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Troncone, "Move&Fly iniziativa che avrà grande successo"

(Adnkronos) - “Questa è un'iniziativa che si aggiunge a un calendario sempre molto fitto. Sono progettualità che guardano soprattutto all'esperienza del passeggero”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Adr, Marco Troncone, all’interno dell’aeroporto di Fiumicino durante la presentazione del progetto Move & Fly che porterà lo sport all’interno di terminal T1 e T3. “Questa volta - ha continuato -, nel nome del movimento e del benessere fisico e mentale. Move & Fly fa parte del più ampio capitolo di rendere la vita più facile, più bella e più gradevole”. 

L’ad di Adr ha poi proseguito evidenziando come l’aeroporto di Fiumicino è uno snodo funzionale dove si arriva per poter poi partire in modo rapido, semplice e sicuro. Un posto che, però, “vuole essere anche parte significativa del proprio viaggio soprattutto per i tanti turisti che lo popolano”, ha proseguito l’amministratore delegato di Adr. “Questa iniziativa è anche una testimonianza importante della cooperazione istituzionale che noi cerchiamo sempre di avere - ha sottolineato Troncone -. Questa volta abbiamo collaborato con Asi che è un grande ente di promozione delle attività sportive. Speriamo che sia solo un punto d'inizio e che si aggiunga altro in futuro”. 

L’aeroporto Leonardo da Vinci “nei giorni con picco di flusso vede transitare 180.000 persone, quasi una media città italiana che entra ed esce in un giorno solo”, ha ricordato l’ad di Adr. “Noi pensiamo che questa esperienza possa avere un grande riscontro come accade con le nostre installazioni artistiche. Le statistiche dicono che le esposizioni che noi offriamo ai nostri passeggeri ricevono tantissime visite”, ha concluso. 

22 set 2026

Sindaco di Fiumicino, "L'aeroporto diventa un punto di riferimento nazionale e internazionale"

22 set 2026

Uccise carabiniere a Brindisi, l'imputato si scusa in aula con la vedova: "Nessun contatto coi militari"

(Adnkronos) - All'inizio del lungo interrogatorio, svoltosi oggi e durato oltre tre ore, davanti alla Corte di Assise di Brindisi, Camillo Giannattasio, 59 anni, imputato per concorso in omicidio volontario aggravato, detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale, ha chiesto scusa alla vedova e alla famiglia del maresciallo dei carabinieri Carlo Legrottaglie, 59 anni, medaglia d'oro al valore, ucciso durante una sparatoria a Francavilla Fontana il 12 giugno del 2025. 

Il militare, originario di Ostuni e prossimo alla pensione, quella mattina era di pattuglia, insieme a un collega, quando sorprese alla periferia della cittadina pugliese Michele Mastropietro, pregiudicato di 59 anni, che era a bordo di una vettura rubata. Insieme a lui, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, c'era Giannattasio. Di fronte all'alt dei militari, Mastropietro sparò uccidendo il maresciallo mentre l'altro militare riuscì a salvarsi. 

Nella ricostruzione fatta oggi davanti al pubblico ministero e alla Corte d'Assise Giannattasio, gestore di una ferramenta a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, ha sostenuto che quella mattina Mastropietro, che era suo cliente come meccanico, gli avrebbe chiesto di aiutarlo a recuperare un'auto in panne in un piazzale isolato. A un certo punto, secondo la sua ricostruzione, si sarebbe accorto che la vettura era rubata e si sarebbe sottratto allontanandosi velocemente dal luogo della sparatoria, in particolare dopo aver visto arrivare i militari. "Non ho avuto contatti con i carabinieri", ha spiegato, aggiungendo solo di aver notato a distanza l'altro militare di pattuglia, quello rimasto incolume. "Non ho visto proprio quello che era successo", ha affermato l'imputato. "Io non sono Mastropietro, io quella mattina non ho impugnato nessuna arma e non ho premuto nessun grilletto. Sono uscito di casa solo per vedere una macchina in avaria". Entrambi poi fuggirono a bordo della vettura. Giannattasio avrebbe chiesto spiegazioni a Mastropietro degli spari che aveva sentito e di una ferita al braccio ma il suo conoscente e cliente sarebbe stato evasivo. Infine i due, qualche ora dopo, furono intercettati nelle campagne di Grottaglie, nel tarantino, dove Mastropietro fuggì a piedi, dopo aver abbandonato l'auto, e poi ingaggiò un'altra sparatoria con una pattuglia della Polizia di Stato nel corso della quale rimase ucciso. La posizione dei due agenti del Commissariato, indagati per eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi, è stata archiviata qualche giorno fa dal gip del tribunale di Taranto su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo le prime ipotesi degli inquirenti Giannattasio era alla guida dell'auto intercettata nel piazzale e avrebbe addirittura incitato Mastropietro.  

"Questa era una contestazione iniziale, poi accantonata", spiega all'Adnkronos l'avvocato Luigi Danucci, legale di Giannattasio. "Mai nessuno ha detto che l'abbia incitato. Era un richiamo all'istituto giuridico dell'elemento psicologico di chi determina altri a fare qualcosa. Secondo la Procura avrebbe fornito un contributo psicologico, nessuno dice che l'avrebbe incitato con parole. Lui non ha sparato e anche gli inquirenti non gli contestano di aver impugnato armi quella mattina", aggiunge. "L'unica vittima obiettiva è il compianto maresciallo Legrottaglie", conclude Danucci. Al processo, iniziato lo scorso 27 gennaio, si sono costituite come parti civili la moglie e le due figlie della vittima, l'altro carabiniere di pattuglia, l'avvocatura dello Stato in rappresentanza del ministro dell'Interno e del ministro della Difesa. 

22 set 2026

Cordella (AbbVie): "Vitiligine e alopecia siano riconosciute da Ssn"

(Adnkronos) - “Auspichiamo il riconoscimento per la vitiligine e l'alopecia areata", da parte del Servizio sanitario nazionale, "per l'impatto che hanno nella vita delle persone. Si è riscontrato che entrambe le patologie producano un'ansia del 2,5% superiore alla media, con una possibilità di perdere il lavoro che va oltre l'80%. Riteniamo pertanto che ci siano gli estremi per dei riconoscimenti concreti”. Così Irma Cordella, Corporate Affairs Director di AbbVie Italia, oggi a Milano partecipando all'incontro organizzato dalla farmaceutica sul tema ‘Oltre la pelle: vitiligine e alopecia areata, le malattie invisibili che tutti vedono’. Un appuntamento che ha visto riuniti esperti e rappresentanti delle associazioni dei pazienti per comprendere il peso clinico e sociale delle due patologie, lo stato dell’arte della ricerca e le prospettive future per le persone che vivono con queste malattie autoimmuni croniche, in seguito alla recente approvazione da parte della Commissione Europea di upadacitinib, primo e unico farmaco sistemico approvato nell'Ue per la vitiligine non segmentale e il primo Jak inibitore a ottenere la ricrescita completa dei capelli nell’alopecia areata. 

La farmaceutica è impegnata a migliorare gli standard di cura, che "significa lavorare su una corretta informazione che arrivi al maggior numero di persone - continua Cordella - La cura di una patologia non è legata soltanto alla terapia, ma anche all'informazione e alla formazione per arrivare a una diagnosi precoce, consentendo così di creare una rete che favorisca la conoscenza delle patologie e consenta di abbattere lo stigma”.  

Un ruolo chiave è giocato dalle associazioni dei pazienti che “dicono cose che la scienza e la clinica" non considerano abbastanza, osserva, "come ad esempio l'impossibilità di fare uno sport, la mancanza della voglia di avere relazioni o il fatto di non accettare lavori che espongono al pubblico. Per noi questo rapporto è fondamentale per costruire un percorso che sia davvero efficace per i pazienti”. 

22 set 2026

Barbaro (Asi), "Move&Fly avventura che possiamo estendere in altri aeroporti"

22 set 2026

Rossetti (Aiv): "Accelerare riconoscimento vitiligine e accesso nuovi trattamenti"

22 set 2026

Ucraina-Russia, Trump a Putin: "Metta fine alla guerra". Atteso discorso del presidente Usa all'Onu

(Adnkronos) - "Metta fine alla guerra". E' il messaggio che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha inviato al suo omologo russo, Vladimir Putin, parlando con i giornalisti al suo arrivo al Palazzo di Vetro. 

Giornata fitta di appuntamenti per il presidente Usa in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con Trump impegnato in una serie di incontri bilaterali e multilaterali. Tra gli appuntamenti più attesi, come evidenzia l'agenda del presidente diffusa dalla Casa Bianca, c'è il faccia a faccia con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, previsto alle 13.15 di New York, le 19.15 in Italia, un incontro particolarmente atteso alla luce della guerra in Ucraina e delle discussioni sul futuro del conflitto.  

Secondo quanto ha riferito la Cnn, citando un funzionario americano a conoscenza della questione, Trump ha detto ai suoi consiglieri di voler organizzare un incontro con i rappresentanti iraniani presenti a New York per l'Assemblea Generale dell'Onu "se le condizioni saranno favorevoli". L'incontro potrebbe coinvolgere anche alcuni dei principali consiglieri di Trump, presenti a New York con il presidente. 

All'interno dell'amministrazione, secondo la fonte, ci si interroga però sulla possibilità che un colloquio possa contribuire concretamente a trovare una via d'uscita alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Restano inoltre dubbi sul fatto che i funzionari iraniani presenti a New York abbiano la fiducia della Guida Suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. 

Non è chiaro, inoltre, se la parte iraniana sia disponibile a un incontro con Trump. Nella delegazione iraniana all'Assemblea Generale figurano il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, e il presidente, Masoud Pezeshkian. 

22 set 2026

I voti gonfiati per Putin, il partito 'fantasma' e l'affluenza flop: gli altri dati delle elezioni in Russia

(Adnkronos) - I voti per il partito di Vladimir Putin scendono, l'affluenza si riduce, un partito supera lo sbarramento in maniera misteriosa. Gli 'altri' dati delle elezioni andate in scena in Russia delineano un quadro differente rispetto a quello tratteggiato da Mosca. Russia unita, il partito del presidente Putin, avrebbe ottenuto solo il 34% dei voti alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, non il 57,8% assegnato dalla Commissione elettorale centrale e frutto di brogli e altre irregolarità, emerge da una analisti statistica del voto effettuata con il metodo messo a punto e usato a partire dal 2007 dal fisico Sergei Shpilkin. Il sistema consente di definire il quadro con maggiore probabilità della situazione a partire dalla distribuzione dei voti fra i diversi partiti e l'affluenza alle urne nei diversi seggi. I risultati dell'applicazione del metodo da parte dei giornalisti di Novaya Gazeta Europe è stato validato da due diversi esperti di elezioni. 

 

Durante lo scrutinio dei voti, inoltre, ieri sono comparsi nel giro di un'ora 60mila voti per Russia giusta, uno dei partiti dell'opposizione di sistema, che sembrava non aver superato la soglia di sbarramento del cinque per cento. Il partito acquisisce seggi anche con il voto di lista, ha denunciato l'analista Stanislav Andreychuk, ora in Lituania, in un intervento a Carnegie Politika. Un secondo esperto di analisi del voto che ha invece preferito rimanere anonimo ha confermato che fra le 13.29 e le 14.29 (ora di Mosca), sul sito della Commissione elettorale centrale sono comparsi 67.330 voti per Russia giusta. 

 

Infine, capitolo affluenza. Quella reale alle urne è stata del 40%, non del 59%, come invece stabilito dalla Commissione elettorale centrale, emerge da analisi indipendenti condotte dal matematico Boris Ovchinnikov e dell'esperto di elezioni Roman Udot, citati da Dozhd Tv. "Significa che le risorse amministrative sono state schiacciate ai limiti. Sappiamo che il massimo che possono immettere è il 20 per cento", ha spiegato Udot. 

22 set 2026

Deficit al 3,1%, Tria: "Ora Giorgetti può dire no a bandierine elettorali"

(Adnkronos) - "Non uscire dalla procedura Ue forse è di aiuto per il ministro Giorgetti per continuare il consolidamento dei conti senza cedere spazio per le spese elettorali perché qualunque bandierina che comportasse aumenti del deficit sarebbe stata scrutinata dal mercato". Così all'Adnkronos Giovanni Tria, già titolare di via XX settembre con il primo governo Conte, commenta i dati Istat sul deficit 2025 al 3,1% che chiudono la porta allo stop al procedimento di Bruxelles per disavanzo eccessivo.  

Professore onorario di Economia all'Università di Tor Vergata, Tria osserva che in ogni modo "si tratta di decimali dovuti alla spesa per il superbonus ma, se guardiamo i dati, c'è comunque una certificazione della prudenza fiscale del governo, di rientro del deficit e un avanzo primario che è aumentato allo 0,8 dallo 0,5% dell'anno precedente".  

L'impatto pratico di restare sopra l'asticella del 3%? "A parte non uscire in anticipo dall'infrazione, comporta che l'eventuale spesa addizionale concessa in deroga dalla Ue per la difesa e l'efficienza energetica per circa 36 miliardi nel triennio 2026-28 andrà ora computata nel deficit, facendolo dunque salire e rendendo così più complicato nei prossimi anni tornare sotto il tetto del 3% - spiega l'ex ministro - se invece fossimo usciti dalla procedura queste spese non sarebbero rientrate nel calcolo del disavanzo". E questo perché, elabora ulteriormente Tria, "al di là di ogni interpretazione queste spese addizionali sarebbero in deficit, con o senza procedura, a meno che non si finanzino con equivalenti tagli di spesa o rialzi delle tasse".  

Quindi "il problema sostanziale oggi di fronte ai mercati è di procedere nel consolidamento fiscale come è stato fatto finora", scandisce Tria. "E' chiaro che per la Legge di Bilancio dell'anno elettorale questo diverso modo di computare le spese addizionali toglierà spazio al bilancio qualora si voglia continuare il piano di rientro del deficit ma sul piano sostanziale oggi conta molto il giudizio dei mercati", afferma. Un giudizio "che pesa per la valutazione del rischio del debito e quindi sui costi di rifinanziamento - prosegue - soprattutto in questo momento di instabilità globale dove i debiti sovrani sono sotto attacco". Dunque, conclude Tria, "serve prudenza fiscale" per garantirsi la fiducia dei mercati altrimenti "nonostante lo sforzo di aumento del saldo positivo, si creerebbe un problema". (di Luana Cimino) 

22 set 2026

Caso Report, Giulia Innocenzi: "Dicono che lavoro grazie a favori sessuali? Insulti sessisti, è forma di violenza". E annuncia denunce

(Adnkronos) - "Questi sono solo alcuni degli insulti sessisti che ho ricevuto sotto alcuni dei miei post. Ancora oggi se sei donna gli insulti sessisti vengono usati per delegittimarti. Ancora oggi se sei donna vieni attaccata non nel merito della tua professionalità, ma sul fatto che andresti avanti solo a favori sessuali". Comincia così il lungo sfogo di Giulia Innocenzi, che in un video pubblicato su X ha anche annunciato di aver dato mandato alla sua avvocata di denunciare quanti l'hanno insultata via social durante i giorni convulsi della vicenda Report, conclusi con l'allontanamento di Sigfrido Ranucci e la nomina a conduttori di Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale, dopo il passo indietro di Giulia Presutti. Il sindacato Unirati-Figec in una nota aveva fatto sapere che Innocenzi "non risulta sia iscritta all'albo dei giornalisti nell'elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicisti", dando il via a ulteriori polemiche.  

 

"Questi commenti riguardano le ginocchiere, che ho scoperto a mie spese sarebbe un insulto che si sta diffondendo sempre di più e che allude ancora una volta a pratiche sessuali. Io sono onestamente disgustata. Questi contenuti sono usciti nel mezzo della campagna per salvare Report, dove hanno tentato di screditarmi e tantissime persone, soprattutto uomini, hanno insultato il mio lavoro dicendo che l'ho attenuto facendo dei servizi sessuali. Un'atmosfera da branco, da bar, dove uomini lanciano battute che sono vissute da loro con leggerezza e simpatia. E non provate a liquidare questo discorso come esagerazione. Non sono battute ma una forma di violenza bella e buona. Per ricordare alle donne che non devono alzare la testa e devono restare al lor posto. Non resterò a leggere passivamente", ha detto Innocenzi.  

"Per questo - ha concluso - ho già dato mandato alla mia avvocata per denunciare uno per uno tutti coloro che hanno postato questi insulti sui social. Lo faccio per me, ma lo faccio anche per chi come me subisce un trattamento simile. E' da quando ho cominciato questo lavoro che quest'arma era usata contro di me e non sono la sola. Prima ero più giovane e riuscivo a portare questo carico sulle spalle con molta difficoltà. Oggi invece, grazie a vent'anni di lavoro e vent'anni di esposizione pubblica, dove ne ho viste di cotte e di crude, sono più preparata. Ma questi commenti fanno sempre male perché ti fanno capire il livello di ignoranza, sessismo e violenza nel nostro paese".  

 

22 set 2026

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