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Vitto e alloggio gratis sull'isola greca, bisogna 'solo' occuparsi dei gatti

(Adnkronos) - Vitto e alloggio gratis su un'isola della Grecia. Una vacanza da sogno? No, lavoro. O quasi. Bisogna occuparsi per 5 ore al giorno dei gatti abbandonati. Il rifugio 'Gatti di Syros', sull'omonima isola delle Cicladi, cerca un 'badante felino' che sia a disposizione per 6 giorni alla settimana. C'è tempo per presentare le proprie candidature: il rifugio apre i battenti a settembre 2026 sotto la gestione di un Ong. Quali sono le condizioni? Chi accetta ha un alloggio gratis in una casa condivisa con altri volontari. Vitto quasi totalmente gratuito come acqua, energia elettrica e connessione wi-fi. L'accordo prevede un giorno libero a settimana. 

A carico del volontario rimangono le spese per il viaggio per raggiungere l'isola, un'assicurazione internazionale, pasti consumati nei locali, escursioni e trasporti extra. Il lavoro, soprattutto per veri amanti dei gatti, è semplice: preparare i pasti per i felini, cambiare l'acqua nelle ciotole, pulire le lettiere e gli spazi utilizzati dagli ospiti a quattro zampe nel rifugio. Sotto la supervisione di un veterinario potrebbe essere necessario somministrare farmaci a gatti con problemi di salute. Non è obbligatorio intrattenere i felini con attività ludiche ma sono gradite iniziative per movimentare le giornate. 

Ci sono requisiti minimi. Bisogna avere almeno 18 anni e parlare un inglese decente, indispensabile per comunicare con gli altri membri dello staff. Viene chiesta una disponibilità minima di un mese, l'Ong è orientata a scegliere chi è disposto a rimanere per periodi più lunghi. Per chi fosse interessato, c'è un sito ufficiale che comprende una sezione relativa al volontariato e offre informazioni sui contatti. 

7 ago 2026

Morto dopo un pestaggio a Pinarella di Cervia: identificati e fermati quattro giovani 

(Adnkronos) - Svolta nelle indagini sull'omicidio di Nicola Musiani, il 26enne morto dopo un violento pestaggio nella notte del 19 luglio a Pinarella di Cervia, in provincia di Ravenna. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Ravenna, insieme ai militari della Compagnia di Cervia-Milano Marittima e su disposizione della Procura, hanno eseguito il fermo di quattro giovani, accusati di omicidio aggravato in concorso. 

I quattro sono stati rintracciati nel territorio della provincia di Forlì-Cesena grazie a un'operazione coordinata che ha consentito ai militari di localizzarli e arrestarli. Dopo il fermo sono stati trasferiti in carcere. 

Le indagini si sono rivelate particolarmente complesse fin dai primi momenti. Gli investigatori disponevano inizialmente soltanto di alcuni video che documentavano parte del pestaggio ma che non consentivano di identificare con chiarezza gli aggressori. 

Partendo da quelle immagini, i carabinieri hanno ricostruito gli spostamenti dei sospettati acquisendo e analizzando i filmati di numerose telecamere di videosorveglianza pubbliche e private. Il lavoro è stato integrato con l'incrocio dei dati presenti nelle banche dati delle forze dell'ordine, le testimonianze raccolte da persone presenti ai fatti, intercettazioni telefoniche e ambientali e servizi di osservazione e pedinamento. 

L'attività investigativa ha così permesso di identificare i quattro giovani ritenuti responsabili del pestaggio mortale e di eseguire il provvedimento di fermo. 

La Procura di Ravenna e i carabinieri hanno precisato che le indagini proseguono per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone nel brutale omicidio di Nicola Musiani. 

7 ago 2026

"Chiedo scusa, mi sono inventato tutto anche l'attentato": la lettera del giovane cronista Cappellari

(Adnkronos) - Ha ammesso le sue responsabilità e chiesto scusa Adriano Cappellari, collaboratore di testate giornalistiche venete, accusato di aver simulato per mesi di essere vittima di intimidazioni fino a inscenare un attentato alla propria abitazione. Comparso oggi in procura a Vicenza, dove aveva chiesto di essere sentito, accompagnato dal suo difensore l'avvocato Roberto Rigoni Stern, ha consegnato una lettera. "Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa - scrive il giovane di Enego -. Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia. Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare". 

 

"Non cerco giustificazioni - scrive ancora Cappellari -. Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole. Posso solo dire che, durante un periodo segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale. Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone. Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità. Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l’autorità giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni". 

 

"Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così - sottolinea il giovane - Vorrei anche trasformare questo errore in un’occasione per fare qualcosa di utile. Per questo ho espresso la mia disponibilità a mettermi al servizio di don Patriciello e delle iniziative che vorrà indicarmi, nella speranza di poter dare un piccolo contributo concreto a favore della legalità e di chi vive situazioni difficili. So bene che questo non cancellerà quanto è accaduto, ma desidero che il mio impegno possa rappresentare un primo passo per cercare di riparare, almeno in parte, al danno che ho causato. So che sarà difficile recuperare la fiducia delle persone. Forse per qualcuno non sarà mai possibile. Non pretendo comprensione né indulgenza. Posso soltanto chiedere scusa e impegnarmi affinché i miei comportamenti futuri dimostrino di aver compreso fino in fondo la gravità di quanto ho fatto. A tutti coloro che ho deluso, ferito o messo in difficoltà rivolgo ancora una volta le mie più sincere scuse. Spero che il tempo, il rispetto delle regole e il mio impegno possano consentirmi, un giorno, di ricostruire la mia vita e di riconquistare almeno una parte della fiducia che oggi ho perduto". 

 

"Siamo soddisfatti per aver contribuito a fare chiarezza sui fatti fornendo elementi utili ai fini della definizione di questo procedimento" dice all'Adnkronos l'avvocato Roberto Rigoni Stern, difensore di Adriano Cappellari. "Dobbiamo pensare a quello che è più opportuno per la riabilitazione di Cappellari e per la restituzione allo stesso di una maggiore serenità sotto il profilo psicologico". "Grazie a don Patriciello ora potremo pensare a un programma di giustizia riparativa - conclude il penalista - che possa permettere a questo giovane di superare questo momento, definendo il suo conto con la giustizia". 

7 ago 2026

Usa, Corte d'Appello blocca la sala da ballo della Casa Bianca. Trump: "Orrenda sentenza"

(Adnkronos) - Nuovo smacco per Donald Trump. Una Corte d'Appello federale degli Stati Uniti ha confermato il blocco dei lavori per la costruzione della maxi sala da ballo da 400 milioni di dollari voluta dal presidente nell'area dell'ex Ala Est della Casa Bianca. I giudici hanno però concesso una sospensione di 14 giorni dell'ordinanza per consentire all'amministrazione di presentare un eventuale ricorso alla Corte Suprema. 

La decisione è stata presa con una maggioranza di due giudici contro uno dalla Corte d'Appello del Distretto di Columbia, che ha confermato la precedente ordinanza del giudice federale Richard Leon. Il provvedimento dispone lo stop alla maggior parte dei lavori in superficie, ritenendo che un intervento di tale portata non possa essere avviato senza una specifica autorizzazione del Congresso. 

Nel motivare la decisione, la Corte ha precisato che il blocco "non ha nulla a che vedere" con la validità del progetto in sé, ma con la procedura seguita dall'amministrazione Trump. Secondo i giudici, il presidente ha avviato i lavori senza il necessario via libera del Congresso e l'Amministrazione non dispone di "un'autorità illimitata" per "ridisegnare, modificare e ricostruire la Casa Bianca per soddisfare il desiderio personale di un presidente". 

Trump ha definito "orrenda" la sentenza. "Due giudici della Corte d'Appello nominati da Obama e Biden hanno appena votato contro la realizzazione del Centro militare, di cui c'è un disperato bisogno e che è indispensabile per la sicurezza nazionale di Washington, D.C. e del nostro Paese stesso - ha scritto Trump su Truth Social - Presenteremo immediatamente ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Questa decisione ingiusta deve essere integralmente annullata dalla Corte Suprema". 

Al centro della vicenda c'è il progetto da circa 400 milioni di dollari per realizzare una sala da ballo destinata a ospitare fino a 1.000 persone in occasione di ricevimenti ufficiali e cene di Stato. Il costo dell'opera, inizialmente stimato in 200 milioni di dollari e finanziato attraverso donazioni private, è successivamente raddoppiato. 

Lo scorso ottobre il presidente repubblicano ha fatto demolire con le ruspe un'intera ala della Casa Bianca per avviare il progetto. L'iniziativa è stata impugnata davanti ai giudici dalla National Trust for Historic Preservation (NTHP), organizzazione senza scopo di lucro incaricata dal Congresso della tutela del patrimonio storico, che contesta la legittimità dell'intervento senza una preventiva autorizzazione parlamentare. 

Donald Trump continua tuttavia a difendere il progetto, sostenendo che la nuova struttura non servirà soltanto per gli eventi istituzionali, ma contribuirà anche a rafforzare la sicurezza della Casa Bianca e di Washington. Secondo il presidente, l'edificio potrebbe infatti ospitare anche una piattaforma per droni destinata a supportare le attività di protezione del complesso presidenziale. 

La sospensione dell'ordinanza resterà in vigore per due settimane. Entro questo termine l'amministrazione Trump potrà chiedere alla Corte Suprema di intervenire, aprendo così un nuovo capitolo della battaglia legale sulla controversa trasformazione della Casa Bianca. 

7 ago 2026

Florida, cresce l'allarme per il batterio mangiacarne: c'è una seconda vittima

(Adnkronos) - Seconda vittima in Florida per il batterio mangiacarne, il Vibrio vulnificus. Come riporta People il dipartimento della Salute della Florida ha reso noto che un residente della contea di Marion in Florida è morto per un'infezione, provocata dal raro e pericoloso batterio. Quest'ultima vittima aveva tra i 60 e i 64 anni, secondo Florida Today. 

 

"Il Vibrio vive naturalmente nelle acque costiere" informa il Centers for Disease Control and Prevention, spiegando che la maggior parte delle persone contrae l'infezione, dopo aver mangiato molluschi crudi o poco cotti, in particolare le ostriche. Ma possono causare infezioni anche se un bagnante ha una ferita aperta, un tatuaggio o un piercing recente.  

Il primo decesso era stato segnalato a giugno nella contea di Palm Beach nel sud‑ovest della Florida, come riportato in precedenza da People. Secondo l'ultimo aggiornamento di Florida Today, la vittima aveva tra i 10 e i 14 anni. Secondo il dipartimento della Salute dello Stato, almeno 14 persone si sono ammalate quest'anno a causa del Vibrio Vulnificus. 

 

Il batterio può entrare nel flusso sanguigno e provocare una forma grave e potenzialmente letale, con sintomi come "febbre, brividi, pressione sanguigna bassa e lesioni cutanee con vesciche", ha ricordato il Dipartimento della Salute della Florida. L'ingestione di Vibrio Vulnificus può, inoltre, spiegano, "causare vomito, diarrea e dolori addominali". 

Le autorità sanitarie spiegano che le persone in buona salute che contraggono Vibrio vulnificus sviluppano di solito una "malattia lieve", ma l'infezione può essere pericolosa per chi ha un sistema immunitario indebolito, in particolare per chi soffre di malattie croniche del fegato. 

Per evitare l'infezione, il dipartimento consiglia di non consumare ostriche crude o altri molluschi crudi e di cuocere accuratamente molluschi come ostriche, vongole e cozze prima di mangiarli.  

7 ago 2026

Guccini, domani i funerali: la sua Pavana lo saluta nel silenzio. Il sindaco: "Massimo rispetto per sue volontà"

(Adnkronos) - Non ci saranno bandiere a mezz'asta, né manifesti funebri, né cerimonie pubbliche. Domani, sabato 8 agosto, Pàvana, la piccola frazione dell'Appennino tosco-emiliano, dove Francesco Guccini ha vissuto ed è morto all'età di 86 anni, accompagnerà il cantautore nel suo ultimo viaggio con la stessa discrezione che ha sempre caratterizzato la comunità. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata, come richiesto dalla famiglia, e il Comune di Sambuca Pistoiese ha deciso di attenersi rigorosamente a questa volontà: pertanto niente lutto cittadino. Una scelta che, a prima vista, potrebbe sorprendere, soprattutto considerando il legame profondissimo tra Guccini e il territorio che lo ha ispirato per tutta la vita. Ma, spiega all'Adnkronos il sindaco Marco Breschi, è proprio il rispetto di quella volontà a rappresentare il tributo più sincero. "Come amministrazione comunale abbiamo aderito pienamente all'indicazione della famiglia, che vuole la massima riservatezza. Per questo non abbiamo diffuso comunicati né organizzato iniziative pubbliche", afferma il primo cittadino nell'intervista concessa all'Adnkronos. 

 

Anche la decisione di non proclamare il lutto cittadino nasce da questa impostazione. "Forse può sembrare strano che non si faccia il lutto cittadino - osserva Breschi – ma non è certo per scarsa attenzione nei confronti di Francesco Guccini. Anzi, è esattamente il contrario: è la massima attenzione verso il desiderio della famiglia, che voleva vivere questo momento in modo personale e riservato". Il lutto cittadino sarà invece proclamato a Modena, dove Guccini era nato nel 1940, e a Bologna, la città adottiva, dove era arrivato a 21 anni. La sobria cerimonia funebre si terrà nell'abitazione del cantautore alla presenza dei familiari e delle persone più vicine all'artista.  

 

Per consentire ai tanti fan di rendere omaggio a Guccini, sarà poi organizzata una cerimonia commemorativa pubblica nel mese di settembre a Bologna. Dopo il momento intimo nella casa di Guccini, la salma sarà trasferita nel tempio crematorio bolognese e le ceneri saranno in seguito tumulate nel cimitero comunale di Pàvana, così come da espresso desiderio del defunto. 

 

Per Pavana e per tutto il territorio di Sambuca Pistoiese, Guccini non è stato soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. È stato il narratore di un Appennino lontano dai riflettori, quello che il sindaco definisce "l'Appennino non famoso", fatto di piccoli paesi, torrenti, boschi e memorie. Un territorio che l'artista ha trasformato in letteratura e canzoni, restituendogli dignità culturale e una dimensione universale. "Ognuno di noi sambucani conosce bene il suo volto, il suo modo di parlare, di cantare e soprattutto la limpidezza delle sue parole", racconta Breschi. "Quella limpidezza mi ricorda l'acqua del Limentra, il torrente che lui ha sempre amato e descritto nei suoi racconti". 

Per il sindaco di Sambuca Pistoiese non servono grandi celebrazioni per ricordare Guccini: "Il suo legame con questo territorio non ha bisogno di essere spiegato. Basta leggere una sua pagina, ascoltare una sua canzone o una sua intervista. Lui ha dato tantissimo al Pavano e a questo Appennino meno conosciuto. E tutti noi gli dobbiamo molto. Ci ha lasciato qualcosa che resterà per sempre". 

In paese il dolore si manifesta senza clamore. Nessuna folla, nessuna iniziativa spontanea organizzata. Solo un sentimento diffuso di vicinanza e rispetto. "Tra la gente della montagna c'è soprattutto commozione e riservatezza", spiega ancora Breschi. "Se una famiglia chiede di vivere questo momento in pace, qui c'è il massimo rispetto. Tutti, in un modo o nell'altro, hanno conosciuto Francesco, più o meno da vicino. Essendo una figura così importante, ognuno se lo sente un po' vicino ed è vicino anche alla sua famiglia". 

La scelta della riservatezza è stata condivisa fino in fondo. Non sono stati affissi nemmeno manifesti funebri. "La famiglia ha voluto così e noi rispettiamo pienamente questa decisione", racconta il sindaco. "Credo che abbia dato anche un messaggio importante: questo è un momento privato, quello pubblico lo vivremo tutti insieme più avanti". Per lo stesso motivo Breschi non sarà presente all'abitazione di Guccini prima del funerale: "È un fatto privato e io lo rispetto. Se in futuro verrà organizzato qualcosa per ricordarlo, sarà soltanto d'accordo con la famiglia e solo quando saranno loro a ritenerlo opportuno". Per la giornata di domani il Comune non ha predisposto particolari misure organizzative. "Proprio perché è un funerale strettamente privato", conclude il sindaco, "le persone di qui hanno capito. Chi gli era più vicino è rimasto in silenzio. Credo che questo sia il modo giusto di rapportarsi. Ognuno di noi sa quanto gli deve". Poi l'ultima riflessione, che va oltre la figura dell'artista e restituisce quella dell'uomo: "L'Appennino deve tanto a Francesco Guccini. Ma soprattutto oggi salutiamo un uomo libero, che è sempre vissuto a testa alta. Per me è questa la cosa più importante da ricordare". (di Paolo Martini) 

7 ago 2026

Dolomiti Superski, via ai rimborsi degli skipass: ecco chi può richiederli

(Adnkronos) - Buone notizie per migliaia di sciatori. Dolomiti Superski apre ai rimborsi per gli skipass acquistati nelle stagioni sciistiche 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025. Dal 15 ottobre i clienti che ne avranno diritto potranno scegliere tra un rimborso diretto del 20% della spesa sostenuta oppure un voucher sconto del 30% da utilizzare per futuri acquisti. La misura è prevista dopo la chiusura dell'istruttoria dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha accolto gli impegni assunti dal Federconsorzio Dolomiti Superski e dai dodici Consorzi di valle aderenti. 

Secondo quanto comunicato da Dolomiti Superski, gli utenti che hanno acquistato skipass giornalieri o plurigiornalieri nelle tre stagioni interessate potranno presentare domanda attraverso un portale online dedicato, che sarà attivato nelle prossime settimane. 

Ogni richiesta sarà verificata dal Federconsorzio, che invita gli utenti a conservare la documentazione utile a dimostrare l'acquisto dello skipass. Le modalità operative e le tempistiche saranno rese note attraverso i canali ufficiali prima dell'apertura delle domande. 

L'Antitrust ha stabilito un pacchetto di misure compensative del valore complessivo di 30 milioni di euro: 

- rimborso diretto pari al 20% della spesa sostenuta; 

- voucher sconto del 30% da utilizzare per futuri acquisti di skipass. 

Saranno gli stessi consumatori a scegliere quale delle due opzioni preferire. 

Alle misure economiche si aggiunge l'impegno di mantenere, per le prossime cinque stagioni invernali, promozioni e agevolazioni sul Super Skipass Dolomiti Superski per un valore stimato di circa 20 milioni di euro. 

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso con impegni l'istruttoria avviata nel luglio 2025 nei confronti del Federconsorzio Dolomiti Superski e dei dodici Consorzi aderenti. 

L'indagine riguardava alcune disposizioni dello Statuto che, secondo l'Autorità, avrebbero potuto limitare la concorrenza. In particolare, l'attenzione si è concentrata su due aspetti: 

- il coordinamento nella definizione dei prezzi degli skipass vallivi; 

- i limiti imposti ai Consorzi di valle nella vendita degli skipass attraverso soggetti terzi. 

Per superare le contestazioni, il Federconsorzio e i Consorzi aderenti hanno assunto una serie di impegni, tra cui modifiche statutarie per eliminare qualsiasi forma di coordinamento delle politiche di prezzo e distribuzione degli skipass vallivi, oltre all'introduzione delle misure di ristoro economico a favore degli sciatori. 

Il Federconsorzio sottolinea di aver collaborato con un team di esperti durante tutto il procedimento e accoglie con favore la decisione dell'Autorità, che ha ritenuto adeguati gli impegni presentati. 

Secondo Dolomiti Superski, l'operazione rappresenta un importante sforzo organizzativo finalizzato a riconoscere la fiducia dei clienti, garantendo al tempo stesso il mantenimento degli standard di qualità del comprensorio. I dettagli su modalità di accesso ai rimborsi e agli sconti saranno comunicati prima dell'apertura del portale prevista per il 15 ottobre. 

7 ago 2026

Carburante annacquato, irregolare un distributore su cinque. Pd e M5S: "Governo intervenga". Lega: "Bene controlli Gdf"

(Adnkronos) - La Guardia di Finanza ha sequestrato 10 tonnellate di carburante irregolare e comminato 20mila euro di multe, dopo l'inchiesta giornalistica dell'Adnkronos. Riscontrate irregolarità in un distributore su cinque. 

 

"Siamo di fronte a un fatto molto grave" dice Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd del Senato. "Gli italiani non meritano non solo il danno dei rincari di benzina e diesel, ma ora anche la beffa dei carburanti annacquati e che danneggiano le automobili, come il servizio giornalistico aveva rilevato. Chiediamo al governo di occuparsi a tempo pieno di carburanti per controllarne non soltanto i prezzi, ma anche la qualità. Quella dei carburanti sta diventando una vera e propria emergenza, specie alla vigilia degli esodi per le vacanze che saranno sempre più brevi, purtroppo, per molte famiglie italiane”.  

"Desidero congratularmi con la Guardia di Finanza della Capitale per il lavoro che sta svolgendo sul territorio, contrastando l’illegalità e punendo chi non rispetta le regole" dichiara il segretario della Lega nel Lazio Davide Bordoni. "Significativa anche l’inchiesta condotta dall’agenzia Adnkronos, modello di buona informazione, che ha saputo mettere in luce aspetti preoccupanti con impianti e operatori del settore che evidentemente speculano, mentre dal Governo sono arrivati ben 2 miliardi per calmierare i prezzi e abbassare il costo della benzina per i nostri cittadini. Questo è il giornalismo positivo che sosteniamo per la tutela di tutti i cittadini consumatori". 

 

"I dati emersi a Roma sono allarmanti: irregolarità in un impianto su cinque e oltre dieci tonnellate di carburante sequestrate in appena due giorni" scrive sui social il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli. "Alcuni cittadini hanno persino applaudito i finanzieri impegnati nelle verifiche: un gesto che dimostra quanto il problema sia sentito, soprattutto in un periodo di rincari e di partenze per le vacanze. Ringraziamo quindi la Guardia di Finanza per il lavoro svolto e anche i giornalisti dell’Adnkronos che hanno dato la notizia". "Per il governo va sempre tutto bene: la produzione industriale vola, i carburanti non rincarano e i controlli sono capillari. Poi i cittadini vanno a fare benzina, pagano prezzi altissimi con accise che questo esecutivo ha aumentato, e rischiano persino di ritrovarsi nel serbatoio carburante modificato". "Adesso il Governo si dia una svegliata e renda questi controlli capillari e sistematici in tutta Italia, verificando la qualità del prodotto, le quantità erogate e la trasparenza dei prezzi". 

 

 

 

"Benzina e diesel hanno già raggiunto cifre insostenibili, ora scopriamo che c’è anche chi specula sulla qualità del carburante per guadagnare di più a spese degli automobilisti che finiscono per pagare due volte, alla pompa e dal meccanico" dichiara la senatrice di Italia Viva - Casa Riformista Silvia Fregolent, vicepresidente della Commissione Attività Produttive, che sottolinea: "Da quanto riscontrato dalla Guardia di Finanza, che ringraziamo per essere intervenuta tempestivamente dopo l’inchiesta dell’Adnkronos, sono numeri impressionanti, che non possono essere liquidati come episodi isolati. Adesso il governo non sì limiti a prendere atto dei numeri: rafforzi i controlli e intervenga contro chi lucra sui carburanti. Gli automobilisti pagano già abbastanza alla pompa, non possono pagare anche il conto delle truffe". 

 

"I casi di carburante annacquato o adulterato che stanno emergendo in questi giorni vanno affrontati con serietà ed è più che giusto che la Guardia di Finanza faccia i controlli, ma il governo non si azzardi ad usare questa vicenda per mettere ancora in cattiva luce i gestori e nascondere i propri fallimenti contro il caro benzina" afferma la deputata M5S Chiara Appendino. "I gestori non scelgono il prodotto che gli viene scaricato nei serbatoi: ricevono la merce dal fornitore in esclusiva e non hanno possibilità di verificarne la qualità prima che venga immessa nei serbatoi. Non a caso le maggiori compagnie stipulano assicurazioni contro i sinistri da prodotto inquinato distribuito sulle loro reti: sanno benissimo dove nasce il problema. Urso la smetta di usare i benzinai come parafulmine. Metta in pratica la riforma del settore, tagli le accise in modo strutturale, introduca la trasparenza lungo tutta la filiera, e vada a cercare i responsabili dove stanno davvero, non all'ultimo anello della catena".  

 

"Visti i numeri sui carburanti annacquati riscontrati dalla Guardia di Finanza tra Roma e provincia a seguito della denuncia dell'inchiesta dell'Adnkronos, chiediamo a questo punto che vengano effettuati controlli a tappeto nei distributori di tutta Italia" sottolinea l'Unione Nazionale Consumatori. 

"Con l'occasione - aggiungono i consumatori - chiediamo di controllare anche la corrispondenza effettiva dell'erogazione del litro alla pompa. Nonostante sia stata alzata la soglia di tolleranza infatti - denuncia l'Unc - spesso e volentieri risultano approssimazioni per difetto e mai per eccesso". 

 

"Per il ministro Urso sembra andare tutto bene. Peccato che mentre continuano a raccontarci un Paese che corre e che non subisce le loro scelte scellerate, gli italiani si trovano a fare i conti con carburanti sempre più costosi e, ora, persino con il rischio di trovare un prodotto alterato alla pompa" afferma la capogruppo M5S in commissione Industria e Agricoltura del Senato Sabrina Licheri. "Dai controlli della Guardia di Finanza è emersa una situazione che non può essere liquidata e sottovalutata: un impianto su cinque è irregolare e più di dieci tonnellate di carburante sequestrate in appena due giorni sono numeri che devono far riflettere".  

"Ringraziamo chi sta svolgendo questi controlli, ma proprio questi dati -aggiunge- dimostrano che non devono essere sporadici, ma capillari e sistematici in tutto il Paese. Urso è il ministro delle Imprese e del Made in Italy. Visto che recentemente lo abbiamo sentito dire ‘Dobbiamo agire’, inizi a effettuare controlli seri, sul carburante e e sui costi, ma non con la farsa di far mettere i cartelli con i prezzi medi alle pompe di benzina, il problema non sono i benzinai, il problema è a monte. Agisca ora. Meglio tardi che mai, ma agisca e dia risposte concrete ai cittadini". 

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