibattito. La lotta contro l'Ebola non riguarda solo un Paese o una regione. È un problema globale. Oggi tutti ne sono consapevoli e stiamo lavorando tutti insieme". 

In particolare sono in corso due importanti studi a Est del Paese: "Stiamo conducendo questi studi a Bunia e Mongbwalu, con il supporto dell'unità Malattie infettive emergenti dell'Anrs in Francia. Uno studio sta testando la combinazione di un anticorpo monoclonale e un antivirale per determinare se insieme siano più efficaci, mentre l'altro sta valutando la capacità di un anticorpo monoclonale di proteggere le persone esposte al virus. Tuttavia, ci vorranno ancora diversi mesi prima che da questi studi emerga una tendenza definitiva", conclude Muyembe.  

 

12 ago 2026

Creme solari fatte in casa, il monito degli esperti: "Pericoloso trend guidato dalle fake news"

(Adnkronos) - Olio d'oliva, di karité o cocco, mescolati con ossido di zinco in polvere ma anche cera d'api e altri ingredienti. Le ricette e i tutorial per preparare creme solari fatte in casa - che nella maggioranza dei casi non superano l'esame della scienza, secondo uno studio di qualche anno fa - si moltiplicano sui social: YouTube, TikTok e Instagram, in paricolare. Complici insondabili mode e correnti di pensiero 'alternative' che mettono in dubbio l'efficacia di prodotti in commercio o addirittura, come è successo recentemente, vengono collegate - in barba ad ogni evidenza scientifica - ai tumori della pelle. Teorie che si diffondono anche per dichiarazioni dei volti noti e che trovano terreno fertile negli utenti dei social come è avvenuto nel caso del rapper Salmo che, in un video, ha parlato del suo cancro della pelle mettendolo in relazione con l'uso della protezione solare. Il vero rischio però, spiegano gli esperti, è non proteggersi dai raggi solari dannosi, pericolo che con i prodotti casalinghi può amplificarsi perché ci si espone nella convinzione di essere protetti senza esserlo.  

Il trend 'Diy' (Do It Yourself) sulla protezione solare allarma gli specialisti da qualche tempo. Non a caso alla 21esima edizione del Congresso francofono di allergologia (Cfa) di quest'anno è stata dedicata un'intera sessione al tema. "Le creme solari fatte in casa sono rischiose perché non sono regolamentate né testate per l'efficacia come quelle commerciali", aveva spiegato per l'occasione Françoise Giordano dermatologa dell'ospedale Universitario di Tolosa. Inoltre "la loro resistenza all'acqua, la durata di conservazione e l'efficacia nella prevenzione del cancro della pelle durante l'esposizione cronica ai raggi Uv sono spesso sconosciute". E questo è un enorme problema a fronte dell'aumento dei casi di tumore alla pelle la cui prevenzione si basa prevalentemente sulla limitazione dell'esposizione al sole e sull'utilizzo di creme e lozioni con protezione Uva e Uvb, e con fattore di protezione solare (Spf) di almeno 30.  

Le creme fai da te, in uno studio statunitense del 2019, che aveva analizzato le ricette più diffuse, si erano rivelate inefficaci in circa il 70% dei casi. Diversi i limiti di questi prodotti: la mancanza di controlli e di test non permettono di avere alcuna informazione sul loro funzionamento; gli errori di dosaggio frequenti; la mancanza di conservanti aumenta la possibilità di contaminazione da batteri o funghi. Per quanto riguarda gli ingredienti, inoltre, l'ossido di zinco o il biossido di titanio, usati in genere in queste preparazioni, tendono ad agglomerarsi, distribuoendosi male nella crema. Questo crea zone della pelle completamente scoperte e vulnerabili. Gli oli vegetali come l'olio di cocco o il burro di karité, poi, hanno un fattore di protezione naturale bassissimo e non sono in grado di schermare le radiazioni nocive. Infine mentre i solari commerciali vengono testati rigorosamente per resistere all'acqua, al sudore e alla degradazione causata dal calore del sole, sulle creme fatte in casa non si ha alcuna informazione su questi elementi.  

 

12 ago 2026

Caldo africano, arriva la tregua di Ferragosto: venerdì i bollini rossi scendono a 7, temporali diffusi

(Adnkronos) - Pausa di Ferragosto per il caldo record che ha travolto l'Italia nella quarta ondata di calore dell'estate 2026. Venerdì 14 agosto l'afa concederà una tregua: dai 18 bollini rossi attesi per oggi, giovedì 13 agosto - quando l'allerta sarà massima a Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo - il 14, su 27 capoluoghi monitorati dal sistema di sorveglianza del ministero della Salute, si passa a 7 città in allerta massima. 

 

Il livello 3 (indice di rischi per la salute della popolazione generale), sarà 'solo' per Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. L'ultimo aggiornamento del bollettino caldo mostra per la vigilia del 15 agosto una Penisola prevalentemente in giallo. Sarà livello 1 (di pre-allerta) in 17 capoluoghi: Ancona, Bologna, Brescia, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Verona e Viterbo. E in 3 città tornano i bollini verdi (livello 0): venerdì respirano Pescara, Trieste e Venezia. 

 

Secondo le previsioni meteo, l'anticiclone africano la farà da padrone fino a venerdì 14 agosto, con giornate con tanto sole, molto caldo e i soliti temporali di calore, soprattutto sui rilievi, dal distretto alpino fino a gran parte della dorsale appenninica. Anche sui rilievi delle due principali isole, Sardegna e Sicilia, ci sarà l'occasione per qualche acquazzone. Poi, dopo sabato 15 agosto, la situazione potrebbe cambiare. Secondo IlMeteo.it, già domenica 16 agosto sarà una giornata di svolta a livello emisferico: l'arrivo di correnti più fresche e instabili in quota pilotate da un ciclone in formazione sul Nord Europa innescherà lo sviluppo di temporali a partire dalle regioni del Nord. Si tratterà di veri e propri temporali prefrontali, ovvero fenomeni temporaleschi che si sviluppano in anticipo rispetto all'arrivo del fronte instabile vero e proprio, favorendo la rottura dell'accumulo di calore nei bassi strati. 

12 ago 2026

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